Orthotes è una casa editrice plurale e democratica. Si occupa prevalentemente di saggistica filosofica, considerando il "filosofico" nella sua accezione più semplice e caratteristica, e cioè come uso del sapere a vantaggio degli esseri umani, donne e uomini. La casa editrice opera nella convinzione che ogni lavoro culturale ben sviluppato e argomentato sia un lavoro filosofico, inerisca esso alle scienze teoretiche (filosofia, critica, analisi), a quelle pratiche (etica, politica, società), o poietiche (arti musicali, figurative, tecniche). In funzione di questi principi operativi Orthotes definisce il proprio orientamento, indipendente e non programmatico, cercando di volgere lo sguardo verso la "retta direzione" di un sapere che rischiara e illumina perché di se stesso insegna l'uso.

 

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Il pieno e il vuoto
Jacques Lacan, Gilles Deleuze e il tessuto del Reale

26/06/2017 — Yuri Di Liberto

  € 17,00   

 

Il soggetto è un eccesso, non è mai costituito una volta e per tutte. La storia che lo vuole imbrigliare si divide tra un Desiderio dell’Essere (filosofia) e l’Essere del Desiderio (psicoanalisi). Si desidera sempre con e contro il sostrato materiale, nel «pieno» dei concatenamenti sociali, come ci insegna Deleuze, e nel «vuoto» determinato dalla domanda dell’Altro, come nell’insegnamento di Lacan. L’immagine del tessuto – topologico, deforme, dinamico – ci permette però di immaginare una via d’uscita dalle pastoie di griglie concettuali troppo anguste. Si tratta del tessuto del Reale: scabroso, impossibile, vibrante, generatore e contraddittorio.

Yuri Di Liberto (Palermo, 1988) svolge un Dottorato di Ricerca presso l'Università della Calabria. Si occupa dei rapporti tra filosofia e psicoanalisi, con particolare attenzione al pensiero di Jacques Lacan e Gilles Deleuze. Le sue ricerche si concentrano sui rapporti tra la filosofia contemporanea, il linguaggio, la psicoanalisi e la dimensione politica del soggetto. § Di Di Liberto Orthotes ha pubblicato Il pieno e il vuoto. Jacques Lacan, Gilles Deleuze, e il tessuto del Reale (2017).

ISBN 9788893140881

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

La libertà umana nell'Etica di Spinoza

06/06/2017 — Marco Iannucci

  € 18,00   

 

In quest'opera Marco Iannucci ripercorre la lacerante genesi dell'Etica di Spinoza cercando di donarle una seconda vita. La volontà di capire il senso alto dell'esistenza – attraverso il pensiero di Spinoza – dà ragione di una fatica interpretativa che conferisce nuova forza al capolavoro del filosofo olandese. I temi di fondo in cui si articola il saggio riguardano: l’aspirazione alla libertà, intesa come accettazione della necessità e conseguita solo con una lunga pratica e disciplina di pensiero; il perseguimento di una saggezza che assicuri il distacco dalle passioni 'passive' o 'inadeguate'; la via di una felicità solo interiore, unita alla consapevolezza che per Spinoza non esiste un male in sé, ma solo rispetto all’altro. Questi elementi confermano che quella di Spinoza è prima di tutto un'etica della libertà, perseguita con la potenza dell’intelletto, che si esercita a selezionare le idee adeguate da quelle inadeguate.

Marco Iannucci ha insegnato filosofia e psicopedagogia nei licei; ha collaborato a lungo con le cattedre di filosofia (l’Aquila e Chieti), svolgendo corsi su Spinoza. Ha pubblicato, oltre ad articoli di filosofia e di psicologia, i seguenti saggi: I primi germi della dialettica platonica (1975); La questione socratica nella storiografia contemporanea, in A. Patzer, Bibliographia socratica (München, 1985); I volti dell’adolescenza (1991); La preghiera laica. Un modo di ascoltare, capire e amare gli adolescenti (2004); Diario di un insegnante. Prof. e allievi si raccontano (2010). § Di Iannucci Orthotes ha pubblicato La libertà umana nell'Etica di Spinoza (2017).

ISBN 9788893140850

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Ricordi di Igor Stravinskij

06/06/2017 — Charles Ferdinand Ramuz

  € 13,00   

 

Pubblicati nel 1929, una decina d’anni dopo l'incontro con Stravinskij, questi Ricordi sono una lunga dichiarazione d’amore di Ramuz per il territorio vodese, riscoperto e apprezzato attraverso l’amicizia con Stravinskij, e una profonda riflessione sull’arte e sul dialogo tra uomini – prima che artisti – provenienti da mondi tra loro lontanissimi ma capaci di riconoscersi nelle rispettive necessità espressive. La lingua di Ramuz è aspra, inaudita, così come la musica di Stravinskij. Nelle pagine di questi Souvenirs, per la prima volta tradotti in italiano, il lettore avrà il privilegio di assistere alla genesi di una delle opere più innovative del primo Novecento: l’Histoire du soldat.

Charles-Ferdinand Ramuz (1878-1947) è stato un poeta e uno scrittore svizzero di lingua francese. Arrivato a Parigi nel 1902 pubblica le prime poesie e il suo primo romanzo, Aline (1905). Rientrato in Svizzera, nel 1914 fonda la rivista Cahiers vaudois. Il primo numero contiene Raison d’être, il manifesto in cui esprime la sua volontà di profonda identificazione con la natura, il paese e la lingua romanda. Nel 1918 scrive il testo de l’Histoire du soldat, musicato da Igor Stravinskij. § Di Ramuz Orthotes ha pubblicato Ricordi di Igor Stravinskij (2017), a cura di Roberto Lana.

ISBN 9788893140874

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Mille piani
Capitalismo e schizofrenia

12/05/2017 — Gilles Deleuze, Félix Guattari

  € 30,00   

 

La pubblicazione di Mille piani, nel 1980, è da considerarsi un evento del linguaggio e del pensiero, scioccante nel colpire e impercettibile nella sua azione trasformatrice, che ancora oggi continua ad agire sui corpi, individuali e collettivi. Come ogni evento, è dovuto scorrere del tempo – e forse altro ne passerà – perché la densità e la centralità dei temi di quest'opera venissero recepiti in tutta la loro importanza. Le scosse telluriche prodotte da questa «geologia della morale» riguardano svariati ambiti della relazione tra sapere, potere e desiderio, tanto nel campo umanistico, quanto in quello scientifico, economico e politico. L’episteme della tradizione – storica, politica, coloniale, patriarcale – viene colpita implacabilmente dal fuoco amico delle macchine da guerra filosofiche. Un’opera filosofica ancora in grado di diagnosticare il nostro tempo, ma anche l’arsenale teorico che può riscaldare questi «anni d’inverno», iniziati in concomitanza con la sua pubblicazione e culminanti nella concretizzazione delle «società di controllo», illuminare a giorno la crisi ecologica ed economica che umilia il mondo intero, e far saltare in aria la marea di stupidità, fascismi e pulsioni di dominio che impoveriscono le nostre vite.

Gilles Deleuze (1925-1995), uno dei filosofi più incisivi della seconda metà del Novecento, nei primi anni della sua attività trasformò il modo di fare storia della filosofia, in particolare attraverso Hume, Spinoza, Kant e Nietzsche. Degli anni Sessanta sono Differenza e ripetizione e Logica del senso, ormai considerati classici della filosofia contemporanea. Dal 1968 collaborò con Félix Guattari dedicandosi all’analisi della follia e della schizofrenia in relazione con il capitalismo, ma anche alla proposta di ripensamento radicale della filosofia nei suoi rapporti con l’arte, la scienza e la politica. Félix Guattari (1930-1992), psicoanalista e filosofo, lavorò per quarant'anni nella clinica psichiatrica d’avanguardia La Borde, da lui fondata, rivoluzionando il modo di pensare e praticare l’inconscio. Impegnato da sempre nelle lotte politiche per l’emancipazione e tra i primi artefici di un’ecologia politica radicale, resta ancora un pensatore da approfondire per la finezza, la profondità e l’attualità delle sue analisi.

ISBN 9788893140829

Sulla tecnica

12/05/2017 — Gilbert Simondon

  € 23,00   

 

A quali condizioni la tecnica può essere promotrice di vero progresso per l’umanità? Non si può comprendere la vita sociale senza la sua dimensione tecnica, così come gli sviluppi della tecnica (positivi o negativi) non sono indipendenti dai fattori psicosociologici. I testi riuniti in questo libro aiutano a comprendere in che modo, dall’educazione alla pubblicità e alla cultura in generale, sia possibile pensare la dimensione tecnica della società senza ridurla ad una fonte di alienazione. Un vero approccio psicosociologico dà agli uomini la possibilità di non essere schiavi dello sviluppo tecnico, ma, grazie ad una rinnovata relazione con gli esseri tecnici, di sentirsi a proprio agio nel mondo attuale. Trattando i diversi aspetti del rapporto dell’uomo con la tecnica e con il mondo, Gilbert Simondon mette in evidenza il senso autentico della tecnica: quello di essere, per l’uomo, la vera mediazione con la natura, il metaxu tra l’uomo e il mondo.

Gilbert Simondon (1924-1989) è il filosofo della tecnica più importante del secondo Novecento. Normalien, dopo aver insegnato filosofia al liceo di Tours, ottiene la cattedra di Psicologia all’Università di Poitiers e, in seguito, a Parigi, alla Sorbona e poi all’Università Paris-Descartes, dove fonda il Laboratorio di Psicologia generale e di Tecnologia. Le sue opere principali sono le due tesi sostenute nel 1958: Du mode d’existence des objets techniques e L’Individuation à la lumière des notions de forme et d’information. § Di Simondon Orthotes ha pubblicato Sulla tecnica (2017), a cura di Antonio Stefano Caridi.

ISBN 9788893140836

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

L'unione dell'anima e del corpo in Malebranche, Biran e Bergson

12/05/2017 — Maurice Merleau-Ponty

  € 18,00   

 

Nel 1947 Maurice Merleau-Ponty, all’epoca nemmeno quarantenne ma già affermato filosofo, viene incaricato di preparare gli studenti dell’École Normale Supérieure e dell’Università di Lione al difficile esame dell’agrégation. Oggetto d’esame sono le filosofie di Malebranche, Biran e Bergson. Merleau-Ponty decide di collegare queste tre diverse esperienze di pensiero alla luce di uno dei suoi maggiori interessi del momento: l’unione dell’anima e del corpo. Un tema centrale per riuscire a superare quei dualismi che ci impediscono di cogliere l’integralità del nostro essere al mondo. Dagli appunti degli uditori del corso verrà fuori questo libro, pubblicato soltanto anni dopo la morte di Merleau-Ponty. La minuziosa lettura di Malebranche, Biran e Bergson sviluppata in queste pagine non risponde solo a un compito accademico, non si limita a una "spiegazione" degli autori, ma rappresenta il tentativo di attraversarli per sviluppare una propria posizione. Così Merleau-Ponty ci offre un bellissimo esempio di come vadano letti i filosofi, di come possano essere interpretati attraverso il loro “non-pensato”, di come la comunicazione e il pensiero si producano attraverso i residui, gli scarti, e quegli abbozzi che spetta a ognuno di noi ricominciare e completare.

Merleau-Ponty (1908-1961) è considerato uno dei più importanti pensatori francesi del Novecento. Fra le voci più significative dell’esistenzialismo, fondatore, insieme all’amico Jean-Paul Sartre, della celebre rivista «Les Temps Modernes», Merleau-Ponty ha utilizzato la fenomenologia e il marxismo, la psicologia della Gestalt, l’arte e la letteratura del suo tempo, per produrre una filosofia originale, che da una tematizzazione del comportamento e della percezione, da una “riscoperta” del corpo, è giunta a interessarsi del linguaggio, dell’espressione artistica, della politica e infine dell’elaborazione di un nuova ontologia. Fra i suoi testi più importanti: Fenomenologia della percezione (1945), Senso e non senso (1948), Segni (1960) e il postumo Il visibile e l’invisibile (1964). § Di Merleau-Ponty Orthotes ha pubblicato L'unione dell'anima e del corpo (2017), a cura di Salvatore Prinzi.

ISBN 9788893140843

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Bertolt Brecht

10/05/2017 — Rocco Ronchi

  € 16,00   

 

Brecht assegna al teatro epico un compito rigorosamente filosofico. Il metodo dello straniamento è infatti un dispositivo che vuole produrre una forma collettiva di veggenza. In modo fedele al dettato platonico, l'ambizione brechtiana è costruire sulla scena un terzo occhio artificiale capace di attingere il “reale” che scorre impercepito al di sotto del “mondo”. Il dispositivo teatrale brechtiano perfeziona e integra i due altri dispositivi che nella modernità sono stati montati per rendere possibile un realismo “perturbante”: il dispositivo prospettico e il dispositivo fotografico.

Rocco Ronchi insegna Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di L’Aquila. È docente di filosofia presso l’IRPA (Istituto di Ricerca di Psicanalisi Applicata) di Milano. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Come fare. Per una resistenza filosofica (Milano 2012); Gilles Deleuze. Credere nel reale (Milano 2015); Zombie Outbreak. La filosofia e i morti viventi (L’Aquila 2015); Il canone minore. Verso una filosofia della natura (Milano 2017). § Per Orthotes Ronchi ha pubblicato Bertolt Brecht. Tre dispositivi (2017), e curato Introduzione alla metafisica di Henri Bergson (2012).

ISBN 9788893140775

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Aisthesis
Scene del regime estetico dell'arte

10/05/2017 — Jacques Rancière

  € 20,00   

 

Che cosa intendiamo oggi quando parliamo di arte? Con Aisthesis, Jacques Rancière esplora alcuni momenti cruciali, celebri o dimenticati, che hanno modificato profondamente le categorie interpretative e le pratiche artistiche dell’età moderna, definendo l’attuale regime estetico dell’arte. Lo stupore di Winckelmann di fronte al Torso del Belvedere, una visita di Hegel al museo, una serata trascorsa da Mallarmé alle Folies Bergère, una conferenza di Emerson, una mostra a Parigi o uno spettacolo a Mosca, ma anche l’avvento del cinema e oscuri reportage letterari sui braccianti dell’Alabama: quattordici scene, dalla Dresda del 1764 alla New York del 1941, per raccontare come una statua mutilata possa diventare un’opera perfetta, un mendicante sporco la raffigurazione dell’ideale, un mobile un tempio, una scala un personaggio, le circonvoluzioni di un velo una cosmogonia e il montaggio frenetico dei gesti la realizzazione estetica di un principio di uguaglianza. Smarcandosi dalle ricostruzioni ideologiche ed epocali del Novecento, Aisthesis traccia una controstoria della modernità artistica in cui riemerge un dialogo sotterraneo e a lungo perduto tra l’arte e l’orizzonte comune della vita sensibile.

Jacques Rancière (1940), professore emerito all’Université Paris VIII, è uno dei maggiori filosofi francesi contemporanei. Allievo di Louis Althusser, si è in seguito allontanato dal maestro per formulare una prospettiva originale sulle forme della soggettività politica e sui legami tra filosofia, estetica e democrazia. Per la sua riflessione sull’arte e l’estetica, ricordiamo: La Parole muette (1998); Il destino delle immagini (2007); Il disagio dell’estetica (2009); Politica della letteratura (2010); e La partizione del sensibile (2016). § Di Rancière Orthotes ha pubblicato Aisthesis. Scene del regime estetico dell'arte (2017), a cura di Pietro Terzi.

ISBN 9788893140812

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook6

Carteggio (1912-1933) e altri documenti

10/05/2017 — Martin Heidegger, Heinrich Rickert

  € 20,00   

 

Il carteggio fra Martin Heidegger e Heinrich Rickert pubblicato qui per la prima volta in traduzione italiana contiene 43 lettere. Nella prima, del 13 dicembre 1912, lo studente Heidegger si scusa per la sua assenza ad un seminario di Rickert. L’ultima del 29 maggio 1933 è una lettera d’auguri di Rickert al nuovo Rettore dell’Università di Friburgo. Uno scambio epistolare che riguarda un’ampia e importante parte del percorso di vita e di pensiero di Heidegger e che ci aiuta a colmare alcune lacune nella sua biografia, gettando nuova luce sui suoi rapporti con la Chiesa Cattolica, con l’Università di Friburgo e con la filosofia dei primi anni del Novecento: non solo con il suo maestro e interlocutore Rickert, ma anche con Finke, Krebs, Husserl, Troeltsch, Lask e Jaspers. Oltre alle lettere, sono pubblicati nel volume anche otto documenti, fra cui la relazione di Heidegger, Domanda e giudizio, tenuta nel 1915 all’interno di un seminario di Rickert, e il giudizio di Rickert sulla tesi di abilitazione di Heidegger La dottrina della categorie e del giudizio di Duns Scoto.

Martin Heidegger (Messkirch 1889 – Friburgo 1976), è noto per il suo tentativo di una nuova fondazione della filosofia come fenomenologia, ermeneutica e ontologia e per la sua comprensione della storia dell’essere come metafisica. È stato professore a Friburgo e Marburgo. La sua opera più famosa è Essere e tempo (1927), ma l’edizione completa dei suoi scritti, avviata nel 1975, prevede uno sviluppo complessivo in 102 volumi. Heinrich Rickert (Danzica 1863 – Heidelberg 1936) è considerato, insieme a Windelband, il maggior esponente della scuola neokantiana del Baden. Oltre a una riflessione metodologica sulle scienze storiche, ha elaborato una filosofia del valore che ha contribuito allo sviluppo del criticismo tedesco in senso anti-psicologistico. Ha fondato la rivista “Logos” che è stata punto di riferimento del dibattito europeo per oltre vent’anni. Le sue opere principali sono L’oggetto della conoscenza (1892), I limiti dell’elaborazione concettuale scientifico-naturale (1896-1902) e il primo volume del Sistema di filosofia (1921). § Di Heidegger e Rickert Orthotes ha pubblicato Carteggio (1912-1933) e altri documenti (2017), a cura di Anna Donise e Anna Pia Ruoppo.

ISBN 9788893140638

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook11

Meditazioni cartesiane

29/04/2017 — Edmund Husserl

  € 18,00   

 

Quod vitae sectabor iter? Questi versi iniziali di una poesia di Ausonio sognava di leggere Cartesio, per poi, nel medesimo sogno, essere deviato verso un’altra composizione dello stesso poeta: Est et non. La questione riguardo a ciò che è e a ciò che non è può dunque essere considerata intimamente legata a quella relativa all’itinerario da seguire nella vita. È questa, in effetti, la prospettiva più adeguata per leggere e comprendere le qui nuovamente tradotte meditazioni cartesiane di Husserl. Scritte in gran parte sulla base di conferenze tenute a Parigi nel 1929, pubblicate in traduzione francese nel 1931, ma solo post mortem in tedesco nel 1950, le Meditazioni cartesiane costituiscono una delle più celebrate, commentate, interpretate e fraintese opere di Husserl. Per molti aspetti la più “agile” introduzione al suo progetto filosofico, esse esigono lettori che sappiano farsi carico dell’evidenza e delle conseguenze dell’evidenza del proprio pensiero per condursi in una vita il cui senso concreto emergerà come per essenza realizzato e da realizzarsi in un mondo comune.

Edmund Husserl (Prostějov, 1859 – Friburgo in Brisgovia, 1938) è unanimemente considerato il padre della fenomenologia e una delle figure filosofiche più influenti del XX secolo. Formatosi attraverso studi matematici, si è poi dedicato alla filosofia in quanto scientia scientiarum e, in tale ottica, luogo di fondazione tanto delle scienze che di qualunque vita che voglia essere “razionalmente” sensata. Oltre alle Meditazioni cartesiane, pubblicò Filosofia dell’aritmetica (1890), Ricerche logiche (1900/1901), Idee per una fenomenologia pura e una filosofia fenomenologica (1913), Logica formale e trascendentale (1929), La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale. § Di Husserl Orthotes ha pubblicato le Meditazioni cartesiane (2017), a cura di Andrea Altobrando.

ISBN 9788893140751

Bioetica di fine vita
La distinzione tra uccidere e lasciar morire

29/04/2017 — Francesca Marin

  € 23,00   

 

Scegliendo come fil rouge la distinzione uccidere/lasciar morire (the killing/letting die distinction), il volume affronta le principali problematiche del fine vita. Nello specifico, l’autrice si chiede se abbia senso distinguere l’uccidere dal lasciar morire oppure se il provocare la morte di un paziente (per esempio attraverso la somministrazione di sostanze letali) e il lasciarlo morire (mediante il mancato avvio o la sospensione di un trattamento di sostegno vitale) siano da considerarsi delle azioni moralmente equivalenti. Il testo prende le distanze da due posizioni molto nette che sono tra loro opposte. Da un lato infatti si rifiuta la tesi secondo la quale uccidere e lasciar morire sarebbero degli atti moralmente equivalenti perché danno luogo alle medesime conseguenze (la morte altrui); dall’altro si ritiene che non sia neppure giustificata la tesi della sussistenza di una differenza morale assoluta, che renderebbe sempre illecito l’uccidere e sempre lecito il lasciar morire. Oltre a ciò, viene infine difesa una posizione definibile come intermedia perché si assegna alla killing/letting die distinction una rilevanza morale che non è né insignificante né assoluta. A riguardo, viene suggerito un approccio articolato e innovativo che, pur riprendendo quelle caratteristiche moralmente significative tra uccidere e lasciar morire già individuate dalla riflessione etico-filosofica e dal dibattito bioetico, indaga in maniera più approfondita i diversi significati del letting die. Da questo punto di vista merita di essere segnalata la differenza tra il lasciar morire colpevole rispetto al lasciar morire per il bene del paziente. Vengono valorizzati così i vari elementi del contesto clinico nonché i diversi aspetti dell’agire morale ed emergono la molteplicità e la variabilità delle problematiche etiche e deontologiche che caratterizzano le decisioni di fine vita.

Francesca Marin è dottore di ricerca in Filosofia. Ha partecipato a progetti di ricerca nazionali e internazionali su temi di carattere bioetico. È docente a contratto di Filosofia morale e di Etica sociale presso l’Università degli Studi di Padova. Tra le sue pubblicazioni: Il bene del paziente e le sue metamorfosi nell'etica biomedica (Milano 2012), Responsibility in Nanotechnology Development (Dordrecht 2014, a cura di S. Arnaldi, A. Ferrari, P. Magaudda e sua), Morire altrove. La buona morte in un contesto interculturale (Milano 2014, a cura di C. Viafora e sua). § Per Orthotes ha pubblicato Bioetica di fine vita. La distinzione tra uccidere e lasciar morire (2017).

ISBN 9788893140805

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook6

La teoria non è un ombrello
Dieci anni di AdATeoriaFemminista 2006-2016

28/03/2017 — Stefania Tarantino

  € 20,00   

 

AdaTeoriaFemminista è un laboratorio collettivo che sperimenta nuovi punti di avvistamento sul reale a partire dalle teorie femministe. Nata a Napoli nel 2006 dalla relazione politica di Lucia Mastrodomenico e Angela Putino la rivista “www.adateoriafemminista.it” si propone come campo di sperimentazione teorico-politica tra donne (e uomini) di diverse generazioni. In questo volume sono raccolti su carta tutti numeri di AdA che in questi anni hanno prodotto riflessioni in presa diretta sugli avvenimenti che investivano le nostre vite: il neoliberalismo, la camorra, la biopolitica, la caduta dell’ordine simbolico patriarcale, i rifiuti, la nascita, la fatica, il lavoro… Una teoria non è un ombrello, non serve a proteggersi dalla realtà ritagliandosi piccoli spazi sicuri e garantiti, ma è una bussola per navigare in mare aperto. Si parte da sé, dalle proprie vite incarnate, dalla propria passione per il mondo per leggere e capire, per sperimentare nuove forme del vivere in relazione. Tra queste pagine troverete anche belle immagini come le copertine di Stefano Perna, i disegni di Giulia D’Anna Lupo, le foto di Davide Chiarito, e alcuni inediti tra cui alcune poesie di Giovanna Petrelli, un testo e una foto dell’artista napoletano Raffaele Luongo e un testo scritto a quattro mani da Lucia Mastrodomenico e Angela Putino.

Stefania Tarantino svolge la sua ricerca presso il dipartimento di scienze umane e sociali dell’Università l’Orientale di Napoli. I suoi studi si concentrano soprattutto sulle filosofe del XX secolo e sulla problematizzazione della differenza sessuale all’interno della storia della filosofia e del pensiero politico occidentale. Fa parte del collettivo AdATeoriaFemminista, cura la sezione “teoria/partire da sé” del sito Madrigale per Lucia, fa parte della Società Italiana Karl Jaspers. Tra i suoi libri si segnalano: La libertà in formazione. Studio su Jeanne Hersch e María Zambrano (Milano 2008); Pensiero e giustizia in Simone Weil, (cur., Roma 2009); Esercizi di composizione per Angela Putino. Filosofia, differenza sessuale e politica (cur. con G. Borrello, Napoli 2010); Femminismo e neoliberalismo. Libertà femminile versus imprenditoria di sé e precarietà (cur. con T. Dini, Benevento 2014); άνευ µητρός/senza madre. L’anima perduta dell’Europa: Maria Zambrano e Simone Weil (Napoli 2014). È abilitata come professore associato in Storia della filosofia. § Per Orthotes ha curato (con Tristana Dini, Nadia Nappo, Lina Cascella), il volume La teoria non è un ombrello. Dieci anni di AdATeoriaFemminista 2006-2016 (2017).

ISBN 9788893140744

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Friedrich Engels e il punto d'approdo della filosofia classica tedesca
Ediz. integrale

28/03/2017 — Giovanni A. Sgrò

  € 18,00   

 

Il presente volume si propone di ricostruire alcuni nodi teorici fondamentali dell’opera filosofica dell’ultimo Engels (1873-1895), in particolare la sua interpretazione della dialettica hegeliana e la sua valutazione del ruolo svolto da Feuerbach nel processo di dissoluzione del sistema speculativo hegeliano e nel conseguente processo di formazione della concezione materialistica della storia. La conclusione cui giunge la presente ricerca è che il tardo Engels non abbia fatto sostanzialmente altro che riproporre, dopo più di quarant’anni, le stesse tesi elaborate durante la propria formazione filosofica (1841-1846), avvenuta negli ambienti della Sinistra hegeliana, e che di conseguenza non sia tanto Feuerbach a rappresentare il punto d’approdo della filosofia classica tedesca, quanto piuttosto Engels stesso.

Giovanni Sgro’ è ricercatore di Storia della filosofia presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi eCampus di Novedrate (Como) e membro del Centro di Ricerche Sto.Rio.S.S. Ha svolto soggiorni di ricerca in Svizzera (Zurigo) e in Germania (Heidelberg, Berlino, Tubinga e Münster). Ha curato traduzioni dal tedesco di opere di e su Marx, Engels e Weber ed è autore di numerosi saggi in italiano e in tedesco dedicati a Hegel, Feuerbach, Gans, Ruge, Marx, Engels e Weber. Tra le sue recenti pubblicazioni si segnalano la curatela Crisi e critica in Karl Marx. Dialettica, economia politica e storia, «Pagine inattuali. Rivista di filosofia e letteratura», 5 (2016). § Per Orthotes ha pubblicato MEGA-Marx. Studi sulla edizione e sulla recezione di Marx in Germania e in Italia (2016), e Friedrich Engels e il punto d'approdo della filosofia classica tedesca (2017).

ISBN 9788893140782

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Visioni transumane
Tecnica, salvezza, ideologia. Ediz. integrale

28/03/2017 — Antonio Allegra

  € 17,00   

 

Postumano e transumano sono diventati pervasivi. In ambito filosofico, estetico, tecnologico, letterario, sociologico, si tratta di termini forse generici ma coerenti nel significato di base. Alludono a una trasformazione epocale, a un passaggio verso una condizione che non è solo un’altra variazione sul tema dell’umano, ma la sua radicale alterazione. Che l’uomo sia destinato a un tramonto, che i segni di questo siano già incipienti, che questo passaggio vada non temuto o esorcizzato ma auspicato e preparato: queste sono alcune delle tesi filosofiche discusse nel volume. Il tema è dunque teoricamente ed eticamente cruciale perché esso riguarda, in realtà, l’immagine che abbiamo e proponiamo dell’uomo. Questo libro analizza storia, preistoria e ideologia delle narrazioni transumaniste, che funzionano come un’ambiziosa mitologia sul potere della tecnica in nome della redenzione da una condizione umana percepita come intollerabile o addirittura nefasta. La tecnica (oppure la natura, nelle versioni propriamente postumaniste) risulta essere il surrogato di visioni religiose o ideologiche: e dunque il postumano, in una delle sue molteplici versioni, rischia di essere la vera fede comune dei prossimi decenni.

Antonio Allegra insegna Storia della filosofia presso l’Università per Stranieri di Perugia. È autore di studi ispirati da un progetto complessivo di indagine sulle forme del soggetto, a partire dalla modernità e fino ad alcune linee di tendenza contemporanee. Oltre a numerosi articoli e saggi ha scritto: Identità e racconto. Forme di ricerca nel pensiero contemporaneo (Napoli 1999); Le trasformazioni della soggettività. Charles Taylor e la tradizione del moderno (Roma 2002); Dopo l’anima. Locke e il problema dell’identità personale alle origini del pensiero moderno (Roma 2005); Metamorfosi. Enigmi filosofici del cambiamento (Milano 2010). § Per Orthotes ha pubblicato Visioni transumane. Tecnica, salvezza, ideologia (2017).

ISBN 9788893140799

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Elogio della traduzione impossibile
Studi romeni di cultura letteraria, linguistica e comparata

28/03/2017 — Giovanni Rotiroti

  € 18,00   

 

Tradurre non vuol dire soltanto trasporre tecnicamente una lingua in un’altra lingua (anche se ciò è necessario), ma significa offrire la consistenza di un’immagine che dovrebbe corrispondere alla presenza ideale di un patrimonio comune delle diverse civiltà. La lingua dell’Europa è la lingua della traduzione. Si tratta quindi di restituire alla traduzione la sua difficoltà, le sue resistenze, la sua poeticità, cercando di conservare lo scarto fra il patrimonio culturale e la sua trasmissione, fra verità e trasmissibilità, fra scrittura e autorità. L’immagine che dà la letteratura romena nella sua cifra traduttiva, linguistica e intertestuale – attraverso Urmuz, Eugène Ionesco, Paul Celan, Gherasim Luca e altri scrittori – è quella di un sapere imprevedibile e poetico, che attiva la risonanza di molteplici voci. Il suo discorso, inteso nel senso della comparazione, insegna a intendere le differenze, a salvarle e non solo: ad amarle, e anche a volerne essere parte. Ciò ha una ricaduta anche sul piano etico. Una traduzione impossibile è una traduzione ospitale che sa accogliere l’altro in quanto altro opponendosi con tutte le forze all’ostilità e alla violenza dell’incontro. Un altro nome per dire la democrazia.

Giovanni Rotiroti, psicanalista di formazione, insegna Lingua e Letteratura Romena all’Università “L’Orientale” di Napoli in una prospettiva comparata. La sua critica è animata dall’interesse per la traduzione e la psicanalisi in rapporto all’opera letteraria e filosofica, prima e dopo la cesura di Auschwitz. Per Orthotes ha pubblicato La passione del Reale. Emil Cioran, Gherasim Luca, Paul Celan e l’evento rivoluzionario dell’amore (2016) e ha curato i volumi di Marta Petreu, Il passato scabroso di Cioran (2015) e Dall’Olocausto al Gulag (2016).

ISBN 9788893140720

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Differenza di genere e differenza sessuale
Un problema di etica di frontiera

15/03/2017 — C. Vigna

  € 18,00   

 

Nella cultura contemporanea, anche in quella più vulgata, differenza di genere e differenza sessuale tendono oramai a significare due “opzioni antropologiche” divaricate. La prima espressione allude sempre di più al differire come a una costruzione semplicemente culturale, la seconda invece al differire come a una condizione naturale (biologica) e nel contempo simbolica. La divaricazione è il risultato di una stagione complessa, e piuttosto recente, legata ai “Gender Studies” di matrice angloamericana. È soprattutto da questa matrice, infatti, che la differenza sessuale è stata messa radicalmente in questione: i ruoli del maschio e della femmina umani sarebbero degli stereotipi socialmente e politicamente accreditati per rendere stabile la sottomissione violenta delle donne agli uomini. E la “liquefazione” o “dissoluzione” della differenza sarebbe il rimedio più efficace per stroncare tutte le discriminazioni su quella differenza fondate. Ma le cose stanno proprio così? Saggi di: Rafael Alvira, Riccardo Fanciullacci, Stefania Ferrando, Mauro Fornaro, Elena La Rosa, Donatella Pagliacci, Luciano Sesta, Fabrizio Turoldo, Carmelo Vigna, Susy Zanardo

Carmelo Vigna (1940) è Professore emerito dell’Università di Venezia Ca’ Foscari, dove ha tenuto la Cattedra di Filosofia morale dal 1981 al 2011, ha diretto il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze e ha fondato il Centro Interuniversitario di Studi sull’Etica (CISE). È stato presidente della Società Italiana di Filosofia morale dal 2013 al 2016. Attualmente è presidente del Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA) del Collegio Borromeo (Pavia). È autore di numerose pubblicazioni. Tra il 2015 e il 2016 sono usciti: Il frammento e l’Intero. Indagini sul senso dell’essere e sulla stabilità del sapere; Etica del desiderio come etica del riconoscimento; Sostanza e relazione. Indagini di struttura sull’umano che ci è comune. Questa trilogia (pubblicata per intero da Orthotes) raccoglie in modo organico tutti i temi teorici della ricerca filosofica di Vigna.

ISBN 9788893140768

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Sociologia dell'esistenza

09/02/2017 — Danilo Martuccelli

  € 16,00   

 

In questo agile saggio vengono poste le basi per un radicale rinnovamento della conoscenza delle profonde trasformazioni in corso nelle società di oggi. Attraverso un fecondo scambio con la filosofia dell’esistenza (Husserl, Heidegger, Sartre), viene proposta la traduzione in termini storico-sociali dei risultati conseguiti dalla riflessione sulla situazione esistenziale nell’epoca della modernità. Nasce così la possibilità, non solo di verificare i condizionamenti delle strutture e delle istituzioni sociali, ma anche di tener conto delle esperienze vissute dagli attori sociali, delle loro emozioni, delle loro ansietà e speranze, nel momento in cui si confrontano con i diversi eventi della vita collettiva (decisioni politiche, crisi economiche, disoccupazione ecc.). La nuova prospettiva aperta dalla sociologia dell’esistenza, trasformando i vecchi schemi interpretativi, costituisce un punto di riferimento indispensabile per quanti si interessano ai grandi cambiamenti in atto nella società contemporanea.

Danilo Martuccelli è professore di Sociologia presso l'Università Paris Descartes (USPC), membro senior dell'Istituto Universitario di Francia (IUF) e ricercatore del Laboratorio CERLIS-CNRS. È autore di oltre venti libri tra cui: Grammaires de l’individu (2002); Forgé par l’épreuve (2006); La société singulariste (2010); Les sociétés et l’impossible (2014). § Di Martuccelli Orthotes ha pubblicato Sociologia dell'esistenza (2017).

ISBN 9788893140737

Il tempo di Jane Addams
Sviluppo dei settlements e costruzione dell'analisi sociale

30/01/2017 — Raffaele Rauty

  € 20,00   

 

Il social settlement, insediamento in realtà urbane degradate e povere di una struttura di sostegno sociale basata sul modello inglese, si sviluppa e diffonde nella parte conclusiva del XIX secolo nelle città statunitensi, sedi di molteplici stabilimenti industriali e di processi migratori di massa. In questo contesto un ruolo centrale, di enorme valore simbolico nazionale e che trova eco nella fase storica progressista, è svolto dalla Hull-House di Jane Addams, settlement presente nella realtà metropolitana di Chicago e nel suo problematico 19° distretto. I settlements, guidati in maggioranza da donne, nubili e impegnate emotivamente, le cui attività e i cui ruoli hanno superato i confini culturali e morali vittoriani, realizzano una propria attività, conoscitiva e di intervento, contribuendo allo strutturarsi nella realtà statunitense dell’analisi sociale e alla individuazione di nuovi metodi di indagine. È la realizzazione di un processo riformatore che supera l’opzione filantropica e la sua possibile discontinuità e vede nella conoscenza la premessa di un intervento generale, statale e nazionale, che riconosca progressivamente i diritti di chi lavora, minori, donne, operai comuni, prodotti anonimi dell’emigrazione, mirando a una riduzione delle disuguaglianze sociali e alla creazione di nuovi orizzonti esistenziali.

Raffaele Rauty è docente di Storia del Pensiero Sociologico e di Individui, relazioni, interazioni sociali, nell’Università degli Studi di Salerno. È autore di numerosi volumi, traduzioni e curatele di diversi classici statunitensi legati all’istituzionalizzazione e allo sviluppo della sociologia, tra i quali Addams, Perkins Gilman, Cooley, Thomas, Mead, Woods, MacLean, Park, Anderson, Wirth, Mills, Blumer, Gouldner. Ha curato numerosi convegni e volumi sui giovani, ed è autore e traduttore di testi su W.E.B. Du Bois e su Blumer e l’Interazionismo Simbolico. § Di Rauty Orthotes ha pubblicato il volume, a sua cura, Giovani e Mezzogiorno (2015), e la monografia Il tempo di Jane Addams. Sviluppo dei settlements e costruzione dell'analisi sociale (2017).

ISBN 9788893140706

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Sul giornalismo
Un percorso attraverso i «Quaderni del carcere»

30/01/2017 — Antonio Gramsci

  € 16,00   

 

Rimettere in circolazione la riflessione sul giornalismo sviluppata da Antonio Gramsci nel corso di tutti i Quaderni del carcere non vuol dire tanto tornare a riflettere sulla professione del giornalista, quanto affrontare una teoria dei media all’altezza della nostra contemporaneità. Ciò che il rivoluzionario sardo fa attraverso l’analisi del funzionamento specifico della stampa è, in realtà, definire l’organizzazione generale di una società nella quale la conquista del potere politico si lega a quella di un consenso popolare ottenuto attraverso la costruzione di immagini e di interpretazioni del mondo sociale a cui partecipano attivamente gli apparati dell’informazione. Da qui, una conseguenza fondamentale: il nesso imprescindibile tra partiti e media che determina l’inedita collocazione dell’informazione all’interno degli scenari conflittuali delle lotte per il potere.

Antonio Gramsci (1891-1937), nato in Sardegna, fu giornalista e rivoluzionario. Tra i fondatori del partito comunista d'Italia, deputato al Parlamento, venne arrestato nel 1926 e condannato dal tribunale speciale fascista. Scontò il grosso della pena a Turi di Bari. Durante la detenzione scrisse le Lettere e i Quaderni del carcere. § Di Gramsci Orthotes ha pubblicato Sul giornalismo. Un percorso attraverso i Quaderni del carcere (2017), a cura di Fabrizio Denunzio.

ISBN 9788893140713

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Cos'è l'ebraismo? Un'interpretazione per il presente

19/01/2017 — Emil Ludwig Fackenheim

  € 25,00   

 

In Cos'è l’ebraismo? Emil Fackenheim ci offre una esaustiva presentazione e una appassionata introduzione all’ebraismo. Vengono affrontate a partire dalla considerazione in cui si trova “l’ebreo di oggi”, importanti questioni, come l’antisemitismo, il sionismo, la relazione fra l’ebraismo e le altre religioni, questioni ripercorse alla luce di episodi centrali della storia ebraica oltre che delle problematiche sorte nel Novecento. Il volume è così rivolto alle giovani generazioni, quelle che necessitano ancora risposte da chi le ha precedute, ma è dedicato soprattutto a quella comunità vitale di ebrei sparsi in tutto il mondo (amcha) e che costituisce il punto di riferimento costante nella riflessione dell’ultimo Fackenheim. Quella comunità che si chiede con forza cosa sia o cosa resti dell’ebraismo, – attraverso quella prima e radicale domanda “what is Judaism?” che il titolo ricalca – dopo quella catastrofe universale che è stata la Shoah e dopo quell’evento storico che è stata la fondazione dello Stato di Israele. Eventi che richiedono con forza un approfondimento da parte di ogni ebreo e ogni uomo, se è vero che è impossibile non fare i conti con la propria umanità, dopo quanto accaduto nel corso del secolo scorso.

Emil Ludwig Fackenheim è nato a Halle il 22 giugno 1916 e ordinato rabbino nel 1939. Dopo gli studi liceali si è trasferito a Berlino per studiare con Leo Baeck alla Hochschule für die Wissenschaft des Judentums. È sopravvissuto allo sterminio nazista emigrando in Canada, dove ha insegnato filosofia alla Università di Toronto fino al 1986, anno in cui si trasferisce con la famiglia a Gerusalemme e dove muore il 19 settembre 2003. Dopo una serie di studi dedicati alla filosofia classica tedesca, soprattutto Hegel, dal 1967 si è interessato agli aspetti etici, filosofici e teologici della Shoah. Tra le sue opere: Encounters Between Judaism and Modern Philosophy: a Preface to Future Jewish Thought (1973), The Jewish Return into History: Reflections in the Age of Auschwitz and a New Jerusalem (1978), The Jewish Bible After the Holocaust (1991). Tradotti in italiano: La presenza di Dio nella storia (1977), Tiqqun – Riparare il mondo. I fondamenti del pensiero ebraico dopo la Shoah (2010), Un epitaffio per l’ebraismo tedesco. Da Halle a Gerusalemme (2010). § Di Fackenheim Orthotes ha pubblicato Cos'è l'ebraismo? Un'interpretazione per il presente (2017), a cura di Giovanna Costanzo.

ISBN 9788893140508

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Prima di essere io
Il vivente, il linguaggio, la soggettivazione

13/01/2017 — Franco Lolli

  € 18,00   

 

Come nel celebre affresco michelangiolesco della creazione dell’uomo, il vivente (Adamo, nella rappresentazione che si può ammirare nella Cappella Sistina) è già lì, già creato, in attesa, però, di un contatto speciale che inneschi in lui l’umanità di cui è ancora privo. Sarà il dito di Dio ad animare quel corpo sdraiato, molle, ancora chiaramente imprigionato nel torpore del vivente: la scintilla divina animerà la materia inerte, le darà l’anima. Il capolavoro di Michelangelo mette in scena, attraverso il genio artistico dell’autore, il mistero dell’origine che la psicoanalisi ha l’ambizione di investigare. Il vivente è il punto di partenza, c’è, e sul suo esserci nessun interrogativo si pone: resta l’enigma di come la materia vivente si organizzi nella forma umana, di come l’incontro con il linguaggio avvii il processo di soggettivazione e di quale statuto si possa attribuire a quella forma di esistenza che ne costituisce il punto di partenza.

Franco Lolli è analista di ALIPsi, direttore della sede IRPA di Grottammare (Ap), fondatore della RNDI, docente presso diverse Scuole di Specializzazione in Psicoterapia. È coordinatore del Servizio di Psicologia Clinica dell’Istituto S. Stefano di Porto Potenza Picena (Mc.). Pratica come psicoanalista a S. Benedetto del Tronto, Ancona e Pescara. Autore di numerose pubblicazioni, tra le più recenti si ricordano: È più forte di me. Il concetto di ripetizione in psicoanalisi (2011), L’epoca dell’inconshow. Dimensione clinica e scenario sociale del fenomeno borderline (2012), Riabilitare l’inconscio. Psicoanalisi applicata alla disabilità intellettiva (2012), L’uno per uno. Elementi di diagnosi differenziale in psicoanalisi (2015). § Per Orthotes ha pubblicato Günther Anders (2014) e Prima di essere io. Il vivente, il linguaggio, la soggettivazione (2017). Ha inoltre curato il saggio di Günther Anders, Patologia della libertà (2015).

ISBN 9788893140690

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Transfert amore trauma

27/12/2016 — AA.VV.

  € 20,00   

 

– Transfert – Là dove i nodi di senso stabiliti sono dissolti, la parola può trovare una possibilità di germinare. Là può essere finalmente intesa, proprio perché non è più compresa. Abbandonandosi ai balbettii che le sono propri, qualcosa di inaudito si fa varco verso l’ascolto (Gianluca Solla). – Amore – Non è vero che ciò che amiamo dell’amato è proprio la sua anima. Al contrario, è l’amore che dà qualche senso al nostro concetto di anima. Chiamiamo anima questo qualcosa che pensiamo di amare dell’altro (Sergio Benvenuto). – Trauma – Il trauma non consiste solo nella rottura della catena significante, ma anche nell’introduzione del taglio della pulsione, dunque nella riduzione del soggetto a oggetto pulsionale, nella sua cancellazione in quanto soggetto (Alex Pagliardini).

Federico Leoni insegna Filosofia morale all’Università di Verona. È coordinatore scientifico del Centro di ricerca “Tiresia” per la psicoanalis e la filosofia, istituito presso la stessa università. Il suo ultimo libro: Jacques Lacan, l’economia dell’assoluto (Orthotes, Napoli-Salerno 2016). Riccardo Panattoni insegna Etica e psicoanalisi presso l’Università di Verona. Ha fondato il Centro di ricerca “Tiresia” per la filosofia e la psicoanalisi, presso la stessa Università. Insieme a Elio Grazioli cura la serie Imm’ sulla cultura visuale. Il suo ultimo libro: Siamo cambiati dalle immagini. Esitazione, responsabilità, incanto (Moretti & Vitali, Bergamo 2014).

ISBN 9788893140683

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Leopardi
L'alba del nichilismo

23/12/2016 — Luigi Capitano

  € 40,00   

 

Questo volume mostra quanto il pensiero di Leopardi sia ancora vivo e in grado di gettare luce sui destini dell’Occidente. «Da dove proviene il più inquietante dei nostri ospiti?», chiedeva Nietzsche. Il poeta-pensatore di Recanati è stato il primo a suggerire delle risposte che aprono squarci illuminanti e premonitori sui grandi rivolgimenti della modernità e su un mondo che appare sempre più desertificato dalla ragione tecnica e calcolante. Leopardi si rivela non solo il più radicale precursore della nostra epoca, ma anche il primo inavvertito genealogista del «nichilismo europeo». I preludi di tale complesso fenomeno, che rimandano in parte alla sapienza negativa degli antichi, vengono rintracciati in una stratificata crisi del senso e dei fondamenti che finisce col sovvertire il primato ontologico dell’essenza. Da questa serrata ricostruzione della modernità spinta fino alle soglie della contemporaneità emerge l’immagine di un Leopardi spaesato (e ribelle) metafisico all’alba di un mondo «fatto a rovescio». Ma la scoperta leopardiana dell’assurdo, lungi dal cedere l’ultima parola alla disperazione, lascia una finestra aperta sul «paese delle chimere». Tutto il dramma di un’anima e di un’epoca si gioca così fra gli abissi opposti del nulla (poetico) e del niente (razionale). Accanto a un suggestivo scavo sulle figure orientali del nihil positivum, questo rimane l’esito forse più sorprendente di un’indagine poderosa che riesce peraltro a misurarsi con le massime interpretazioni del nichilismo leopardiano (da Nietzsche a Severino).

Luigi Capitano, dottore di ricerca in filosofia, pensatore e saggista. Si è occupato spesso dei rapporti tra filosofia e letteratura, scrivendo su Dante, Leopardi, Kafka, Pirandello. Ha collaborato a diverse opere collettive, fra cui Filosofie nel tempo. Percorsi monografici (2007) e Le mythe repensé dans l’œuvre de Giacomo Leopardi (2016). Ha da poco congedato una vasta monografia dal titolo Leopardi. L’alba del nichilismo (Orthotes, 2016) che inaugura una trilogia sul palinsesto del pensiero occidentale. Attualmente insegna filosofia e storia in provincia di Agrigento. § Di Capitano Orthotes ha pubblicato Leopardi. L'alba del nichilismo (2016).

ISBN 9788893140621

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Amorevoli difficili incontri

12/12/2016 — Gabriella Turnaturi

  € 16,00   

 

In questo libro Gabriella Turnaturi, intrecciando la lettura dei saggi di Georg Simmel sul flirt e sull’amore con una selezione di testi letterari, conduce il lettore attraverso le difficoltà del discorso amoroso e le possibilità di assaporare a pieno una delle grandi esperienze formative della vita. L’esaltante consapevolezza dell’individualità ha segnato l’esperienza della modernità. Cosa è successo d’allora? Quali sono stati i frutti e le derive di quella stagione d’effervescenza dell’individuo e le sue conseguenze sulle relazioni e sul mondo emozionale? In che modo l’individualismo della tarda modernità manifesta ancora i segni e le cicatrici di quell’orgoglio dell’Io? La difesa più strenua della propria autonomia, la paura della dipendenza coniugata all’ansiosa e ansiogena ricerca di intimità, che caratterizza l’esperienza emozionale dei nostri giorni, sembra venire da lontano. Alla ricerca di quando e come abbia inizio l’odierna difficoltà delle relazioni amorose, l’autrice ripercorre le pagine di Georg Simmel sulle emozioni, sulle relazioni amorose e sulle moderne soggettività. La lettura di Simmel della modernità, come spazio di libera scelta e di assunzione di responsabilità, s’impone ancora come punto di partenza imprescindibile per chi si chieda quali siano oggi le possibilità e le strade ancora aperte all’individuo e alle sue interazioni. Per chi si chieda quali siano ancora le potenzialità di un individualismo virtuoso e in che modo si possano vivere relazioni amorose che siano anche amorevoli, che possano fare spazio all’Io e al Tu senza soffocare l’uno e l’altro.

Gabriella Turnaturi è Professor Alma Mater dell’Università di Bologna dove ha insegnato Sociologia. Ha scritto numerosi saggi di sociologia culturale e sulle emozioni fra cui ricordiamo: La sociologia delle emozioni (Anabasi 1995); Tradimenti (Feltrinelli 2001); Immaginazione sociologica e immaginazione letteraria (Laterza 2003); Betrayals (Chicago University Press 2007); Vergogna. Metamorfosi di un’emozione (Feltrinelli 2012); Signore e Signori d’Italia. Una Storia delle buone maniere (Feltrinelli 2014). § Di Gabriella Turnaturi Orthotes ha pubblicato Amorevoli difficili incontri (2016).

ISBN 9788893140652

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Sostanza e relazione
Indagini di struttura sull'umano che ci è comune. Ediz. integrale

07/12/2016 — Carmelo Vigna

  € 35,00   

 

L’umano che ci accomuna è da proteggere: questo è il compito fondamentale del nostro tempo, dopo le tragedie immani del secolo scorso e quelle che si annunciano già agli inizi di questo secolo. Qualsiasi forma di protezione è in ogni caso un che di pratico: è una forma della cura. Ogni cura, poi, e ogni protezione hanno una mira determinata. Una mira determinata è certo già la protezione dell’umanità che ci accomuna. Ma che cosa propriamente ci accomuna? Che cosa dell’umano storico dobbiamo tenere custodito senza tentennamenti e che cosa invece possiamo lasciar fluttuare nel tempo o anche dismettere? Non si può rispondere a queste domande senza tornare a interrogarsi – con rigore speculativo – sul senso della persona umana. Il senso di qualcosa è, in primo luogo, ciò che di qualcosa permane nel variare delle circostanze. E ciò che permane nel variare delle circostanze è quel che si usa da gran tempo indicare come l’universale. Nel nostro caso, come l’universale umano. Ebbene, l’universale umano è ciò su cui queste pagine indagano, senza indulgere alla chiacchiera filosofica, spesso oggi contrabbandata nelle vesti di un cattivante vestito prêt à porter.

Carmelo Vigna (1940) è professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha tenuto la Cattedra di Filosofia morale dal 1981 al 2011, ha diretto il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle scienze e ha fondato e diretto il Centro Interuniversitario di Studi sull’etica (CISE). È stato dal 2013 al 2016 presidente della Società Italiana di Filosofia morale (SIFM). Attualmente è presidente del Centro di Etica generale e applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia. È autore di numerose pubblicazioni su temi di ontologia metafisica, di antropologia filosofica e di etica generale e applicata. Per Orthotes dirige la collana Ethica. § Per Orthotes ha curato i volumi collettanei La vita spettacolare. Questioni di etica (con Riccardo Fanciullacci, 2013) e Etica dell'economia. Idee per una critica del riduzionismo economico (con Alessandro Biasini, 2016). Ha pubblicato, in una nuova versione riveduta e ampliata (due tomi) il libro di ontologia metafisica, Il frammento e l'Intero. Indagini sul senso dell'essere e sulla stabilità del sapere (2015) e quello di etica (in due tomi), Etica del desiderio come etica del riconoscimento (2015), che insieme ai due tomi Sostanza e relazione. Indagini di struttura sull'umano che ci è comune (2016) dedicati all'antropologia trascendentale, restituiscono per intero il corpus (Ontoetica) degli scritti dell'autore. Sua è inoltre la postfazione al volume di Giovanni Gentile, Discorsi di religione (curato da Paolo Bettineschi, 2015).

ISBN 9788893140591

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

La condizione giovanile delle generazioni instabili
Corsi di vita e partecipazione in Campania

28/11/2016 — Stefania Leone

  € 17,00   

 

Negli studi sui giovani degli ultimi decenni le chiavi interpretative ricorrenti richiamano tratti identitari e percorsi biografici frammentati, precari, incerti e multiformi. Con l’obiettivo di approfondire gli elementi di instabilità che caratterizzano la condizione giovanile, il volume affronta i corsi di vita dei giovani attraverso l’analisi del raggiungimento delle tappe considerate dagli studi classici per l’identificazione delle fasi di transizione dalla giovinezza alla maturità – formazione, lavoro, indipendenza abitativa, creazione di una propria famiglia e genitorialità. Ampliando lo sguardo alla sfera relazionale e agli ambiti di riferimento in cui le giovani generazioni si esprimono e agiscono nello spazio pubblico, la seconda parte del lavoro è dedicata alle forme partecipative, all’impegno e all’attivismo civico. Dallo studio di tali dimensioni emergono fenomeni che, almeno in parte, mettono in discussione le rappresentazioni semplificate di un universo giovanile rassegnato e sconfitto dalla complessità e dall’instabilità della condizione attuale. Il contributo empirico offerto da un’indagine condotta sui giovani campani costituisce il cuore del lavoro e risponde all’intento di incrementare le basi della ricerca su questo campo di studi.

Stefania Leone è ricercatrice in Sociologia dal 2006. Insegna Sociologia, Analisi delle istituzioni e dei processi sociali e Comunicazione Pubblica presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno, dove dal 2010 è anche direttore scientifico e coordinatore dell’Osservatorio Comunicazione Partecipazione Culture Giovanili (OCPG). I suoi campi di interesse scientifico riguardano gli studi sui giovani, l’interazione sociale, i processi istituzionali e sociali e la comunicazione pubblica. È autrice di varie monografie, numerosi saggi e articoli; tra le sue pubblicazioni: Erving Goffman: formazione e percorsi di ricerca (2009), Nuove generazioni e ricerca sociale per le politiche giovanili. Percorsi dell’Osservatorio sulle Culture Giovanili in Campania (2012). Per Orthotes ha pubblicato La condizione giovanile delle generazioni instabili. Corsi di vita e partecipazione in Campania (2016) e Percorsi di vita delle generazioni flessibili: dalla formazione al lavoro. Una segmentazione multidimensionale dei giovani campani (2016).

ISBN 9788893140669

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Percorsi di vita delle generazioni flessibili: dalla formazione al lavoro
Una segmentazione multidimensionale dei giovani campani

28/11/2016 — Stefania Leone

  € 17,00   

 

In un universo giovanile che si presenta popolato da una gran parte di giovani con “vite rinviate”, ovvero in ritardo nella transizione all’età adulta, la sfera lavorativa assume piena centralità nello studio dei fenomeni che ostacolano la realizzazione dei progetti di vita personali, familiari e sociali. La flessibilità, che identifica molti dei processi che hanno trasformato il mondo del lavoro, si riflette sulle nuove generazioni nelle declinazioni atipiche delle forme contrattuali, nella varietà e variabilità delle competenze, dei profili professionali e delle esperienze curriculari, così come nell’adattabilità dei progetti di vita entro orizzonti corti, se non limitati al presente, o continuamente ridefiniti. Attraverso un’indagine condotta sui giovani campani, la ricerca analizza sia la condizione lavorativa effettiva, anche rispetto alla coerenza con le scelte di percorso e con il lavoro prefigurato dall’investimento formativo, sia le rappresentazioni e i significati che i giovani attribuiscono al lavoro (interesse economico, impegno temporale, realizzazione personale e sociale, valore relazionale, etc.) anche in rapporto agli altri spazi di vita. Nella parte finale il volume rintraccia i segmenti emergenti dalla realtà giovanile osservata attraverso un’analisi multidimensionale che insieme alla sfera lavorativa tiene conto delle tappe raggiunte nel passaggio alla maturità, della dimensione partecipativa nelle reti sociali e dei diversi orientamenti alla progettualità di vita.

Stefania Leone è ricercatrice in Sociologia dal 2006. Insegna Sociologia, Analisi delle istituzioni e dei processi sociali e Comunicazione Pubblica presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università degli Studi di Salerno, dove dal 2010 è anche direttore scientifico e coordinatore dell’Osservatorio Comunicazione Partecipazione Culture Giovanili (OCPG). I suoi campi di interesse scientifico riguardano gli studi sui giovani, l’interazione sociale, i processi istituzionali e sociali e la comunicazione pubblica. È autrice di varie monografie, numerosi saggi e articoli; tra le sue pubblicazioni: Erving Goffman: formazione e percorsi di ricerca (2009), Nuove generazioni e ricerca sociale per le politiche giovanili. Percorsi dell’Osservatorio sulle Culture Giovanili in Campania (2012). Per Orthotes ha pubblicato La condizione giovanile delle generazioni instabili. Corsi di vita e partecipazione in Campania (2016) e Percorsi di vita delle generazioni flessibili: dalla formazione al lavoro. Una segmentazione multidimensionale dei giovani campani (2016).

ISBN 9788893140676

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Studi jaspersiani
Rivista annuale della società italiana Karl Jaspers (2016): 4

18/11/2016 — AA.VV.

  € 25,00   

 

“Jaspers e il Novecento”, il tema cui è dedicato il quarto numero di «Studi jaspersiani», è un tema vasto, che chiama in gioco autori, correnti di pensiero, eventi politici, nonché la significativa storia di un secolo complesso. Proprio in virtù di questa complessità abbiamo inteso analizzare il rapporto tra Jaspers e il “secolo breve” secondo due direttrici: l’eredità che Jaspers ha raccolto, insieme con la realtà nella quale si è trovato ad operare e a farla agire, e l’eredità che ha lasciato. Su questa eredità si è tornati a riflettere nei decenni successivi alla sua morte e ancora oggi si continua a riflettere, forse con maggiore libertà rispetto agli anni ancora troppo segnati dalle vicende della guerra e dalle polemiche cui Jaspers diede vita per il suo atteggiamento spesso provocatorio: dallo scritto sulla questione della colpa, alla decisione di abbandonare la Germania, fino ai suoi attacchi al marxismo e alla corrente freudiana. Di qui, dunque, la scelta di riprendere il rapporto tra Jaspers e il Novecento nei due sensi, tra sguardo sul passato e apertura sul futuro. Saggi di: Elena Alessiato, Matthias Bormuth, Francesco Camera, Pio Colonnello, Giovanna Costanzo, Giuseppe D'Acunto, Diego D'Angelo, Antonio De Caro, Marco Deodati, Rosella Faraone, Daniele Fazio, Anton Hügli, Leonardo Messinese, Orietta Ombrosi, Chiara Pasqualin, Paola Ricci Sindoni, Luca Scafoglio

curatori: Marco Deodati, Paola Ricci Sindoni, Luca Scafoglio

ISBN 9788893140607

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

La tentazione dello spazio
Estetica e psicoanalisi dell'inorganico

17/11/2016 — Valentina De Filippis, Silvia Vizzardelli

  € 18,00   

 

Al fondo dell’arte è la pietra, l’osso, il cristallo. Quella che proponiamo è un’estetica del torpore. Inerzia, dimissione della vita, tentazione dello spazio, seduzione dell’inorganico: sono i personaggi concettuali che incontriamo in queste pagine. Si tratta di spezzare la solennità di un rito del pensiero. Secoli di riflessione ci hanno abituati a pensare l’esperienza estetica come dimora dell’espressività soggettiva, come enfasi vitale, come volto dell’interiorità mossa e commossa. Per spezzare questo rito, occorre sovvertire il modo in cui guardiamo all’atto creativo, occorre coglierlo non più dal lato dell’effervescenza e della vita sospesa, bensì da quello del collasso, della caduta, del mancamento. L’esperienza estetica è il luogo di una perdita, di un passo indietro nella vita, di un cedimento e di una cessione di parti di corpo. Posture che colgono il soggetto nella deriva del godimento, in una inerzia dello slancio vitale. Contro ogni stereotipia, l’arte ci concede il lusso di morire, l’arte tocca l’inorganico. E in questo ricetto scopre inaudite forme germoglianti.

Valentina De Filippis si è laureata in Linguaggi dello spettacolo, del cinema e dei media presso l’Università della Calabria. Ha partecipato alle iniziative del Centro Studi Filosofia e Psicoanalisi dell’Unical concentrando la sua ricerca sul rapporto tra arti performative e psicoanalisi. È specializzata in Improvvisazione teatrale ed è vicepresidente della Cooperativa “Teatro in note”. Tra le sue pubblicazioni: Totem e tabù: il resoconto di uno scontro (Cosenza 2013). Silvia Vizzardelli è docente di Estetica nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria. Il suo ambito di ricerca comprende i rapporti tra estetica e teoria delle arti, e negli ultimi anni si è aperto ai temi a cavallo tra estetica e psicoanalisi. Tra le sue pubblicazioni in volume: Filosofia della musica (Roma-Bari 2007); Verso una nuova estetica. Categorie in movimento (Milano 2010); Io mi lascio cadere. Estetica e psicoanalisi (Macerata 2014).

ISBN 9788893140614

Al mercato della felicità

28/10/2016 — Luisa Muraro

  € 17,00   

 

In questo libro Luisa Muraro, tra le più importanti filosofe italiane, lancia una sfida: che cosa sarebbe la nostra vita senza grandi desideri? Si può desiderare ciò che sembra impossibile da ottenere? Nella cultura che cambia senza andare avanti, in un'economia che cresce e si espande ma non si cura di far crescere né la gioia né il senso di sicurezza, nella vita che sembra tutta un mercato, con l'umanità stretta fra il troppo e troppo poco, traspare l'intuizione che il reale non è indifferente al desiderio e non assiste indifferente alla passione del desiderare. Il mondo è salvo solo a patto che coloro che lo abitano abbiano aspettative incommensurabili ai propri mezzi e non perdano mai la fiducia di essere destinati a qualcosa di grande.

Luisa Muraro, tra le più importanti filosofe italiane, ha studiato all’Università Cattolica di Milano con Gustavo Bontadini. Nel 1975 con altre ha fondato la Libreria delle Donne di Milano che, tra l’altro, cura la pubblicazione della rivista Via Dogana. All’Università di Verona, dove insegnava, Muraro è stata tra le fondatrici della comunità filosofica femminile di Diotima. Tra i suoi numerosi libri possiamo ricordare: L’ordine simbolico della madre (1991, 2006), La signora del gioco. La caccia alle streghe interpretata dalle sue vittime (1976, 2006), Lingua materna, scienza divina. Scritti sulla filosofia mistica di Margherita Porete (1995), Il Dio delle donne (2003), Non è da tutti. L'indicibile fortuna di nascere donna (2011), Autorità (2013), Non si può insegnare tutto (2013) e L'anima del corpo (2016). § Per Orthotes ha pubblicato Tre Lezioni sulla differenza sessuale e altri scritti (2011), a cura di Riccardo Fanciullacci, Le amiche di Dio. Margherita e le altre (2014), a cura di Clara Jourdan, e Al mercato della felicità (2016), e ha introdotto (con Lia Cigarini) l'opera di Simone Weil, Oppressione e libertà (2015).

ISBN 9788893140577

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook12

Sull'anima del mondo
Un'ipotesi della fisica superiore per la spiegazione dell'organismo universale. Ediz. critica

28/10/2016 — Friedrich W. Schelling

  € 20,00   

 

Dopo aver esordito con Idee per una filosofia della natura (del 1797), Schelling prosegue – con Sull’anima del mondo. Un’ipotesi della fisica superiore per la spiegazione dell’organismo universale (del 1798) – il suo originale percorso di ricerca filosofica e scientifica sulla natura. Se da un lato tiene conto soprattutto delle novità concettuali introdotte da Kant e poi da Fichte, oltreché della tradizione più antica, il vero punto di riferimento delle sue indagini resta infatti la natura, interpretata nel suo interno dinamismo, in quella produttività riconosciuta anche come il carattere essenziale dello Spirito. Sull’anima del mondo rappresenta una tappa fondamentale nel cammino filosofico di Schelling e gli varrà il vivo apprezzamento di Goethe e almeno la curiosità di tutto l’ambiente romantico jenese. Quest’opera va letta inoltre come il documento di una sintesi, tutt’altro che facile, dell’imponente informazione scientifica riguardante gli esperimenti condotti in diversi settori della scienza empirica di fine Settecento, che si trovava allora in grande fermento e trasformazione.

Friedrich Wilhelm Joseph Schelling (1775-1854) fu uno dei protagonisti della filosofia classica tedesca. Iniziò ancor giovane a insegnare a Jena, vivente ancora Kant, grazie ai buoni auspici di Fichte e Goethe, e concluse a Berlino occupando la cattedra che era stata di Hegel. Dopo la natura, fu il tema della libertà a fargli avviare una riflessione autocritica sul sistema idealistico. § Di Schelling Orthotes ha pubblicato le Lezioni di Stoccarda (2013), e L'anima del mondo (2016), entrambe le opere a cura e con traduzione di Carlo Tatasciore.

ISBN 9788893140249

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Alterità e relazione nell'esperienza della gravidanza
Dall'ermeneutica all'etica

28/10/2016 — Ilaria Malagrinò

  € 25,00   

 

La gravidanza è una tappa speciale, unica nella vita di ogni uomo e donna. Profondamente marchiata dal sigillo del novum ad ogni fase del suo processo, è teatro di continui cambiamenti che si verificano in tutti gli attori in essa coinvolti. Il nuovo individuo, infatti, così come la donna e l’uomo che l’hanno generato, dalla fecondazione in poi, si trovano inseriti in un movimento relazionale di intima costruzione e ristrutturazione della propria identità. Movimento che li vedrà apparire come figlio, madre e padre, determinando in essi una “maturazione” irreversibile e segnandoli per tutta la vita. Una gestazione, dunque, non sembra qualificarsi quale processo più o meno unilaterale di azione e reazione, quanto piuttosto come articolazione della separazione tra due identità umane in una mutualità che non è soltanto corporea, ma primariamente carnale. Tale tensione costitutiva verso un’unità relazionale, declinata come “articolazione delle differenze”, sembra esprimersi come un percorso progressivo di riconoscimento biologico, psichico e biografico, in cui l’altro non è mai colto come analogo dell’io. Come dire, una sfida continua per il pensiero contemporaneo, posto di fronte alla necessità sempre più cogente di dar forma alle narrazioni di un agire tecno-scientifico, che, introducendo nel dibattito mediatico categorie ben definite e “sostenibili” proprio per la loro semplicità, inevitabilmente rendono più difficile l’accesso al significato profondo della gravidanza, con il rischio di legittimare, indirettamente, nuove forme di violenza e sfruttamento.

Ilaria Malagrinò, laureata in Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, è dottore di ricerca in Bioetica. È docente di Antropologia della tecnica presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. I suoi campi di ricerca vertono su temi riguardanti l’antropologia filosofica, quali identità, corporeità e azione umana, gravidanza e filosofia della vita. È autrice della monografia Azione umana e libertà nel pensiero di Sciacca (2012). § Per Orthotes ha pubblicato Alterità e relazione nell'esperienza della gravidanza. Dall'ermeneutica all'etica (2016).

ISBN 9788893140584

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Dall'Olocausto al Gulag
Studi di cultura romena

28/10/2016 — Marta Petreu

  € 25,00   

 

«La generazione ’27, quella di Eliade, Cioran, Noica, Eugen Ionescu, Sebastian ecc., raccoltasi alla fine degli anni ’20 e agli inizi degli anni ’30 attorno alla figura carismatica e controversa di Nae Ionescu, ebbe molto presto lo stesso desiderio degli avanguardisti e dei surrealisti: la rottura con il passato e il rinnovamento attraverso la rivoluzione. Mentre gli avanguardisti sognavano una rivoluzione proletaria secondo il modello sovietico, l’élite di destra della generazione ’27 (o i criterionisti di destra) aveva in mente una rivoluzione nazionale. L’atteggiamento antiborghese, il rifiuto dell’individualismo e la fiducia riposta nella rivoluzione e nel collettivismo erano però tratti comuni a tutti i giovani intellettuali e agli artisti dell'Europa dell'epoca». Il libro di Marta Petreu affronta in maniera documentata e coraggiosa gli spinosi problemi della storia della Romania e, soprattutto, della storia delle idee: la questione ebraica a partire dal XIX secolo fino alla soluzione finale, l’evoluzione ideologica di Rădulescu-Motru, le idee e le attitudini politiche della generazione ’27, le complicate relazioni di Eliade con i legionari, il comportamento di Noica alle prese con la polizia politica sotto il regime stalinista romeno, la traiettoria politica e rivoluzionaria di Gherasim Luca, e molti altri aspetti fondamentali che riguardano figure come Cioran, Ionesco e Sebastian. Basato sull’analisi minuziosa delle fonti storiche, questo libro è il risultato di una visione filosofica e morale unitaria: assumere lucidamente il proprio passato per rendere possibile l’avvenire.

Marta Petreu, scrittrice, docente di Storia della Filosofia Romena presso l’Università Babeş-Bolyai di Cluj, si è formata nell’ambiente intellettuale del movimento letterario Echinox di Cluj. È caporedattore della rivista «Apostrof». È autrice di numerosissimi volumi e saggi sulla filosofia e la cultura romena, tra cui: I giochi del manierismo logico (1995), Ionesco nel paese del padre (2001), La filosofia di Caragiale (2003), Filosofie parallele (2005), Sulle malattie dei filosofi. Cioran (2008), Il diavolo e il suo apprendista: Nae Ionescu – Mihail Sebastian (2009), L’Apocalisse secondo Marta (tr. it. 2016). Molti dei suoi lavori sono stati tradotti in francese, inglese, italiano, ungherese e serbo. § Di Petreu Orthotes ha pubblicato Il passato scabroso di Cioran (2015), a cura di Giovanni Rotiroti (postfazione di Mattia Luigi Pozzi) e Dall'Olocausto al Gulag. Studi di cultura romena (2016), a cura di Giovanni Rotiroti (postfazione di Irma Carannante)

ISBN 9788893140645

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

A misura di uomo e di donna
Soft skills al maschile e al femminile

14/10/2016 — AA.VV.

  € 18,00   

 

Che cosa significa essere “uomini” e “donne”? Da più parti si sostiene che occorre “ripensare la differenza”. Questo volume intende stimolare tale ripensamento, a partire da un ambito molto concreto, quello delle soft skills: quando ci mettiamo in relazione con gli altri, quando comunichiamo e lavoriamo in gruppo, l’essere uomini e donne entra in gioco o è irrilevante? Il volume tenta di dare una risposta a questa domanda, offrendo un panorama ricco e variegato di voci, raccolte all’interno delle attività formative organizzate nei collegi universitari della Fondazione Rui. I contributi filosofici e psico-pedagogici, insieme alle testimonianze tratte da esperienze personali e professionali, forniscono spunti di riflessione al lettore per tessere nuove trame in cui ripensarsi, ritrovarsi e collaborare per una società sempre più a misura di uomo e di donna.

ISBN 9788893140485

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Cosa può un taglio? Filosofia, psicoanalisi e altre circoncisioni

03/10/2016 — Gianluca Solla

  € 17,00   

 

Quella del taglio è un’esperienza indimenticabile, da cui discende la singolarità di un corpo che non sarà più lo stesso dopo il taglio o che non sarà mai stato corpo se non in seguito a quel taglio. Cosa vuol dire che una vita emerge non da ciò che aggiunge, somma, accresce – secondo una precisa logica codificata e consolidata all’interno della cultura occidentale – ma da un gesto che leva, che produce una mancanza e che al tempo stesso la segna, la rimarca? Al di là di ogni declinazione identitaria, la circoncisione rimanda all’inscrizione dell’altro in me: l’intimità con se stessi è chiamata a passare attraverso un taglio che fa del proprio corpo il luogo dell’incontro con qualcosa di estraneo. La sua non è forse altro che l’esperienza di un’intimità che resta incancellabile, anche quando non se ne sappia niente: l’intimità con ciò che s’inscrive nel nostro corpo e nel nostro sguardo, pur restando incomprensibile.

Gianluca Solla insegna Filosofia all'Università di Verona. Tra le sue pubblicazioni: L’ombra della libertà (Napoli 2003), Nomi di nomi (Milano 2006), Marrani. Il debito segreto (Milano 2008), Memorie dei senzanome. Breve storia dell’infimo e dell’infame (Verona 2013), Buster Keaton. L'invenzione del gesto (Napoli-Salerno 2016). § Per Orthotes ha pubblicato la monografia Buster Keaton (2016), e ha curato la silloge Cosa può un taglio? Filosofia, psicoanalisi e altre circoncisioni (2016).

ISBN 9788893140522

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Il mistero della bellezza

03/10/2016 — Umberto Galimberti

  € 10,00   

 

Il tema della bellezza viene qui affrontato da Umberto Galimberti, come nel suo stile, con un ritorno alle sorgenti della nostra cultura. Se quella ebraica era una cultura della parola, quella greca era invece una cultura della visione, dominata dal senso della finitudine e della misura. Così anche la bellezza per l'uomo greco antico è ciò che rispetta delle misure, e cioè ha proporzioni calcolabili. Il cristianesimo porterà poi sulla scena un Dio che si fa corpo visibile, dando in questo modo maggior spazio all'immagine e quindi all'arte figurativa. Ma la bellezza è essenzialmente "simbolo", cioè una dimensione in cui confluisce e si compone il sensibile – ciò che è materiale, che ha a che fare con i sensi, il proprio Io – e il sovrasensibile – un'eccedenza di significato, un'ulteriorità di senso, un rimando a qualcos'altro.

Umberto Galimberti, filosofo e psicanalista, ha seguito percorsi complessi con forte attenzione all’insegnamento junghiano. Al centro dei suoi interessi l’uomo che in un mondo dominato dalla tecnica si sente un “mezzo” nell’"universo dei mezzi", senza poter trovare un senso al suo esistere. È stato allievo di Emanuele Severino, professore di antropologia culturale (1976), poi di filosofia della storia (1983) all’Università di Venezia, dove ha insegnato anche psicologia dinamica e, dal 1985, è membro dell’International Association of Analytical Psichology. Attraverso un esame critico dei limiti della psicoanalisi di fronte alla “insensatezza” che caratterizza l’età della tecnica, Galimberti è arrivato alla conclusione che forse solo una “pratica filosofica” può aiutare a comprendere criticamente il mondo della tecnica in cui l’uomo si trova inserito e orientarlo per trovare un senso al suo radicale disagio, alla tragicità del suo esistere, anche con il recupero dell’ideale greco di saggezza, senza ricorsi a mitologie religiose. Tra le opere si ricordano: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente (1975), Psichiatria e fenomenologia (1979), Il corpo (1983), Gli equivoci dell’anima (1987), Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica (1999), Orme del sacro (2000), Il tramonto dell’Occidente (2005), La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica (2005), Parole nomadi (2006), L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani (2007), Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine (2008), La morte dell’agire e il primato del fare nell’età della tecnica (2009), I miti del nostro tempo (2009), Cristianesimo. La religione del cielo vuoto (2012), L’usura della Terra (2014). Galimberti è anche autore di un ampio Dizionario di psicologia (1992), in corso di ampliamento. § Di Galimberti Orthotes ha pubblicato La disposizione dell'amicizia e la possessione dell'amore (2016) e Il mistero della bellezza (2016).

ISBN 9788893140560

Mega-Marx
Studi sulla edizione e sulla recezione di Marx in Germania e in Italia

03/10/2016 — Giovanni A. Sgrò

  € 18,00   

 

Il presente volume offre un’ampia e aggiornata panoramica sulla edizione e sulla recezione delle opere di Marx in Germania e in Italia. Nel complesso esso si propone di delineare un quadro, se non certo esauriente, almeno indicativo e affidabile della vivacità e della molteplicità di interessi della Marx-Forschung tedesca e italiana, soffermandosi in particolare sulla grande importanza dei numerosi materiali inediti – pubblicati per la prima volta nella nuova Marx-Engels-Gesamtausgabe (MEGA2) – per leggere l’“intero” Marx e per collocarlo nel suo tempo, che è anche − e a fortiori − il nostro tempo.

Giovanni Sgro’ è ricercatore di Storia della filosofia presso la Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi eCampus di Novedrate (Como) e membro del Centro di Ricerche Sto.Rio.S.S. Ha svolto soggiorni di ricerca in Svizzera (Zurigo) e in Germania (Heidelberg, Berlino, Tubinga e Münster). Ha curato traduzioni dal tedesco di opere di e su Marx, Engels e Weber ed è autore di numerosi saggi in italiano e in tedesco dedicati a Hegel, Feuerbach, Gans, Ruge, Marx, Engels e Weber. Tra le sue recenti pubblicazioni si segnalano la curatela Crisi e critica in Karl Marx. Dialettica, economia politica e storia, «Pagine inattuali. Rivista di filosofia e letteratura», 5 (2016). § Per Orthotes ha pubblicato MEGA-Marx. Studi sulla edizione e sulla recezione di Marx in Germania e in Italia (2016), e Friedrich Engels e il punto d'approdo della filosofia classica tedesca (2017).

ISBN 9788893140546

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Etica dell'economia
Idee per una critica del riduzionismo economico

03/10/2016 — AA.VV.

  € 17,00   

 

Il dibattito su etica ed economia è antico quanto è antica l’economia, non certo quanto è antica l’etica: quando si cominciò a riflettere in Occidente sull’economia, l’etica c’era già, perché l’etica è antica quanto la filosofia. Si può dire che solo con la modernità l’economia ha assunto una dimensione imponente, almeno in Occidente. Tanto imponente da pretendere di invadere il vecchio territorio dell’etica, da cui una volta dipendeva. Adam Smith, si sa, era un filosofo morale. Oggi l’etica e l’economia vivono un rapporto conflittuale. L’economia capitalistica avanzata sente l’etica come un impaccio alle proprie strutture, dominate dal capitale finanziario. L’etica, viceversa, sente l’economia come una minaccia ai “fondamentali” della vita pratica degli esseri umani. Si può meglio gestire questo conflitto, più o meno tacito? O anche superarlo? Questa è una delle sfide più importanti del nostro tempo. Perciò abbiamo qui provato a dare qualche contributo al tema da entrambi i versanti.

Volume a cura di Alessandro Biasini e Carmelo Vigna. Contributi di: Jaume Aurell, Alessandro Biasini, Angelo Caloia, Benedetta Giovanola, Montserrat Herrero, Paolo Pagani, Francesco Totaro, Carmelo Vigna, Stefano Zamagni

ISBN 9788893140553

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Vergogna
Un'emozione sociale dialettica

20/09/2016 — Lorenzo Bruni

  € 22,00   

 

La vergogna è un’emozione complessa che rende evidente il legame tra il soggetto che prova vergogna e l’oggetto verso cui essa si rivolge. La vergogna si lega ad una duplice matrice di significato, socialmente oggettivato e soggettivo. Quello soggettivo è sempre immerso all’interno di una significatività sociale, dando luogo ad una dialettica reciproca mai definitivamente compiuta. Anche l’emozione della vergogna deve essere quindi riconnessa alla sfera sociale che le è propria, in un quadro arricchito da elementi filosofici ed etici. Nel libro, la ricerca teorica è accompagnata da tre casi di studio, così da mettere alla prova empirica i concetti proposti.

Lorenzo Bruni è dottore di ricerca in Sociologia presso l’Università degli Studi di Perugia. Ha condotto ricerche sulla vergogna come emozione sociale e sul tema del riconoscimento. Ha partecipato a ricerche empiriche sui giovani e su associazionismo e volontariato in Umbria. Fa parte del gruppo di ricerca RILES (Ricerche sul Legame Sociale). Tra le sue pubblicazioni più recenti: “La solidarietà come orizzonte, pratica e legame sociale. Una critica dell’economia di mercato”; “Il disagio giovanile come sofferenza sociale”; “Riconoscimento e capitalismo: tra conflitto di classe e ideologia dell’autorealizzazione”.

ISBN 9788893140539

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Suspense! Il cinema della possibilità

01/09/2016 — Damiano Cantone, Piero Tomaselli

  € 23,00   

 

Che cos’è la suspense? Come funziona? A che cosa serve? Si potrebbe sostenere della suspense quello che Agostino diceva a proposito del tempo: “Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so più”. Tutti sappiamo a cosa ci si riferisce quando si parla di un film o di un libro di suspense ma, non appena proviamo a spingerci un po’ più in là del suo mero funzionamento tecnico-narrativo (un dispositivo drammaturgico che tiene lo spettatore con il fiato sospeso in attesa che qualcosa di imprevisto si riveli), ci accorgiamo che essa è particolarmente refrattaria all’ingabbiamento concettuale, un meccanismo sfuggente e opaco, privo di chiari appigli teorici. L’idea di Cantone e Tomaselli è che la suspense trovi nel medium audiovisivo (nel cinema, ma anche nella serialità televisiva e nel videogame) il suo terreno più fertile proprio perché l’immagine in movimento la declina in una sua specifica forma storico-ermeneutica, relativa ai diversi ambiti mediatico-culturali nei quali essa si esercita: la suspense si sostanzia più a partire dalla peculiare dimensione esistenziale e storica del soggetto-spettatore che attraverso le tecniche diegetico-narrative utilizzate per metterla in funzione. Nel compiere la loro indagine i due autori hanno considerato un corpus di circa 1000 film di detection, con un ventaglio molto ampio di riferimenti (da Lynch a Cronenberg, da Antonioni a Bong, da Tsukamoto a Carpenter), individuando e analizzando 30 “Stimmung” narrative, figure catalizzatrici e acceleratrici di suspense nella misura in cui riescono a innescare un feedback/transfert esistenziale con lo spettatore.

Damiano Cantone ha insegnato Estetica presso l’Università degli studi di Trieste. Si occupa dei rapporti tra cinema e filosofia, con particolare attenzione al lavoro di Gilles Deleuze, a cui ha dedicato numerosi saggi e articoli. Tra i suoi libri ricordiamo Cinema, tempo e soggetto (2009) e I film pensano da soli (2012). È direttore della rivista Scenari e redattore di “aut aut”. Piero Tomaselli collabora da anni con diverse scuole di cinema come docente di Estetica e Narratologia e insegna Filosofia al Liceo Scientifico Peano di Roma. Regista e sceneggiatore, ha realizzato diversi spot e documentari. Nel 2009 dirige il lungometraggio Velma, tra le opere prime italiane più premiate dell’anno. Nel 2010 è il co-autore del montaggio di The Earth: our home, scritto da Vincenzo Cerami e musicato da Ennio Morricone.

ISBN 9788893140515

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Spinoza
Filosofia pratica

22/07/2016 — Gilles Deleuze

  € 17,00   

 

La filosofia di Spinoza è uno dei tentativi più radicali di costituire un'ontologia pura: una sola sostanza per tutti gli attributi, infiniti modi di essere per ciascun attributo. Ma, sostiene Deleuze, questo complesso edificio filosofico non è riducibile a un programma teorico: occorre «entrare dentro Spinoza», cogliendo la Sostanza come un piano d'immanenza in cui si trovano anime, corpi, individualità, senza alcuna dimensione teorica trascendente. Da questa ontologia deriva un'etica intesa come scienza pratica dei modi di essere, studio dei «costumi» e dunque vera e propria etologia. L'Etica della prova e della sperimentazione, che si oppone a una Morale delle leggi e dei giudizi, costituisce il tema di questo libro: un tema in cui i piani si intersecano, dove i ritmi hanno significato costruttivo. Scrittori, poeti, musicisti, artisti o gli stessi lettori occasionali potranno qui scoprirsi spinoziani ancor più del filosofo professionista. Le pagine di Deleuze dimostrano infatti che, se Spinoza è pensatore straordinariamente raffinato nei suoi apparati concettuali, vi è in lui anche un impulso segreto, un brivido di stupore che rende possibile una «lettura affettiva» dei suoi testi, insegnando al filosofo a divenire non filosofo e, a tutti, a seguire quelle passioni e quei «costumi» che la filosofia suscita.

Gilles Deleuze (Parigi, 1925-1995) allievo di Jean Hyppolite e Ferdinand Alquié, è stato uno dei maggiori pensatori contemporanei. Ha descritto un'originale storia della filosofia occupandosi di autori come Spinoza, Leibniz, Hume, Kant, Nietzsche, Bergson, Foucault, dedicando a ognuno uno studio particolare. Ha definitivamente consolidato una filosofia «della differenza e del divenire» nei classici Differenza e ripetizione e Logica del senso, affrontando gli aspetti «pratici» di tale posizione ne L'Anti-Edipo, in Mille Piani e Che cos'è la filosofia, scritti in collaborazione con Félix Guattari. Di Deleuze sono in preparazione i corsi su Leibniz e una nuova edizione di Mille Piani. § Di Deleuze Orthotes ha pubblicato Spinoza. Filosofia pratica (2016), a cura di Marco Senaldi.

ISBN 9788893140478

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook6

Gabriel Tarde
Sociologia, psicologia, filosofia

22/07/2016 — S. Prinzi

  € 18,00   

 

Gabriel Tarde (1843-1904) è un pensatore tanto interessante quanto dimenticato. Magistrato di professione, ma anche letterato, pioniere della criminologia e della sociologia, psicologo e filosofo, fu autore di quindici volumi e circa un centinaio fra saggi e articoli. Studioso celebre ai suoi tempi, citato da Bergson, Simmel, Weber, Freud, al centro di querelles internazionali con Lombroso, Spencer o Durkheim, incaricato di insegnamento al Collège de France, è stato per molti aspetti un eretico che non ha fatto scuola. Tuttavia, prima con Deleuze, poi sempre di più negli ultimi venti anni, Tarde è stato oggetto di una riscoperta che dalla Francia ha coinvolto altri paesi europei. Di recente in Italia sono stati ripubblicati una dozzina di testi di Tarde. Abbastanza per chiedersi se vi sia una vera rinascita di quest’autore e se la sua opera possa aprire nuove vie di ricerca. È questa la domanda a cui intende rispondere questo volume che si configura come la prima pubblicazione collettanea dedicata al sociologo francese. Il presente testo si pone da un lato come un'introduzione all’opera di Tarde, per consentire a tutti di coglierne subito alcuni temi fondamentali, ma da un altro lato come un primo dibattito critico e tentativo di sviluppo delle sue idee. Anche per questo, per meglio capire cosa ci sia di “vivo” nell’opera tardiana e a riattivare la potenza del suo pensiero, il lavoro è stato arricchito con alcuni contributi inediti di Bergson, Simmel e dello stesso Tarde. Con uno scritto inedito di Gabriel Tarde e due note di Henri Bergson e Georg Simmel. Saggi di: Laura Bazzicalupo, Andrea Cavalletti, Sabina Curti, Filippo Domenicali, Edoardo Massimilla, Felice Ciro Papparo, Salvatore Prinzi

Salvatore Prinzi, dottore di ricerca in Filosofia alla Sorbona e successivamente in Filosofia Politica presso la Scuola Normale Superiore, si è occupato in particolare di Machiavelli, Gramsci, Merleau-Ponty. Di Gabriel Tarde ha tradotto e curato Credenza e desiderio, Monadologia e sociologia, Le leggi sociali e L’inter-psicologia. Attualmente collabora con la cattedra di Storia della Filosofia Morale dell’Università di Napoli Federico II. § Per Orthotes ha curato il volume Gabriel Tarde. Sociologia, psicologia, filosofia (2016).

ISBN 9788893140492

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Lezioni di sociologia
Per una società politica giusta

22/07/2016 — Émile Durkheim

  € 22,00   

 

In queste lezioni, tenute a Bordeaux negli anni 1898-1900 e poi riviste a varie riprese durante il corso del suo insegnamento a Parigi, Émile Durkheim svela la reale e più profonda ambizione della sociologia: essere una nuova scienza politica, un sapere capace di interrogare criticamente il presente, mettendo in questione i concetti centrali del nostro lessico quotidiano, si tratti dell’«individuo» o della «libertà», dello «Stato» o della «democrazia», della «proprietà» o del «contratto», del «lavoro» o della «solidarietà». Queste lezioni rappresentano dunque un documento essenziale per comprendere come la sociologia, oltrepassando la separazione tra l’ordine descrittivo delle scienze empiriche e l’ordine normativo della filosofia politica, rappresenti un laboratorio concettuale che ci offre degli strumenti per ripensare il modo ordinario di intendere la società e di concepire la politica, rilanciando l’aspirazione verso una società politica giusta. Testo di capitale importanza per chiunque si occupi di teoria sociale, di storia della sociologia e di pensiero politico, queste lezioni ci consentono di affrontare con maggior lucidità alcune questioni fondamentali ancora oggi al centro dei dibattiti, in particolare per quanto concerne la natura della democrazia e il futuro dello Stato sociale, in un’epoca segnata dalla necessità di approfondire la dimensione cosmopolitica della modernità europea.

Émile Durkheim nacque nel 1858 a Épinal, in Lorena. Nel 1879 si trasferì a Parigi per frequentare l'École Normale Supérieure. Insegnò all'Università di Bordeaux "science sociale et éducation" dal 1887 al 1902. Nel 1902 tornò a Parigi, alla Sorbona, dove tenne la cattedra di pedagogia fino al 1906, e da lì fino al 1913 quella di pedagogia e sociologia. Morì nel 1917. Tra le sue opere: La divisione del lavoro sociale (1893), Le regole del metodo sociologico (1895), Il suicidio (1897), Le forme elementari della vita religiosa (1917). § Di Durkheim Orthotes ha pubblicato Lezioni di sociologia. Per una società politica giusta (2016), a cura di Francesco Callegaro e Nicola Marcucci.

ISBN 9788893140461

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Sulla letteratura
Shakespeare, James, Kafka, Beckett

14/06/2016 — Slavoj Zizek

  € 16,00   

 

Sulla letteratura raccoglie quattro saggi di Zizek su William Shakespeare, Henri James, Franz Kafka e Samuel Beckett. Zizek inscrive il testo letterario all'interno del proprio setting teorico, applicandovi alla sua maniera il dispositivo lacaniano. Se da un lato si tratta di porre la letteratura in analisi, tentando di fare emergere le questioni rimosse del discorso letterario, dall'altro lato, attraverso la "cosa letteraria", Zizek porta alla luce molti tra i nodi più tipici del discorso psicoanalitico, come la relazione inesauribile tra soggetto e pulsione, il tabù dell'incesto, la dinamica di oblio-autoinganno, l'après-coup. E spingendosi ancor più in profondità nell'analisi, Zizek tocca il senso stesso della letteratura come forma di pensiero politico: quale rapporto si instaura tra filosofia e letteratura, oppure tra psicoanalisi e letteratura? Quali sono, oggi, le reali possibilità emancipatrici della letteratura? Possiede ancora la letteratura qualche residua capacità di trasformazione del soggetto?

Slavoj Žižek, filosofo e critico culturale sloveno, è tra i più influenti pensatori viventi. È professore presso l'European Graduate School, Direttore del Birkbeck Institute for the Humanities, Università di Londra, e ricercatore all'Istituto di sociologia dell'Università di Lubiana, Slovenia. Tra le sue numerose opere apparse di recente in traduzione italiana: Meno di niente. Hegel e l'ombra del materialismo dialettico (Milano 2013), La visione di parallasse (Genova 2013), Cosa vuole l'Europa? (Verona 2014). § Di Žižek Orthotes ha pubblicato Il resto indivisibile. Su Schelling e questioni correlate (2012), Sul teatro musicale. Busoni, Wagner, Mozart, Čajkovskij, Janáček (2014), entrambi a cura di Diego Giordano, e Sulla letteratura. Shakespeare, James, Kafka, Beckett (2016), a cura di Igor Pelgreffi.

ISBN 9788893140430

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

L'arcipelago deserto
Il cinema sperimentale giapponese

14/06/2016 — Beniamino Biondi

  € 18,00   

 

Sebbene in Giappone la nascita del cinema sperimentale e Underground non sia recente - essa risale a un film assurdo e singolare come Kurutta ippêji (1926) di Teinosuke Kinugasa - soltanto nei primi anni Sessanta si chiarisce il percorso di una vocazione che, dopo un lungo travaglio teorico interiore, diviene consapevole dei propri mezzi espressivi e del significato insito nei suoi archetipi concettuali. Sono gli anni della nouvelle vague nipponica e molti registi, indipendenti e non, seguono la via della sperimentazione e della ricerca formale dando vita a una vera e propria rivoluzione estetica. I registi d'avanguardia oltrepassano la logica diegetica per giungere a una concezione strutturale del cinema come sistema di relazioni semantiche, testando il libero uso dei materiali e spingendo la ricerca verso la realizzazione di un formalismo puro - caratterizzato dalla disposizione iconica del materiale espressivo - che veicola la loro critica sociale. Questo libro racconta una storia lunga mezzo secolo, dove il cinema diventa occasione di rinnovamento culturale, per svincolarsi da una tradizione incapace di parlare alle nuove generazioni.

Beniamino Biondi è nato e risiede ad Agrigento. Scrittore e saggista, si occupa di poesia e di cinema. Collabora con riviste di letteratura e critica cinematografica, è curatore di rassegne di cinema d’autore e ed è direttore di collana per alcune case editrici. Ha curato l’edizione completa delle poesie del filosofo Aldo Braibanti ed ha pubblicato numerose opere di letteratura e di saggistica critica e teorica. È membro del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici. § Di Biondi Orthotes ha pubblicato L'arcipelago deserto. Il cinema sperimentale giapponese (2016).

ISBN 9788893140447

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

L'Essere è Persona
Riflessioni su ontologia e antropologia filosofica in Gustavo Bontadini

14/06/2016 — Paolo Pagani

  € 19,00   

 

Il pensiero di Gustavo Bontadini è oggetto di una progressiva riscoperta; resta però ancora sconosciuto a troppi. Il presente volume intende contribuire alla riscoperta in questione, nella consapevolezza che Bontadini è stato, in assoluto, uno dei pensatori più acuti degli ultimi due secoli. Fondamentali i suoi contributi al superamento dell'equivoco gnoseologistico, e il suo pertinente rilancio di una metafisica di tipo "determinante" - dopo Kant e dopo la parabola dell'idealismo trascendentale. Il dettato bontadiniano è come una corrente che sa attrarre in "alto mare" chiunque abbia voglia di navigare sul serio, incrociando al largo, e non solo sotto costa. Esso si raccomanda da sé: purché, ovviamente, se ne abbia diretta nozione. Ecco la prima ragione del presente contributo. La seconda è aprire lo sguardo su un profilo di Bontadini più arioso rispetto a quello che lo ha esclusivamente consegnato alla polemica con il suo allievo Emanuele Severino: polemica che pure ha - com'è noto segnato un importante periodo della attività filosofica del nostro autore.

Paolo Pagani è professore ordinario di Filosofia Morale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è responsabile dei corsi di laurea in Filosofia. Fa parte del Comitato scientifico dell’«Annuario di etica», di quello dell’Annuario di studi filosofici «Anthropologica», e del Consiglio scientifico internazionale della rivista «Filosofia Oggi». È direttore del Comitato scientifico del Centro Interuniversitario di Studi sull’Etica (CISE); è membro del Consiglio scientifico del Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA), costituitosi presso l’Almo Collegio Borromeo di Pavia, e del Consiglio scientifico della Fondazione Sciacca. Tra le sue pubblicazioni, i volumi: Sentieri riaperti (Milano 1990), Contraddizione performativa e ontologia (Milano 1999), Libertà e non-contraddizione in Jules Lequier (Milano 2000), Studi di Filosofia morale (Roma 2008). § Per Orthotes ha pubblicato Ricerche di antropologia filosofica (2012), La geometria dell'anima. Riflessioni su matematica ed etica in Platone (2012), L'Essere è Persona. Riflessioni su ontologia e antropologia filosofica in Gustavo Bontadini (2016). Ha inoltre curato il volume di scritti collettivi in onore di Carmelo Vigna, Debili postille. Lettere a Carmelo Vigna (2012).

ISBN 9788893140454

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Metafisica e parmenidismo
Il contributo della filosofia neoclassica

05/05/2016 — Francesco Saccardi

  € 20,00   

 

Il “parmenidismo” a cui fa riferimento il titolo di questo lavoro non riguarda un presunto “neoparmenidismo” che si rifarebbe, in qualche modo, al pensiero parmenideo storico, bensì un ritorno alla pura essenza della metafisica, quale si realizza nel pensiero di Parmenide nella misura in cui in quella essenza è riposto il risolvimento delle due grandi aporie consegnate alla storia del pensiero metafisico dallo stesso Parmenide – la negazione del molteplice e la negazione del divenire, operate in virtù del principio di non contraddizione –, e rispetto alle quali anche la riflessione attuale resta impegnata. In queste pagine viene avviata un’analisi della filosofia neoclassica, alla luce del confronto che Gustavo Bontadini ed Emanuele Severino hanno avuto a partire dalla metà del secolo scorso (e che ha determinato la nascita dell’orientamento neoclassico in metafisica). Il discorso metafisico, all’interno della prospettiva neoclassica, si fonda su di un recupero dei temi fondativi della ontologia classica, rifacendosi appunto al pensiero parmenideo, e sulla valorizzazione dell’attualismo di Giovanni Gentile in vista della costruzione di una logica della presenza. In particolare, viene qui presa in considerazione quella complessa e articolata struttura concettuale che fa da sfondo alle prospettive di Bontadini e Severino, non mancando peraltro di rilevarne le insufficienze. Nello sviluppo di questa indagine si fa costantemente riferimento a tale sfondo comune, mostrando, innanzi tutto, la sua validità dal punto di vista speculativo (ossia la sua incontrovertibilità), e assumendosi il medesimo compito che la filosofia neoclassica ha rivendicato per sé nell’ambito della filosofia contemporanea: riproporre, rigorizzate, le ragioni di una metafisica di trascendenza.

Francesco Saccardi è dottore in filosofia presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, dove sta svolgendo un dottorato di ricerca. Si occupa principalmente di ontologia e metafisica, e su questi temi suoi contributi sono apparsi in alcune importanti riviste e in volumi collettanei. Sta ora conducendo uno studio sul rapporto tra analiticità e princìpi primi del sapere in riferimento alla tradizione scolastica e alla filosofia contemporanea. § Di Saccardi Orthotes ha pubblicato Metafisica e parmenidismo. Il contributo della filosofia neoclassica (2016).

ISBN 9788893140140

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Glenn Gould
La musica, l'uomo

05/05/2016 — Geoffrey Payzant

  € 20,00   

 

Geoffrey Payzant (1926-2004), filosofo, scrittore e organista, ha insegnato musica alla Mount Allison University di Sackville e filosofia con indirizzo estetico alla University of Toronto. Ha fondato e diretto il Canadian Music Journal (dal 1956 al 1962) conducendo ricerche empiriche sulla percezione musicale. La sua monografia su Gould, già tradotta in francese, giapponese e polacco, e qui presentata al pubblico italiano, è stata per decenni l’unico libro disponibile sulla figura e l’arte del pianista e compositore canadese, e ancora oggi costituisce un’eccezione nel panorama degli studi su Gould. Payzant, infatti, non si focalizza tanto sugli aspetti della vita privata o sulle apparizioni pubbliche del musicista, ma svolge una profonda analisi del pensiero, della natura e della filosofia che hanno sempre orientato le – mai banali – scelte artistiche, tecniche e di vita di Glenn Gould. L’artista, proprio grazie ad un’originale visione della musica in grado di mettere in dialogo tradizione e innovazione, è diventato una personalità centrale per l’intero mondo della cultura contemporanea, e le sue idee, pur ruotando essenzialmente intorno alla musica, si sono sviluppate in un articolato pensiero che eccede la musica e approda a una genuina e singolare filosofia della tecnica e teoria della comunicazione.

ISBN 9788893140423

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

La passione del reale
Emil Cioran, Gherasim Luca, Paul Celan e l'evento rivoluzionario dell'amore

15/04/2016 — Giovanni Rotiroti

  € 18,00   

 

La poesia e il pensiero domandano alla lingua di continuare a parlare dopo la cenere, nonostante la cenere, a partire da essa. Questo libro racconta l’eredità inquietante e allo stesso tempo appassionata che Emil Cioran, Gherasim Luca e Paul Celan hanno lasciato al nuovo millennio a partire dalla loro opera scritta in Romania. Interrogarsi intorno al segreto inconfessabile che questi autori custodiscono – che incredibilmente li accomuna e, allo stesso tempo, li separa – significa far emergere dalle loro testimonianze di scrittura un passato problematico che essi hanno voluto considerare non tanto rimosso, quanto piuttosto disponibile per un nuovo rilancio, non appena si sono ritrovati, uno di fronte all’altro, sulla scena democratica dell’esilio a Parigi. I documenti testuali del periodo interbellico e immediatamente postbellico in Romania, presi in esame per questo lavoro e per lo più inediti, testimoniano la passione del Reale di un Secolo che ci siamo relativamente da poco lasciati alle spalle. Il cosiddetto “male” del Novecento, sotto il cono d’ombra dei totalitarismi ideologici, deve essere indagato non solo nel suo osceno e terroristico legame con la morte e il nulla, ma anche nel rapporto che intrattiene con l’ostinata passione per la vita, con l’indomabile passione di essere, di resistere e di amare.

Giovanni Rotiroti è psicanalista di formazione, insegna Lingua e Letteratura Romena all'Università Orientale di Napoli. La sua critica è animata dall'interesse per la traduzione e la psicanalisi in rapporto all'opera letteraria e filosofica prima e dopo la cesura di Auschwitz.

ISBN 9788893140386

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

I modi dell'amicizia

15/04/2016 — Maurizio Ferraris, Achille C. Varzi

  € 10,00   

 

Anche un Falò, che va progressivamente spegnendosi, e una Luna pur essa prossima al tramonto condividono un sentimento di amicizia. I due amici filosofi Ferraris/Falò e Varzi/Luna passano in rassegna definizioni classiche senza ritrarsi davanti a complicate questioni metafisiche, ma anche concordando sulla centralità degli individui. La conversazione che, dato il contesto, non può che essere breve e profonda, si concentra intorno ad alcuni modi dell’amicizia: anzitutto la gratuità, la diversità e la semplicità. L’amico infatti non si aspetta nemmeno la reciprocità del rapporto, l’amico è diverso dall’altro, anche se ne condivide gli intenti, e canterebbe di buon grado con il giovane Dante del sonetto “Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io”. E quando si ritenesse che l’amicizia è la cosa più importante al mondo, non si dovrebbe dimenticare che un amico, che antepone la verità all'amicizia, è capace almeno di pugnalare di fronte, come Bruto fece con Cesare, e non alla spalle. Né mancano spiacevoli contro-esempi, quando si preferisse, seppure a fin di bene, l’amicizia alla verità. In realtà l’amicizia era per l’antichità un ideale politico, mentre poi è diventato un sentimento e, come tale, ha dovuto arretrare rispetto all'amore. Parallelamente, come pensava Proust, le verità che riguardano gli individui sono più coinvolgenti per il singolo, ma non lo sono per l’umanità. Il libro si chiude col ricordo. A fare dell’amicizia una vicenda individuale è proprio la caducità. E cos'altro è il ricordo se non il dialogo, che continua, con il vuoto lasciato dall'amico?

Maurizio Ferraris (www.maurizioferraris.it) è professore ordinario di Filosofia Teoretica nell'Università di Torino, dove dirige anche il Laboratorio di Ontologia (LabOnt) e il Centro Interuniversitario di Ontologia Teorica e Applicata (CTAO). Achille C. Varzi è professore ordinario di Logica e Metafisica alla Columbia University di New York (USA), dove insegna dal 1995.

ISBN 9788893140393

Buster Keaton
L'invenzione del gesto

15/04/2016 — Gianluca Solla

  € 16,00   

 

Ci sono cose la cui evidenza si ottiene solo mediante le immagini. Buster Keaton non è solo il grande protagonista della stagione dei film muti che tutti conosciamo, è il pensatore di un’impresa colossale che definiamo così: pensare per immagini. Nell'invenzione travolgente del suo cinema l’immagine si emancipa dal contenuto realistico che avrebbe potuto tenerla in ostaggio e arriva a produrre sequenze di pura creazione. Là a dispiegarsi non è né una rappresentazione della realtà, ma neanche la distrazione offerta da uno spettacolo. A prodursi è un concatenamento inaudito che in segreto lega tra loro le cose più diverse: uomini, animali, macchine, oggetti, tempo… Questo movimento ricorda una scrittura che sia fatta unicamente in forza di variazioni del corpo ossia in virtù dell’invenzione di gesti e di altre connessioni con i corpi.

Gianluca Solla insegna Filosofia all'Università di Verona. Tra le sue pubblicazioni: L’ombra della libertà (Napoli 2003), Nomi di nomi (Milano 2006), Marrani. Il debito segreto (Milano 2008), Memorie dei senzanome. Breve storia dell’infimo e dell’infame (Verona 2013), Buster Keaton. L'invenzione del gesto (Napoli-Salerno 2016). § Per Orthotes ha pubblicato la monografia Buster Keaton (2016), e ha curato la silloge Cosa può un taglio? Filosofia, psicoanalisi e altre circoncisioni (2016).

ISBN 9788893140409

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Jacques Lacan
L'economia dell'assoluto

15/04/2016 — Federico Leoni

  € 17,00   

 

La voce e la morte, la superficie e il soggetto, il godimento e la verità, la vita e il nome, la ripetizione e la perversione. Sono alcuni temi che attraversano questo libro, e altrettante porte d’accesso al pensiero di Jacques Lacan. Ogni esperienza umana è un’economia, un gioco di scambi simbolici, un sistema di partizioni che il sapere vi introduce, una spartizione di beni e di corpi. Ma al fondo di ogni economia dell’umano, non altrove dall'economia dell’umano, gioca qualcosa come un’economia dell’assoluto. Al fondo qualcosa resta impassibile e sfavillante e sempre nuovo. L’Uno, lo chiama l’ultimo Lacan, mistico e disincantato, pessimista sull'umano e impassibilmente sereno sull'inumano.

Federico Leoni (Novara 1974) insegna Filosofia morale al Dipartimento di scienze umane dell’Università degli Studi di Verona, dove è anche coordinatore del Centro di ricerca “Tiresia” per la filosofia e la psicoanalisi, ed è docente per l'IRPA (Istituto di ricerca per la psicoanalisi applicata) di Milano. Scrive su riviste italiane e straniere e tra le sue pubblicazioni si ricordano Habeas corpus. Sei genealogie del corpo occidentale (Milano 2008), Descartes. Una teologia della tecnologia (Milano 2013). § Per Orthotes ha pubblicato le monografie L'idiota e la lettera. Quattro saggi sul Flaubert di Sartre (2013) e Jacques Lacan, l'economia dell'assoluto (2016).

ISBN 9788893140416

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Il fondamento nascosto
L'etica attiva di Aldo Masullo

16/03/2016 — Giuseppe Cantillo, Mariapaola Fimiani

  € 15,00   

 

Nell'immaginato Dialogo di Giordano Bruno e un Procuratore di Stato Aldo Masullo fa dire al Nolano: "Il generale buon senso non sempre è buono. Può essere bonario, accomodante, ma non perciò buono, ossia vero. La filosofia non è che l'esercizio della libertà del pensiero. Non pretende di possedere il vero, ma non si stanca di smascherare e denunciare il falso, e così rendere più libero l'uomo". In queste proposizioni affiorano già alcuni dei principi cardine della filosofia di Masullo esposti in questo libro: la filosofia come pensiero critico, irriducibile a strumento del potere, il nesso profondo di verità e bene, vale a dire una concezione "esistenziale", "non teoreticistica" della verità, intesa come la ricerca sempre aperta del "fondamento nascosto", della "relazionalità originaria", su cui poggia la dimensione etica, la responsabilità del soggetto di corrispondere all'appello dell'altro. Mantenendo vivo il fuoco del fondamento la filosofia si fa "etica attiva", il cui compito è sottrarre l'uomo all'angustia delle regole e dell'abitudine: sfida estrema per difendere la libertà dinanzi al pericolo dello smisurato dominio della tecnica.

Giuseppe Cantillo è professore emerito di Filosofia morale nell’Università di Napoli Federico II e Presidente della Società italiana Karl Jaspers. Tra i suoi libri: Introduzione a Troeltsch (Roma-Bari 2004), Introduzione a Jaspers (Roma-Bari 2006, terza ed.), Natura umana e senso della storia (Napoli 2005), Con sé/Oltre sé. Ricerche di etica (Napoli 2009), L’istinto della ragione. Logica, vita, diritto in Hegel (Napoli 2012). § Per Orthotes ha pubblicato Il fondamento nascosto. L'etica attiva di Aldo Masullo (2016), scritto con Mariapaola Fimiani.

ISBN 9788893140225

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Lacan
Il seminario. L'antifilosofia 1994-1995

16/03/2016 — Alain Badiou

  € 20,00   

 

Il Seminario del 1994-1995 su Lacan si inscrive nella tetralogia dedicata da Alain Badiou al tema dell'antifilosofia, termine che proprio Lacan ha strappato al XVIII secolo per farne un'autentica leva della psicoanalisi, in polemica con la filosofia e la sua perenne tentazione ermeneutica. Lacan rappresenta per Badiou il primo esempio di antifilosofia immanente: l'affermazione, nel nome del ritorno a Freud, che non solo l'atto è possibile, ma che è realmente accaduto, e che bisogna fargli fronte senza garanzie di ordine morale, istituzionale o religioso. A partire da questa tesi - che si riassume nell'assunto dell'ultimo Lacan per cui "la verità può non convincere, il sapere passa in atto" - Badiou si confronta con una serie di questioni ineludibili consegnate non solo alla psicoanalisi ma alla stessa filosofia: la funzione del matema e il significato della passe, il rapporto tra ab-senso e non-senso, l'articolazione della triade verità-sapere-reale, lo statuto dell'Uno. Sullo sfondo di tali nodi problematici e nel segno di una fedeltà contrariante, Badiou osserva come, se la filosofia è la tentazione del senso, essa è, anche e da sempre, la resistenza a questa tentazione.

Alain Badiou, professore emerito presso l'École Normale Supérieure, dove ha fondato il Centre international d'étude de la philosophie française contemporaine, è considerato fra i massimi filosofi contemporanei. Autore di imponenti trattati sistematici quali L'essere e l'evento (1988) e Logiques des mondes (2006) e di saggi al centro di accesi dibattiti come L'etica (1993), Il Secolo (2005) e L'ipotesi comunista (2009), ha affiancato all'elaborazione filosofica un'intensa attività letteraria e drammaturgica (da Almagestes del 1964, a Les Citrouilles del 1996). Dal 1966 una parte rilevante del suo insegnamento è rappresentata da un Seminario molto frequentato, in corso di pubblicazione per i tipi di Fayard. Lacan. L'antifilosofia 1994-1995 è il primo volume della serie.§ Di Badiou Orthotes ha pubblicato Lacan. Il Seminario. L'antifilosofia 1994-1995 (2016), a cura di Luigi Francesco Clemente.

ISBN 9788893140270

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

«Una donna per amico»
Dell'amicizia in generale e dell'amicizia delle donne

16/03/2016 — Anna Longo, Francesca Rigotti

  € 10,00   

 

Non è escluso che il valore da sempre accordato all'amicizia possa anche oggi avere effetti benefici sul nostro senso civico, se solo riuscissimo a sostituirla alle molte diffidenze da cui invece siamo animati. L'invito è quello di riscoprire l'amicizia attraverso i suoi "ingredienti", cioè il bisogno di raccontarsi, la condivisione degli ideali, la gratuità e il rispetto, la libera scelta, il legame forte che la caratterizza (anche in una società liquida), l'eguaglianza e l'amore stesso. Con questa riscoperta dovrebbe essere anche superato il pregiudizio che ha dominato la scena della tradizione, e al quale non ha resistito nemmeno l'aperto e lungimirante Montaigne, circa l'incapacità da parte della donna di nutrire vere e proprie amicizie. Qui non si tratta affatto solo di "letture", ma anche di "ascolti" sagaci, utili a capire, per esempio, perché Lucio Battisti si "malediceva" dopo aver scelto "una donna per amico".

Francesca Rigotti vive e lavora in tre paesi: la Germania, dove prevalentemente studia e ricerca; l'Italia, dove interviene a incontri, dibattiti, lezioni, festival; e la Svizzera, dove insegna, all'Università della Svizzera italiana a Lugano, e partecipa a trasmissioni radiofoniche della Rsi. È una vita varia e un po' frenetica in alcuni periodi, monocorde e tranquilla in altri. La sua ricerca è caratterizzata dalla decifrazione e dall’interpretazione delle procedure metaforiche e analogiche sedimentate nel pensiero filosofico, nel ragionamento politico e nell’esperienza della vita quotidiana. § Di Rigotti Orthotes ha pubblicato «Una donna per amico». Dell’amicizia in generale e dell’amicizia delle donne (2016), scritto a quattro mani con Anna Longo.

ISBN 9788893140263

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook8

L'esperienza integrale
Filosofia dell'uomo, della morale e della religione

16/03/2016 — Angelo Campodonico

  € 40,00   

 

Il volume, che raccoglie saggi non pubblicati o rielaborati dall’autore, si articola in tre parti suddivise, ciascuna, in contributi di carattere prevalentemente speculativo (Teoria) o storiografico (Figure), che riguardano, nell’ordine, la Filosofia dell’uomo o Antropologia filosofica, la Filosofia morale, la Filosofia della religione. Nonostante la varietà dei temi e degli autori considerati il volume ha un taglio unitario, teso a evidenziare l’importanza di un approccio integrale all’esperienza umana in grado di superare sterili e consolidate contrapposizioni quali quelle fra approccio ermeneutico e analitico, ragione ed emozioni, razionalità speculativa e pratica, natura e libertà, etica del bene e delle virtù ed etica della norma, razionalità e religione. E questo in forza di un’articolazione di diversi piani di riflessione sull’esperienza e di un confronto continuo fra la tradizione classica, con le sue differenti accentuazioni e tensioni, e gli interrogativi della contemporaneità.

Angelo Campodonico insegna Filosofia morale, Antropologia filosofica, Filosofia pratica contemporanea e Filosofia dell'interculturalità, presso l'Università degli studi di Genova. Socio ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso, e Direttore del Centro interuniversitario Aretai. Center on Virtues, ha compiuto soggiorni di ricerca preso le Università di Londra, Oxford, München e Notre Dame (USA) e ha svolto per tre semestri, in qualità di visiting professor, corsi di Teologia filosofica presso la Facoltà di Teologia di Lugano. Da diversi anni ha stabilito rapporti continuativi di collaborazione scientifica con il Jacques Maritain Center, con il Center for Ethics and Culture e con il Center for Philosophy of Religion. Ha approfondito soprattutto tematiche antropologiche ed etiche in Aristotele, Agostino, Tommaso d'Aquino, Hobbes, Newman, Maritain, Weil, e nel pensiero angloamericano contemporaneo. § Per Orthotes ha pubblicato La pretesa del bene. Teoria dell’azione ed etica in Tommaso d’Aquino (2012, con Maria Silvia Vaccarezza) e il corpus di ricerche (in due tomi) intitolato L’esperienza integrale. Filosofia dell’uomo, della morale e della religione (2016).

ISBN 9788893140256

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

L'enigma della moneta e l'inizio dell'economia

12/02/2016 — Massimo Amato

  € 18,00   

 

Oggi si tende a vedere tutto come qualcosa di cui è legittimo voler entrare in possesso, come una risorsa da sfruttare: viviamo nell'epoca della globalizzazione, in balia dell'economia e delle sue oscillazioni. Tutto ruota intorno al denaro, alla misteriosa potenza che esso evoca. Ma, affascinati come siamo dal denaro, della moneta sappiamo in verità ben poco. Ci limitiamo a considerarla una merce, misconoscendo la sua vera natura, anzi rifiutando di porci il problema. E se la moneta non fosse un oggetto mercificabile, ma un'istituzione? Se, in quanto opera dell'uomo, implicasse che egli assuma su di sé un rapporto con qualcosa di inquietante, che si sottrae enigmaticamente a ogni volontà di controllo? Forse è proprio questo "enigma della moneta" la causa profonda delle crisi economiche e finanziarie che sempre più spesso sconvolgono la nostra società. In un appassionante percorso di approfondimento sui temi della normatività e delle istituzioni, Massimo Amato orchestra un inedito dibattito, attraverso le discipline e le epoche, in cui Aristotele si rivela il maestro nascosto dei massimi economisti moderni, Bentham dialoga sull'usura con la scolastica francescana e lo ius giustinianeo viene riletto in chiave cibernetica. Un lungo viaggio che risale alle origini del capitalismo planetario, non per dare all'enigma una soluzione finale, ma per cercare di pensarlo inaugurando così una meditazione più autentica, e umana, dei principi dell'economia.

Massimo Amato è studioso di storia della moneta e autore di Le radici di una fede. Per una storia del rapporto fra moneta e credito in Occidente (Milano 2008). Insieme a Luca Fantacci ha pubblicato Fine della finanza (Roma 2009) e Come salvare il mercato dal capitalismo (Roma 2012). Insegna Storia economica e Storia del pensiero economico all’Università Bocconi di Milano. Da più di un decennio, nel solco delle proposte di riforma di J.M. Keynes, lavora alla costruzione delle condizioni teoriche e politiche per una riforma della moneta. Dal 2010 si è impegnato, in Francia e in Italia, in progetti concreti di circuiti monetari locali.

ISBN 9788893140232

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook12

Le ragioni dell'irrazionalismo

28/01/2016 — Giuseppe Rensi

  € 17,00   

 

Si può dire che il contenuto di Le ragioni dell'irrazionalismo, il libro pubblicato da Rensi nel 1933, sia l'individuazione e la profonda, appassionata analisi di quattro disgrazie che segnano la condizione dell'uomo rendendogli il mondo inospitale, ostile. La prima disgrazia è il dominio dell'irrazionalità e dell'assurdo, inteso come il caos in cui, su ogni questione, si confrontano tante posizioni diverse senza alcuna possibilità di stabilire quale fra esse sia quella che rappresenta la ragione e la verità, anzi addirittura se ci sia. La seconda disgrazia è la strutturale ingiustizia del reale, che nel mondo degli uomini si modula come sistematico ricorso alla violenza per troncare il diverbio fra le parti contendenti, che non è risolubile sul piano della pura discussione razionale. La terza disgrazia è la noia indotta dalla ripetitività della storia, che non fa registrare alcun vero progresso in quanto ripropone sempre sostanzialmente le stesse situazioni, solo appena alterate di volta in volta da variazioni di secondaria importanza. L'ultima disgrazia è l'impossibilità per l'uomo di determinare gli eventi, i quali (come dicevano gli antichi) stanno sulle ginocchia di Giove, cioè sono rimessi a una casualità che, oltre a eludere i tentativi umani di controllarli, non li indirizza certo verso la realizzazione di un Fine/del Bene.

Giuseppe Rensi (1871-1941) è stato un pensatore profondo e originale e uno scrittore di rara efficacia ed eleganza. Benché, avendo insegnato in vari atenei italiani, abbia fatto parte delle istituzioni, fu una figura "fuori dal sistema". Lo fu sul piano speculativo, in quanto oppose alla dittatura idealistica di Croce e Gentile una prospettiva scettica e materialista nutrita di un'eccezionale sensibilità per la drammaticità e dolorosità del reale; e lo fu sul piano politico, in quanto già nel 1923 passò da simpatizzante del fascismo a fermo oppositore del regime, che lo ripagò "degradandolo" da ordinario di Filosofia morale a bibliotecario. § Di Rensi Orthotes ha pubblicato Frammenti d'una filosofia dell'errore e del dolore, del male e della morte (2011) e Le ragioni dell'irrazionalismo (2015), entrambi a cura di Marco Fortunato.

ISBN 9788893140201

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

La disposizione dell'amicizia e la possessione dell'amore

28/01/2016 — Umberto Galimberti

  € 10,00   

 

Platone ha inventato un grande rimedio per la follia: la ragione! In questo breve, denso e illuminante saggio, Umberto Galimberti muove dai Greci per giungere fino a noi e alla relazione che ci costituisce. Il Simposio, il più bel testo che mai sia stato scritto sull'amore, ci guida ancora a scoprire la mediazione che l'amore realizza tra la follia e la ragione. È attraverso l'amore che entriamo in contatto con la nostra follia: ci innamoriamo, infatti, proprio di chi è riuscito a intercettarla e a presentarla a noi stessi. A differenza dell'amicizia, l'amore crea una situazione di possessione, che non siamo capaci di governare e in cui a parlare è il corpo, non più il linguaggio della ragione.

Umberto Galimberti, filosofo e psicanalista, ha seguito percorsi complessi con forte attenzione all’insegnamento junghiano. Al centro dei suoi interessi l’uomo che in un mondo dominato dalla tecnica si sente un “mezzo” nell’"universo dei mezzi", senza poter trovare un senso al suo esistere. È stato allievo di Emanuele Severino, professore di antropologia culturale (1976), poi di filosofia della storia (1983) all’Università di Venezia, dove ha insegnato anche psicologia dinamica e, dal 1985, è membro dell’International Association of Analytical Psichology. Attraverso un esame critico dei limiti della psicoanalisi di fronte alla “insensatezza” che caratterizza l’età della tecnica, Galimberti è arrivato alla conclusione che forse solo una “pratica filosofica” può aiutare a comprendere criticamente il mondo della tecnica in cui l’uomo si trova inserito e orientarlo per trovare un senso al suo radicale disagio, alla tragicità del suo esistere, anche con il recupero dell’ideale greco di saggezza, senza ricorsi a mitologie religiose. Tra le opere si ricordano: Heidegger, Jaspers e il tramonto dell’Occidente (1975), Psichiatria e fenomenologia (1979), Il corpo (1983), Gli equivoci dell’anima (1987), Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica (1999), Orme del sacro (2000), Il tramonto dell’Occidente (2005), La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica (2005), Parole nomadi (2006), L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani (2007), Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine (2008), La morte dell’agire e il primato del fare nell’età della tecnica (2009), I miti del nostro tempo (2009), Cristianesimo. La religione del cielo vuoto (2012), L’usura della Terra (2014). Galimberti è anche autore di un ampio Dizionario di psicologia (1992), in corso di ampliamento. § Di Galimberti Orthotes ha pubblicato La disposizione dell'amicizia e la possessione dell'amore (2016) e Il mistero della bellezza (2016).

ISBN 9788893140218

Diritti e teorie morali
La prospettiva dei moral rights

14/01/2016 — Pierfrancesco Biasetti

  € 25,00   

 

I diritti hanno plasmato più di ogni altro concetto gli ideali normativi della contemporaneità, diventando la lingua franca attraverso cui formulare ogni questione di giustizia. Questo successo si è rivelato un’arma a doppio taglio: da un lato ha portato alla proliferazione incontrollata delle pretese e delle rivendicazioni; dall’altro, ha diluito l’originale sostrato giustificatorio dei diritti, impedendone l’assunzione come prima eticità globale. La potenza retorica del linguaggio dei diritti è indubbia. Ma dietro questa retorica si trova una nozione davvero in grado di apportare qualcosa di importante o di unico da un punto di vista normativo, oppure i diritti sono soltanto uno strumento particolarmente efficace di «marketing» politico-morale? Obiettivo di questo libro è quello di descrivere e misurare lo spazio che i diritti possono avere all’interno di una teoria morale: anzitutto analizzando quali siano le caratteristiche strutturali e funzionali originali di questa categoria normativa; secondariamente investigandone le possibilità di utilizzo in una teoria morale complessa. I risultati saranno poi impiegati per indagare le condizioni di possibilità, le funzionalità, le caratteristiche, i pregi e i difetti di una teoria morale basata sui diritti.

Pierfrancesco Biasetti si è laureato in Filosofia all’Università di Pisa, ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Padova, ed è stato visiting scholar presso la Colorado State University. Si occupa di etica e teoria normativa. Alcuni suoi contributi sono apparsi su Ethics, Environmental Philosophy, Philosophia, Iride, e Ragion Pratica. § Di Biasetti Orthotes ha pubblicato la monografia Diritti e teorie morali. La prospettiva dei moral rights (2016).

ISBN 9788893140164

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Principi della filosofia dell'avvenire

14/01/2016 — Ludwig Feuerbach

  € 14,00   

 

Nei Princìpi della filosofia dell'avvenire (1843) Feuerbach ricostruisce la genealogia dell'idealismo, mostrando il legame tra teologia e forme filosofiche sostenuto già nelle Tesi provvisorie per una riforma della filosofia. Tuttavia non si ferma ad una lettura, pur geniale, della storia della filosofia, ma prospetta una nuova soluzione del problema ontologico che eviti il vuoto di soggetto in cui incorre la logica di Hegel: l'essere non è solo pensato ma esperito come altro rispetto al pensiero. Feuerbach propone una nozione positiva della sensibilità, uno sguardo rinnovato che pone la causa del desiderio umano nel campo del visibile. Andare oltre Hegel non significa infatti recuperare il concetto romantico di sentimento, ma riconoscere la positività del reale. Nei Princìpi Feuerbach si interroga sugli effetti a lungo termine della verità. Il destinatario di questo manifesto filosofico non è l'uditorio universitario ma l'umanità futura. Qui l'universalità emerge come piano dell'intersoggettività. Solo dopo aver destituito l'Assoluto come soggetto, l'uomo incontra l'altro come simile: finito nella sua esistenza corporea, ma infinito nel genere in quanto umanità.

Ludwig Feuerbach (1804-1872) è una figura centrale della filosofia post-hegeliana, di cui rinnova il linguaggio. Dopo un primo periodo segnato da studi di storia della filosofia, egli orienta i suoi interessi sui temi della critica filosofica e teologica. Tra le sue opere: Critica della filosofia hegeliana (1839), Essenza del cristianesimo (1841), Tesi provvisorie per una riforma della filosofia (1843), L’essenza della religione (1846), Teogonia (1857), Spiritualismo e materialismo (1866). § Di Feuerbach Orthotes ha pubblicato Principi della filosofia dell'avvenire (2016), a cura di Piergiorgio Bianchi.

ISBN 9788893140195

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook6

Etica del desiderio come etica del riconoscimento

28/12/2015 — Carmelo Vigna

  € 35,00   

 

L’Occidente – e non solo – è malato nel suo desiderio. Riusciamo a difenderci molto più di prima dagli attacchi che vengono dalle cose a noi ‘esterne’, che ci fanno ammalare nel corpo; riusciamo a difenderci molto meno di prima dagli attacchi che vengono dalle cose a noi ‘interne’, che sono cose di desiderio e che ci fanno ammalare nell’anima. Storditi dalla facile disponibilità di beni materiali, crediamo ingenuamente che anche i beni dello spirito siano subito a portata di mano. Ma la felicità, la gioia di vivere, la benevolenza, la sobrietà, l’ordine degli affetti, la solidità dei legami e cose simili non si possono comprare al supermercato. Sono, piuttosto, modi di incontrare gli altri e il mondo, cioè ‘dis-posizioni’ permanenti, frutto di scelte mirate e a lungo ripetute. Una volta queste disposizioni si chiamavano ‘virtù’ e l’insieme organico di queste virtù si chiamava ‘saggezza’. La ricerca secondo verità intorno alle virtù e intorno alla saggezza è poi quella che, ancora oggi, si chiama ‘etica’. Un’etica del desiderio è l’oggetto fondamentale di questo libro. Che mira, quindi, a istruire il senso delle virtù e della saggezza come ai nostri tempi si potrebbe e si dovrebbe intendere e praticare. E che indica nella cifra del riconoscimento reciproco il luogo da frequentare, perché si possa venire a capo del compito assegnato da sempre a ogni essere umano.

Carmelo Vigna (1940) è professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha tenuto la Cattedra di Filosofia morale dal 1981 al 2011, ha diretto il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle scienze e ha fondato e diretto il Centro Interuniversitario di Studi sull’etica (CISE). È stato dal 2013 al 2016 presidente della Società Italiana di Filosofia morale (SIFM). Attualmente è presidente del Centro di Etica generale e applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia. È autore di numerose pubblicazioni su temi di ontologia metafisica, di antropologia filosofica e di etica generale e applicata. Per Orthotes dirige la collana Ethica. § Per Orthotes ha curato i volumi collettanei La vita spettacolare. Questioni di etica (con Riccardo Fanciullacci, 2013) e Etica dell'economia. Idee per una critica del riduzionismo economico (con Alessandro Biasini, 2016). Ha pubblicato, in una nuova versione riveduta e ampliata (due tomi) il libro di ontologia metafisica, Il frammento e l'Intero. Indagini sul senso dell'essere e sulla stabilità del sapere (2015) e quello di etica (in due tomi), Etica del desiderio come etica del riconoscimento (2015), che insieme ai due tomi Sostanza e relazione. Indagini di struttura sull'umano che ci è comune (2016) dedicati all'antropologia trascendentale, restituiscono per intero il corpus (Ontoetica) degli scritti dell'autore. Sua è inoltre la postfazione al volume di Giovanni Gentile, Discorsi di religione (curato da Paolo Bettineschi, 2015).

ISBN 9788893140126

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Scritti giovanili

17/12/2015 — Friedrich Hegel

  € 30,00   

 

La presente edizione degli Scritti giovanili di Hegel dal 1785 al 1800 offre per la prima volta in Italia il panorama completo della genesi e dell’evoluzione giovanile del pensiero del più grande filosofo dell’età moderna: dalla prima educazione neoclassica e illuministica all’adesione incondizionata a Kant, al sorgere del pensare dialettico. L'opera offre occasione per un ripensamento del pensare hegeliano, al di là dei preconcetti dell’ideologia e dello storicismo, recuperando la geniale intuizione del Nohl di una genesi e di una sostanza “teologica” del pensiero di Hegel.

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (Stoccarda 1770-Berlino 1831), formatosi alla Facoltà teologica di Tubinga, fu precettore a Berna e a Francoforte e intraprese poi la carriera universitaria insegnando a Jena, Heidelberg e Berlino. La sua prima opera, la Fenomenologia dello spirito, fu pubblicata nel 1807, ad essa seguirono la Scienza della logica (1812-1816), le tre edizioni dell'Enciclopedia delle scienze filosofiche del 1817, 1827 e 1830 e i Lineamenti di filosofia del diritto del 1821. Accanto alle opere edite, sono stati successivamente pubblicati gli scritti giovanili, i corsi di lezioni di Jena, Norimberga, Heidelberg, e infine le lezioni che egli tenne a Berlino dal 1821 al 1831 su logica, estetica, filosofia della religione, storia della filosofia, filosofia della storia. § Di Hegel Orthotes ha pubblicato la Prefazione alla filosofia della religione di Hinrichs (2014), a cura di Stefania Achella, e l'integrale degli Scritti giovanili (2015) a cura di Edoardo Mirri.

ISBN 9788893140171

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

La città di Antigone
Etica, diritto naturale e persona in Robert Spaemann

17/12/2015 — Luciano Sesta

  € 25,00   

 

L’idea di “diritto naturale”, nonostante alcuni tentativi di recuperarne le istanze più attuali, evoca ancora lo spettro di un’entità metafisica indipendente, incompatibile sia con il più fondamentale diritto di autodeterminazione della persona, sia con la “modernità” di una ragione ormai emancipata da ogni arcaico riferimento alla “natura”. In un simile quadro, la proposta di Robert Spaemann spicca per l’originalità del modo in cui coniuga l’istanza classica del diritto naturale con la sensibilità moderna per il primato della persona sulla natura e della ragion pratica sulla ragione speculativa. Il presente saggio contiene un’ampia e articolata presentazione di questo tentativo di sintesi, ricostruendone lo svolgimento e sforzandosi di mantenere una duplice fedeltà: ai testi dell’Autore, da un lato, e all’esigenza di sviluppare ulteriormente le questioni che essi pongono, dall’altro lato. Ne emerge una prospettiva in cui il significato più autentico, e spesso frainteso, del “diritto naturale”, si lascia apprezzare solo nel paradosso espresso dal tradizionale concetto di recta ratio: la ratio, infatti, è detta recta in riferimento a una natura che non è però accessibile naturalisticamente, e dunque a prescindere da quella stessa ratio che vi si conforma quando è recta. Delineando le implicazioni di questo paradosso in ambito etico, giuridico-politico e antropologico, Spaemann prende le distanze tanto dal naturalismo quanto dal personalismo, per imboccare la terza via di una prospettiva in cui l’idea aristotelica di natura non esclude, ma richiede, quella kantiana di persona.

Luciano Sesta (Palermo, 1974), è dottore di ricerca in Filosofia e ha recentemente conseguito, presso il Miur, l’idoneità nazionale a svolgere le funzioni di professore di seconda fascia in Filosofia morale. È docente di “Filosofia della medicina” presso il Master di Studi Bioetici “Salvatore Privitera”, membro dei comitati di redazione delle riviste “Filosofia e teologia” e “Bioethos”, e svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo. Ha pubblicato, oltre a numerosi saggi nell’ambito dell’etica fondamentale, della bioetica e dei rapporti fra filosofia morale ed epistemologia, le monografie La legge dell’altro. La fondazione dell’etica in Kant e Levinas (Pisa 2005), L’origine controversa. Un’indagine sulla fecondazione in vitro (Palermo 2009), Il Dio esitante. Percorsi di ontologia del limite (Palermo 2010), Ars curandi. Prospettive di filosofia della medicina (Roma 2011) e ha curato, con G. Licata, Philosophical Essays on Language, Ontology and Science (2013). § Di Sesta Orthotes ha pubblicato la monografia La città di Antigone. Etica, diritto naturale e persona in Robert Spaemann (2015).

ISBN 9788893140188

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Studi jaspersiani
Rivista annuale della società italiana Karl Jaspers: 3

30/11/2015 — AA.VV.

  € 25,00   

 

Il terzo volume annuale della Rivista “Studi jaspersiani” è dedicato al tema della storia, nel quadro dell’articolato itinerario di sviluppo del pensiero di Karl Jaspers, e dà ampio spazio in particolare alla questione dell’età assiale (Achsenzeit), di recente tornata al centro dell’attenzione non solo nell’ambito degli studi jaspersiani. Complessivamente i lavori raccolti in questo volume trovano un elemento comune nell’intenzione di contribuire a illuminare, pur attraverso metodologie e prospettive ermeneutiche diverse, il rapporto di Jaspers con il proprio tempo e più in generale con la storia, evidenziando la ricchezza del suo lavoro e delle sue riflessioni e la vitalità del suo pensiero anche rispetto ai problemi di filosofia della storia. Saggi di: Stefania Achella, Jan Assmann, Robert N. Bellah, Giuseppe Cantillo, Andreas Cesana, Virgilio Cesarone, Roberto Garaventa, Lars Lambrecht, Francesco Miano, Bruno Moroncini, Csaba Olay, Anna Pia Ruoppo, Kurt Salamun, Michael Schefczyk, Domenico Venturelli

curatori: Marco Deodati, Francesco Miano, Steffen Wagner

ISBN 9788893140133

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Giovani e mezzogiorno

30/11/2015 — R. Rauty

  € 25,00   

 

Giovani e Mezzogiorno raccoglie i testi oggetto della discussione sviluppatasi nella nona edizione di Giovanicome, riflessione organizzata a partire dal 1994, e che riunisce periodicamente nell’Università di Salerno studiosi, nazionali e non, della condizione giovanile, sociologi ed esponenti di discipline affini. Giovani e Mezzogiorno è stato il titolo del convegno in oggetto. I testi evidenziano una analisi della realtà meridionale, troppo spesso letteralmente dimenticata dalla politica come da tante agenzie e altrettanti intellettuali, nella convinzione del riproporsi del carattere nazionale della vicenda meridionale e delle sue contraddizioni, della risorsa che essa e tutti suoi abitanti rappresentano per lo sviluppo del paese, e del ruolo centrale che in questo processo di modernizzazione possono e devono avere i giovani e le giovani meridionali. La riflessione insiste peraltro sui processi di differenziazione interni ai territori meridionali come alla realtà giovanile, lungo le sue generazioni e le sue diverse collocazioni, ribadendo la necessità di fare di queste differenze, come anche delle disuguaglianze presenti, non solo irrinunciabile oggetto di analisi ma anche premessa di interventi la cui differenziazione è condizione anzitutto del loro reale raccordo con la realtà. Saggi di: Gennaro Avallone, Gabriele Ballarino, Filippo Bencardino, Gianmaria Bottoni, Stefania Capecchi, Amalia Caputo, Elisa Cardellicchio, Massimo Cerulo, Francesca Conti, Liana M. Daher, Lucio D’Alessandro, Luisa De Vita, Maria Esposito, Luisa Ficarra, Giuseppe Gaballo, Giulio Gerbino, Simona Gozzo, Emanuela Ingusci, Gevisa La Rocca, Martina Lo Cascio, Fabio Massimo Lo Verde, Mario Morcellini, Francesca Palano, Nazareno Panichella, Fiorenzo Parziale, Giuseppe Pesare, Valeria Pignato, Gabriella Punziano, Raffaele Rauty, Geraldina Roberti, Rossana Salerno, Rossana Sampugnaro, Lello Savonardo, Laura Siligato, Miriam Sticchi, Loredana Tallarita, Moris Triventi, Giuseppina Tuminelli, Sandra Vatrella, Fiorella Vinci

Raffaele Rauty è docente di Storia del Pensiero Sociologico e di Individui, relazioni, interazioni sociali, nell’Università degli Studi di Salerno. È autore di numerosi volumi, traduzioni e curatele di diversi classici statunitensi legati all’istituzionalizzazione e allo sviluppo della sociologia, tra i quali Addams, Perkins Gilman, Cooley, Thomas, Mead, Woods, MacLean, Park, Anderson, Wirth, Mills, Blumer, Gouldner. Ha curato numerosi convegni e volumi sui giovani, ed è autore e traduttore di testi su W.E.B. Du Bois e su Blumer e l’Interazionismo Simbolico. § Di Rauty Orthotes ha pubblicato il volume, a sua cura, Giovani e Mezzogiorno (2015), e la monografia Il tempo di Jane Addams. Sviluppo dei settlements e costruzione dell'analisi sociale (2017).

ISBN 9788893140157

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Musica dei tempi bui
Nuove band italiane dinanzi alla catastrofe

23/11/2015 — Alessandro Alfieri

  € 16,00   

 

Difficile trovare tempi più bui di quelli che stiamo vivendo in questo sciagurato secondo decennio del nuovo Millennio, specie nel nostro paese dove la crisi finanziaria ha determinato un deserto tale da annientare il futuro di intere generazioni. Come sempre accade, è la musica a farsi interprete di questo disagio, e in questi anni sono numerose le proposte particolarmente efficaci e suggestive che si sono inoltrate nella catastrofe, a volte per reagire audacemente, altre volte per gridare la collera condivisa, altre volte ancora invece per venirne a patti. Se la popular music ha spesso avuto la tendenza di occultare la catastrofe, è anche vero che in diverse occasioni, come è prerogativa dell’arte matura, essa ha offerto formule di “accettazione” che possono diventare opportunità di emancipazione e speranza per il mutamento. Il presente saggio propone una classificazione filosofica di alcune delle realtà musicali italiane più significative emerse negli ultimi anni, da Il Teatro degli orrori a Le luci della centrale elettrica, da I Cani a Il Pan del diavolo, dagli Offlaga Disco Pax ai Ministri, per evidenziarne le differenti modalità di risposta alla catastrofe, che resta sempre ben presente sullo sfondo di tutte le produzioni musicali di questi artisti per i quali la catastrofe si declina nella crisi delle relazioni interpersonali, nella necessità della fuga, nel timore del sopraggiungere della fine, nel tentativo di rifugiarsi nel passato oppure nella volontà di immergersi in questi tempi bui, con la consapevolezza che l’unica forma sensata di speranza, soprattutto oggi, è quella di chi non ha più alcun futuro.

Alessandro Alfieri è filosofo e saggista. Dottore di ricerca in Scienze Filosofiche e Sociali, si occupa di cultura pop, fenomeni di massa e popular music. Collabora con diverse testate scrivendo di arte e cinema, ed è autore di numerosi saggi di estetica pubblicati su riviste specializzate. Tra i suoi libri: Vasco, il Male. Il trionfo della logica dell’identico (con P. Talanca, 2012), Frammenti della catastrofe. Ricognizione filosofica di immagini, fenomeni e disgrazie dell’oggi (2013) e Cinema, Mass Media e la scomparsa della realtà. Immagini e simulacri dell’11 settembre (2013). § Di Alfieri Orthotes ha pubblicato Musica dei tempi bui. Nuove band italiane dinanzi alla catastrofe (2015).

ISBN 9788893140096

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Scritti sulla comunicazione

12/11/2015 — Sören Kierkegaard

  € 25,00   

 

I seguenti scritti del terribile contestatore cristiano, che fu certamente Søren Kierkegaard, introducono al senso ed allo sviluppo della imponente produzione della sua attività letteraria. Questi scritti della (o sulla) comunicazione hanno un proprio sviluppo che riflette e vuole trascrivere il processo d’interiorizzazione che l’autore va compiendo – quasi suo malgrado e sotto la spinta di forze profonde, strane e arcane – e di cui avverte l’aura e la misteriosa confluenza fra opposizioni, meschinità, sofferenze d’ogni genere. Il lettore deve perciò avanzare con i passi cauti dello spirito se vuole cogliere il ritmo segreto che in essi si svela. Lo stile di questi scritti è estremamente riflesso, spesso spezzato e disadorno, fatto più di sussulti e di ritorni che non di risultati: ma anche fremente di balenamenti improvvisi, di commozioni e confessioni quasi di un morente, come egli in effetti si considerava. Il contenuto è ancora oggi estremamente provocatorio e inattuale, più di quanto Nietzsche non dicesse delle sue Considerazioni: nulla infatti sembra più ostico e repellente all'uomo contemporaneo, travolto dalla società consumistica e permissiva, di un ritorno al Cristianesimo del Nuovo Testamento.

Søren Kierkegaard (Copenaghen, 1813-1855) è stato uno dei più influenti filosofi del XX secolo, e il suo pensiero, considerato il punto d'avvio per la filosofia dell'esistenza, ha profondamente inciso sul successivo sviluppo della riflessione filosofica, teologica e metafisica. Tra le opere principali si ricordano: Timore e tremore (1843), Briciole di filosofia (1844), Il concetto dell'angoscia (1844), Postilla non scientifica (1846), La malattia mortale (1849), Esercizio di cristianesimo (1850). Alla figura di Kierkegaard Orthotes dedica la collana Studi kierkegaardiani. § Di Kierkegaard Orthotes ha pubblicato gli Scritti sulla comunicazione (2015), a cura di Cornelio Fabro.

ISBN 9788893140102

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Lo spirito di gruppo

19/10/2015 — Gabriel Tarde

  € 14,00   

 

Lo spirito di gruppo è uno degli ultimi scritti di Gabriel Tarde sulla dimensione collettiva. Diversamente da Gustave Le Bon e Scipio Sighele, Tarde estende il suo obiettivo da una prospettiva criminologica della folla a una visione microsociologica del gruppo. Attraverso i processi interspirituali che procedono dalla moda al costume, dall’invenzione all’imitazione e dall’eccezione alla regola, l’analisi delle fasi dell’evoluzione dello spirito di gruppo permette a Tarde di studiare le analogie esistenti tra molte tipologie di gruppi – con una particolare attenzione allo “spirito di mestiere” (da qui l’esempio del Compagnonnage) che è infatti anche lo “spirito di corpo” propriamente detto. Per Tarde lo spirito della folla “si colloca a parte”: esso non rappresenta che l’origine dello spirito di gruppo, probabilmente di qualsiasi gruppo sociale.

Gabriel Tarde, (1843-1904), sociologo e magistrato, è stato un pensatore autodidatta e antiaccademico. Pur avendo goduto di un’enorme fortuna alla fine dell’Ottocento, con il nuovo secolo è stato vittima di un “inspiegabile oblio”. Fu riscoperto da Deleuze negli anni Sessanta, che ne ha rivalutato l’opera metafisica considerandolo a pieno titolo come un precursore per la sua attenzione ai concetti di Differenza, Ripetizione, possibile, virtuale, monadi e molto altro. L’opera di Tarde è oggi oggetto di una rivalutazione in ambito internazionale, soprattutto in rapporto ai suoi scritti metafisici, che vengono letti come un’anticipazione del pensiero di autori eterodossi del calibro di Souriau, Ruyer e Simondon. § Di Tarde Orthotes ha pubblicato L'azione dei fatti futuri – I Possibili (2013), a cura di Filippo Domenicali, e Lo spirito di gruppo (2015), a cura di Sabina Curti.

ISBN 9788893140003

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

La brocca d'argilla
Paul Ludwig Landsberg e il problema dell'uomo

19/10/2015 — Edoardo Simonotti

  € 14,00   

 

Straordinaria figura di pensatore «europeo», Paul Ludwig Landsberg (1901-1944) mostra un costante interesse per il problema antropologico colto nelle sue più profonde ricadute esistenziali, un’attenzione che – con sottolineature differenti – accompagna il suo intero itinerario di vita e di pensiero: dagli anni di formazione alla scuola fenomenologica, al periodo dell’esilio spagnolo e francese, fino ad arrivare ai tragici momenti della resistenza antinazista e della deportazione nel campo di concentramento di Oranienburg-Sachsenhausen. Il problema dell’uomo viene così declinandosi attraverso tematiche che rinviano inevitabilmente alle drammatiche vicende biografiche del filosofo tedesco. Esilio, metamorfosi, corporeità, interiorità, umanizzazione, azione, impegno, storicità, morte, fragilità, prossimità, speranza: questi sono solo alcuni dei temi che vanno a costruire il ricco e articolato impianto speculativo della sua antropologia filosofica. L’uomo è quell’unico essere vivente il quale sperimenta che il suo stesso «divenire-uomo» è attraversato da una sorta di bisogno metafisico, di speranza ontologica verso il possibile compimento di sé; egli è però anche il solo ad avere la possibilità di interpretare la propria esistenza in termini di finitezza. La «brocca d’argilla» è l’immagine di questa realtà umana, composta da un’infinità di parti e di frammenti, per molti versi estremamente complessa e preziosa, ma al tempo stesso segnata da una certa e consapevole vulnerabilità.

Edoardo Simonotti ha conseguito il dottorato di ricerca in filosofia presso l’Università di Genova e l’Abilitazione scientifica nazionale a Professore universitario di seconda fascia in Filosofia morale. Tra le sue pubblicazioni: La svolta antropologica. Scheler interprete di Nietzsche (Pisa 2006); Max Schelers Philosophie interkulturell gelesen (Nordhausen 2008); Max Scheler. Universalismo e verità individuale (Brescia 2011). Ha inoltre curato l’edizione italiana di opere di Max Scheler: Ordo amoris (Brescia 2008), Amore e conoscenza (Brescia 2009), Morte e sopravvivenza (Brescia 2012). § Di Simonotti Orthotes ha pubblicato la monografia La brocca d'argilla. Paul Ludwig Landsberg e il problema dell'uomo (2015).

ISBN 9788893140119

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

L'inconscio in classe
Il piacere di capire e quel che lo guasta

19/10/2015 — Marco Focchi

  € 14,00   

 

A chi lavora come consulente nella scuola vengono chieste soluzioni pratiche: un bambino con difficoltà di apprendimento deve poter imparare, una classe bloccata dai conflitti deve essere rimessa in condizioni di funzionare, un inserimento difficile deve essere facilitato e reso possibile. Se questi problemi vengono affrontati in modo tecnico, mimando la metodologia della scienza, e se le componenti della scuola vengono trattate come variabili di un’equazione, le soluzioni che ne risultano sono in genere inconsistenti. L’esperienza descritta nel libro è quella di uno psicoanalista che porta “l’inconscio in classe”, che fa valere cioè la soggettività delle persone, bambini, insegnanti, genitori, nella complessa rete di relazioni che si creano, che non appaiono mai “in chiaro” e vanno decodificate. Il modo di lavorare adottato in questa singolare esperienza è presentato, insieme alle riflessioni teoriche che se ne possono trarre, in diversi frammenti clinici e di osservazione. Particolare risalto ha l’ampia esposizione del caso con cui il libro si conclude, che dà un significativo contributo all’attuale dibattito sull’autismo: fuori dalla falsa alternativa tra un riduzionismo biologico (causalità genetica) e uno psicologico (madri frigorifero) l’autismo appare come la condizione di un soggetto preso in un intreccio in cui l’Altro perde la propria distanza simbolica traducendosi in un “no” nel reale.

Marco Focchi, psicoanalista, esercita a Milano. È membro dell'Associazione Mondiale di Psicoanalisi e direttore della sede milanese dell’Istituto freudiano. È stato Presidente della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, e membro del comitato etico per la ricerca biomedica e l’assistenza sanitaria degli Istituti Clinici di Perfezionamento. Ha coordinato il servizio di psicologia per un plesso di scuole in zona 3 a Milano. I suoi ultimi libri pubblicati: Il cambiamento in psicoanalisi (Torino 2001), La mancanza e l’eccesso (Torino 2006), Il trucco per guarire (Torino 2010), Il glamour della psicoanalisi (Torino 2012), Sintomi senza inconscio di un’epoca senza desiderio (Torino 2014). § Di Focchi Orthotes ha pubblicato L'inconscio in classe. Il piacere di capire e quel che lo guasta (2015).

ISBN 9788893140089

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

La dignità umana dopo la «carta di Nizza»
Un'analisi concettuale

10/09/2015 — Barbara Malvestiti

  € 20,00   

 

Nel pieno del dibattito politico-giuridico sullo statuto dell’Unione Europea, sul tipo di entità che vuole essere e sul tipo di valori su cui intende fondarsi, diviene attuale il rilancio dello studio della Carta di Nizza, la Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea, proclamata a Nizza nel 2001 ed entrata in vigore con il Trattato di Lisbona nel 2009. In particolare diviene fondamentale lo studio del primo valore su cui la Carta dei Diritti Fondamentali, parte integrante della Costituzione europea, si fonda, il valore della dignità umana. Il libro svolge un’analisi concettuale di questo principio-valore, con la lucidità e il rigore che una disamina a distanza (un’analisi dopo la "Carta di Nizza") rende possibili. Il suo contributo nuovo è un’indagine di tutte le trame e le gerarchie possibili, che il valore della dignità umana intrattiene con gli altri valori informanti gli ordinamenti giuridici, scandagliando diverse posizioni in gioco, ma avanzando anche una proposta. A fondamento dell’ordinamento giuridico europeo, l’autrice propone una concezione della dignità umana come norma suprema, non bilanciabile, dal contenuto “minimo”, che amplia la concezione kantiana di dignità umana. Tale ampliamento va nella direzione di un ripensamento della dignità umana in chiave fenomenologica, che, diversamente da più diffuse posizioni giusnaturalistiche, non rinuncia all’autonomia dell’individuo. Tra le fonti d’ispirazione dell’autrice si annoverano, fra gli altri, il pensiero di Jeanne Hersch, filosofa del ’900, connessa in maniera significativa alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo del 1948, di cui rinvenne la radice in un’“esigenza assoluta”, nonché il pensiero di Max Scheler, filosofo per eccellenza dell’individualità essenziale.

Barbara Malvestiti (1984) ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filosofia del Diritto presso l’Università degli Studi di Milano, con una tesi dal titolo La dignità umana a partire dalla “Carta di Nizza”: norma suprema non bilanciabile? (2013). La sua ricerca mira ad un approfondimento della fondazione del normativo in senso ampio – obblighi, diritti e valori, riguardanti tanto la sfera etica quanto quella giuridica – attraverso un ampliamento del formalismo kantiano in chiave fenomenologica. È autrice di numerosi saggi e articoli scientifici, tra cui Criteri di non bilanciabilità della dignità umana, “Tigor”, 8, 2012, e Il concetto di dignità umana nella speculazione filosofico-giuridica di Jeanne Hersch, “Veritas et Ius”, 4, 2012. Di recente si è occupata dei fondamenti normativi della buona cooperazione nelle organizzazioni e, in particolare, in azienda, come assegnista di ricerca presso l’Università di Bergamo. § Di Malvestiti Orthotes ha pubblicato la monografia La dignità umana dopo la "Carta di Nizza". Un'analisi concettuale (2015), con prefazione di Roberta De Monticelli.

ISBN 9788897806813

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Discorsi di religione

10/09/2015 — Giovanni Gentile

  € 16,00   

 

Viene qui ripubblicata in forma editoriale rivista e migliorata una delle più belle e significative opere gentiliane, in cui messo a tema è il problema, sempre urgente ed attuale, del senso filosofico della religione. Quale significato può attribuire il sapere speculativo a quella forma mai davvero oltrepassabile dello spirito umano che è la religione? Se, per l’attualismo, «il pensiero non può esistere a nessun patto senza assumere un atteggiamento religioso», allora, «prescindere da questo è lo stesso che proporsi di fare a meno del pensiero». Così, non solo la politica e la morale non riescono ad esistere veramente al di là di un rapporto concreto con la religione e con il divino, ma anche la teoria dell’atto spirituale impone al soggetto quell’«auto-obiettivazione», tipica del momento religioso e dell’idea di Dio, senza della quale «lo spirito sarebbe solo una semplice presunzione, non una realtà che si prova reale».

Giovanni Gentile (Castelvetrano 1875 – Firenze 1944) è uno dei più grandi pensatori del Novecento. Non limitò la sua attività di filosofo all’insegnamento universitario e al magistero con cui legò a sé generazioni di giovani nelle Università di Palermo, Pisa e Roma, ma fu anche pedagogista, senatore, ministro della Pubblica Istruzione, ideatore e direttore dell’Enciclopedia Italiana, nonché grande e infaticabile organizzatore di cultura. A lui si deve, fra il resto, la riforma della scuola del 1923, che ammodernò e cambiò radicalmente il volto della formazione e dell’educazione in Italia. Fra le opere della sua sterminata produzione si possono ricordare: La riforma della dialettica hegeliana (1913); Teoria generale dello spirito come atto puro (1916); I fondamenti della filosofia del diritto (1916); Sistema di logica come teoria del conoscere (1917-1923); La filosofia dell’arte (1931); Genesi e struttura della società (1946). § Di Gentile Orthotes ha pubblicato i Discorsi di religione (2015) nella curatela di Paolo Bettineschi.

ISBN 9788897806981

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Oppressione e libertà

01/09/2015 — Simone Weil

  € 18,00   

 

Questo libro raccoglie gli scritti di Simone Weil militante nel movimento operaio e commentatrice critica di Marx e del marxismo. I testi qui riuniti – molti pubblicati, altri rimasti inediti lei viva, con titolo originale o postumo, alcuni occasionali, altri maturati nel tempo, tutti compresi nel decennio 1933-43 – sono attraversati da temi alcuni dei quali arrivano direttamente fino a noi o sono traducibili nel nostro presente. Tra questi, mettiamo al primo posto quello dei rapporti tra l’individuo, da una parte, e la collettività, la società, le masse, dall’altra. Scrive Weil: «non dimentichiamo che noi vogliamo fare dell’individuo e non della collettività il valore supremo» per cui «la subordinazione della società all’individuo, ecco la definizione della vera democrazia e anche quella del socialismo». Questa netta presa di posizione, che nei primi anni Trenta Weil condivide con i militanti del sindacalismo rivoluzionario, per capirne il significato tutt’altro che individualista, va messa in rapporto a una scoperta politica tutt’ora valida. Simone Weil ha scoperto l’esistenza di un potere oppressivo che si sviluppa con le esigenze stesse di organizzare e di coordinare, a cominciare dallo Stato con il suo apparato burocratico, poliziesco e militare (segnalato già da Marx), che si estende alla produzione, come potere della nascente tecnocrazia (non considerato da Marx), di suo indipendente dal regime capitalistico. E che arriva a compenetrare le stesse organizzazioni di massa che lottano contro il capitalismo. Per prima Weil si rese conto che stava prendendo piede la dittatura di un potere trasversale e senza nome, presente nel funzionamento dello Stato, nell’organizzazione della produzione come anche nei partiti e nei sindacati, e che struttura l’intera società.

Simone Weil (1909-1943), filosofa e scrittrice francese, fu operaia, lavorò in fabbrica e partecipò alle lotte sindacali condividendo in tutto la condizione del lavoro mortificato dalla catena di montaggio. Partecipò alla guerra civile spagnola schierandosi dalla parte dei repubblicani (guidati dal Fronte Popolare di ispirazione marxista). A Londra si unì all'organizzazione (France libre) dei resistenti in esilio, con i quali condivise i disagi e le lotte, per combattere gli invasori tedeschi. Mistica cristiana (senza essere convertita alla fede), è autrice di una filosofia spiritualista fondata sulla dialettica della rinuncia a credenze e ideologie che derubano l'uomo di se stesso e sviliscono il rispetto per la persona. § Di Weil Orthotes ha pubblicato Oppressione e libertà (2015), con introduzione di Lia Cigarini e Luisa Muraro.

ISBN 9788897806912

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Il passato scabroso di Cioran

01/09/2015 — Marta Petreu

  € 20,00   

 

«Il punto debole, il tallone d’Achille di ognuno di noi, è ciò che nascondiamo. Il nostro segreto ossessiona gli altri, da cui non riusciamo a preservarlo per molto. Le persone parlano soltanto di ciò che teniamo nascosto. Il difetto di cui più ci si vergogna è proprio quello che alimenta le conversazioni. Abbiamo commesso un errore in passato? Meno lo si confessa, più gli altri ci tornano sopra e lo commentano». Questo è il segreto di Cioran. Il filosofo romeno rifugiato a Parigi, divenuto uno dei più grandi scrittori di lingua francese, sapeva ciò che stava dicendo poiché in Francia ha sempre dovuto nascondere il proprio passato romeno, segnato dai suoi articoli politici estremisti e dal volume La Trasfigurazione della Romania. Il libro di Marta Petreu ricostruisce minuziosamente e in maniera documentata le circostanze filosofiche e storiche che hanno portato Cioran a un’opzione politica che metteva insieme le idee dell’estrema destra legionaria con quelle dell’estrema sinistra bolscevica. Cioran aveva avvertito il fascino per il totalitarismo antidemocratico come soluzione radicale per i mali endemici della Romania, e aveva sognato un grande futuro per il suo paese attraverso l’imposizione di una dittatura che si ispirasse al nazismo o al modello sovietico. Ma da questo passato scabroso, Cioran si è separato definitivamente a Parigi, quando ha deciso di non essere più uno scrittore di lingua romena per diventare, più universalmente, un apolide metafisico.

Marta Petreu, scrittrice, docente di Storia della Filosofia Romena presso l’Università Babeş-Bolyai di Cluj, si è formata nell’ambiente intellettuale del movimento letterario Echinox di Cluj. È caporedattore della rivista «Apostrof». È autrice di numerosissimi volumi e saggi sulla filosofia e la cultura romena, tra cui: I giochi del manierismo logico (1995), Ionesco nel paese del padre (2001), La filosofia di Caragiale (2003), Filosofie parallele (2005), Sulle malattie dei filosofi. Cioran (2008), Il diavolo e il suo apprendista: Nae Ionescu – Mihail Sebastian (2009), L’Apocalisse secondo Marta (tr. it. 2016). Molti dei suoi lavori sono stati tradotti in francese, inglese, italiano, ungherese e serbo. § Di Petreu Orthotes ha pubblicato Il passato scabroso di Cioran (2015), a cura di Giovanni Rotiroti (postfazione di Mattia Luigi Pozzi) e Dall'Olocausto al Gulag. Studi di cultura romena (2016), a cura di Giovanni Rotiroti (postfazione di Irma Carannante)

ISBN 9788897806998

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook13

Breve viaggio tra scienza e tecnologia, con etica e donne

31/07/2015 — Nicla Vassallo

  € 10,00   

 

Una volta superati i “sermoni retorici”, che da più parti si fanno sulla pericolosità della scienza, e quando siano stabiliti i confini tra la conoscenza scientifica e le sue applicazioni tecnologiche, si capisce meglio l’indipendenza della scienza dalla questione etica del bene e del male. Ciò tuttavia non comporta l’aver già risolto tutti i problemi che sono legati alla tecnologia, anche nelle sue ricadute sul corpo femminile, né si può dire superata la necessità di ricordare che l’aspirazione al conoscere rientra nella stessa costituzione dell’essenza umana. Tornare a chiedersi che cos’è la scienza serve piuttosto a limitare il ruolo dei valori non epistemici, che possono al limite entrare nel contesto della scoperta, ma non in quello della giustificazione dell’impresa scientifica.

Nicla Vassallo, filosofa di fama, abita attualmente in Liguria. Viaggia spesso, fisicamente e razionalmente, verso ogni realtà sapiente. Professore ordinario, rimane legata alle proprie radici accademiche londinesi. Il suo pensiero si distingue da tempo per il “fuggire dalle vecchie idee”. Impegnata civilmente e socialmente, evita i luoghi comuni e rifiuta la banalità dell’attrazione per l’estroso, alla costante ricerca di un’originalità vitale, oltreché filosofica, ricerca a favore dell’accrescimento della conoscenza e contro ogni sorta di ignoranza. § Di Vassallo Orthotes ha pubblicato Breve viaggio tra scienza e tecnologia, con etica e donne (2015).

ISBN 9788897806929

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

I colori del bene

31/07/2015 — Achille C. Varzi

  € 10,00   

 

La filosofia è sempre stata coinvolta nella responsabilità di un autentico “vivere bene”. Lo ricordava già Seneca a Meneceo. Al di là delle differenze derivanti dalla dimensione non semplicemente individualistica, ma etica e politica del vivere, noi contemporanei ci sentiamo chiamati a stabilire la possibilità di una “globalizzazione” del bene. Per uscire dalle strettoie del senso unicamente negativo, che al soggettivismo si può dare in questo campo, è richiesta la disponibilità ad accettare un mondo “policromo” di valori. Pertanto, muovendo dal pluralismo estetico e procedendo con rigorose argomentazioni, ci si sforza di dimostrare come solo una difesa adeguata del pluralismo etico possa tentare di dare soluzione al dilemma sull’oggettività o convenzionalità del bene.

Achille C. Varzi è professore ordinario di Logica e Metafisica alla Columbia University di New York (USA), dove insegna dal 1995. Autore di oltre un centinaio di saggi apparsi su riviste specializzate e volumi collettanei, i suoi libri includono Il mondo messo a fuoco (2010), Parole, oggetti, eventi e altri argomenti di metafisica (quarta ed. 2009), Ontologia (seconda ed. 2008), e An Essay in Universal Semantics (1999). Con John Nolt e Dennis Rohatyn ha inoltre pubblicato Theory and Problems of Logic (1997; trad. it. e seconda ed. 2007) ed è co-autore, con Roberto Casati, di Holes and Other Superficialities (1994; trad. it. e seconda ed. 2002), Parts and Places (1999), e Semplicità insormontabili. 39 storie filosofiche (seconda ed. 2006), quest’ultimo tradotto in nove lingue. Con Casati ha anche scritto un libro di filosofia per bambini, intitolato Il pianeta dove scomparivano le cose. Esercizi di immaginazione filosofica (2006). Il suo libro più recente è Le tribolazioni del filosofare. Comedia metaphysica ne la quale si tratta de li errori & de le pene de l’Infero (2014), scritto in collaborazione con Claudio Calosi. Varzi è nel direttivo del Journal of Philosophy e fa parte del comitato editoriale di diverse altre riviste e della Stanford Encyclopedia of Philosophy. Collabora regolarmente a La Repubblica e al supplemento culturale de Il Sole 24 Ore. § Di Varzi Orthotes ha pubblicato I colori del bene (2015).

ISBN 9788897806936

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Sovranità del bene
Dalla fiducia alla fede, tra misura e dismisura

31/07/2015 — Massimo Donà

  € 10,00   

 

Nel percorso che Platone indica per l’anima, al Bene che è alla sommità nulla potrà opporsi se non presupponendolo. Quel principio illumina le idee, quegli universali, che non sono visibili agli occhi sensibili, ma che soli fanno abbandonare la “fiducia” mondana sempre intrisa di confusione e dubbio. Così il bene è la verità stessa, di cui abbiamo un disperato bisogno. Abbiamo nostalgia, in realtà, degli opposti perfettamente distinti. In questo denso saggio, alla chiara e perfetta distinzione tra Bene e Male viene ricondotto anche il vero senso dell’attesa dei cristiani, e quindi tanto della fede come fondamento delle cose che si sperano, quanto della speranza dell’impossibile. “La ricerca dell’opposizione assoluta, che, sola, potrebbe liberarci da una soffocante insecuritas, non potrà mai giungere in porto”.

Massimo Donà (Venezia, 1957) si è laureato nel 1981 a Venezia con Emanuele Severino. Ora è docente ordinario di filosofia teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove insegna Metafisica e Ontologia dell’arte. È anche direttore del Centro di Ricerca di Metafisica e Filosofia delle Arti “Diaporein”, operante nella medesima Università in cui insegna. La sua ricerca s’è concentrata in primis sul tema del fondamento; e sarebbe comunque rimasta sempre consapevole della destinazione originariamente ontologica della filosofia. La sua produzione editoriale, peraltro, lo ha visto impegnato anche in altri ambiti disciplinari, che vanno dall’estetica alla teologia. Da due anni, poi, sta curando e seguendo le pubblicazioni dell’opera postuma di Andrea Emo, insieme a Raffaella Toffolo, presso Gallucci Editore. Nel corso degli anni ha collaborato con molte riviste di Filosofia, Architettura e Cinema. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni, tra le quali ricordiamo: Il ‘bello’… o di un accadimento (1983), Sull’Assoluto. Per una reinterpretazione dell’idealismo hegeliano (1992), Aporia del fondamento (2000/2008), Magia e filosofia (2004), Sulla negazione (2004), Serenità. Una passione che libera (2005), Filosofia della musica (2006), Il mistero dell’esistere. Arte, verità e insignificanza nella riflessione teorica di René Magritte (2006), Arte e filosofia (2007), L’essere di Dio. Trascendenza e temporalità (2007), Il tempo della verità (2010), Filosofia. Un’avventura senza fine (2010), Abitare la soglia. Cinema e Filosofia (2011), Le verità della natura (2012), Misterio grande. Filosofia di Giacomo Leopardi (2013), Pensare la Trinità. Filosofia europea e orizzonte trinitario (con Piero Coda, 2013), Parole sonanti. Filosofia e forme dell’immaginazione (2014). Massimo Donà è anche trombettista jazz e leader di un proprio quartetto, con il quale ha già inciso sei cd (tutti con la casa discografica Caligola Records): New Rhapsody in blue (2002), For miles and miles (2003), Spritz (2004), Cose dell’altro mondo (2006), Ahmbè (2008), e Big Bum (2009). Il suo sito personale è www.massimodona.com. § Di Donà Orthotes ha pubblicato Sovranità del Bene. Dalla fiducia alla fede, tra misura e dismisura (2015).

ISBN 9788897806943

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook7

Il compito dell'impossibile

31/07/2015 — Franco Rella

  € 10,00   

 

L’aver assunto su di sé un “compito dell’impossibile”, qual è quello di tentare di definire il bene (ma anche il male), ha prodotto in questo affascinante testo un “inquieto vagabondaggio” tra frammenti che si compongono e di nuovo si scompongono in un percorso problematico. L’idea che il bene non sia senza il male, che un mondo senza il male sia un mondo “scorticato e privo di ombra” (Bulgakov), spinge a riproporre, mai appagati dalle risposte, in modi diversi l’identica domanda. Dai filosofi e tragici greci fino a Bataille e Blanchot, passando per preziosi riferimenti a Thomas Mann, Kafka, Pasolini, Simone Weil e tanti altri, la questione del bene (e del male) richiama quella del potere, della violenza, della guerra e della libertà, ma anche della scrittura e dell’arte stessa. E coinvolge non solo l’umano, ma anche il divino.

Franco Rella, filosofo e saggista, ha insegnato per anni Estetica allo IUAV di Venezia, che ha lasciato anticipatamente nel momento in cui lì, come in tutta l’accademia, si andava restringendo lo spazio critico. Ha interpretato la disciplina come un luogo di frontiera e di scambio tra arte e filosofia, muovendosi in entrambi i territori. È autore di saggi sull’arte, la letteratura e filosofia. Ha pubblicato da ultimo, L’enigma della bellezza (Milano 2006); La responsabilità del pensiero. Il nichilismo e i soggetti (Milano 2009), Interstizi. Tra arte e filosofia (Milano 2011), Ai confini del corpo (Milano 2012). Nel 2013 ha pubblicato Figure del tempo, Introduzione a Enciclopedia delle arti contemporanee. Il Tempo interiore, a cura di A. Bonito Oliva. Il suo ultimo libro è Forme del sapere. L’eros, la morte, la violenza (Milano 2014). Ha in preparazione un libro sulla percezione del tempo nella modernità. § Di Rella Orthotes ha pubblicato Il compito dell'impossibile (2015).

ISBN 9788897806950

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

È bene definire il bene?

31/07/2015 — Enrico Berti

  € 10,00   

 

Il punto di partenza assunto nel saggio è la definibilità del bene, una volta che ci si occupi di esso non in quanto assoluto e irraggiungibile, ma piuttosto vedendolo come bene umano, praticabile e realizzabile. Come tale, esso è l’oggetto delle aspirazioni umane e concretamente indicato nei diritti fondamentali, nelle varie libertà e nei diritti politici, che documenti ufficiali hanno ormai sancito. Da Aristotele fino alla sua ripresa da parte di Martha Nussbaum, la felicità, per quanto fragile, si sostanzia proprio di questi beni, che possono essere presentati come vere e proprie “capacità”. Completa il testo un intervento di Berti sull’Etica nicomachea di Aristotele, da cui emerge il carattere pratico di una filosofia che punti a definire che cos’è il bene, ossia aristotelicamente la felicità, per l’uomo.

Enrico Berti, nato a Valeggio sul Mincio (Verona) nel 1935, è professore emerito dell'Università di Padova, Doctor honoris causa dell’Università Nazionale e Capodistriana di Atene. Ha insegnato filosofia nelle università di Perugia, di Padova, di Ginevra, di Bruxelles e di Lugano. È stato presidente nazionale della Società Filosofica italiana, vicepresidente della Fédération Internationale des Sociétes de Philosophie e presidente dell'Institut International de Philosophie di Parigi. È socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e membro della Pontificia Accademia delle Scienze. Le sue ricerche si sono rivolte sin dall’inizio ad Aristotele, di cui Berti ha studiato la concezione generale del sapere, la fisica, la metafisica, l’etica, la politica, la retorica e la poetica; quindi si sono rivolte alla fortuna di Aristotele nel medioevo, nell’età moderna e nell’età contemporanea. In particolare esse hanno riguardato il problema della contraddizione e la dialettica, la distinzione tra le varie forme di razionalità, la concezione dello Stato, il tema dei diritti umani. Dal punto di vista teoretico Enrico Berti aderisce ad un orientamento di tipo metafisico, proponendo una concezione della metafisica classica in chiave problematica e dialettica. Egli è interessato soprattutto al confronto tra la metafisica di tradizione aristotelica e il dibattito filosofico contemporaneo, sia sul versante della filosofia analitica che su quello dell’ermeneutica. Le sue pubblicazioni più recenti sono: Filosofia pratica (Napoli 2004); Aristotele: dalla dialettica alla filosofia prima, con saggi integrativi (Milano 2004); Incontri con la filosofia contemporanea (Pistoia 2006); Storia della Filosofia dall’antichità ad oggi (in collab. con F. Volpi, Roma-Bari 2007); In principio era la meraviglia. Le grandi questioni della filosofia antica (Roma-Bari 2007); Dialectique, physique et métaphysique. Études sur Aristote (Louvain-la-Neuve 2008); Aristotele nel Novecento (Roma-Bari 1992, seconda ediz. con nuova prefazione 2008); A partire dai filosofi antichi (con Luca Grecchi, Padova 2009); Sumphilosophein. La vita nell'Accademia di Platone (Roma-Bari 2010); Ser y tempo en Aristóteles (Buenos Aires 2011); Invito alla filosofia (Brescia 2011); La ricerca della verità in filosofia (Roma 2014). § Di Berti Orthotes ha pubblicato È bene definire il Bene? (2015).

ISBN 9788897806967

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Globalizzazione del bene?

31/07/2015 — Gereon Wolters

  € 10,00   

 

La globalizzazione, che caratterizza il nostro tempo, giustifica un senso nuovo della domanda sulla universalizzazione possibile del bene. Nel saggio si affronta il problema tenendo ben conto del significato etico del bene e della sua storia, ma insistendo in particolare sulla forma da esso assunta a partire dall’illuminismo. Da allora il discorso sui diritti umani si è allargato sempre più in quanto intrinsecamente egualitario e universale. Tuttavia una tale diffusione fa riflettere non solo sulla differenza esistente tra fattualità e normatività, ma anche sulle resistenze che essa continua a incontrare in quanto apparente imposizione occidentale. Pertanto si tratta di afferrare, in tutta modestia, i reali ostacoli che si frappongono all’attrattiva ovunque esercitata dal bene nella forma dei diritti dell’uomo.

Gereon Wolters è professore emerito di filosofia all’università di Costanza. Dal 1965 al 1967 ha studiato teologia cattolica nell’Università di Innsbruck (Austria) e poi filosofia e matematica nelle Università di Tübingen e Kiel. Dopo il dottorato in filosofia nell’Università di Costanza, con una tesi sulla teoria assiomatica del matematico, fisico, astronomo e filosofo settecentesco Johann Heinrich Lambert, nel 1985 ha conseguito l’abilitazione per filosofia e storia della scienza con un libro sul fisico, fisiologo e filosofo Ernst Mach (1838-1916). Dal 1988 fino al 2009 è stato professore di filosofia all’Università di Costanza e dal 1984 fino a 2008 anche professore a contratto nella Facoltà di biologia dell’Università di Zurigo. Nel semestre invernale 1996/97 ha lavorato come research fellow al Center for Philosophy of Science dell’Università di Pittsburg (USA); nel semestre invernale 2002/03 al Max Planck Institut für Wissenschaftsgeschichte di Berlino; nell’anno accademico 2008/09 al Netherlands Institute for Advanced Studies a Wassenaar (Olanda) e infine, nell’anno accademico 2009/10, all’Helsinki Collegium for Advanced Studies a Helsinki. Dal 2004 è membro di Leopoldina – Accademia Nazionale Tedesca e dal 2009 preside di una delle quattro classi dell’Accademia. Dal 2010 è anche membro dell’Academia Europea. Le sue ricerche si concentrano su filosofia della scienza generale, filosofia della biologia, storia della relatività, filosofia nel nazionalsocialismo, scienza e religione. Tra le sue opere: Basis und Deduktion. Studien zur Entstehung und Bedeutung der Theorie der axiomatischen Methode bei J.H. Lambert (1728-1777) (Berlin/New York 1980); Mach I, Mach II, Einstein und die Relativitätstheorie. Eine Fälschung und ihre Folgen (Berlin/New York 1987); Vertuschung, Anklage, Rechtfertigung. Impromptus zum Rückblick der deutschen Philosophie aufs “Dritte Reich” (Bonn 2004); Ambivalenz und Konflikt. Katholische Kirche und Evolutionstheorie, Universitätsverlag Konstanz (Konstanz 2010). § Di Wolters Orthotes ha pubblicato Globalizzazione del bene? (2015).

ISBN 9788897806974

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Mediatrici di sapienza
Il riflesso della tradizione profetica e femminile in Christine de Pizan

22/07/2015 — M. Alessandra Soleti

  € 25,00   

 

Sola perché unica, scandalosa perché fuori dalla scena, sono solo alcuni dei tratti messi in rilievo nell’agire di Christine de Pizan: la sua parola si fa militante, per essere qui sezionata, ascoltata e seguita fino al suo canto finale. Il “cammino di lungo studio” è però percorso a ritroso, dall’ultima composizione in versi della poetessa si attraversa una parte della sua ricca produzione. Si avanza l’invito a cercare segni e idee condivise con precedenti figure femminili. Una trama densa di fili da intrecciare, ne risulta un ritratto inedito della Pizan, una lettura innovativa dei suoi testi. Prima donna che compose in volgare per professione, che giunse a rappresentare sé nell’atto di scrivere in splendide miniature. Molti i suoi primati, anche se non fu una rivoluzionaria, né una pacifista nel senso moderno del termine. Questa “scriba ispirata” non è presentata neanche come una femminista ante-litteram: la protagonista di questo libro impugnò la penna come strumento di mediazione, si riconobbe nella guida della Sibilla, per annunciare un altro modo di avvicinarsi alla conoscenza. Christine agisce nella/con la scrittura come una poetessa, “storica ispirata”, pensatrice, come una sibilla, osò perfino sfiorare l’idea di un sacro al femminile: tutte posture che convergono e esplodono in una polifonia. «Seule en tes faiz ou royaume de France. Sola, nel regno di Francia, nel fare quello che fai»: ecco come Eustache Deschamps celebrava quella musa eloquente. Sola perché unica, eccezionale per sapere e coraggio.

Maria Alessandra Soleti si è laureata in Filosofia all’Università di Siena, con la discussione di una tesi su Margherita Porete che ha vinto il Premio “Grazia Zerman”, mentre la pubblicazione di tale ricerca ha ricevuto il Premio “Paese delle Donne” per la saggistica (Il Poligrafo, 2012). Dopo aver lavorato in campo editoriale come redattrice, ha conseguito il dottorato di ricerca con una dissertazione su Christine de Pizan, elaborata in parte all’estero. Ha pubblicato diversi saggi su figure femminile tardo medievali. Gli studi di genere sono approdati ad un Master, in occasione del quale ha iniziato a collaborare con la rivista “Noi Donne” (2012). Prosegue le proprie attività tra editoria e ricerca. § Di Soleti Orthotes ha pubblicato la monografia Mediatrici di sapienza. Il riflesso della tradizione profetica e femminile in Christine de Pizan (2015).

ISBN 9788897806899

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Per una medicina dialogica
Juan Rof Carballo, scienziato e filosofo

08/07/2015 — Nunzio Bombaci

  € 18,00   

 

Questo libro delinea il profilo intellettuale dell'internista galiziano Juan Rof Carballo, fautore di una medicina antropologica e dialogica. A questo riguardo, è di grande rilievo il suo debito teorico nei confronti del collega tedesco von Weizsäcker. Inoltre, nella sua riflessione egli elabora criticamente nuclei tematici mutuati da filosofi quali Heidegger, Ricoeur, Habermas, Apel e, soprattutto, Xavier Zubiri. Il volume intende offrire un contributo alla storiografia del pensiero spagnolo del Novecento, evidenziando che Rof Carballo non è un mero epigono di studiosi coevi, ma un autore, in quanto ha apportato un novum al pensieroQuesto libro delinea il profilo intellettuale dell’internista galiziano Juan Rof Carballo (1905-1994), fautore di una medicina antropologica e dialogica. A questo riguardo, è di grande rilievo il suo debito teorico nei confronti del collega tedesco Viktor von Weizsäcker. Inoltre, nella sua riflessione egli elabora criticamente nuclei tematici mutuati da filosofi quali Martin Heidegger, Paul Ricoeur, Jürgen Habermas, Karl-Otto Apel e, soprattutto, Xavier Zubiri. Il volume intende offrire un contributo alla storiografia del pensiero spagnolo del Novecento, evidenziando che Rof Carballo non è un mero epigono di studiosi coevi, ma un autore, in quanto ha apportato un novum al pensiero scientifico e filosofico. La peculiarità della sua opera non è legata solo alla nozione di urdimbre, ovvero all’“ordito” di relazioni all’interno del quale l’essere umano vive sin dalla prima infanzia. Una certa originalità si riscontra anche nella sua riflessione sullo statuto epistemologico della psicoanalisi e della medicina psicosomatica, sul carattere dialogico proprio dell’uomo, che si rinviene già nella sua complessione psicosomatica, nonché su disturbi della psicoaffettività quali il pensiero operatorio e l’alessitimia. scientifico e filosofico. La peculiarità della sua opera non è legata solo alla nozione di urdimbre, ovvero all'"ordito" di relazioni all'interno del quale l'essere umano vive sin dalla prima infanzia. Una certa originalità si riscontra anche nella sua riflessione sullo statuto epistemologico della psicoanalisi e della medicina psicosomatica, sul carattere dialogico proprio dell'uomo, che si rinviene già nella sua complessione psicosomatica, nonché su disturbi della psicoaffettività quali il pensiero operatorio e l'alessitimia.

Nunzio Bombaci (Messina, 1958) ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Filosofia e Teoria delle Scienze Umane presso l’Università di Macerata nonché l’Abilitazione Nazionale ad Associato di Filosofia Morale. È studioso del personalismo, del pensiero dialogico e della filosofia spagnola del Novecento. Oltre a numerosi articoli e traduzioni, ha pubblicato i volumi: Una vita, una testimonianza. Emmanuel Mounier (1999; ed. spagnola: E. Mounier: una vida, un testimonio, 2002); Ebraismo e cristianesimo a confronto nel pensiero di Martin Buber (2001); Patire la trascendenza. L’uomo nel pensiero di María Zambrano (2007). § Di Bombaci Orthotes ha pubblicato la monografia Per una medicina dialogica. Juan Rof Carballo, scienziato e filosofo (2015).

ISBN 9788897806875

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L'urgenza di un nuovo umanesimo

26/06/2015 — Vera Zamagni

  € 17,00   

 

Da un convegno dell’Istituto Veritatis Splendor di Bologna nasce questo volume che offre alcune riflessioni transdisciplinari sul tema del Convegno ecclesiale della Chiesa italiana sul “Nuovo Umanesimo” (Firenze 2015). Un nuovo umanesimo di ispirazione cristiana non può che nascere dalla presa d’atto della situazione dell’umano oggi, caratterizzata da un individualismo libertario che eleva desideri al rango di diritti e scambia emozioni mutevoli con obiettivi di vita, rifiutando di confrontarsi con principi e verità. Gli autori di questo volume analizzano a partire dalle loro discipline i guasti di questo paradigma, mostrando la superiorità di un umanesimo relazionale, che offre criteri di vita più felicitanti per le persone e più sostenibili per le società. L’inquadramento tematico del Cardinale Carlo Caffarra sottolinea l’urgenza (da cui il titolo del volume) di una chiara consapevolezza da parte dei cristiani di non poter condividere una “libertà senza logos”, che rende l’annuncio cristiano privo di rilevanza nella vita. Saggi di: Leonardo Becchetti, Sergio Belardinelli, Luigino Bruni, Cardinal Carlo Caffarra, Pierpaolo Donati, Fabio Pisani, Carmelo Vigna, Francesco Viola, Vera Zamagni

Vera Zamagni è studiosa di Storia economica, docente all'Università di Bologna e al SAIS-Europe di Bologna, direttrice della Scuola di Formazione all'impegno sociale e politico della diocesi di Bologna, vicepresidente della ONG Cefa di Bologna. Fra le sue più recenti pubblicazioni, un nuovo manuale di storia per i licei Una storia globale, Mondadori, 2015; il volume Perché l’Europa ha cambiato il mondo, Il Mulino, 2015; con Stefano Zamagni, La cooperazione, Il Mulino, 2008 e Famiglia e lavoro, San Paolo, 2012. § Per Orthotes ha curato il volume L'urgenza di un nuovo umanesimo (2015).

ISBN 9788897806905

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Ecologia e libertà

19/05/2015 — André Gorz

  € 14,00   

 

Ecologia e libertà è un libro straordinariamente anticipatore. In esso la crisi della natura non si pone come esterna all'economia, alla società, alla politica; ne è semmai il volto estremo, il sintomo inaggirabile, l'ingiunzione cui non ci si può sottrarre procrastinando. André Gorz è tra i primi a chiederci di pensare la questione ambientale nella sua non-autosufficienza, nella sua impossibilità a spiegarsi da sé: essa dischiude infatti una crisi del produttivismo occidentale e del capitalismo industriale che possiede un'origine storica e che richiede una soluzione politica. Tale soluzione, peraltro, non fornisce alcuna garanzia sulla desiderabilità o meno del suo esito: il testo torna a più riprese sul rischio concreto di una deriva tecnofascista, cioè di una risposta autoritaria alle sfide ecologiche. Il degrado degli equilibri biosferici schiude infatti uno scenario fortemente polarizzato: alla tentazione dispotica deve far fronte un progetto sociale complessivo capace di coniugare la sostenibilità ambientale e l'autonomia individuale e collettiva. Il nesso tra ecologia e libertà, dunque, non si dà in natura – non sta nelle cose: bisogna produrlo, curarlo, difenderlo. In ultima istanza, l'ecologia politica di André Gorz è immaginazione pratica di un futuro non segnato dall'imperativo capitalistico della massimizzazione del profitto ad ogni costo. Sta in questo la sua più profonda attualità.

André Gorz (1923-2007), viennese di nascita stabilitosi poi in Francia, è stato membro del comitato di redazione di Les Temps Modernes e fondatore di Le Nouvel Observateur. Scoperto e sostenuto da Jean-Paul Sartre, la sua riflessione si colloca all'incrocio tra filosofia e critica sociale. Pioniere dell'ecologia politica, sin dagli anni Settanta analizza i rapporti tra autonomia individuale e critica radicale del produttivismo, facendo del pensiero ecologico un elemento fondante della pratica anticapitalista. Tra le sue numerose opere, tradotte in molte lingue, segnaliamo: Ecologia e politica (Padova 1978), Miserie del presente, ricchezze del possibile (Roma 1997), Ecologica (Milano 2009). § Di Gorz Orthotes ha pubblicato Ecologia e libertà (2015), a cura di Emanuele Leonardi.

ISBN 9788897806882

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Il giovane Marx

20/04/2015 — György Lukács

  € 14,00   

 

Lukács ripercorre in quest'opera i momenti della formazione di Marx negli anni dal 1840 al 1844. Appoggiandosi ad una lettura puntuale degli scritti, egli tratteggia il quadro di un pensatore originale, in polemica con gli orientamenti filosofici e politici del proprio tempo, capace di proporre una lettura più profonda del testo hegeliano. Seguendo la lezione di Feuerbach, Marx rovescia i rapporti di predicazione della filosofia politica di Hegel, criticandone non solo la concezione dello Stato ma anche la dialettica speculativa. Ciò gli permette di ripensare il concetto di alienazione in un senso storico-sociale, libero dalle deformazioni idealistiche. Le opere filosofiche del giovane Marx divengono pertanto «il necessario punto di partenza per lo sviluppo di una nuova metodologia». L’incontro col giovane Marx ha indotto il filosofo ungherese a fare i conti con «l’influenza dell’eredità hegeliana non superata» di Storia e coscienza di classe, che, riscoprendo le radici hegeliane di Marx, restituiva al marxismo la categoria di totalità ma dissolveva anche la differenza tra Marx ed Hegel. Pubblicato nel 1954, nel clima politico seguito alla morte di Stalin, Il giovane Marx è un documento essenziale per capire il lavoro del filosofo nel suo difficile rapporto con lo Stato socialista.

György Lukács (1885-1971), filosofo ungherese, si afferma nella cultura mitteleuropea con Il dramma moderno, L’anima e le forme, Teoria del romanzo. Aderisce al marxismo negli anni del primo conflitto mondiale, legando il suo percorso intellettuale al movimento comunista e fornendo un contributo decisivo all'elaborazione teorica del “marxismo occidentale” con Storia e coscienza di classe, Il giovane Hegel e i problemi della società capitalistica, La distruzione della ragione, Ontologia dell’essere sociale. Tra gli scritti di estetica e critica letteraria: Saggi sul realismo, Prolegomeni a un’estetica marxista, Il romanzo storico, Estetica. § Di Lukács Orthotes ha pubblicato Il giovane Marx (2015), a cura di Piergiorgio Bianchi.

ISBN 9788897806837

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Parole vuote
Scritti '73-'78

10/04/2015 — John Cage

  € 26,00   

 

In quest'opera letteraria, d'arte visiva e musicale, Cage conduce il lettore in un affascinante e coraggioso viaggio tra i Diari di Thoreau, letti ricorrendo a operazioni casuali generate con l'I Ching, tra complessi "mesostici" ideati sul nome di James Joyce attraverso il Finnegans Wake, raccontando di come nacque l'idea del "pianoforte preparato", e di quale, secondo lui, sarebbe stato il futuro della musica. Un libro da scoprire, da guardare (per la presenza di innumerevoli disegni dello stesso Cage), da leggere e rileggere per conquistare nuovi territori di senso, e per lasciarsi inondare da un mare di parole vuote.

John Cage (1912-1992). Il suo insegnante, Arnold Schönberg, diceva che Cage “non era un compositore ma un inventore di genio”. Compositore, scrittore e filosofo, John Cage è nato a Los Angeles nel 1912 e all’età di 37 anni è stato premiato dall’Accademia Americana per le Arti e le Lettere per avere ampliato i confini della musica. È stato eletto all’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze nel 1978, e nel 1982 il governo francese gli ha conferito la massima onorificenza per il contributo apportato alla vita culturale, Commeandeur de l’Ordre des Arts et des Letters. Cage ha composto centinaia di opere musicali nella sua carriera, incluso il notissimo 4’33” e i pezzi per pianoforte preparato; molte delle sue composizioni sono basate su procedimenti casuali sia per la loro struttura che per la loro esecuzione. Cage è stato anche uno scrittore, e il suo libro Silenzio è stato descritto da John Rockwell nel New York Times come “il tramite più influente del pensiero orientale e delle sue idee religiose nell’avanguardia artistica – non solo nella musica ma nella danza, nell’arte e anche nella poesia”. Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Silence (1961), A Year from Monday (1967), M (1973), Empty Words (1979), che Cage considerava anche una composizione da eseguirsi, e X (1983). § Di Cage Orthotes ha pubblicato Parole vuote. Scritti '73-'78 (2015), a cura di Fernando Vincenzi e Antonella Carosini.

ISBN 9788897806868

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Il frammento e l'intero
Indagini sul senso dell'essere e sulla stabilità del sapere

25/03/2015 — Carmelo Vigna

  € 35,00   

 

Ma è poi vero che l’ultima cifra del senso dell’essere è il ‘frammento che siamo’? No, è subito da rispondere; non è per nulla vero. Questo libro ha avuto e ha ancora la modesta pretesa di far vedere (cioè di ‘dimostrare’) l’impossibilità che il ‘frammento che siamo’, cioè poi il ‘finito’, sia l’ultima parola intorno al senso dell’essere; e ha avuto e ha ancora la modesta pretesa di far vedere (‘dimostrare’) che ciò che finito non è, sta ontologicamente oltre il finito. Ne è il fondamento di senso e ne è il fondamento d’essere. In altri termini, il ‘frammento che siamo’ implica necessariamente l’Intero o la totalità dell’essere, ma come altro da sé. La prima battuta è contro l’esito più accreditato della contemporaneità (la ‘finitezza’), la seconda battuta è contro l’esito più accreditato della modernità (l’‘immanenza’). Tanto la posizione del semplice finito, che sarebbe dunque finito da nulla, e che dunque intenderebbe valere come infinito (se le parole hanno ancora un senso), quanto la posizione di un infinito che è solo tempo o storia e che dunque non può fuoriuscire dalla finitudine, sono la posizione di una evidente autocontraddizione. Come questo non venga da molti avvertito nella sua essenziale semplicità, è uno dei grandi misteri della cultura occidentale più recente. Il visibile, a quanto pare, ci ha sedotti. Testimoniare invece la grandezza e la realtà dell’invisibile è stato sempre il compito d’onore della tradizione metafisica, almeno da Parmenide in avanti. Contribuire un poco a questo compito è il piccolo privilegio che l’autore ha sempre rivendicato per sé.

Carmelo Vigna (1940) è professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha tenuto la Cattedra di Filosofia morale dal 1981 al 2011, ha diretto il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle scienze e ha fondato e diretto il Centro Interuniversitario di Studi sull’etica (CISE). È stato dal 2013 al 2016 presidente della Società Italiana di Filosofia morale (SIFM). Attualmente è presidente del Centro di Etica generale e applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia. È autore di numerose pubblicazioni su temi di ontologia metafisica, di antropologia filosofica e di etica generale e applicata. Per Orthotes dirige la collana Ethica. § Per Orthotes ha curato i volumi collettanei La vita spettacolare. Questioni di etica (con Riccardo Fanciullacci, 2013) e Etica dell'economia. Idee per una critica del riduzionismo economico (con Alessandro Biasini, 2016). Ha pubblicato, in una nuova versione riveduta e ampliata (due tomi) il libro di ontologia metafisica, Il frammento e l'Intero. Indagini sul senso dell'essere e sulla stabilità del sapere (2015) e quello di etica (in due tomi), Etica del desiderio come etica del riconoscimento (2015), che insieme ai due tomi Sostanza e relazione. Indagini di struttura sull'umano che ci è comune (2016) dedicati all'antropologia trascendentale, restituiscono per intero il corpus (Ontoetica) degli scritti dell'autore. Sua è inoltre la postfazione al volume di Giovanni Gentile, Discorsi di religione (curato da Paolo Bettineschi, 2015).

ISBN 9788897806653

La psicoanalisi e il reale
«La negazione» di Freud

18/03/2015 — Sergio Benvenuto

  € 17,00   

 

Questo libro prende le mosse da un commento a un breve articolo di Sigmund Freud, “La negazione”. L'intento è quello di ricostruire l’intero pensiero di Freud cercando di stabilire ciò che distingue la psicoanalisi dalle altre forme di psicoterapia. Viene così proposta una visione del tutto originale della psicoanalisi, non riducibile a nessuna delle varie interpretazioni che oggi dell’opera di Freud vanno per la maggiore. Il presupposto è che la teoria e la pratica di Freud si fondano su una decisione in senso lato metafisica: considerare l’essere umano un ente dominato dal principio di godimento-desiderio. Essere analista freudiano significa interpretare vari aspetti dell’esistenza umana come modi che il vivente ha di soddisfare i propri desideri e giungere a godere. Nella seconda parte del libro viene analizzato un altro testo, quello di Jacques Lacan che a sua volta commenta “La negazione” di Freud. Tenendosi lontano dal gergo lacaniano, si cerca di rendere maggiormente comprensibile il modo in cui Lacan legge Freud e l’intera psicoanalisi, insistendo soprattutto sulla categoria del Reale che viene ripresa da un’angolazione diversa, ma non contraddittoria, rispetto a quella di Lacan.

Sergio Benvenuto è psicoanalista e filosofo, già ricercatore in psicologia sociale presso il CNR a Roma. Emeritus Professor di Psicoanalisi presso l'Istituto Internazionale di Psicologia del profondo di Kiev. Ha fondato (nel 1995) ed è direttore dell'"European Journal of Psychoanalysis"; è inoltre presidente dell'Istituto di Studi Avanzati in Psicoanalisi. È autore di vari libri e saggi pubblicati in Italia e all'estero. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Accidia (Bologna 2008), La gelosia (Bologna 2011), Sono uno spettro, ma non lo so (Milano 2013) e, con Antonio Lucci, Lacan, oggi (Milano 2014); con Anthony Molino ha scritto In Freud's Tracks (New York 2008). § Di Benvenuto Orthotes ha pubblicato La psicoanalisi e il reale. "La negazione" di Freud (2015).

ISBN 9788897806820

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Le mezze verità

18/02/2015 — Gianni Vattimo

  € 16,00   

 

È qui raccolta una selezione di articoli che Gianni Vattimo ha scritto su «La Stampa» tra il 1979 e il 1988. Si tratta di pièces, per utilizzare un termine del gergo teatrale, che hanno come proscenio l’Italia degli anni Ottanta, e per protagonista la cultura europea del Novecento. Una cultura del nichilismo che rimanda – forse oggi ancor di più – a un’esperienza di crisi, di debolezza del pensiero, di controvertibilità delle scienze, di mutevolezza della morale. Se le “mezze verità” su cui insistiamo siano di luce o di buio, non è possibile dire – non verrà mai detto – perché il solo modo in cui è possibile accedere alla verità è per se stesso frammentario, parziale e manchevole. Tuttavia riconoscere al pensiero filosofico questo suo carattere incompleto, monco, pauroso, è l’opportunità che abbiamo per abbandonare le pretese assolutistiche ereditate dalla tradizione metafisica e inventare il futuro dell’uomo. O almeno dell’Europa.

Gianni Vattimo ha insegnato Filosofia Teoretica presso l'Università di Torino dal 1964 al 2008. Visiting Professor in varie università americane, ha tenuto seminari e conferenze negli atenei di tutto il mondo. Ha diretto per molti anni la «Rivista di Estetica» e ha collaborato con diversi quotidiani e riviste italiane e straniere. Dal 1999 al 2004 e dal 2009 al 2014 è stato deputato al Parlamento di Strasburgo. Nei suoi lavori ha cercato di riflettere criticamente sul rapporto tra filosofia e mondo contemporaneo (dalla politica ai mass-media, dalla religione ai diritti civili e sociali). I suoi libri sono stati tradotti in moltissime lingue. § Di Vattimo Orthotes ha pubblicato Le mezze verità (2015).

ISBN 9788897806608

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook7

Patologia della libertà
Saggio sulla non-identificazione

18/02/2015 — Günther Anders

  € 13,00   

 

L’uomo fa esperienza di sé come qualcosa di contingente, come qualunque, come “proprio io” (che non si è scelto); come uomo che è precisamente così come è (per quanto possa essere tutt'altro); come proveniente da un’origine di cui non risponde e con la quale deve tuttavia identificarsi; come “qui” e come “ora”. Questo paradosso fondamentale dell’appartenenza reciproca della libertà e della contingenza, questo paradosso che è un’impostura, il dono fatale della libertà, si chiarisce come segue. Essere libero significa: essere straniero; non essere legato a niente di preciso, non essere tagliato per niente di preciso; trovarsi nell'orizzonte del qualunque; in una postura tale per cui il qualunque può anche essere incontrato in altri qualunque. Nel qualunque, che posso trovare grazie alla mia libertà, è anche il mio proprio io che incontro; questo, pur appartenendo al mondo, è straniero a se stesso. Incontrato come contingente, l’io è per così dire vittima della propria libertà.

Günther Anders (pseudonimo di Günther Stern, 1902-1992) filosofo e scrittore, studiò con Martin Heidegger e Edmund Husserl. Sposò nel 1929 la filosofa Hannah Arendt, e nel 1933, con l'avvento del nazismo, fu costretto a emigrare. Nel 1950 tornò in Europa e si stabilì a Vienna. Fu tra i promotori del movimento internazionale contro la bomba atomica e tra gli oppositori alla guerra in Vietnam. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo: La coscienza al bando. Carteggio del pilota di Hiroshima Claude Eatherly e di Günther Anders (Torino 1962), Opinioni di un eretico (Roma-Napoli 1991), Noi, figli di Eichmann (Firenze 1995), L’uomo è antiquato (Torino 2003). § Di Anders Orthotes ha pubblicato Patologia della libertà. Saggio sulla non-identificazione (2015), a cura di Luigi Francesco Clemente e Franco Lolli.

ISBN 9788897806738

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

La ragione che veglia
Maurice Blanchot, la politica e la questione dei valori

18/02/2015 — Carmelo Colangelo

  € 15,00   

 

Esaminando la riflessione e l’impegno politici di Maurice Blanchot dagli anni Trenta – epoca dei suoi interventi sui periodici della cosiddetta destra “non conformista” francese – alla stagione dell’opposizione al regime gollista e della prossimità ai movimenti di contestazione degli anni Sessanta, La ragione che veglia ferma l’attenzione sulla critica dei valori e del concetto stesso di valore elaborata da una tra le figure intellettuali più influenti del XX secolo. Ne risulta una restituzione complessiva delle opzioni, delle militanze, delle dissidenze politiche con cui il pensiero di Blanchot ha reagito all’attualità storica dell’affermazione dei nazionalismi e dei fascismi, della guerra globale e delle atroci scoperte che la seguirono, del capitalismo e delle sue crisi. È l’occasione di un ritorno mirato su alcuni elementi del lessico politico-filosofico – nazione, persona, bisogni, comunità, eguaglianza – intorno a cui oggi è quanto mai opportuno continuare a interrogarsi.

Carmelo Colangelo insegna Etica presso l’Università di Salerno. Tra i suoi libri: Jean Starobinski. L’apprentissage du regard (Genève 2004, Cluj-Napoca 2006); Uguaglianza immaginaria. Tocqueville, la specie, la democrazia (Napoli 2008); La verità errante. Viaggi spaziali alla prova del pensiero (Napoli 2009); Una rotonda sul male. Kafka allo specchio dei filosofi (Napoli 2014). Ha curato gli scritti politici di M. Blanchot, Nostra compagna clandestina (Napoli 2004), il volume di E.P. de Senancour, Obermann (Verbania 2014). § Di Colangelo Orthotes ha pubblicato La ragione che veglia. Maurice Blanchot, la politica e la questione dei valori (2015).

ISBN 9788897806745

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Rileggere Kierkegaard

18/02/2015 — Roberto Garaventa

  € 17,00   

 

A poco più di duecento anni dalla nascita di Kierkegaard (5 maggio 1813), questo volume si propone di rileggere alcune delle questioni centrali affrontate dal pensatore danese lungo il suo itinerario di pensiero: il difficile e controverso rapporto con la cristianità borghese di Danimarca; il carattere indiretto della comunicazione religiosa; il tratto paradossale, se non addirittura assurdo della fede; la noia quale lato notturno della vita ironico-estetica; la logica dei due principali tipi di seduttore; l’ambiguità dell’angoscia quale segno distintivo della libertà umana, ma al contempo fattore predisponente al peccato. L’ultima parte è, invece, dedicata alla recezione di Kierkegaard da parte di alcuni grandi interpreti tedeschi del suo pensiero: Christoph Schrempf, Theodor Haecker, Karl Jaspers, Martin Heidegger.

Roberto Garaventa, insegna “Storia della filosofia contemporanea” presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e presso l’Università Telematica “Leonardo da Vinci” di Torrevecchia Teatina. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Angoscia, Napoli 2006; Angoscia e peccato in Søren Kierkegaard, Roma 2007; Sofferenza e suicidio. Per una critica del tradizionale approccio cristiano al problema del dolore, Genova 2008; Tebe dalle cento porte. Saggi su Arthur Schopenhauer, Roma 2010. Ha curato inoltre (insieme a S. Achella) i tre volumi delle Lezioni di filosofia della religione di G.W.F. Hegel (Napoli 2003, 2008, 2011). § Per Orthotes ha pubblicato Religiosità senza dogmi. Ambiguità e prospetticità delle religioni storiche (2012), Per una riforma radicale della chiesa. Con Hans Küng oltre Joseph Ratzinger (2013), Rileggere Kierkegaard (2014), ha curato il volume Il discepolo di seconda mano. Saggi su Søren Kierkegaard (2011, con Diego Giordano), e ha tradotto e curato l'opera di Karl Jaspers, La fede filosofica a confronto con la rivelazione cristiana (2014).

ISBN 9788897806806

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook6

Tommaso d'Aquino e i filosofi analitici

20/01/2015 — Paolo Bettineschi, Riccardo Fanciullacci

  € 17,00   

 

L’opera di Tommaso d’Aquino non ha mai smesso di impegnare filosofi e teologi, non solo per il suo significato e i suoi effetti nella storia del Cristianesimo, ma anche per la radicalità delle prospettive che apre, la forza delle argomentazioni che avanza e le sintesi teoriche che offre. Questo libro esplora i diversi modi secondo cui tali qualità hanno stimolato e alimentato i lavori di un numero crescente di pensatori contemporanei dell’area analitica. Ricerche come quelle di Elizabeth Anscombe, Anthony Kenny, Alasdair MacIntyre, John Finnis, Philippa Foot e di molti altri si sono sviluppate e si sviluppano infatti in un confronto serrato con gli scritti dell’Aquinate. E questi recenti modi di guardare alle antiche pagine invitano a un dibattito rinnovato, in cui il pensiero di Tommaso si mostra ancora una volta in grado di dispiegare il suo carattere decisivo anche per la nostra ricerca della verità. Presentazione di: Carmelo Vigna; Saggi di: Paolo Bettineschi, Angelo Campodonico, Marco Damonte, Riccardo Fanciullacci, Elisa Grimi, Montserrat Herrero, Alberto Masala, Mario Micheletti, Roberto Mordacci, Paolo Pagani, Massimo Reichlin, Tommaso Scandroglio, Masia Silvia Vaccarezza, Giovanni Ventimiglia, Francesco Viola

Paolo Bettineschi, è dottore in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dottore di ricerca nella stessa materia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con la Cattedra di Filosofia morale e con il Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE) di quest’ultima Università. Tra le sue pubblicazioni: Contraddizione e verità nella logica di Hegel (Milano 2010), Metafisica e violenza (Milano 2008, a cura di C. Vigna e sua), Tecnica, instabilità, angoscia. Interpretazione del tempo presente (in Etica di frontiera. Nuove forme del bene e del male, Milano 2008, a cura di C. Vigna e S. Zanardo). Dirige per Orthotes la collana Italiana. Riccardo Fanciullacci ha conseguito il dottorato in filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con la Cattedra di Filosofia morale di questa Università, con il veneziano Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE) e con il Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, Centro di cui è pure segretario scientifico. È docente a contratto nel Master di II livello “Filosofia come via di trasformazione”, organizzato dall’Università di Verona. Ha pubblicato diversi saggi di etica e antropologia filosofica e ha curato, con S. Zanardo, il vol.: Donne, uomini. Il significare della differenza (Milano 2010).

ISBN 9788897806721

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Tra istante e intervallo
Le oscillazioni di Jankelevitch

04/12/2014 — Alessandra Tonon

  € 20,00   

 

Il libro mette in rilievo come l’idea di tempo, quale oscillazione tra istante e intervallo, tra innovazione e continuità, sia il nucleo centrale della filosofia di Jankélévitch. La concezione dell’uomo, delle sue attività, dei suoi atteggiamenti di fronte al tempo, ma soprattutto il modo di intendere la vita morale e la virtù, dipendono, per il filosofo dell’effettività, dalla natura chiasmatica della temporalità. Interprete originale del pensiero bergsoniano, di cui condivide le analisi sulla realtà come durata, Jankélévitch accoglie anche, del pensiero dell’ultimo Schelling, l’impostazione metafisica, la concezione creazionistica, l’accento posto sugli aspetti di improvvisazione, discontinuità e creatività del tempo come istante. Particolarmente acuto nella descrizione di atteggiamenti e sentimenti come la noia e la nostalgia, l’ironia e la serietà, il rimpianto e il rimorso, l’amore e l’egoismo, il perdono e il non-perdono Jankélévitch tocca la massima capacità di aderenza alla vita nelle analisi sull’irreversibilità e sull’irrevocabilità, ritenute i caratteri costitutivi della temporalità.

Alessandra Tonon insegna Filosofia e Storia al Liceo scientifico “G. Marconi” di Conegliano (Tv). Laureata in Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, con una tesi su Lévinas e le radici ebraiche del suo pensiero, nella stessa Università ha conseguito la Laurea in Lettere con un lavoro su A. Neher e la sfida della speranza. È anche dottore di ricerca presso la medesima Università. I suoi interessi vertono, principalmente, intorno ai rapporti tra filosofia del ‘900 e cultura ebraica. Ha pubblicato Sulla responsabilità. Lévinas e Jankélévitch (in Etica di frontiera. Nuove forme del bene e del male, Milano 2008, a cura di C. Vigna e S. Zanardo) e Un contagio di anime (in Debili postille. Lettere a Carmelo Vigna, Napoli 2012, a cura di P. Pagani). Collabora con il Centro interuniversitario per gli studi sull’etica (CISE) e partecipa alle attività del Seminario di filosofia della pratica dell’Università veneziana. § Per Orthotes ha pubblicato il volume Tra istante e intervallo. Le oscillazioni di Jankélévitch (2014).

ISBN 9788897806684

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Studi jaspersiani
Rivista annuale della società italiana Karl Jaspers: 2

28/11/2014 — Stefania Achella, Anna Donise, Steffen Wagner

  € 25,00   

 

Nel 2013 si sono svolte numerose manifestazioni per celebrare il centenario della prima edizione della Psicopatologia generale di Karl Jaspers. Anche la Società Italiana Karl Jaspers ha organizzato, insieme alle Università di Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Napoli Federico II e Roma Tor Vergata, convegni dedicati a questa ricorrenza. Il successo di tali eventi e l’interesse che essi hanno suscitato in ambito sia psichiatrico e psicologico, sia filosofico dimostrano la rilevanza che le riflessioni jaspersiane sulla malattia mentale e la scienza psicopatologica continuano ad avere nella discussione contemporanea. Per questo motivo anche la rivista di «Studi jaspersiani» ha deciso di dedicare il numero del 2014 a quest’opera. Il pensiero di Karl Jaspers, in questa opera più che in ogni altra, rappresenta un appassionato e appassionante monito a non dimenticare la soggettività che si cela in ogni malato mentale ed un invito affinché psicologi, psichiatri e filosofi, superando le barriere disciplinari, mantengano una comunicazione costante. Proprio nello spirito di questo invito jaspersiano abbiamo perciò chiamato a discutere filosofi, psichiatri, psicologi e storici della medicina, nell’intento di ricostruire nel modo più compiuto possibile la ricchezza di scenario e di implicazioni che quest’opera portava e porta con sé. Saggi di: Stefania Achella, Arnaldo Ballerini, Stefano Besoli, Francesco Catapano, Giovanna Costanzo, Raffaele De Luca Picione, Anna Donise, Dietrich v. Engelhardt, Maria Francesca Freda, Thomas Fuchs, Roberto Garaventa, Alessandra Granito, Roberta Lanfredini, Federico Leoni, Alessandra Longo, Giuseppe Maccauro, Mario Maj, Milena Mancini, Edoardo Massimilla, Lucrezia Piraino, Simona Presenza, Paola Ricci Sindoni, Jann E. Schlimme, Giovanni Stanghellini, Laerte Vetrugno, Steffen Wagner

ISBN 9788897806677

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Simboli, sé e realtà sociale
L'approccio interazionista simbolico alla psicologia sociale e alla sociologia

28/11/2014 — Kent L. Sandstrom, Daniel D. Martin, Gary A. Fine

  € 25,00   

 

Simboli, Sé e Realtà sociale fornisce una introduzione agile, coinvolgente e semplice allo studio dell’interazionismo simbolico, prospettiva che sostiene che la realtà sociale è creata, negoziata e trasformata per mezzo dei processi di interazione sociale. Concentrandosi – tra i diversi temi esaminati nel testo – su elementi, per esempio, quali la razza e il genere e quanto essi siano rilevanti per l’identità, gli autori fanno riferimento a esempi concreti tratti dalla vita quotidiana per discutere sull’importanza che l’interazionismo simbolico assume per gli individui, per riflettere sullo sviluppo dei suoi obiettivi teorici e sulle relazioni che intercorrono con altre prospettive preminenti all’interno delle scienze sociali. Vengono trattati con competenza una serie di argomenti e di aree di ricerca empirica di particolare interesse per i lettori, tra cui la dinamica dello sviluppo personale, la gestione delle impressioni, le trasformazioni identitarie, le negoziazioni di genere, la diffusione delle dicerie e l’azione collettiva.

Kent L. Sandstrom è professore di Sociologia e rettore del College of Art, Humanities e Social Sciences della North Dakota State University. Precedentemente è stato preside del Dipartimento di Sociologia, Antropologia e Criminologia alla University of Northern Iowa e direttore della Società di sociologia del Midwest. Dal 2009 al 2013 è stato co-editor del Journal of Contemporary Ethnography (JCE). Daniel D. Martin è professore associato presso il Dipartimento di Sociologia e Antropologia della University of Minnesota-Duluth. Gary Alan Fine è professore "John Evans" di Sociologia presso la Northwestern University. Dal 1990 al 1993 è stato Preside del Dipartimento di Sociologia della University of Georgia. Nel 1990 è diventato Direttore della Società per lo studio dell'interazionismo simbolico. Dal 1994 al 1995 è stato ricercatore presso il Centro per gli studi avanzati in scienze comportamentali della Stanford University. Nel 2002 è Direttore della Società di sociologia del Midwest e nel 2005 della Società per lo studio dei problemi sociali. Nel 2003 è stato ricercatore presso il collegio svedese per gli studi avanzati in scienze sociali presso l'Università di Uppsala. Fino al 2010 è stato editor del Social Psychology Quarterly, la rivista ufficiale dell'associazione americana di sociologia.

ISBN 9788897806691

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Istruzione per vivere in modo razionale

28/11/2014 — Christian A. Crusius

  € 30,00   

 

L'Istruzione per vivere in modo razionale di Christian August Crusius si articola in cinque parti: telematologia, etica, teologia morale naturale, diritto di natura e dottrina della prudenza, di cui la seconda è senza dubbio la più importante. Nell'Etica Crusius elabora una concezione volontaristica della vita spirituale, prima distinguendo nettamente tra loro intelletto e volontà e poi affermando il primato etico di quest'ultima. Entrambi sono non due modificazioni di una sola forza ma due forze fondamentali distinte l'una dall'altra. Le rappresentazioni dell'intelletto rendono possibile l'agire della volontà, anche se non lo determina. Scissa dalle rappresentazioni, dai "modelli", dalle idee dell'intelletto, la volontà sarebbe "una forza cieca". Tuttavia la volontà è il potere dominante nell'uomo; soltanto se essa determina l'intelletto, è possibile la moralità come autodeterminazione. Se, invece, l'intelletto esercitasse il suo dominio sulla volontà, la virtù sarebbe non un atto libero ma una "perfezione fondata già nell'essere" e il delitto una "imperfezione essenziale". Il supremo principio formale dell'etica non è per Crusius, come invece lo era per Wolff, l'impulso alla perfezione, ma è l'incondizionata obbedienza alla legge divina; questa è il movente che determina le azioni morali. Sempre opponendosi a Wolff, Crusius distingue tra la disinteressata obbligatorietà morale e la ricerca del proprio bene. L'imperativo categorico della morale crusiana impone, per obbedienza al comando del creatore, di agire in conformità alla perfezione della nostra natura e di quella di tutte le altre creature. Così l'eudemonismo della Einleitung zur Sitten-Lehre di Christian Thomasius è diventato con Crusius una rigorosa morale del dovere. Anche il diritto di natura, come l'etica, è fondato, in Crusius, sulla volontà di Dio, da cui attinge la sua obbligatorietà legale. Il dovere degli uomini consiste nell'agire in conformità agli scopi divini nel mondo e nell'omettere il contrario. La "maestà" del sovrano è una carica divina con cui egli difende la sicurezza del benessere generale.

Christian August Crusius (1715-1775) seguì i corsi di filosofia e di teologia all'università di Lipsia, dove tra i suoi insegnanti ebbe Adolph Friedrich Hoffmann, che avrebbe ricordato in seguito come suo maestro di filosofia, in particolare di logica. Nel 1740 si abilitò in filosofia con la dissertazione De corruptelis intellectus e due anni dopo conseguì il dottorato in teologia. Dal 1744 al 1750 tenne lezioni all'università in qualità di professore straordinario. Dal 1750 fino alla morte insegnò teologia all'università di Lipsia, della cui Facoltà teologica divenne nel 1757 primo professore. Tra le sue opere più importanti sono da ricordare, oltre all'Anweisung vernünftig zu leben, l'Entwurf der nothwendigen Vernunft-Wahrheiten, wiefern sie den zufälligen engegen gesetzet werden (1745) e il Weg zur Gewissheit und Zuverlässigkeit der menschlichen Erkenntnis (1747).

ISBN 9788897806707

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

L'Europa dei territori
Etica economica e sviluppo sociale nella crisi

28/11/2014 — Emanuele Leonardi, Stefano Lucarelli

  € 17,00   

 

I saggi che compongono questo libro traggono spunto in particolare dalla domanda seguente: quali forme assumerà nel prossimo futuro l'interazione tra i territori produttivi e lo scenario di governance continentale che di fatto li racchiude? Senza assumere una prospettiva analitica basata sul breve termine ed immediatamente applicabile in termini di politiche pubbliche, gli autori cercano di costruire un dialogo fra approcci scientifici diversi che spaziano dall’economia politica alla sociologia dell’ambiente, dalla geografia economica alla filosofia morale. L'Europa dei territori, infatti, non è che l'esito – sempre reversibile e comunque percorso da conflitti di varia natura ed intensità – di complessi processi socio-economici che devono ancora essere compresi a fondo. Pensare le traiettorie di sviluppo future dei territori europei, e le eventuali forme di mediazione e collaborazione che li caratterizzeranno, richiede non solo la presa d'atto delle trasformazioni epocali che hanno investito il lavoro, il welfare ed il territorio, ma anche uno sforzo collettivo che sappia immaginare ed agire un modello di sviluppo altro, radicato nei principi di giustizia sociale ed ambientale. Se, parafrasando un lungimirante Pasolini, gli italiani sono diventati consumisti in seguito ad una nefasta “rivoluzione antropologica”, allora bisognerà trovare il coraggio e la forza di invertire e rilanciare quel processo, stavolta in direzione di una sostenibilità concreta, diffusa e solidale; così che l’ambito economico sia funzionale ad un abitare autenticamente umano. Saggi di: Massimo Amato, Giancarlo Beltrame, Aldo Bonomi, Federica Burini, Patrizia Cappelletti, Federico Chicchi, Benedetta Giovanola, Emanuele Leonardi, Stefano Lucarelli, Mauro Magatti, Massimo Mamoli, Elena Musolino, CSV di Bergamo e gli studenti del corso di Etica Economica, DUECI, Università di Bergamo (a.a. 2013-2014)

Emanuele Leonardi è post-doc researcher presso l'Università di Coimbra (Portogallo), dove svolge attività di ricerca sul rapporto tra cultura operaia e ambientalismo e sui movimenti globali per la giustizia climatica. Insieme a Federico Chicchi ha curato il volume Lavoro in frantumi (Verona 2011). Collabora con la rivista “Materiali Foucaultiani” e con il network europeo di ecologia politica Entitle; è membro della Società dei Territorialisti. Tra le sue recenti pubblicazioni: Foucault in the Susa Valley: The No TAV Movement and Struggles for Subjectification, “Capitalism Nature Society” (24, 2013); La natura dogmatica dei mercati-carbonio, “Culture della sostenibilità” (13, 2014). Stefano Lucarelli è ricercatore di economia politica presso l'Università degli Studi di Bergamo, dove oggi insegna Economia Monetaria Internazionale ed Etica Economica. Con Andrea Fumagalli ha curato e introdotto l'edizione italiana di Robert Boyer, Fordismo e Postfordismo. Il pensiero regolazionista (Milano 2007) e di André Orléan, Dall'euforia al panico (Verona 2010). I suoi contributi dedicati alla finanziarizzazione, all'economia monetaria, all'economia delle innovazioni e della conoscenza e all'analisi del capitalismo contemporaneo, sono stati pubblicati, tra l’altro, su "Journal of Evolutionary Economics", "Metroeconomica", "Theory Culture and Society", "Review of Social Economy", "International Journal of Political Economy". Collabora con "Effimera/Quaderni di San Precario". È coordinatore editoriale di "Economia e Politica. Rivista on line di critica della politica economica".

ISBN 9788897806714

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Slavoj Zizek

21/11/2014 — Igor Pelgreffi

  € 10,00   

 

Come contrastare filosoficamente le narcosi singolari e collettive cui le cosiddette società avanzate sembrano destinate? È formulabile una reale alternativa al modello consumistico-capitalistico? In che termini è possibile una concreta trasformazione delle nostre vite, sospese oggi tra il globale e il frammento? La riflessione di Slavoj Žižek, fra i più discussi intellettuali contemporanei, è un tentativo di risposta a tali interrogativi. Questo libro ricostruisce i maggiori aspetti storico-biografici del lavoro del filosofo sloveno, ne evidenzia la centralità dello stile-provocazione e dell’innovativo rapporto con i media, e ne approfondisce i principali snodi teorici: il soggetto, il Reale, l’immaginario, la critica all’ideologia, il cinema, la contraddizione. Ma anche il tempo e l’esistenza. Marx, Hegel, un’originale interpretazione e uso della psicoanalisi lacaniana, unitamente a un rapporto, sia pure critico, con Heidegger e con Derrida, sono le coordinate entro cui si organizza il materialismo dialettico psicoanalitico di Žižek. Un pensiero tra i meno philosophically correct della scena attuale ma che conserva intatta la propria capacità teorica e politica fondamentale: rivelare la struttura dell’auto-inganno, mediante una presa in carico di ogni aspetto dell’esistente.

Igor Pelgreffi, PhD in filosofia, collabora con le università di Bologna e di Verona. È redattore della rivista Kaiak. A Philosophical Journey, per le cui edizioni codirige la collana Estetica e teoria delle arti, e collaboratore di Doppiozero, Lo sguardo, Officine filosofiche. Attualmente la sua ricerca approfondisce le implicazioni filosofiche dell’autobiografismo e gli intrecci fra soggettività, tempo e morfologie testuali nel pensiero contemporaneo (saggi su Camus, Derrida, Gadda, Morselli, Nancy, Nietzsche, Sennett, Žižek). Tra i suoi ultimi lavori, la monografia Scrittura e filosofia. Jacques Derrida interprete di Nietzsche (2014) e la curatela del volume Il pensiero e il suo schermo. Morfologie filosofiche fra cinema e nuovi media (2013). § Per Orthotes ha pubblicato il volume Slavoj Žižek (2014) a ha scritto il saggio Autobiografismo post-esistenziale, contenuto nel volume collettaneo, a cura di A. Bruzzone e P. Vignola, Margini della filosofia contemporanea (2013).

ISBN 9788897806660

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Migrazioni

19/11/2014 — Guido Boffi

  € 20,00   

 

Questa ricerca di Guido Boffi tenta anzitutto un’indagine archeologica sul concetto di “migrazione”. Vi muove da una scena primaria: la chiamata di Abramo in tre versetti del Genesi. La memoria ebraica vi si è richiamata ripetutamente per fondare e articolare precisi rapporti di potere ben rilevabili su piani di riflessione teologico- e filosofico-storica. Ricomporre il problema rispetto al quale il concetto di migrazione è stato inventato e il sapere locale che vi è emerso può risultare utile per affrontare teoricamente gli odierni scenari di trasmigrazioni, diaspore, fughe da paesi in guerra. Cioè per pensare i soggetti politici che agiscono su tali teatri e sulle loro scene nascoste nel mondo del comando capitalistico. Uno sguardo che affonda sulla globalità del dominio neoliberale, digitale, postcoloniale. Sulle negazioni della mobilità, della spazialità, della libera costituzione e scelta di luoghi dove lavorare, abitare, entrare in cerchie di relazioni e cooperazioni. Come pensarvi gesti di rottura e di ricomposizione delle lotte? Quale estetica politica può radicarsi nella trama sensoriale del vivente e insieme dare voce alla tensione interna tra gesti di integrazione e di esclusione dalle comunità, alle prospettive emancipatrici di trasformazione?

Guido Boffi svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica di Milano. Ha scritto prevalentemente in merito a problematiche di estetica e ad autori tedeschi dell’Otto-Novecento (J.G. Fichte, F.W.J. Schelling, A. Warburg, F. Nietzsche, W. Benjamin). Assieme a R. Diodato ed E. De Caro è coautore del manuale: Percorsi di estetica. Arte, Bellezza, Immaginazione (Brescia 2012, II ed.). § Di Boffi Orthotes ha pubblicato i due volumi di "geoestetica" Migrazioni e Per altri atlanti (2014).

ISBN 9788897806844

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Per altri atlanti

19/11/2014 — Guido Boffi

  € 18,00   

 

Gli atlanti geografici illustrano terre acque mondi, la superficie terrestre tutt’intera, o ne selezionano parti. Ogni atlante disegna e narra: ma da un punto di vista prescelto e mantenuto fisso. Un racconto fatto di immagini, nomi, cifre, mappe, proporzioni, prospettive. Elementi che fanno il mondo. Questo saggio di Guido Boffi perlustra le vie di una narrazione “geoestetica” provando a scompaginare il racconto principale collegato alla nascita della cartografia moderna: la storia che organizza e giustifica giuridicamente la conquista coloniale e l’espansione delle potenze europee. Tale nucleo teorico è ricercato traversando diagonalmente lo spessore del concetto di “migrazione”, qui ripreso per contribuire a una visione polifocale sui mondi delle arti, delle poetiche, delle estetiche, sugli spostamenti degli immaginari, sulla costruzione di sensibilità e memorie. Gli otto capitoli di cui si compone il testo presentano analisi di opere differenti per epoche, materiali, generi, stili: il Tempio malatestiano di Leon Battista Alberti; Mnemosyne. L’Atlante delle immagini di Aby Warburg; il poema Il levriero di Tiepolo di Derek Walcott; le Mappe di Alighiero Boetti; il saggio Il narratore di Walter Benjamin. Warburg costituisce uno dei due fuochi attorno ai quali si descrive una sorta di ellisse che trova nel multiforme pensiero di Édouard Glissant l’altro fuoco fisso. Fuochi, fogli, tavole, mappe di un atlante che abbiamo davanti.

Guido Boffi svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica di Milano. Ha scritto prevalentemente in merito a problematiche di estetica e ad autori tedeschi dell’Otto-Novecento (J.G. Fichte, F.W.J. Schelling, A. Warburg, F. Nietzsche, W. Benjamin). Assieme a R. Diodato ed E. De Caro è coautore del manuale: Percorsi di estetica. Arte, Bellezza, Immaginazione (Brescia 2012, II ed.). § Di Boffi Orthotes ha pubblicato i due volumi di "geoestetica" Migrazioni e Per altri atlanti (2014).

ISBN 9788897806851

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

L'eternità invecchia
Sulla poesia di Paul Celan

27/10/2014 — Mario Ajazzi Mancini

  € 16,00   

 

Letture, storie di lettura, intorno all’ultima produzione poetica di Paul Celan, che cercano di sporgersi oltre la soglia idealmente tracciata dalla raccolta Atemwende (Svolta di respiro) del 1965, pubblicata nel 1967. Per raccontare degli ultimi anni di una vita dedicata alla memoria e alla poesia, alla testimonianza di una ignominia (la Shoah) e alla ricerca inesausta di un dire che potesse essere innocente nella lingua di chi forse non potrà mai esserlo. Ma anche ad accordare alla scrittura una fiducia tanto impossibile quanto straordinaria, per la sua capacità di fare argine, di compattarsi sul bordo dell’insensatezza. Posta etica che si trascrive nella massima densità di una parola, talvolta una singola parola, che è limite e sfida per la traduzione. Tanto feconda nondimeno da concedere uno sguardo differente sulle medesime cose che questa poesia indica come decisive e inaggirabili. Preghiera, sacrificio, speranza, dialogo (perfino nella follia) … Tanto sul versante degli interlocutori quanto dei luoghi di un confronto dal passo serrato sulle piste di quest’avventura, affinché dall’Assisi di Francesco, dalla Hütte di Heidegger, dal monte Moriah, da Parigi, Londra e Gerusalemme, sia possibile affermare che la vita è da benedire, da dire bene ogni volta che c’è, e che si attesta nella mirabile varietà dei nomi, delle figure in cui si declina, siano quelle di un ciuchino mansueto, dell’ariete sacrificale, delle lucciole (vers luisants) che continuano a vagare, intermittenti lumicini di affidamento, speranzosamente accordato a ogni incontro.

Mario Ajazzi Mancini, psicanalista a Firenze. Svolge attività clinica e didattica presso la Società di Psicoterapia Comparata. Si occupa di psicanalisi e poesia con riguardo all’opera di Freud e alla lirica tedesca. Ha curato l’antologia Allegorie della critica. Strategie della decostruzione nella critica americana (1987), Il verbario dell’uomo dei lupi di Nicolas Abraham e Mária Török (1991), l’edizione bilingue dei casi clinici di Freud, il Piccolo Hans e l’Uomo dei lupi (2010, seconda ed.), I Sonetti a Orfeo di Rainer Maria Rilke (2005, seconda ed.), e Josefine la cantante, ovvero il popolo dei topi di Franz Kafka (2013). È autore dei volumi Tra Jung e Freud. Psicoanalisi letteratura e fantasia (1991), A nord del futuro. Scritture intorno a Paul Celan (2009). È socio fondatore di Kantoratelier – arte psiche musica teatro. § Per Orthotes ha pubblicato il volume L'eternità invecchia. Sulla poesia di Paul Celan (2014).

ISBN 9788897806646

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Emozioni e virtù
Percorsi e prospettive di un tema classico

01/10/2014 — Simona Langella, M. Silvia Vaccarezza

  € 17,00   

 

A partire dalla metà del Novecento, dopo una modernità dominata da prospettive di stampo deontologistico o utilitaristico, la filosofia pratica contemporanea ha visto il sorgere di una ripresa di interesse per un’etica “in prima persona”, in grado di offrire una prospettiva integrale sul soggetto e centrata sullo sviluppo del suo carattere e della sua personalità; in breve, si è assistito a un nuovo potente ingresso in scena dell’idea del bene, e, con essa, della virtù quale via maestra per conseguire il fine adeguato della vita umana. Il volume si propone di rendere conto – anche in correlazione al ruolo delle emozioni, ma non solo – del percorso filosofico della virtù: dall'indagine delle sue fonti “classiche”, all'inizio del suo declino nella modernità, al risorgere della sua vitalità negli ultimi decenni nelle diverse aree linguistico-culturali, tenendo anche conto delle differenti discipline con cui si è interfacciata. Esso non pretende di esaurire i percorsi e le suggestioni che una tematica così vasta presenta, né di coprirne tutta la storia; piuttosto, vuole rappresentare uno stimolo alla ricerca, ponendo in connessione tagli disciplinari e metodologici differenti per offrire una riflessione a tutto campo, che metta in dialogo studiosi provenienti da ambiti diversi ed apra nuove prospettive. Saggi di: Francesco Camera, Angelo Campodonico, Elisabetta Cattanei, Michel Croce, Elisa Cuttini, Marco Damonte, Elisa Grimi, Simona Langella, Alberto Masala, Alma Massaro, Letterio Mauro, Giacomo Samek Lodovici, Maria Silvia Vaccarezza, Paolo Vignola, Lodovica Maria Zanet, Matteo Zoppi

Simona Langella insegna Storia della filosofia moderna all’Università di Genova. Tra le sue pubblicazioni: La ciencia teológica de Francisco de Vitoria y la Summa Theologiæ de santo Tomás de Aquino en el siglo XVI a la luz de textos inedito (Salamanca 2013); Francisco de Vitoria, De Legibus, transcripción y notas por S. Langella y J. Barrientos García, Introducción por S. Langella, Traducción en italiano por S. Langella y Traducción en español por P. García Castillo (Salamanca 2010); Teologia e legge naturale. Studio sulle lezioni di Francisco de Vitoria (Genova 2007); Genesi, sviluppi e prospettive dei diritti umani in Europa e nel Mediterraneo, a cura di S. Langella (Napoli 2006). Maria Silvia Vaccarezza è assegnista in Filosofia Morale presso il DAFIST dell’Università di Genova, dove ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca nel 2012. Tra i suoi scritti, Le ragioni del contingente. La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso d’Aquino (Orthotes, Napoli 2012), la monografia Razionalità pratica e attenzione alla realtà. Prospettive contemporanee (Orthotes, Napoli 2012) e una traduzione in via di pubblicazione presso Bompiani, corredata di introduzione e note, delle Quæstiones de virtutibus di Tommaso d’Aquino. Con A. Campodonico ha pubblicato il volume La pretesa del bene. Teoria dell’azione ed etica in Tommaso d’Aquino (Orthotes, Napoli 2012). Fa parte della redazione della rivista «Philosophical News».

ISBN 9788897806448

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

La società delle emozioni
Teorie e studi di caso tra politica e sfera pubblica

01/10/2014 — Massimo Cerulo

  € 11,00   

 

La nostra “vita affettiva” è molto meno privata di quanto crediamo: nella maggior parte dei casi le emozioni nascono, vengono condivise e si modificano nel rapporto con gli altri. In tale direzione, il libro vuole essere l’occasione per riflettere sul rapporto tra pubblico e privato in due ambiti principali della vita quotidiana: la politica e la sfera pubblica. Se nel primo caso i politici di professione mettono in scena tattiche emozionali per acquisire o conservare potere, consenso e status (a prescindere dal loro grado di sincerità), nella sfera pubblica le emozioni permettono ai cittadini di approfondire e articolare discorsi e argomentazioni in comune, fino ad arrivare alla messa in atto di forme di resistenza che possono modificare futuri in apparenza già scritti. In tal senso, emerge un nuovo ruolo delle emozioni nella società, un ruolo “caldo”, intelligente, positivo: esse donano senso e significati ai vissuti individuali, permettendo ai soggetti di costruire – individualmente e collettivamente – la realtà sociale di cui fanno parte.

Massimo Cerulo è ricercatore in sociologia generale nel Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino. Si è specializzato in Scienze della cultura alla Scuola Internazionale di Alti Studi "San Carlo" di Modena e in discipline sociologiche all'Università della Calabria. Ha relazionato e svolto attività di studio e ricerca in diverse università italiane ed europee, tra cui l'University of London, l'IRESCO di Parigi, l'ISCTE di Lisbona e la Nouvelle Université di Sofia. È membro della Société Internationale d'Ethnographie; del direttivo della sezione “Vita Quotidiana” dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) per il triennio 2012-2015; dell’Osservatorio per lo studio della vita quotidiana e dei processi culturali (OSSIDIANA) dell’Università della Calabria. Per la casa editrice Orthotes è direttore scientifico della collana "Teoria sociale". Ha introdotto in Italia parti della teoria sociale di alcuni classici della sociologia, quali Pierre Bourdieu (Sul concetto di campo in sociologia, Roma 2010), Gabriel Tarde (La logica sociale dei sentimenti, Roma 2011) e Arlie R. Hochschild (Lavoro emozionale e struttura sociale, Roma 2013). Tra le sue pubblicazioni: Un mondo (quasi) a parte. La vita quotidiana del politico di professione: uno studio etnografico (Milano 2009), Il sentire controverso. Introduzione alla sociologia delle emozioni (Roma 2010), La danza dei caffè. L'interazione faccia a faccia in tre luoghi pubblici (Cosenza 2011), Emozioni primarie (con L. Iaccarino, Napoli 2011). § Per Orthotes ha curato, insieme a Franco Crespi, il volume Emozioni e ragione nelle pratiche sociali (2013), ha tradotto e curato l'opera di Pierre Bourdieu Cose dette. Verso una sociologia riflessiva (2013) e pubblicato la monografia La società delle emozioni. Teorie e studi di caso tra politica e sfera pubblica (2014).

ISBN 9788897806639

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Sentire ciò che nell'altro è vivente
L'amore nel giovane Hegel

01/09/2014 — Judith Butler

  € 12,00   

 

Questo testo di Judith Butler affronta alcune tra le pagine più affascinanti e complesse scritte dal giovane Hegel: il frammento sull’Amore e il Frammento di sistema. L’intento dell’Autrice è duplice: scandagliarne il senso profondo e operare, nel contempo, una riflessione più ampia sul tema dell’amore e della vita. A partire dall’idea hegeliana dell’amore come sentimento in cui «il vivente sente il vivente», Butler incrocia fecondamente problemi classici della filosofia di Hegel (il rapporto individuo-comunità, religione-filosofia, vita-viventi) con alcuni motivi della sua più recente produzione: la precarietà della vita, il legame tra l’amore e la perdita, il potere del lutto, etc. Filo conduttore del suo itinerario è la difficoltà che il linguaggio filosofico sperimenta nel rendere conto del fenomeno dell’amore, fenomeno che «ha una sua propria logica – una logica che non fiorisce mai effettivamente in una forma definitiva, ma è caratterizzata da una illimitata apertura». L’illimitata apertura a cui, in quanto viventi, ci consegna e ci espone la vita.

Judith Butler è Maxine Elliot Professor presso la University of California (Berkeley) e Visiting Professor alla Columbia University (New York). Autrice di testi divenuti classici del femminismo internazionale (Questioni di genere, Roma-Bari 2013; Corpi che contano, Milano 1996) si è occupata di filosofia politica e di etica confrontandosi a lungo con il pensiero hegeliano. Alla ricezione francese di Hegel è dedicato il suo primo volume Soggetti di desiderio (Roma-Bari 2009). § Di Butler Orthotes ha pubblicato Sentire ciò che nell'altro è vivente. L'amore nel giovane Hegel (2014), a cura di Mariafilomena Anzalone.

ISBN 9788897806578

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Prefazione alla Filosofia della religione di Hinrichs

01/09/2014 — Friedrich Hegel

  € 10,00   

 

"[...] ben altra cosa è la questione se un contenuto come Dio, la verità, la libertà possa essere attinto dal sentimento, se questi oggetti debbano avere il sentimento quale loro legittimazione o se, viceversa, tale contenuto oggettivo valga in sé e per sé, e soltanto alberghi nel cuore e nel sentimento e i sentimenti ricevano solo da esso tanto il loro contenuto, quanto la loro determinazione, la loro rettifica e la loro legittimazione. Da questa differenza di posizione dipende tutto" (Prefazione alla filosofia della religione di Hinrichs). Nel 1822, entrando nel vivo della polemica che animava la discussione berlinese sul rapporto tra religione e filosofia, Hegel scrive una breve Prefazione al volume del suo allievo Hermann Friedrich Wilhelm Hinrichs, La religione nei suoi rapporti interni con la scienza. Questa Prefazione, nella quale la polemica con Schleiermacher e con la teologia del sentimento tocca le sue punte più alte, riassume in modo sintetico ed efficace la convinzione di Hegel che la vera conoscenza di Dio e della verità sia possibile solo attraverso il pensiero speculativo.

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (Stoccarda 1770-Berlino 1831), formatosi alla Facoltà teologica di Tubinga, fu precettore a Berna e a Francoforte e intraprese poi la carriera universitaria insegnando a Jena, Heidelberg e Berlino. La sua prima opera, la Fenomenologia dello spirito, fu pubblicata nel 1807, ad essa seguirono la Scienza della logica (1812-1816), le tre edizioni dell'Enciclopedia delle scienze filosofiche del 1817, 1827 e 1830 e i Lineamenti di filosofia del diritto del 1821. Accanto alle opere edite, sono stati successivamente pubblicati gli scritti giovanili, i corsi di lezioni di Jena, Norimberga, Heidelberg, e infine le lezioni che egli tenne a Berlino dal 1821 al 1831 su logica, estetica, filosofia della religione, storia della filosofia, filosofia della storia. § Di Hegel Orthotes ha pubblicato la Prefazione alla filosofia della religione di Hinrichs (2014), a cura di Stefania Achella, e l'integrale degli Scritti giovanili (2015) a cura di Edoardo Mirri.

ISBN 9788897806592

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Resistenze
Sul concetto di analisi

01/09/2014 — Jacques Derrida

  € 12,00   

 

Lavorando nei margini de L'interpretazione dei sogni, Jacques Derrida penetra tra le pieghe del testo freudiano portando in luce la natura disseminale del concetto di resistenza all'analisi. Ma, se non si dà una nozione univoca di resistenza, anche il concetto di analisi vacilla, si decostruisce, esponendosi alla possibilità del suo al di là. La psicoanalisi diviene così per Derrida il luogo strategico a partire dal quale ripensare tutta la tradizione della ragione analitica, anche nel suo rapporto con la dimensione etico-politica. Resistenze è un testo fondamentale non solo per ricostruire il confronto derridiano con la psicoanalisi, ma anche per comprendere il ruolo che questo confronto ha svolto nell'evoluzione del pensiero del maestro della decostruzione.

Jacques Derrida (1930-2004) è stato uno dei pensatori più originali della seconda metà del Novecento. Con i suoi libri e la sua intensa attività di insegnamento ha saputo esercitare una feconda influenza in molteplici campi del sapere. Ricordiamo qui gli scritti in cui è più serrato il confronto con la psicoanalisi: Il fattore della verità (1975); Speculare – su “Freud” (1980); “Essere giusti con Freud”. La storia della follia nell'età della psicoanalisi (1992); Mal d'archivio. Un'impressione freudiana (1995); Stati d'animo della psicanalisi (2000). § Di Derrida Orthotes ha pubblicato Resistenze. Sul concetto di analisi (2014), a cura di Michele Di Bartolo.

ISBN 9788897806615

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Rituale e confini
Dialogare attraverso i riti

01/07/2014 — Dario Verderame

  € 17,00   

 

Nel senso comune, come in gran parte del discorso scientifico, il rituale è associato a un tipo di pratica dalla natura escludente e particolaristica. I riti, questa è la tesi più diffusa, operano come un meccanismo differenziante che separa rigidamente un’intera comunità o un gruppo, dediti alla loro celebrazione, dall’ambiente sociale che li circonda. Archetipo del già fatto, il rituale si oppone alla maturazione di soggettività chiamate alla continua reinvenzione dei propri progetti di vita, in un’epoca, quella della tarda o post modernità, inesorabilmente orientata al futuro e alla rimozione dei confini. Dopo aver ricostruito le argomentazioni di quegli autori che, in vario modo, hanno sostenuto un’interpretazione del rituale come una pratica dalla natura escludente, il volume cerca di mostrare la ragionevolezza di una tesi opposta: quella in base alla quale il rituale contiene in sé delle proprietà emergenti e generative tali da favorire il dialogo con l’Altro. Attraverso un’attenta analisi della letteratura, prevalentemente sociologica e antropologica, la tesi che il volume fa propria è quella che considera il rituale come una risorsa nella costruzione di legami sociali di tipo inclusivo e, quindi, come una forma di agire attraverso la quale diviene possibile mediare le differenze e negoziare i confini che le separano, senza che questi ultimi vengano e-lusi o e-liminati.

Dario Verderame è dottore di ricerca in Sociologia e svolge la sua attività di studio presso l’Università di Salerno. Il suo interesse di ricerca prevalente riguarda l’analisi dei processi culturali legati alle trasformazioni dello stato-nazione e dell’Europa. Tra le sue pubblicazioni, si segnalano: Fare l’Europa sociale (Napoli, 2008), ‘The “Social” as Reciprocity: Marcel Mauss and the Idea of Nation’ (Leiden and Boston, 2014) e ‘Il cosmopolitismo come esperienza estetica: il contributo della teoria durkheimiana del rituale’ (Quaderni di Teoria Sociale, 2014/14). § Per Orthotes ha pubblicato il volume Rituale e confini. Dialogare attraverso i riti (2014).

ISBN 9788897806585

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Prendersi cura
Della gioventù e delle generazioni

03/06/2014 — Bernard Stiegler

  € 18,00   

 

Fin dall'inizio del XXI secolo, Bernard Stiegler si è impegnato a diagnosticare i nuovi disagi della civiltà, soggetta ai biopoteri dell'economia politica e della governance finanziaria. Nel 2008, con la pubblicazione francese di Prendersi cura, Stiegler supera la lamentatio intellettuale e pone le fondamenta di un'autentica terapeutica sociale, la farmacologia (da pharmakon, rimedio e veleno), in vista di una trasformazione teorica e politica dell’orizzonte contemporaneo. A monte di questa prospettiva, le analisi foucaultiane sul biopotere vengono integrate criticamente con il concetto di psicopotere, poiché la posta in gioco sembra dirigersi verso l'intelligenza collettiva. Così, facendo leva sul potenziale cognitivo e sociale di quelle stesse tecnologie digitali, troppo spesso valutate esclusivamente come elemento turbo-capitalistico, dunque come dispositivi di assoggettamento, Stiegler ricerca proprio in esse gli strumenti per contrastare lo psicopotere e combattere il sistema del controllo con la formazione di un’attenzione sociale a lungo termine, premurosa per sé e per gli altri. Questo è l'obiettivo della sua “battaglia dell’intelligenza”, condotta dialogando anche con le neuroscienze: le tecnologie di captazione e controllo delle coscienze devono essere rovesciate politicamente in tecnologie di potenziamento del pensiero e dei legami sociali.

Bernard Stiegler, professore al Goldsmiths College di Londra, all'Université de Technologie di Compiègne, visiting professor alla Cambridge University e Direttore dell'Institut de Recherche et d'Innovation del Centre Georges Pompidou di Parigi, è uno dei filosofi più attenti alle trasformazioni della società contemporanea, nonché tra i più attivi all'interno del dibattito teorico e politico sulle tecnologie digitali. Tra i testi più recenti di Stiegler, segnaliamo Prendre soin. De la jeunesse et des générations (2008), Pour une nouvelle critique de l'économie politique (2009), Ce qui fait que la vie vaut la peine d'être vécue. De la pharmacologie (2010), Etats de choc. Bêtise et savoir au XXIè siècle (2012), Pharmacologie du Front national (2013). § Di Stiegler Orthotes ha pubblicato Reincantare il mondo, Il valore spirito contro il populismo industriale (2012) e Prendersi cura. Della gioventù e delle generazioni (2014), entrambi a cura di Paolo Vignola.

ISBN 9788897806561

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook6

Günther Anders

01/05/2014 — Franco Lolli

  € 10,00   

 

Il pensiero di uno dei più originali filosofi del Novecento presentato da uno psicoanalista che, favorito dalla posizione di 'infiltrato' in un campo contiguo al proprio, privilegia una lettura appassionata e non convenzionale, capace di evidenziare la vitalità e l'attualità di un'elaborazione teorica troppo spesso trascurata dall'Accademia.

Franco Lolli è analista di ALIPsi, direttore della sede IRPA di Grottammare (Ap), fondatore della RNDI, docente presso diverse Scuole di Specializzazione in Psicoterapia. È coordinatore del Servizio di Psicologia Clinica dell’Istituto S. Stefano di Porto Potenza Picena (Mc.). Pratica come psicoanalista a S. Benedetto del Tronto, Ancona e Pescara. Autore di numerose pubblicazioni, tra le più recenti si ricordano: È più forte di me. Il concetto di ripetizione in psicoanalisi (2011), L’epoca dell’inconshow. Dimensione clinica e scenario sociale del fenomeno borderline (2012), Riabilitare l’inconscio. Psicoanalisi applicata alla disabilità intellettiva (2012), L’uno per uno. Elementi di diagnosi differenziale in psicoanalisi (2015). § Per Orthotes ha pubblicato Günther Anders (2014) e Prima di essere io. Il vivente, il linguaggio, la soggettivazione (2017). Ha inoltre curato il saggio di Günther Anders, Patologia della libertà (2015).

ISBN 9788897806554

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

La fede filosofica a confronto con la rivelazione cristiana

24/04/2014 — Karl Jaspers

  € 15,00   

 

Questo saggio (1960) di Karl Jaspers ha come tema il confronto tra la fede filosofica e la fede nella rivelazione cristiana. Il singolo individuo, nella misura in cui è già sempre in rapporto con quella Realtà onniabbracciante e trascendente che lo sollecita ad andare al di là del suo mero «esserci» e a «esistere» in modo autentico, ha la possibilità di diventare se-stesso, cioè di dare alla propria vita un’impronta precisa e determinata. Chi trova, però, una verità in grado di sostanziare e indirizzare la sua esistenza, si può ben dire che abbia una «fede». C’è tuttavia una differenza radicale tra la fede filosofica e la fede nella rivelazione cristiana. Mentre quest’ultima ritiene che la Trascendenza si sia manifestata concretamente ed esaustivamente nella figura storica di Gesù Cristo, la prima ritiene che anche la rivelazione di Dio in Gesù di Nazareth sia solo una «cifra», una traccia, storicamente determinata e quindi inadeguata, della Trascendenza, che resta in ultima analisi nascosta. Di qui l’ineludibilità di una comunicazione tra «esistenze» alla ricerca dell’unica verità sempre più grande, ma anche la necessità di una critica filosofica della «pretesa di assolutezza», avanzata dalla fede rivelata, che è stata così spesso nella storia fonte di fanatismi, conflitti, violenze. Il rispetto per la fede altrui non significa, infatti, rinunciare a un confronto fondato sulla ragione.

Karl Jaspers (1883-1969), assistente volontario dal 1920 al 1915 alla clinica psichiatrica di Heidelberg, nel 1913 pubblica la Psicopatologia generale. Dal 1916 è professore di psicologia a Heidelberg e nel 1919 pubblica la Psicologia delle visioni del mondo, uno dei primi documenti della filosofia dell'esistenza. Dal 1921 passa alla cattedra di filosofia e, dopo un decennio di insegnamento, pubblica Filosofia (1932), la sua opera più importante. Nel 1937 il regime nazista lo esclude dall'insegnamento. A partire da questi anni Jaspers si dedica ad un'attenta riflessione sui problemi che affliggono l'epoca presente (Volontà e destino, La colpa della Germania, La bomba atomica e il futuro degli uomini). Alla figura di Jaspers Orthotes dedica la rivista Studi jaspersiani. § Di Jaspers Orthotes ha pubblicato La fede filosofica a confronto con la rivelazione cristiana (2014), a cura di Roberto Garaventa.

ISBN 9788897806547

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Le amiche di Dio
Margherita e le altre

26/02/2014 — Luisa Muraro

  € 17,00   

 

Questo libro nasce dall’impegno di conoscere e di far conoscere; il suo intento è di offrire qualcosa dei tesori della mistica europea, specialmente femminile, alla cultura di oggi, nel linguaggio della ricerca man mano che è stata comunicata a un pubblico appassionato della materia. I testi della mistica si possono leggere e studiare da più punti di vista, religioso, letterario, sociologico, psicoanalitico, filosofico… Ma non c’è comprensione adeguata della mistica femminile se non vediamo come quelle donne che chiamo le amiche di Dio, siano riuscite a fare della relazione con il loro amico la loro risorsa di libertà per un’avventura celeste e terrena insieme, umana e divina. Dio smise di parlare la lingua dei dotti per esprimersi con quella delle canzoni d’amore, della vita quotidiana, del lavoro: meglio sarebbe parlare, nel loro caso, di una teologia in lingua materna. La mistica mantiene la peculiarità di scienza divina ma il suo percorso prende impulso dalle vicissitudini di un’avventura amorosa in relazione con un altro da sé. È in questi termini che dobbiamo leggere gli scritti delle mistiche, come una filosofia pratica dell’amore libero e intelligente? E così interpretare anche la svolta del sec. XII-XIII, all’alba dell’Europa moderna? Rintracciando, nello spirito di libertà che percorre la storia europea, nel suo stesso inizio, un’intelligenza politica dell’amore?

Luisa Muraro, tra le più importanti filosofe italiane, ha studiato all’Università Cattolica di Milano con Gustavo Bontadini. Nel 1975 con altre ha fondato la Libreria delle Donne di Milano che, tra l’altro, cura la pubblicazione della rivista Via Dogana. All’Università di Verona, dove insegnava, Muraro è stata tra le fondatrici della comunità filosofica femminile di Diotima. Tra i suoi numerosi libri possiamo ricordare: L’ordine simbolico della madre (1991, 2006), La signora del gioco. La caccia alle streghe interpretata dalle sue vittime (1976, 2006), Lingua materna, scienza divina. Scritti sulla filosofia mistica di Margherita Porete (1995), Il Dio delle donne (2003), Non è da tutti. L'indicibile fortuna di nascere donna (2011), Autorità (2013), Non si può insegnare tutto (2013) e L'anima del corpo (2016). § Per Orthotes ha pubblicato Tre Lezioni sulla differenza sessuale e altri scritti (2011), a cura di Riccardo Fanciullacci, Le amiche di Dio. Margherita e le altre (2014), a cura di Clara Jourdan, e Al mercato della felicità (2016), e ha introdotto (con Lia Cigarini) l'opera di Simone Weil, Oppressione e libertà (2015).

ISBN 9788897806455

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Sul teatro musicale
Busoni, Wagner, Mozart, Cajkovskij, Janacek

26/02/2014 — Slavoj Zizek

  € 16,00   

 

In questo libro Žižek compie un fantastico viaggio tra alcune delle più importanti opere per il teatro musicale scritte da grandi compositori. Il percorso di analisi – come in una seduta dallo psicoanalista – non è mai banale e piccoli dettagli che sembrano inizialmente irrilevanti assumono connotati decisivi: e allora Busoni avrebbe scritto il finale dell'incompiuto Doktor Faust nella tonalità dell'apertura e della speranza di Do maggiore, oppure in quella oscura e deprimente di Mi bemolle minore? E Evgenij Onegin dell'opera omonima di Čajkovskij è un omosessuale che ama l'amico Lenskij, come verrebbe messo in luce da un'originale lettura del testo dell'opera? E, in senso completamente opposto alla convinzione di Nietzsche, in Parsifal sono presenti i temi dell'ideologia pagana ardentemente celebrata da Wagner, mentre è la Tetralogia dell'Anello l'opera più cristiana del compositore tedesco? Queste e molte altre sono le "rivelazioni" compiute da Žižek con la sua consueta efficacia discorsiva e capacità di incuriosire il lettore.

Slavoj Žižek, filosofo e critico culturale sloveno, è tra i più influenti pensatori viventi. È professore presso l'European Graduate School, Direttore del Birkbeck Institute for the Humanities, Università di Londra, e ricercatore all'Istituto di sociologia dell'Università di Lubiana, Slovenia. Tra le sue numerose opere apparse di recente in traduzione italiana: Meno di niente. Hegel e l'ombra del materialismo dialettico (Milano 2013), La visione di parallasse (Genova 2013), Cosa vuole l'Europa? (Verona 2014). § Di Žižek Orthotes ha pubblicato Il resto indivisibile. Su Schelling e questioni correlate (2012), Sul teatro musicale. Busoni, Wagner, Mozart, Čajkovskij, Janáček (2014), entrambi a cura di Diego Giordano, e Sulla letteratura. Shakespeare, James, Kafka, Beckett (2016), a cura di Igor Pelgreffi.

ISBN 9788897806530

La voce del padrone
Una teoria della voce tra arte, politica e psicoanalisi

18/02/2014 — Mladen Dolar

  € 17,00   

 

Plutarco racconta la storia di un uomo che, spennando un usignolo e vedendo che c'è attaccata ben poca carne, gli dice: «Sei fatto soltanto di voce – e nient'altro». Togliere le penne del significato che coprono la voce, smontare il corpo da cui la voce sembra emanare, resistere al fascino del canto delle Sirene e della loro voce, concentrarsi sulla voce e nient'altro: ecco la difficile missione affrontata da Mladen Dolar in questo lavoro seminale. La voce non ha rappresentato un argomento di grande rilevanza filosofica fino agli anni Sessanta, quando Derrida e Lacan l'hanno posta al centro delle proprie riflessioni. In La voce del Padrone Dolar va oltre Derrida e la sua teoria del “fonocentrismo”, riprendendo e sviluppando la tesi di Lacan che considera la voce come una delle principali incarnazioni dell'oggetto (objet petit a). Secondo Dolar, al di là delle due concezioni più comuni della voce come veicolo di significato e come fonte di ammirazione estetica, c'è un terzo livello di comprensione: la voce come oggetto, come leva del pensiero. Egli studia l'oggetto voce su più piani – la linguistica della voce, la metafisica della voce, l'etica della voce e la voce della coscienza, la relazione paradossale tra voce e corpo, la politica della voce – ed esamina gli usi della voce in Freud e Kafka. Con questa opera fondamentale Dolar elabora una teoria filosofica della voce in quanto oggetto-causa lacaniano. Mladen Dolar non sembra un idiota e non parla come un idiota, ma non lasciatevi ingannare – Mladen Dolar NON è un idiota! -Slavoj Žižek-

Mladen Dolar, filosofo e critico culturale sloveno, è tra i fondatori della Scuola Psicoanalitica di Ljubljana. Docente di filosofia presso l'Università di Ljubljana, è autore di un gran numero di libri, tra cui Opera's Second Death (2002), scritto insieme a Slavoj Žižek. § Di Dolar Orthotes ha pubblicato il volume La voce del Padrone. Una teoria della voce tra arte, politica e psicoanalisi (2014), a cura di Luigi Francesco Clemente.

ISBN 9788897806486

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Il sintomo e il discorso
Lacan legge Marx

28/01/2014 — Piergiorgio Bianchi

  € 15,00   

 

Marx è l’«inventore del sintomo». Accostando la nozione di sintomo alla teoria del plusvalore, Lacan pone la pulsione e i suoi destini sul versante dei processi descritti nel Capitale. Per la psicoanalisi, metafora e ripetizione sono i due aspetti in cui il sintomo si presenta. La prima è legata all’emergere di un senso nascosto ma decifrabile, la seconda insiste su di un godimento impossibile ed opaco. Lacan interroga il marxismo sul suo destino oscillante tra una verità che annuncia di separarsi dalla filosofia ed un progetto che intende sovvertire il sociale; lo invita a ripensare l’uso della politica nel momento in cui l’universale del discorso politico mostra la sua funzione di ideologia; alla psicoanalisi domanda invece di sollevare il velo sull’impossibile che il soggetto reperisce come un sapere inconscio, inventando un uso del sintomo che arricchisca l’esperienza singolare. È possibile oggi una politica che resista al dominio delle scienze cognitive e alle strategie del controllo? È chiaro che pronunciare una domanda sugli effetti di verità dei discorsi di Marx e Lacan significhi anche verificare la solidità dei dispositivi predisposti alla loro neutralizzazione.

Piergiorgio Bianchi è laureato in Filosofia e in Storia presso l’Università di Genova. Si occupa di temi di filosofia, politica e psicoanalisi. Ha pubblicato Marx e Lacan. La questione del soggetto inconscio (Genova 1999) e Il lavoro del filosofo. Ragione e politica in Galvano della Volpe (Savona 2008). Scrive per «L’art du comprendre». Dal 1995 fa parte della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi. § Per Orthotes ha pubblicato il volume Il campo di esperienza. Positività del sensibile e ricerca estetica in Galvano della Volpe (2012), e Il sintomo e il discorso. Lacan legge Marx (2014). Ha curato l'opera di György Lukács, Il giovane Marx (2015), e quella di Ludwig Feuerbach, Principi della filosofia dell'avvenire (2016).

ISBN 9788897806479

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

L'etica pubblica in questione
Cittadinanza, religione e vita spettacolare

15/01/2014 — AA.VV.

  € 16,00   

 

 L?etica pubblica può anche essere intesa come l?etica stessa, quando riconosce che l?essere umano è sempre coinvolto in relazioni con altri all?interno di scenari storico-sociali. A seconda delle fattezze concrete di questi scenari, gli esseri umani si trovano spesso a confronto con questioni nuove che sfidano le loro soluzioni tradizionali al problema del giusto convivere, e persino le loro idee di bene e di male. Questo libro affronta alcune delle più radicali tra tali questioni: quelle relative ai temi della cittadinanza, del pluralismo religioso e delle trasformazioni dei modi dell?esperienza provocate dalla diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione e dal loro divenire una sorta di nuovo ambiente. Ne viene un quadro teorico complesso, dove la comune umanità può tornare a essere una risorsa, e pure un fine condiviso. Ma solo a patto che non se ne diano per scontati i tratti fondamentali.

Riccardo Fanciullacci ha conseguito il dottorato in filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con la Cattedra di Filosofia morale di questa Università, con il veneziano Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE) e con il Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, Centro di cui è pure segretario scientifico. È docente a contratto nel Master di II livello “Filosofia come via di trasformazione”, organizzato dall’Università di Verona. Ha pubblicato diversi saggi di etica e antropologia filosofica e ha curato, con S. Zanardo, il vol.: Donne, uomini. Il significare della differenza (Milano 2010). Paolo Monti è dottore di ricerca in Filosofia, collabora con la cattedra di Filosofia morale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha condotto parte della propria attività di ricerca negli Stati Uniti. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Geografie della Ragione. Robert Audi e la questione della razionalità in etica e in politica (Milano 2008) e (con Stefano Stortone) Le parole della vita pubblica. Crisi e trasformazioni di un orizzonte comune (Venezia 2012). Maddalena Pezzato ha conseguito la laurea in Lettere Classiche all'Università Ca' Foscari di Venezia, e in seguito ha approfondito il tema della comunicazione con una laurea e un dottorato in Filosofia nella medesima università. Ha svolto un biennio di specializzazione a Parigi (Institut Catholique). Da diversi anni insegna a Treviso nella Scuola secondaria. Silvia Pierosara ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia e Teoria delle Scienze Umane presso l’Università degli Studi di Macerata, dove attualmente collabora alla cattedra di Filosofia morale, in qualità di cultrice della materia. Le sue ricerche si concentrano sul paradigma del riconoscimento nella filosofia morale contemporanea e sulla narrazione come orizzonte di dialogo tra differenti provenienze culturali. È autrice del volume L’orizzonte e le radici. Sul riconoscimento del legame comunitario (Roma 2011) e di saggi che indagano i temi della narratività, dell’estraneità e dell’autonomia come partecipazione.

ISBN 9788897806462

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Antiche novità
Una guida transdisciplinare per interpretare il vecchio e il nuovo

25/11/2013 — Gabriele Balbi, Cecilia Winterhalter

  € 16,00   

 

Vecchio e nuovo, tradizione e innovazione, continuità e cambiamento, non sono forme alternative, ma aspetti complementari di uno stesso moto al centro della realtà contemporanea. Il volume si pone l’obiettivo di ripensare le modalità con cui questi binomi inscindibili interagiscono e si riconfigurano in 7 diversi campi di studio: le scienze della comunicazione, i diritti umani, la sociologia delle emozioni, la storia della scienza, le scienze culinarie, la sociologia della moda e la storia della religione. I risultati di questo esperimento sono per certi versi sorprendenti e delineano una sorta di “guida” valida per le discipline considerate, ma che stimola a riflettere su altri casi simili. Il vecchio e il nuovo convivono tra forme di imitazione, spinte alla sopravvivenza, competizione a tratti feroce e inattese ibridazioni. Tradizione e innovazione sono in perpetua interazione nel corso della storia, sebbene ciò che si ritiene tradizionale o innovativo cambi secondo le esigenze del momento, attualizzando il passato nel presente. Nel rapporto fra continuità e cambiamento, infine, ci sono forme di continuità del mutamento che, scomponendosi e ricombinandosi, producono nuovo sapere, processi e prodotti in grado di modificare la società. Antiche novità è quindi un libro curioso, adatto ad un lettore interessato a valicare gli steccati del pensiero che spesso separano in maniera fittizia le discipline del sapere. Saggi di: Gabriele Balbi, Maria Stefania Cataleta, Massimo Cerulo, Alberto Fragio, Alessandra Guigoni, Marco Pedroni, Cecilia Winterhalter

Gabriele Balbi è Assistant Professor in Media Studies presso l’Università della Svizzera italiana di Lugano. Ha insegnato e ricercato presso le Università di Torino, Harvard, Maastricht, Columbia, Westminster, Oxford e Newcastle. Le sue ricerche si focalizzano sulla storia dei mass media e delle telecomunicazioni e sulla storiografia della comunicazione, temi sui quali ha pubblicato due libri in italiano e svariati contributi su riviste scientifiche internazionali. Cecilia Winterhalter è una storica contemporanea indipendente che si occupa di costruzione dell'identità attraverso la religione, la moda, il cibo, i prodotti innovativi e la memoria selettiva. Ha ricercato o insegnato all’Istituto Universitario Europeo, le Università di Basilea, Roma, Pisa, Oxford, il Fashion Institute of Technology e il London College of Fashion. È nel direttivo della Global Conferece: Fashion e nell'Advisory Board della rivista Catwalk: The Journal of Fashion, Beauty and Style.

ISBN 9788897806417

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Studi jaspersiani
Rivista annuale della società italiana Karl Jaspers: 1

25/11/2013 — AA.VV.

  € 22,00   

 

Questo primo numero della rivista Studi jaspersiani, pubblicazione annuale della Società italiana Karl Jaspers, fondata nel 2012, rappresenta l’inizio di un progetto che si lega alla ripresa e alla diffusione del pensiero di Karl Jaspers in Italia. Il 2013 è stato un anno importante in questa prospettiva: le numerose manifestazioni organizzate in tutta Italia in occasione del centenario della pubblicazione della prima edizione della Psicopatologia generale (1913) non solo hanno dimostrato l’attualità delle riflessioni jaspersiane, ma anche l’interesse che il suo pensiero in generale continua a suscitare, non solo in Europa, ma in modo crescente anche in Nord-America e in Asia. Lo sguardo di questo progetto è, perciò, proiettato anche sul piano internazionale, grazie al supporto di eminenti studiosi italiani, tedeschi, svizzeri e austriaci, che fin da questo primo numero hanno acconsentito alla pubblicazione dei loro saggi. Il progetto della rivista, che si avvale del contributo qualificato di un comitato scientifico composto da alcuni dei più autorevoli jaspersiani, si intende come spazio di confronto tra studiosi di diverse origini, discipline e sensibilità, ma tutti mossi dalla volontà di approfondire, discutere e far conoscere il pensiero di Jaspers in tutte i suoi ambiti, la sua figura di psicopatologo, filosofo e intellettuale, la cui vita e opera ha attraversato gli anni più difficili nella storia dell’Europa, dalle due guerre e dalla immane catastrofe politica, morale e umana della violenza nazista alla pacificazione dell’Europa del secondo dopo guerra. Sullo sfondo di questa esperienza l’attenzione degli Studi jaspersiani è volta oltre che al recupero del pensiero di Jaspers, anche alla sua attualità e ai possibili sviluppi. Saggi di: Stefania Achella, Elena Alessiato, Giandomenico Bonanni, Giuseppe Cantillo, Roberto Celada Ballanti, Andreas Cesana, Antonio Di Gennaro, Claudio Fiorillo, Umberto Galimberti, Roberto Garaventa, Antonello Giugliano, Anton Hügli, Giuseppe Maccauro, Francesco Miano, Rossella Bonito Oliva, Thomas Rentsch, Kurt Salamun, Hans Saner, Paola Ricci Sindoni, Angela Giustino Vitolo, Steffen Wagner, Bernd Weidmann, Reiner Wiehl

ISBN 9788897806431

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Margini della filosofia contemporanea

25/11/2013 — Attilio Bruzzone, Paolo Vignola

  € 20,00   

 

I 29 testi proposti in questo volume descrivono teorie, problemi, autori e discipline ritenuti esterni o marginali rispetto ai logoi e topoi ufficiali della filosofia novecentesca. In quest’ottica, la raccolta di saggi, che presenta un'esposizione decentrata e rizomatica del dibattito filosofico da Nietzsche ad oggi, ha innanzitutto l’obiettivo di fornire uno strumento euristico affermativo, in grado di evidenziare come i margini disciplinari, stilistici e contenutistici rispetto all’idea che la filosofia si è costruita di se stessa abbiano in realtà contribuito essenzialmente alla crescita concettuale, metodologica ed espressiva del pensiero contemporaneo. La categoria del margine si configura quindi come nuovo centro plurale e provvisorio di una filosofia scevra da presunzioni totalizzanti e depurata da pregiudizi snobistici e tentazioni isolazionistiche, che non hanno più senso di essere in un mondo complesso, contraddittorio e frammentato come quello uscito dalla modernità, in cui sacro e profano sembrano fondersi in un’unione indifferenziata. Il margine assume i contorni più indefiniti e revocabili della categoria euristica, che non si lascia tuttavia inglobare in un centro inclusivo ed esclusivo. Infatti, nel momento stesso in cui il margine si pone come nuovo punto di partenza per l’indagine filosofica, esso presuppone necessariamente l’andare oltre se stesso: la sua «verità», o se si preferisce il suo «senso», risiede nella sua parzialità e nel processo del suo stesso superamento, senza peraltro prevedere né una fagocitazione sistematica, né l'effettivo compimento del proprio superarsi – i margini non si superano, ma si abitano e si spostano. Saggi di: Francesco Aloe, Maria Cristina Amoretti, Emanuele Antonelli, Sara Baranzoni, Andrea C. Bertino, Ilaria Boeddu, Attilio Bruzzone, Francesco Camera, Stefania Consigliere, Gerardo Cunico, Vincenzo Cuomo, Marco Damonte, Francesca Dell’Orto, Filippo Domenicali, Ubaldo Fadini, Lisa Fazio, Maria Luisa Haupt, Oscar Meo, Emanuela Miconi, Bruno Moroncini, Andrea Natali, Simona Paravagna, Selena Pastorino, Igor Pelgreffi, Ignazio Semino, Alessia Solerio, Paolo Vignola, Silverio Zanobetti, Matteo Zoppi, Giuseppe Zuccarino

ISBN 9788897806424

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Lezioni di Stoccarda

07/11/2013 — Friedrich W. Schelling

  € 10,00   

 

Dopo le Ricerche filosofiche sull’essenza della libertà umana del 1809, l’ultimo lavoro importante pubblicato da Schelling, le Lezioni di Stoccarda furono tenute privatamente nel 1810 da un filosofo che, ancora profondamente avvolto dalla malinconia e dal lutto per la perdita della moglie Carolina, tornava di nuovo a riflettere sul proprio sistema filosofico, sul significato dell’identità assoluta come suo principio, cercando di descrivere razionalmente e analogicamente l’essenza originaria del Dio vivente, la sua contrazione nel reale, il rapporto della natura con Dio e con il mondo spirituale. Sullo sfondo rimaneva il vero senso da dare al panteismo, ma lo scavo compiuto da Schelling nelle forze motrici in cui libertà e necessità si identificano, prima ancora della coscienza e di ogni separazione, ne hanno permesso interessanti letture attuali. L’umanità è non meno al centro di queste lezioni sia riguardo alla costituzione interna dello spirito sia rispetto all’affannosa ricerca anche esterna, politica e storica, dell’unità. Vengono così anticipati temi che torneranno non solo nell’altrettanto inedito “cantiere” delle Età del mondo, scritto iniziato nello stesso anno, ma anche in tutta la successiva filosofia “positiva” schellinghiana

Friedrich Wilhelm Joseph Schelling (1775-1854) fu uno dei protagonisti della filosofia classica tedesca. Iniziò ancor giovane a insegnare a Jena, vivente ancora Kant, grazie ai buoni auspici di Fichte e Goethe, e concluse a Berlino occupando la cattedra che era stata di Hegel. Dopo la natura, fu il tema della libertà a fargli avviare una riflessione autocritica sul sistema idealistico. § Di Schelling Orthotes ha pubblicato le Lezioni di Stoccarda (2013), e L'anima del mondo (2016), entrambe le opere a cura e con traduzione di Carlo Tatasciore.

ISBN 9788897806400

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

La filosofia francese

31/10/2013 — Henri Bergson

  € 10,00   

 

Henri Bergson e la filosofia francese: l'autore de L'evoluzione creatrice si confronta con la tradizione filosofica del proprio Paese e vi scopre quelli che sono i tratti principali del suo pensiero – stretto legame tra scienza e filosofia, attenzione per il metodo dell’interiorità, sospetto verso sistemi di pensiero rigidi e onnicomprensivi, esigenza di un linguaggio tecnico ma ancorato al vocabolario comune. Ma in questa raccolta di interventi, scritti e pronunciati tra le due guerre mondiali, e inediti in italiano, Bergson non si limita a una veduta d'insieme sulla filosofia francese. Piuttosto, rivendica l'appartenenza alla propria epoca, prendendo parte al conflitto tra autoritarismi e democrazia che l'ha vista dilaniarsi, nel segno della sua massima “cartesiana”: «Bisogna agire come uomo di pensiero e pensare come uomo d’azione».   Grazie alle due o tre tendenze che abbiamo indicato, è possibile chiarire quanto vi è di costantemente geniale e di costantemente creatore nella filosofia francese. Come si è sempre obbligata a parlare il linguaggio di tutto il mondo, così non è stata il privilegio di una specie di casta filosofica; si è sempre sottoposta al controllo di tutti; non ha mai rotto con il senso comune. Praticata da uomini che furono psicologi, biologi, fisici, matematici, essa s’è continuamente mantenuta in contatto con la scienza così come con la vita. Questo contatto permanente con la vita, con la scienza, con il senso comune, l’ha fecondata senza posa, e al contempo le ha impedito di chiudersi in se stessa, di ricomporre artificialmente le cose con delle astrazioni.

Henri-Louis Bergson (1859-1941) è stato uno dei più importanti filosofi francesi del Novecento. Le sue teorie hanno influenzato la psicologia, l'arte, la teologia e la letteratura (per la quale nel 1927 fu insignito del premio Nobel). Le sue principali opere sono: Saggio sui dati immediati della coscienza (1889), Materia e memoria (1896), L'evoluzione creatrice (1907), Le due fonti della morale e della religione (1932), Pensiero e movimento (1934). § Di Bergson Orthotes ha pubblicato Introduzione alla metafisica (2012), a cura di Rocco Ronchi, e La filosofia francese (2013), a cura di Luigi Francesco Clemente.

ISBN 9788897806387

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Legami privati e relazioni pubbliche
Una rilettura di Axel Honneth

31/10/2013 — Silvia Pierosara

  € 16,00   

 

Il volume indaga il paradigma del riconoscimento e il vincolo tra legami affettivi e giustizia nel pensiero di Axel Honneth, a partire da un’interrogazione problematica intorno al complesso rapporto tra sfera pubblica e privata, così come emerge dai suoi testi più recenti. Le aspettative sproporzionate di riconoscimento, che si riversano oggi sulla sfera privata, si riflettono in un progressivo affrancamento dei legami affettivi da qualsiasi richiamo al principio di giustizia e quindi da ogni forma di intenzionalità sociale. In tale prospettiva tende a indebolirsi non solo la vocazione al decentramento, propria della persona umana, ma anche una corrispondente tessitura riflessiva dei legami pubblici e privati. Nella progressiva erosione di una socialità solidale s’impone il compito di ripensare un ethos democratico all’insegna di una prossimità autentica, in cui il senso di giustizia possa “ricucire” in modo fecondo la sfera degli affetti privati e quella delle relazioni pubbliche.

Silvia Pierosara ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia e Teoria delle Scienze Umane presso l’Università degli Studi di Macerata, dove attualmente collabora alla cattedra di Filosofia morale, in qualità di cultrice della materia. Le sue ricerche si concentrano sul paradigma del riconoscimento nella filosofia morale contemporanea e sulla narrazione come orizzonte di dialogo tra differenti provenienze culturali. È autrice del volume L’orizzonte e le radici. Sul riconoscimento del legame comunitario (Roma 2011) e di saggi che indagano i temi della narratività, dell’estraneità e dell’autonomia come partecipazione. § Per Orthotes ha pubblicato il volume Legami privati e relazioni pubbliche. Una rilettura di Axel Honneth (2013) e L'etica pubblica in questione. Cittadinanza, religione e vita spettacolare (con Riccardo Fanciullacci, Paolo Monti, Maddalena Pezzato, 2014).

ISBN 9788897806394

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

L'idiota e la lettera
Quattro saggi sul Flaubert di Sartre

04/10/2013 — Federico Leoni

  € 13,00   

 

L’idiota e la lettera è un piccolo libro su un testo sterminato: L’idiota della famiglia, monumentale biografia di Gustave Flaubert, quasi un testamento filosofico per il suo autore, Jean-Paul Sartre. I temi e le ossessioni sono quelle intorno a cui Sartre lavora per tutta una vita. La nascita di un bambino “male amato”. L’esilio come materia di un’esistenza. La posizione del moribondo eletta a forma di vita. La voce come medium ipnotico, la parola come rivelazione del mondo, il linguaggio come luogo comune e spazio politico originario. L’esercizio letterario come sabotaggio del fascismo strutturale del linguaggio nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. E ancora, il nesso tra il corpo e lo sguardo dell’altro, tra vergogna e vocazione comica, tra riso e violenza, masochismo e crudeltà. Infine, la parabola della borghesia francese ottocentesca, del suo capitalismo diviso tra utilitarismo razionalista e fantasmagoria cesarista. Tra razionalizzazione dello scambio simbolico e fascinazione per ciò che nello scambio resta indicibile, irriducibile, mostruoso.

Federico Leoni (Novara 1974) insegna Filosofia morale al Dipartimento di scienze umane dell’Università degli Studi di Verona, dove è anche coordinatore del Centro di ricerca “Tiresia” per la filosofia e la psicoanalisi, ed è docente per l'IRPA (Istituto di ricerca per la psicoanalisi applicata) di Milano. Scrive su riviste italiane e straniere e tra le sue pubblicazioni si ricordano Habeas corpus. Sei genealogie del corpo occidentale (Milano 2008), Descartes. Una teologia della tecnologia (Milano 2013). § Per Orthotes ha pubblicato le monografie L'idiota e la lettera. Quattro saggi sul Flaubert di Sartre (2013) e Jacques Lacan, l'economia dell'assoluto (2016).

ISBN 9788897806349

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

L'azione dei fatti futuri
I possibili

04/10/2013 — Gabriel Tarde

  € 10,00   

 

Quando vi capita di assistere al battesimo di un bambino, provate a pensare all’ovulo che ha impedito di essere fecondato, all’embrione a cui ha impedito di nascere. Quando guardate un fiore, pensate agli altri semi di cui ha preso il posto al sole e nella buona terra fertile; quando vedete una bella quercia, pensate anche alle piccole piante che sono deperite sotto la sua ombra. Quando leggete un libro di storia, pensate alle imprese mancate, ai progetti che non hanno avuto successo: la conquista dei Parti sognata da Cesare, o lo sbarco in Inghilterra immaginato da Napoleone I. Quando guardate le stelle in una notte serena, provate a pensare agli altri soli che avrebbero potuto brillare, alle altre costellazioni diversamente configurate e dipinte che avrebbero potuto affascinare occhi diversi dai nostri, se gli astri attuali non si fossero impadroniti del firmamento, della luce e della vita. In una parola, quando guardate questo Universo, provate a pensare che deve la sua esistenza all’immolazione di migliaia di altri universi, tra i quali se ne troverebbero forse, malgrado Leibniz, di migliori e di più belli – anche se non, almeno credo, di più differenziati!

Gabriel Tarde, (1843-1904), sociologo e magistrato, è stato un pensatore autodidatta e antiaccademico. Pur avendo goduto di un’enorme fortuna alla fine dell’Ottocento, con il nuovo secolo è stato vittima di un “inspiegabile oblio”. Fu riscoperto da Deleuze negli anni Sessanta, che ne ha rivalutato l’opera metafisica considerandolo a pieno titolo come un precursore per la sua attenzione ai concetti di Differenza, Ripetizione, possibile, virtuale, monadi e molto altro. L’opera di Tarde è oggi oggetto di una rivalutazione in ambito internazionale, soprattutto in rapporto ai suoi scritti metafisici, che vengono letti come un’anticipazione del pensiero di autori eterodossi del calibro di Souriau, Ruyer e Simondon. § Di Tarde Orthotes ha pubblicato L'azione dei fatti futuri – I Possibili (2013), a cura di Filippo Domenicali, e Lo spirito di gruppo (2015), a cura di Sabina Curti.

ISBN 9788897806370

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook6

L'attenzione altrove
Sintomatologie di quel che ci accade

02/09/2013 — Paolo Vignola

  € 16,00   

 

Il libro affronta il disagio, innanzitutto collettivo, della società in Rete, prendendosi cura del logos attraverso il pathos e immergendo così la filosofia nei problemi del linguaggio, dell’attenzione e dell’affettività: lo sfruttamento intensivo di tali facoltà ne mette infatti a rischio la salute e le stesse condizioni di possibilità. L’obiettivo è perciò analizzare le esperienze collettive di sofferenza, precarietà e disturbi dell’attenzione, per riportare il vissuto dell’esperienza sul piano della filosofia e concepire una sorta di empirismo diagnostico che si muova dal lavoro ai media, dalla miseria simbolica alla povertà materiale, dalle condizioni del sapere all’ingerenza del marketing e al ruolo della tecnologia. Attraverso un percorso al tempo stesso teoretico, estetico e politico, che va da Nietzsche a Canguilhem, Simondon e Foucault, da Adorno e Horkheimer a Deleuze e Guattari fino a Sloterdijk e a Stiegler, si schiude l’opportunità di tracciare una sintomatologia propriamente sociale, col fine propositivo di inventare legami sopra l’abisso del senso scavato dal capitalismo pulsionale. A questo primo ambito d’intervento si aggiunge la volontà di trasformare i sintomi in questioni teoriche da affrontare per riuscire a fare filosofia oggi, non solo nonostante l’ipertrofia del marketing, delle tecnologie istupidenti del controllo e del pensiero unico dettato dal Mercato, ma proprio a partire da questi fenomeni disastrosi per il pensiero stesso.

Paolo Vignola è dottore di ricerca in filosofia e svolge attività di ricerca presso l'Università di Genova. È membro del comitato di consulenza scientifica di “Millepiani” e collabora con le riviste “Kainos” e “Officine Filosofiche”. Ha pubblicato in volume Le frecce di Nietzsche. Confrontando Deleuze e Derrida (Genova 2008) e La lingua animale. Deleuze attraverso la letteratura (Macerata 2011). § Per Orthotes ha curato i volumi di Bernard Stiegler, Reincantare il mondo. Il valore spirito contro il populismo industriale (2012) e Prendersi cura. Della gioventù e delle generazioni (2014), ha pubblicato L'attenzione altrove. Sintomatologie di quel che ci accade (2013), e ha curato (con Attilio Bruzzone) il volume Margini della filosofia contemporanea.

ISBN 9788897806356

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Un intreccio di respiri

02/09/2013 — Fondazione Zoé

  € 15,00   

 

Gli scritti qui raccolti rivelano che il respiro riesce ad essere simbolo della vita non solo nella sua dimensione corporea, ma anche in quella affettiva e persino in quella spirituale, cioè poi anche nel suo essere relazione. La vita di una persona, dal corpo al cuore e alla mente, è relazione: relazione con gli altri, ma anche con l’ambiente; con gli amici e i familiari, ma anche con i propri concittadini, senza dimenticare quell’ospite inatteso che potrebbe essere, proprio lui o lei, il nostro prossimo. Questo libro ricorda e completa i percorsi compiuti a partire dal respiro, che delle relazioni e delle loro molteplici dimensioni è tanto simbolo, quanto condizione. La stessa idea che ritroviamo in queste parole di una filosofa contemporanea di origine svedese, Sissela Bok, che chiama le relazioni buone: “relazioni di fiducia”: «la fiducia è un bene sociale da proteggere quanto l’aria che respiriamo o l’acqua che beviamo.S se è danneggiata, la comunità nel suo insieme ne soffre e se viene distrutta le società vacillano e crollano». Contributi di: Giampaolo Azzoni, Maria Giovanna Ruberto, Francesco Sartori, Giovanni Siri, Carmelo Vigna

ISBN 9788897806363

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Cose dette
Verso una sociologia riflessiva

17/07/2013 — Pierre Bourdieu

  € 17,00   

 

Attraverso lunghe interviste con studiosi francesi e internazionali (antropologi, economisti e sociologi esperti di arte, religione, letteratura, ecc.), Pierre Bourdieu si spiega. Rende chiari alcuni aspetti oscuri e mal compresi delle sue ricerche, esplicita i presupposti filosofici dei suoi studi, evoca la logica concreta delle sue indagini e, nello stesso tempo, discute o rifiuta le obiezioni che gli vengono più spesso rivolte. La vivacità del discorso improvvisato permette di vedere all’opera una modalità di pensiero che può essere anche uno strumento, liberatore, di socioanalisi. Applicando a se stesso il metodo di analisi delle opere culturali che egli difende, processo che lo conduce a evocare lo spazio dei possibili teorici così come si presenta nei differenti momenti del suo itinerario intellettuale, Bourdieu offre i mezzi per ottenere una conoscenza sia oggettiva che comprensiva del suo lavoro. E nello stesso tempo è tutto il dibattito tra le scienze dell’uomo e la filosofia che, sfuggendo alle insinuazioni oscure della denuncia ipocrita o ai falsi lustri della polemica pubblica, si trova situato sul suo terreno più appropriato, quello del confronto rigoroso e leale.

Pierre Bourdieu (1930-2002), filosofo di formazione e sociologo d'elezione, è internazionalmente riconosciuto come uno degli intellettuali contemporanei più importanti e influenti. Nel 1975 fonda la rivista «Actes de la recherche en sciences sociales», e nel 1981 viene nominato professore di sociologia al Collège de France. Tra le sue opere più importanti: L'amore dell'arte (1966), La riproduzione (1970), Per una teoria della pratica (1972), La distinzione (1979), La parola e il potere (1982), Homo academicus (1984), Le regole dell'arte (1992), Sulla televisione (1996), Meditazioni pascaliane (1997), Controfuochi (1998 e 2001), Il dominio maschile (1998), Le strutture sociali dell'economia (2000), Il mestiere di scienziato (2001). § Di Bourdieu Orthotes ha pubblicato Cose dette. Verso una sociologia riflessiva (2013), a cura di Massimo Cerulo.

ISBN 9788897806332

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

La vita spettacolare
Questioni di etica

25/06/2013 — Riccardo Fanciullacci, Carmelo Vigna

  € 17,00   

 

Pasolini, di fronte alla trasformazioni che il capitalismo neoliberista imprime alla forma di civiltà che egli aveva conosciuto in giovinezza, non esita a parlare di “mutazione antropologica” e arriva a dire: «La tragedia è che non ci sono più esseri umani, ci sono strane macchine che sbattono l’una contro l’altra». Queste “macchine” in violenta competizione hanno solo un debole legame con gli esseri umani che ancora crediamo di essere e che diverse istituzioni, come quelle della democrazia, presuppongono che siamo. Il fatto è che per incrementare e gestire i consumi, il sistema economico si è dotato di strumenti (dalla pubblicità ai new media più recenti) che non condizionano solo il comportamento esteriore, ma raggiungono le forme della coscienza e offrono modelli stereotipati al desiderio. È questa la vita spettacolare che ci avvolge e ci seduce. I saggi di questo volume interrogano questa configurazione della vita con radicalità. Ma proprio per questo arrivano a riconoscere come essa non occupi e non possa occupare l’intero spazio dell’esistenza e come il desiderio, seppur plasmato da quei modelli, non vi si adegui mai del tutto: conserva in sé le tracce di una verità etica che attende l’invenzione di nuove forme di legame attraverso cui possa orientare una vita più giusta e più felice. Saggi di: Francesco Callegaro, Carlo Chiurco, Adriano Fabris, Riccardo Fanciullacci, Giacomo Ghidelli, Peppino Ortoleva, Antonio Petagine, Maddalena Pezzato, Teresa Scantamburlo, Giovanni Ventimiglia, Carmelo Vigna

ISBN 9788897806325

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Emozioni e ragione nelle pratiche sociali

30/05/2013 — Massimo Cerulo, Franco Crespi

  € 17,00   

 

In che modo la modernità ha influito sull’esperienza soggettiva e sociale della realtà (credenze, valori, stili di vita)? Quali nuove pratiche, emozionali e razionali, sono venute oggi affermandosi a seguito della crisi globale e del fallimento di molte logiche capitalistiche? E che ruolo svolgono emozioni, sentimenti e passioni (paura, nostalgia, vergogna, indignazione, amore) nelle modalità dell’agire? Il presente volume di teoria sociale prova a rispondere a queste domande riflettendo sulle forme dell’agire umano, tenuto conto dell’intimo nesso che intercorre tra agire e conoscere, tra ragione ed emozioni. Perché le pratiche sociali, oltre a essere vissute ed esperite secondo la duplice prospettiva individuale e collettiva, risultano sempre variamente intrise di emozionalità e razionalità. In tal senso, l’obiettivo del presente lavoro è di riflettere sulle forme e sui modi in cui le pratiche sociali prendono vita e, anche attraverso un ripensamento critico delle teorie dei classici della sociologia e della filosofia, proporre nuove e più adeguate interpretazioni della realtà nella quale viviamo. Saggi di: Matteo Bianchin, Massimo Cerulo, Franco Crespi, Paolo Jedlowski, Mauro Magatti, Danilo Martuccelli, Walter Privitera, Elena Pulcini, Ambrogio Santambrogio, Gabriella Turnaturi

Massimo Cerulo è ricercatore in sociologia generale nel Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino. Si è specializzato in Scienze della cultura alla Scuola Internazionale di Alti Studi "San Carlo" di Modena e in discipline sociologiche all'Università della Calabria. Ha relazionato e svolto attività di studio e ricerca in diverse università italiane ed europee, tra cui l'University of London, l'IRESCO di Parigi, l'ISCTE di Lisbona e la Nouvelle Université di Sofia. È membro della Société Internationale d'Ethnographie; del direttivo della sezione “Vita Quotidiana” dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) per il triennio 2012-2015; dell’Osservatorio per lo studio della vita quotidiana e dei processi culturali (OSSIDIANA) dell’Università della Calabria. Franco Crespi è professore emerito di Sociologia nell'Università degli Studi di Perugia. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Esistenza e simbolico (Milano 1978), Evento e struttura (Bologna 1993), Imparare ad esistere (Roma 1994), Teoria dell’agire sociale (Bologna 1999), Identità e riconoscimento (Roma-Bari 2003), Contro l’aldilà – per una nuova cultura laica (Bologna 2008).

ISBN 9788897806141

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

La parola universitaria

19/03/2013 — Pierre Macherey

  € 17,00   

 

La parola universitaria è un libro che trae origine dalla crisi che attraversa l’istituzione universitaria, dominata da una retorica dell’eccellenza e da una logica aziendalistica che ne hanno snaturato le finalità universalistiche. Ma piuttosto che «difendere» un’idea astratta di università, Macherey preferisce soffermare la sua analisi sui «discorsi» che si sono tenuti su di essa, per misurare lo scarto che si è scavato tra una certa idea di università e la sua realtà in quanto cosa, immersa nei conflitti che attraversano tutte le istituzioni dedicate alla riproduzione sociale. A parlare di essenza dell’università, con la convinzione di poterne delineare il senso e le finalità, sono sempre stati i filosofi, come Kant, Hegel e Heidegger su cui si sofferma la prima parte del libro. Diversa, invece, la prospettiva di quei discorsi che hanno fatto propri gli strumenti della psicanalisi (Lacan) e della sociologia (Bourdieu/Passeron), più attrezzati a cogliere la valenza delle pratiche universitarie in termini di potere e di differenziazione sociale. Infine, attraverso l’analisi di alcune opere letterarie che ne hanno fatto un tema di narrazione (Rabelais, Hardy, Hesse, Nabokov), è possibile dare ai discorsi sull’università un banco di prova ampio e ricco di elementi, come lo sguardo che solo la grande letteratura riesce ad avere sul mondo. Se l’università, in quanto realtà storica, è soggetta a cambiamenti che possono metterne in pericolo la stessa esistenza, come sembra avvenire nella nostra contemporaneità, ripercorrere in maniera critica i momenti più significativi del dibattito intellettuale che essa ha suscitato è il presupposto per poter inventare nuove forme di università, senza la quale non esisterebbe quel patrimonio comune di conoscenze e di senso critico attraverso cui una società esiste e progredisce.

Pierre Macherey, professore emerito all’Università di Lille III, è attualmente animatore dell’Unité Mixte de Recherche (UMR) del CNRS “Savoir Textes Languages”. Allievo di Louis Althusser, col quale collabora a Lire le Capital (1966), ha insegnato negli anni 60 e 70 all’Università di Paris I, concentrando il suo impegno di storico della filosofia in un’originale rilettura di Spinoza (Hegel ou Spinoza, 1979), in cui confluivano molte suggestioni teoriche dello strutturalismo e del marxismo althusseriano. In seguito si è interessato allo statuto della filosofia nella Francia ottocentesca, a riletture di Marx, Canguilhem e Foucault, alle valenze filosofiche della quotidianità e dell’utopia, aprendo sempre la propria riflessione filosofica agli apporti più innovativi delle scienze umane. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo Per una teoria della produzione letteraria (1969), Jules Verne o il racconto in difetto (2011), Da Canguilhem a Foucault (2011). § Di Macherey Orthotes ha pubblicato La parola universitaria (2013), a cura di Antonio Stefano Caridi.

ISBN 9788897806257

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Etica della cura

18/03/2013 — Sara Brotto

  € 17,00   

 

Possiamo intenderci, quando parliamo di etica della cura? C’è nella cura qualcosa di comune al di là del genere, dell’etnia, della lingua, del Paese nel quale viviamo, degli usi, dei costumi e delle tradizioni che caratterizzano le nostre vite? Sì, c’è qualcosa di comune: è la nostra originaria condizione dell’essere con altri ed è la nostra originaria destinazione a essere per altri. Ebbene, la cura è precisamente quell’essere con altri e per altri vissuto in modo giusto. Del resto, solo in questo modo giusto ognuno di noi può essere pienamente se stesso. Cioè può star bene. Perché noi in realtà stiamo bene, quando anche gli altri stanno bene; cioè noi stiamo bene, quando con-dividiamo con altri non solo salute, emozioni, sentimenti, ma anche idee e pratiche di vita, in cui si realizza in molti modi l’accadimento che tutti invochiamo e che spesso tutti disattendiamo: la relazione di reciproco riconoscimento. Che è, appunto, una relazione di cura reciproca: la versione più comprensiva di un’etica della cura.

Sara Brotto insegna Lingue e Letterature Straniere, Inglese e Tedesco, nelle scuole secondarie superiori della provincia di Vicenza. Ha frequentato corsi di lingue e civiltà straniere presso varie istituzioni e università estere, fra cui un anno come Exchange Abroad Student in Comparative Literature presso la Graduate School dell’University of California, Berkeley. Ha conseguito la seconda laurea in Scienze filosofiche, specializzandosi in Bioetica, presso l’Università "Ca' Foscari" di Venezia. I suoi ambiti di interesse ruotano attorno alla filosofia morale e alla bioetica.. § Per Orthotes ha pubblicato il volume Etica della cura. Una introduzione (2013).

ISBN 9788897806295

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Per una riforma radicale della chiesa
Con Hans Küng oltre Joseph Ratzinger

12/03/2013 — Roberto Garaventa

  € 10,00   

 

Dopo le improvvise, ma non del tutto inattese dimissioni di Benedetto XVI e le sue critiche ai personalismi e ai conflitti esistenti all’interno della curia romana, la chiesa cattolica sembra più che mai bisognosa di una riforma radicale. Le questioni che il nuovo papa dovrà affrontare, cercando di far dimenticare i limiti, le oscillazioni e gli errori che hanno caratterizzato i quasi otto anni di pontificato del suo predecessore, sono enormi: dallo scandalo dei preti pedofili, alla disaffezione dell’opinione pubblica nei confronti dell’istituzione ecclesiastica, dalla crisi delle vocazioni sacerdotali, alla fuoriuscita sempre più massiccia dei fedeli dalla chiesa cattolica, dagli scandali finanziari connessi con la pessima gestione dell’Istituto per le Opere Religiose (IOR), alla fuga di documenti riservati riguardanti la politica della Santa Sede (Vatileaks). Per queste ragioni appare opportuno soffermarci sulle proposte ripetutamente avanzate dal noto teologo dissidente svizzero Hans Küng per far uscire la chiesa cattolica dalla grave crisi che sta attraversando, nonché sulla sua lucida messa in discussione della presunta «immutabilità» della tradizione cattolica. Una riforma della chiesa che guardi al messaggio cristiano originario, ma anche ai compiti da affrontare al presente, non può, però, non implicare altresì una valutazione critica della teologia tradizionale. Di qui l’importanza di ricostruire il dibattito innescato da Küng nei confronti sia del suo antico maestro Karl Barth che del suo ex- collega tubinghese Joseph Ratzinger.

Roberto Garaventa, insegna “Storia della filosofia contemporanea” presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e presso l’Università Telematica “Leonardo da Vinci” di Torrevecchia Teatina. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Angoscia, Napoli 2006; Angoscia e peccato in Søren Kierkegaard, Roma 2007; Sofferenza e suicidio. Per una critica del tradizionale approccio cristiano al problema del dolore, Genova 2008; Tebe dalle cento porte. Saggi su Arthur Schopenhauer, Roma 2010. Ha curato inoltre (insieme a S. Achella) i tre volumi delle Lezioni di filosofia della religione di G.W.F. Hegel (Napoli 2003, 2008, 2011). § Per Orthotes ha pubblicato Religiosità senza dogmi. Ambiguità e prospetticità delle religioni storiche (2012), Per una riforma radicale della chiesa. Con Hans Küng oltre Joseph Ratzinger (2013), Rileggere Kierkegaard (2014), ha curato il volume Il discepolo di seconda mano. Saggi su Søren Kierkegaard (2011, con Diego Giordano), e ha tradotto e curato l'opera di Karl Jaspers, La fede filosofica a confronto con la rivelazione cristiana (2014).

ISBN 9788897806301

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Esistenza-come-realtà
Contro il predominio dell'economia

23/02/2013 — Franco Crespi

  € 10,00   

 

La realtà non è solo qualcosa che sta fuori di noi imponendo dall’esterno le sue leggi e le sue sanzioni, ma è anche, almeno in parte, il prodotto delle nostre immagini e rappresentazioni, il risultato di ciò in cui crediamo. Nei secoli passati gli esseri umani hanno costruito la loro realtà fondandola prima sull’idea di Dio, poi sul Potere politico e infine sul Denaro e l’Economia: tutte entità astratte al di sopra dell'individuo e di fatto incontrollabili. Nell’epoca attuale, sembra finalmente venuto il momento di assumere responsabilmente e attivamente la costruzione della realtà a partire dalla nostra concreta esperienza di vita. L’importanza che per noi hanno assunto i valori della qualità della vita quotidiana, della libertà, della felicità e dell’amore, trova la sua migliore espressione nell’idea di esistenza, come situazione comune a tutti gli esseri umani dalla quale trarre i criteri per la solidarietà sociale, i principî della politica, le scelte dell’economia. Vogliamo andare verso una realtà dal volto umano contraria a ogni ingiustizia, sopraffazione, violenza.

Franco Crespi è professore emerito di Sociologia nell'Università degli Studi di Perugia. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Esistenza e simbolico (Milano 1978), Evento e struttura (Bologna 1993), Imparare ad esistere (Roma 1994), Teoria dell’agire sociale (Bologna 1999), Identità e riconoscimento (Roma-Bari 2003), Contro l’aldilà – per una nuova cultura laica (Bologna 2008). § Per Orthotes ha pubblicato Esistenza-come-realtà. Contro il predominio dell'economia (2013) e ha curato, insieme a Massimo Cerulo, il volume Emozioni e ragione nelle pratiche sociali (2013).

ISBN 9788897806271

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Eugen Drewermann interprete di Kierkegaard
Le quattro forme kierkegaardiane della disperazione rilette alla luce della psicoanalisi

07/02/2013 — Alessandra Granito

  € 17,00   

 

Sulle macerie della destituzione del moderno disimpegno metafisico-sostanzialistico, la cultura contemporanea post-moderna ha costruito insidiose derive della soggettività, ne ha profilato il rovesciamento al di fuori di se stessa e ha plasmato un sé non più monolitico e ipertrofico, ma borderline, vulnerabile ed eccentrico, scisso in quello scarto tragico tra fattualità e pretesa che ne La malattia per la morte Søren Kierkegaard con acribia psicologica e sensibilità anacronistica definisce «disperazione», intesa come epifenomeno di un’esistenza segnata dalla contestazione pessimistico-scettica del sé che de facto si è, dal tentativo agonistico e agonico attuato da colui che, dinanzi alla propria “scandalosa” insufficienza, pretende di ipostatizzare se stesso e soffocare lo slancio verso quell’ulteriore absconditus a cui è strutturalmente in rapporto. Il presente lavoro inquadra e attualizza tale riflessione nella cornice ermeneutico-psicoanalitica di Eugen Drewermann, il quale presenta la fenomenologia kierkegaardiana del sé disperato come una fenomenologia del profondo, e la «disperazione» come la conseguenza dell’elaborazione distorta dell’angoscia esistenziale e di un rapporto sbagliato con se stessi che sfocia nel rifiuto di sé, nella stagnazione spirituale, in stati di disagio e di squilibrio psico-esistenziali (nevrosi). In tale prospettiva, disperazione e nevrosi non sono affatto stati accidentali o patologie costitutive, ma forme decurtate e distorte d’esistenza, intermittenze esistentive, espressioni della dilacerazione della vita o della vita in contraddizione, sinonimi di fuga dalla libertà e tentativi di simulazioni incognite di sé che conducono alla (subdola) deflagrazione dell’individuo nelle logiche della monadizzazione e/o della mondanizzazione, nel contesto di una più generale, cinica deresponsabilizzante rimozione/patologizzazione del negativum.

Alessandra Granito, è dottore di ricerca in Filosofia presso l‘Università «G. d’Annunzio» di Chieti-Pescara. Borsista D.A.A.D., ha svolto attività di ricerca presso la «Eberhard Karls Universität» di Tübingen (Germania) ed è attualmente è impegnata come Research Fellow presso il Søren Kierkegaard Forskingscenter di Copenaghen. Gli interessi di ricerca sono principalmente la tematica esistenziale (la Existenzphilosophie tedesca), la meontologia, i rapporti tra filosofia, letteratura e critica della modernità. Oltre che contributi in tedesco e in inglese apparsi in volumi collettanei italiani e stranieri, è stata relatrice a convegni nazionali e internazionali. § Per Orthotes ha pubblicato Eugen Drewermann interprete di Kierkegaard. Le quattro forme kierkegaardiane della disperazione rilette alla luce della psicoanalisi (2013) e ha curato l'opera di Bruno Bauer La tromba del Giudizio universale contro Hegel ateo e anticristo.

ISBN 9788897806264

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Ricerche di antropologia filosofica

14/11/2012 — Paolo Pagani

  € 17,00   

 

Il volume raccoglie alcuni studi dedicati ai temi fondamentali della riflessione filosofica sull’essere umano: ragione, passione, libertà. E lo fa con riferimento ad alcuni dei principali classici della tradizione occidentale: da Platone a Tommaso d’Aquino, da Kant a Rosmini. Le indagini si allargano a comprendere anche i temi dell’educazione, del bene comune e della felicità: esplorati – tutti – in riferimento alla cifra dell’umano, intesa come l’intreccio della categorialità dei bisogni con la trascendentalità del desiderio.

Paolo Pagani è professore ordinario di Filosofia Morale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è responsabile dei corsi di laurea in Filosofia. Fa parte del Comitato scientifico dell’«Annuario di etica», di quello dell’Annuario di studi filosofici «Anthropologica», e del Consiglio scientifico internazionale della rivista «Filosofia Oggi». È direttore del Comitato scientifico del Centro Interuniversitario di Studi sull’Etica (CISE); è membro del Consiglio scientifico del Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA), costituitosi presso l’Almo Collegio Borromeo di Pavia, e del Consiglio scientifico della Fondazione Sciacca. Tra le sue pubblicazioni, i volumi: Sentieri riaperti (Milano 1990), Contraddizione performativa e ontologia (Milano 1999), Libertà e non-contraddizione in Jules Lequier (Milano 2000), Studi di Filosofia morale (Roma 2008). § Per Orthotes ha pubblicato Ricerche di antropologia filosofica (2012), La geometria dell'anima. Riflessioni su matematica ed etica in Platone (2012), L'Essere è Persona. Riflessioni su ontologia e antropologia filosofica in Gustavo Bontadini (2016). Ha inoltre curato il volume di scritti collettivi in onore di Carmelo Vigna, Debili postille. Lettere a Carmelo Vigna (2012).

ISBN 9788897806219

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

La geometria dell'anima
Riflessioni su matematica ed etica in Platone

14/11/2012 — Paolo Pagani

  € 16,00   

 

Questo testo nasce da alcune indagini sul nesso tra matematica e filosofia in ambiente “accademico”. È interessante notare che l’esplorazione di tale nesso costituisce un felice tratto di continuità tra gli studi più classici e autorevoli intorno al Platone “scritto” – di cui Alfred E. Taylor è esponente di netto rilievo – e il meglio delle rivisitazioni del testo platonico proposte a partire dagli ágrapha, raccolti e valorizzati dalle Scuole di Tübingen e di Milano. L’elemento matematico, elaborato nell’oralità dell’Accademia e ripreso poi in alcuni Libri degli Elementi euclidei, rappresenta una chiave d’accesso privilegiata per la comprensione e per l’approfondimento di alcuni luoghi problematici – ma decisivi – dei “dialoghi”. Il linguaggio matematico sembra essere la cifra simbolica cui Platone affida l’illustrazione dei più delicati rapporti che intercorrono tra le dimensioni dell’anima umana, ma anche tra i differenti stili di vita che all’essere umano si prospettano. Il tema che fa da apripista alla presente indagine è in particolare quello dell’irrazionale matematico, sulla cui rilevanza nel pensiero platonico si è a suo tempo soffermato – in modo assai brillante e difficilmente prescindibile – Imre Toth, illustre filosofo e storico della matematica.

Paolo Pagani è professore ordinario di Filosofia Morale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è responsabile dei corsi di laurea in Filosofia. Fa parte del Comitato scientifico dell’«Annuario di etica», di quello dell’Annuario di studi filosofici «Anthropologica», e del Consiglio scientifico internazionale della rivista «Filosofia Oggi». È direttore del Comitato scientifico del Centro Interuniversitario di Studi sull’Etica (CISE); è membro del Consiglio scientifico del Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA), costituitosi presso l’Almo Collegio Borromeo di Pavia, e del Consiglio scientifico della Fondazione Sciacca. Tra le sue pubblicazioni, i volumi: Sentieri riaperti (Milano 1990), Contraddizione performativa e ontologia (Milano 1999), Libertà e non-contraddizione in Jules Lequier (Milano 2000), Studi di Filosofia morale (Roma 2008). § Per Orthotes ha pubblicato Ricerche di antropologia filosofica (2012), La geometria dell'anima. Riflessioni su matematica ed etica in Platone (2012), L'Essere è Persona. Riflessioni su ontologia e antropologia filosofica in Gustavo Bontadini (2016). Ha inoltre curato il volume di scritti collettivi in onore di Carmelo Vigna, Debili postille. Lettere a Carmelo Vigna (2012).

ISBN 9788897806233

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Testis fidelis
Studi di filosofia e scienze umane in onore di Umberto Galeazzi

14/11/2012 — AA.VV.

  € 25,00   

 

Umberto Galeazzi compie settant’anni e numerosi studiosi e docenti, suoi amici, colleghi e allievi, hanno colto l’occasione per testimoniargli stima e affetto, contribuendo alla realizzazione di un volume in suo onore promosso dal Dipartimento di Filosofia, Scienze Umane e dell’Educazione dell’Università di Chieti. I saggi presenti in questa raccolta affrontano diverse tematiche riconducibili ai diversi percorsi di ricerca di Umberto Galeazzi, il quale ha studiato numerosi autori e problemi di rilievo della storia della filosofia, tra cui Tommaso d’Aquino e la sua influenza sul pensiero contemporaneo, Gian Battista Vico, la Scuola di Francoforte, solo per citarne alcuni. I contributi proseguono idealmente i suoi studi con quel coraggio della ragione e quella fedeltà ai testi che sempre ha caratterizzato il suo pensiero. Si spazia così da indagini di fondazione dell’etica e di antropologia filosofica, a questioni storiografiche, da problemi di educazione e di sociologia a scritti di logica ed epistemologia, in un mosaico che presenta e discute le acquisizioni più recenti del dibattito filosofico. Saggi di: Adriano Ardovino, Adele Bianco, Gaetano Bonetta, Domenico Bosco, Valeria Buccini, Giuseppe Cacciatore, Emanuele Cafagna, Giuseppe Cantillo, Claudia Casadio, Michele Cascavilla, Virgilio Cesarone, Raffaele Ciafardone, Francesco Paolo Ciglia, Emilio De Dominicis, Federica De Felice, Piergiorgio Della Pelle, Pietro De Vitiis, Marzia Di Carlo, Giacomo Carlo Di Gaetano, Andrea Fiamma, Giuseppe Fidelibus, Roberto Garaventa, Lucia Genovese, Luigi Gentile, Loretta Iannascoli, Antonio Livi, Angela Longo, Eugenio Mazzarella, Marco Paolinelli, Patrizio Perazzelli, Enrico Peroli, Giorgio Piaia, Loreta Risio, Luis Romera, Francesco Russo, Saverio Santamaita, Armando Savignano, Ezio Sciarra, Italo Sciuto, Claudio Tuozzolo, Aldo Vendemiari, Carmelo Vigna

ISBN 9788897806240

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Introduzione alla metafisica

09/11/2012 — Henri Bergson

  € 10,00   

 

Vi è almeno una realtà che cogliamo completamente dal di dentro, per intuizione e non con la semplice analisi. Essa è la nostra stessa persona nel suo scorrere attraverso il tempo, il nostro Io che dura. Non possiamo simpatizzare intellettualmente con nessun altra cosa, ma simpatizziamo certamente con noi stessi.

Henri-Louis Bergson (1859-1941) è stato uno dei più importanti filosofi francesi del Novecento. Le sue teorie hanno influenzato la psicologia, l'arte, la teologia e la letteratura (per la quale nel 1927 fu insignito del premio Nobel). Le sue principali opere sono: Saggio sui dati immediati della coscienza (1889), Materia e memoria (1896), L'evoluzione creatrice (1907), Le due fonti della morale e della religione (1932), Pensiero e movimento (1934). § Di Bergson Orthotes ha pubblicato Introduzione alla metafisica (2012), a cura di Rocco Ronchi, e La filosofia francese (2013), a cura di Luigi Francesco Clemente.

ISBN 9788897806165

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

In un passaggio d'epoca
Esercizi di teoria sociale

09/11/2012 — Paolo Jedlowski

  € 13,00   

 

Il passaggio d’epoca in cui siamo coinvolti comporta molteplici sfide. A essere sfidata è anche la teoria sociale. I presupposti, i concetti e i procedimenti conoscitivi di cui questa è composta sono stati formulati in Europa e in Nord America, ma alla luce di ciò che ora sappiamo di un mondo più vasto e interdipendente vanno messi alla prova, rivisitati e, a volte, riformulati. Dobbiamo fare teoria: pensare nella situazione di oggi. La teoria sociale è anche una pratica: quella di esercitare metodicamente il pensiero mettendo a confronto le nostre idee con ciò che loro resiste. A questa pratica si ispirano gli esercizi che questo volume comprende: si tratta di esercitarci a mettere in questione ciò che sappiamo, a mettere a frutto nuove fonti, ad ascoltare le nuove voci con cui il mondo ci parla. Modernità e modernità multiple, sfera pubblica, postcolonial studies, interdipendenza e narrazione di sé sono alcuni dei temi che affronta il volume, in un linguaggio che non cerca espressioni ad effetto, ma fa della ricerca di una sobria chiarezza la propria cifra stilistica.

Paolo Jedlowski, milanese trapiantato nel Sud, è ordinario di sociologia all’Università della Calabria, dove è corresponsabile della scuola dottorale “André Gunder Frank” e dove ha fondato e dirige Ossidiana − Osservatorio sui processi culturali e la vita quotidiana. Si occupa di teoria sociale, storia della sociologia e sociologia della cultura. È considerato uno dei fondatori dello studio sociologico della memoria in Italia; di memorie autobiografiche si occupa attualmente in collaborazione con Philo − Scuola superiore di pratiche filosofiche di Milano. Fra i suoi volumi: Storie comuni. La narrazione nella vita quotidiana (Milano 2000); Un giorno dopo l’altro. La vita quotidiana fra esperienza e routine (Bologna 2005); Il mondo in questione. Introduzione alla storia del pensiero sociologico (Roma 2008); Il racconto come dimora. Heimat e le memorie d’Europa (Torino 2009). § Per Orthotes ha pubblicato In un passaggio d'epoca. Esercizi di teoria sociale (2012).

ISBN 9788897806172

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Oltre l'homo oeconomicus
Lineamenti di etica economica

09/11/2012 — Benedetta Giovanola

  € 15,00   

 

Molti economisti ritengono che l’economia sia una “zona franca” dal punto di vista etico, oppure che essa, pur sollevando questioni eticamente rilevanti, dovrebbe tenerle al di fuori del proprio ambito di indagine. Il volume intende confutare questa posizione, argomentando la natura comune di etica ed economia e mostrando non solo la fecondità, ma anche la necessità del loro rapporto. A tal fine viene intrapresa una serrata critica dei concetti portanti della teoria economica mainstream e del modello antropologico alla sua base, quello dell'homo oeconomicus, del quale viene mostrato il forte riduzionismo. Per andare oltre l'homo oeconomicus, l'autrice, sviluppando le riflessioni di Amartya Sen e Martha Nussbaum e articolando il sostrato etico-antropologico dell'approccio delle capacità, propone un inedito modello di agente economico, articolato intorno alla nozione di ricchezza antropologica e volto a restituire all'economia il ruolo che le è più proprio, quello di mezzo per la promozione del bene dell’individuo e della collettività.

Benedetta Giovanola è Ricercatrice in Filosofia Morale presso l'Università degli Studi di Macerata, dove insegna Etica ed economia e Filosofia della storia. Si è occupata del pensiero di F. Nietzsche (Nietzsche e l'Aurora della misura) e Karl Marx (Critica dell'uomo unilaterale. La ricchezza antropologica in K. Marx e F. Nietzsche) e di questioni di etica economica ed etica pubblica, prestando particolare attenzione al tema della responsabilità sociale d'impresa e, più in generale, delle pratiche di business (Re-Thinking the Anthropological and Ethical Foundation of Economics and Business: Human Richness and Capabilities Enhancement) e al rapporto tra sviluppo e giustizia sociale (Etica, economia e giustizia sociale: è possibile “quadrare il cerchio”?). È vincitrice dell'Helen Potter Award, assegnato dall'Association for Social Economics. § Per Orthotes ha pubblicato Oltre l'homo oeconomicus. Lineamenti di etica economica (2012).

ISBN 9788897806189

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook6

L'esperienza etica
Per una filosofia delle cose umane

09/11/2012 — Riccardo Fanciullacci

  € 19,00   

 

“Filosofia delle cose umane”, ossia che prende a tema tutto ciò che ha a che fare con la questione umana, è il nome che Aristotele dava a quelle sue ricerche note oggi come etiche. Questo nome ci ricorda quanto ampio debba essere l’orizzonte in cui spazia la riflessione sui cosiddetti problemi morali. Ciò comporta che ogni restrizione dettata solo da astratte divisioni disciplinari vada lasciata cadere, affinché ci si possa dedicare a quel movimento che, partendo davvero dall’esperienza (il primo per noi), con tutto ciò che di incerto e indeciso la caratterizza, possa infine anche tornarvi. Ma la mira della filosofia non è tanto quella di tornare presso gli uomini per offrire loro una norma morale generale o addirittura delle prescrizioni particolari da seguire. Ciascuno di noi si domanda piuttosto come comprendere ciò che gli capita e quale sia la risposta che riesce ad essere efficace e anche a conservare un qualche rapporto con il bene: ecco, una filosofia pratica che si ispiri al modello aristotelico soccorre e ravviva questa interrogazione in cui siamo già coinvolti. Il presente lavoro esplora questa idea di filosofia pratica, ma la sviluppa anche al di là del riferimento ad Aristotele, affinché le trasformazioni che hanno caratterizzato l’epoca moderna, e che il contemporaneo eredita come una sfida, possano essere tenute in conto in tutta la loro complessità.

Riccardo Fanciullacci ha conseguito il dottorato in filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con la Cattedra di Filosofia morale di questa Università, con il veneziano Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE) e con il Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, Centro di cui è pure segretario scientifico. È docente a contratto nel Master di II livello “Filosofia come via di trasformazione”, organizzato dall’Università di Verona. Ha pubblicato diversi saggi di etica e antropologia filosofica e ha curato, con S. Zanardo, il vol.: Donne, uomini. Il significare della differenza (Milano 2010). § Per Orthotes ha pubblicato La misura del vero. Un confronto con l'epistemologia contemporanea sulla natura del sapere e la pretesa di verità (2012), Volontà e assenso. L’impossibilità di decidere che cosa credere (2012), L'esperienza etica. Per una filosofia delle cose umane (2012), L'etica pubblica in questione. Cittadinanza, religione e vita spettacolare (con Paolo Monti, Maddalena Pezzato, Silvia Pierosara, 2014), ha curato il volume di Luisa Muraro, Tre Lezioni sulla differenza sessuale (2011) e, con Carmelo Vigna, il collettaneo La vita spettacolare. Questioni di etica (2013). Ha inoltre curato (con Paolo Bettineschi) il volume su Tommaso d'Aquino e i filosofi analitici (2015).

ISBN 9788897806196

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Karl Jaspers e la politica
Dalle origini alla questione della colpa

09/11/2012 — Elena Alessiato

  € 17,00   

 

Non sempre il pensiero politico di Karl Jaspers ha ricevuto l’attenzione che merita. Tra i critici, inoltre, è spesso prevalsa la tendenza a considerare la Seconda Guerra Mondiale come un momento di spartiacque nel suo percorso e di conseguenza a contrapporre al «primo» Jaspers, medico e filosofo, il «secondo» Jaspers, intellettuale e pensatore politico. Il presente lavoro si propone di indagare le motivazioni e le premesse anche filosofiche dell’interesse politico di Jaspers a partire dalla sua formazione di psicopatologo e di filosofo dell’esistenza. Ne consegue un percorso scandito per tappe che illustra la stretta connessione esistente nel suo pensiero tra filosofia e politica e che inquadra i modi in cui quel legame si è di volta in volta espresso: da una conferenza datata 1917 e rimasta inedita fino al 1999, agli scritti su temi di pubblica rilevanza (la società di massa e l’università) degli anni Trenta, fino al controverso e coraggioso saggio del 1946 sulla questione delle colpe dei tedeschi per gli orrori del nazismo e della guerra. Mediante il confronto con pensatori che svolsero un ruolo importante per la formazione di Jaspers o che con lui «dialogarono» (tra questi, Max Weber, Martin Heidegger, Hannah Arendt) il lavoro porta in luce la complessità e la ricchezza intellettuale dell’opera di un filosofo che fu lo spettatore e l’interprete di alcuni dei temi più spinosi del Novecento. Ma non solo: sostenuto dalla fiducia nelle capacità indagatrici della ragione umana, Karl Jaspers affrontò molti degli interrogativi e delle sfide che la convivenza umana da sempre pone: il rapporto tra morale e politica e tra teoria e pratica, la specificità del Politico e i limiti della democrazia, la relazione tra libertà individuale e libertà collettiva, il ruolo dell’educazione e le forme della responsabilità.

Elena Alessiato è dottore di ricerca in Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino e la Ruprecht-Karls-Universität di Heidelberg, cultrice della materia in Filosofia Politica presso l’Ateneo torinese. Ha svolto attività di ricerca in Germania (Heidelberg, Berlino, Monaco), Canada (University of Ottawa), Napoli (IISS). I suoi ambiti di interesse sono la filosofia politica e la storia delle idee politiche; i suoi ambiti di specializzazione sono la cultura politica dei secoli XIX e XX, con particolare attenzione all’ambito tedesco; la filosofia della guerra e il conservatorismo, la critica della società di massa e l’esistenzialismo tedesco, i rapporti tra storia politica ed elaborazione filosofico-intellettuale. Oltre che contributi in varie lingue su riviste italiane e internazionali ha pubblicato uno studio su L’impolitico. Thomas Mann tra arte e guerra (Bologna, 2011). § Per Orthotes ha pubblicato Karl Jaspers e la politica. Dalle origini alla questione della colpa (2012).

ISBN 9788897806202

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Intenzionalità e riconoscimento
Scritti di etica e antropologia trascendentale

15/10/2012 — Paolo Bettineschi

  € 17,00   

 

La necessità che l’uomo avverte del rapporto con soggetti altri e analoghi a lui si pone in forza della trascendentalità che in essenza lo definisce come un centro illimitato di intenzionalità. Se non fosse un centro siffatto, egli non dovrebbe nemmeno sottostare a quella necessità. E invece, proprio perché il soggetto umano è un illimitato – per quanto potenziale – apparire dell’essere, proprio per questo egli non può sopportare che siano esclusivamente il finito e il limitato ad apparire in lui o innanzi a lui. È da questa necessità dell’incontro con altri soggetti che l’uomo, peraltro, ricava i suoi piaceri più grandi. E pertanto in essa si inscrivono le storie e le sorti dei suoi desideri più importanti. Tali sorti si decidono nel potere o nella capacità dell’essere umano di lasciar venire innanzi, come cosa che appare, quel che – nella sua riconosciuta verità – può fare altrettanto, e facendo altrettanto lascia che l’umano riconoscente si faccia presente ed appaia essendo a sua volta riconosciuto. Così, se la soddisfazione del desiderio umano trova la sua possibilità nel rendersi presenti alla soggettività di quegli speciali essenti che sono le altre soggettività, il trascendentale che dice il corretto significato dell’esser-presenti di tutti gli essenti mostra di stare a capo della stessa idea di appagamento o felicità coltivata dall’etica del riconoscimento reciproco. Come enti che pensano l’infinito ma possono saperlo solo finitamente, riusciamo a non oltrepassare il limite della contraddizione sul quale viviamo soltanto se e soltanto in quanto l’infinito si rende per noi sempre più presente. In questa doppia disposizione – del pensiero all’infinito e dell’infinito al pensiero – si decide il senso autentico della nostra umanità e della nostra trascendentalità.

Paolo Bettineschi, è dottore in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dottore di ricerca nella stessa materia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con la Cattedra di Filosofia morale e con il Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE) di quest’ultima Università. Tra le sue pubblicazioni: Contraddizione e verità nella logica di Hegel (Milano 2010), Metafisica e violenza (Milano 2008, a cura di C. Vigna e sua), Tecnica, instabilità, angoscia. Interpretazione del tempo presente (in Etica di frontiera. Nuove forme del bene e del male, Milano 2008, a cura di C. Vigna e S. Zanardo). Dirige per Orthotes la collana Italiana. § Per Orthotes ha pubblicato Critica della prassi assoluta. Analisi dell’idealismo gentiliano (2011) e Intenzionalità e riconoscimento. Scritti di etica e antropologia trascendentale (2012); ha curato (con Riccardo Fanciullacci) il volume Tommaso d'Aquino e i filosofi analitici (2015), e una nuova edizione dell'opera di Giovanni Gentile, Discorsi di religione (2015).

ISBN 9788897806158

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Il legame sociale
Una teoria realista

09/10/2012 — G. Paolo Terravecchia

  € 20,00   

 

In un film su Tommaso Moro, vincitore di sei premi Oscar, Un uomo per tutte le stagioni (1966), il protagonista, ormai caduto in disgrazia presso il re inglese, decide di rompere l’amicizia col duca di Norfolk. Moro non vuole trascinare l’amico nei guai e perciò decide di rompere l’amicizia in nome dell’amicizia. Bisogna sviluppare una teoria del legame sociale per poter dare conto di questo paradosso e, più ampiamente, per comprendere le forme del sociale che costituiscono il modo in cui gli esseri umani, ma non solo, vivono insieme. Il sociale si costituisce e determina attraverso legami e forme di legame. Sono essi a fissare un ambito normativo, consistente negli obblighi sociali, distinto e indipendente dall’etico, coi suoi doveri. Non si tratta certo di una dicotomia insanabile. Il sociale per lo più si incontra e intreccia con l’etico, entrandovi solo a volte in conflitto. Questo è un punto di arrivo della teoria esposta nel libro. Per potervi giungere bisogna però prima fare i conti con gli argomenti di coloro che negano che vi sia qualcosa come il legame. Perciò il libro comincia con un’analisi ontologia. La struttura del lavoro si articola in tre parti. La prima si occupa appunto di ontologia, cioè di quella disciplina che si interroga circa l’esistenza di ciò che c’è. Si può dire che, oltre a tavoli e sedie, ci sono anche enti come i legami, senza estensione nello spazio, ma che durano nel tempo? La soluzione qui offerta è che essi sono presenti a pieno titolo nell’inventario degli enti del mondo. La seconda parte consiste in una metafisica, cioè in quella disciplina che cerca di comprendere che cos’è ciò che c’è. In essa il legame sociale è discusso nelle sue due forme principali: quella emergente (per esempio un’amicizia) e quella istituita (per esempio un matrimonio). In questa parte viene discusso anche il tema del dono e della donazione, tra i più importanti in filosofia sociale. La terza parte, infine, cerca di applicare la teoria, esplorandone la forza esplicativa. Essa si occupa di alcuni paradossi e dilemmi della filosofia sociale. In essa sono presentati e discussi dilemmi come «conflitto tra sociale e morale», «molteplici appartenenze», e paradossi come «sulla possibilità del dono», «il paradosso della democrazia» e, naturalmente, il «paradosso di Moro».

Gian Paolo Terravecchia ha conseguito il PhD in filosofia presso l’Internationale Akademie für Philosophie nel Principato del Liechtenstein (1998) e il Dottorato di ricerca presso l’Università di Padova (2011). Coautore di due manuali di storia della filosofia (2008, 2009), ha curato con Luciano Floridi Le parole della filosofia contemporanea (2009). I suoi principali campi di interesse sono la filosofia sociale, l’etica, l’ontologia, le teorie della normatività e della donazione, la storia della filosofia, in particolare il Novecento. Collabora con alcune riviste filosofiche, tra cui APhEx (Analytical and Philosophical Explanation) e Anthropologica. Ha pubblicato numerosi saggi in italiano e inglese. Nel 2004 Terravecchia ha dedicato alla filosofia sociale una monografia: Fenomenologia sociale. Il contributo di Dietrich von Hildebrand. § Per Orthotes ha pubblicato Il legame sociale. Una teoria realista (2012).

ISBN 9788897806127

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Razionalità pratica e attenzione alla realtà
Prospettive contemporanee

09/10/2012 — M. Silvia Vaccarezza

  € 14,00   

 

Il volume intende offrire un’esposizione sintetica di alcune delle trattazioni più significative della tematica delle virtù e della saggezza pratica di matrice aristotelica nel pensiero contemporaneo anglosassone, concentrandosi, in particolare, sul tema dell’attenzione nel pensiero di Iris Murdoch e nella sua ripresa da parte di Cora Diamond e, indirettamente, di Simone Weil. Grazie a quest’indagine, si cerca di evidenziare le ragioni per le quali la ripresa della saggezza pratica, delle sue valenze anche epistemologiche, e con essa del tema dell’attenzione assuma oggi un ruolo determinante nell’esperienza morale e nella riflessione su di essa. In generale, si intende suggerire che l’attenzione all’esperienza morale in atto permette di arricchire il discorso filosofico in etica, consentendo di passare da un discorso “breve”, essenzializzato e quasi scarnificato al fine di trovare un punto minimale di contatto fra gli uomini in una società pluralistica, ad un discorso “lungo” di carattere narrativo che permetta un confronto certo rischioso, ma motivato e arricchente fra uomini che aderiscono anche a prospettive valoriali diverse.

Maria Silvia Vaccarezza è assegnista in Filosofia Morale presso il DAFIST dell’Università di Genova, dove ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca nel 2012. Tra i suoi scritti, Le ragioni del contingente. La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso d’Aquino (Orthotes, Napoli 2012), la monografia Razionalità pratica e attenzione alla realtà. Prospettive contemporanee (Orthotes, Napoli 2012) e una traduzione in via di pubblicazione presso Bompiani, corredata di introduzione e note, delle Quæstiones de virtutibus di Tommaso d’Aquino. Con A. Campodonico ha pubblicato il volume La pretesa del bene. Teoria dell’azione ed etica in Tommaso d’Aquino (Orthotes, Napoli 2012). Fa parte della redazione della rivista «Philosophical News». § Per Orthotes ha pubblicato La pretesa del bene. Teoria dell’azione ed etica in Tommaso d’Aquino (2012, con Angelo Campodonico), Le ragioni del contingente. La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso d'Aquino (2012), Razionalità pratica e attenzione alla realtà. Prospettive contemporanee (2012), e ha curato (con Simona Langella) il volume Emozioni e virtù. Percorsi e prospettive di un tema classico (2014).

ISBN 9788897806134

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Emancipazione/i

31/08/2012 — Ernesto Laclau

  € 15,00   

 

Cosa rimane del concetto di emancipazione così com’è stato formulato sin dall’Illuminismo in seguito ai cambiamenti negli assetti mondiali avvenuti alla fine del XX secolo? Ernesto Laclau risponde a questa domanda con una penetrante analisi sul tramonto delle ideologie totalizzanti, e sulle opportunità aperte dalla conseguente esperienza del decentramento. Eppure tramonto non significa rottura con il passato, bensì apertura a una sfida, quella di rimodulare le classiche categorie della teoria politica moderna, come quella, appunto, di “emancipazione”. L’originale riflessione di Laclau sui “significanti vuoti” e sull’articolazione tra le classiche coppie concettuali “contingenza/necessità”, “universalismo/particolarismo”, ci prospetta nuove possibilità nel pensiero e nella prassi politica, come quella del progetto di una “democrazia radicale”. Venire a patti con la nostra finitudine è la parola d’ordine della post-modernità, il segno dei nostri tempi è la fine del sogno di una società totalmente riconciliata con se stessa: ma questo, lungi dal rappresentare una prospettiva paralizzante, crea per la prima volta la possibilità di una concezione radicalmente politica della società.

Ernesto Laclau è professore di Teoria politica presso l'Università di Essex, e professore emerito di scienze umane e studi retorici all'Università Northwestern. È autore di Hegemony and Socialist Strategy (con Chantal Mouffe, 1985), The Making of Political Identities (1994), New Reflections of the Revolution of Our Time (1997). In italiano sono usciti La ragione polulista (2008) e Dialoghi sulla sinistra. Contingenza, egemonia, universalità (con Judith Butler and Slavoj Žižek, 2010). § Di Laclau Orthotes ha pubblicato Emancipazione/i (2012), a cura di Laura Basile.

ISBN 9788897806103

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Le ragioni del contingente
La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso d'Aquino

10/07/2012 — M. Silvia Vaccarezza

  € 18,00   

 

Questo lavoro è diviso in due parti: una monografica in cui viene indagata l’autentica posizione aristotelica in merito allo statuto della phronesis e della conoscenza morale, e l'altra in cui si offre una nuova traduzione del VI libro della Sententia Libri Ethicorum, corredata da introduzione storico-filosofica. Nella parte monografica, si vuole combattere la caricatura che tratteggia lo Stagirita come un particolarista etico, e al contempo sfatare l’immagine altrettanto caricaturale di un Tommaso d’Aquino universalista etico, creatore di un impianto deduttivo, che, “battezzando” Aristotele, di fatto neutralizza la phronesis, trasformando la morale, da capacità inventivo-creativa, a mera questione di deduzione a partire da principi immutabili. Sullo sfondo di tali interpretazioni si scorge una visione dicotomica, dualistica, per la quale da un lato vi è la ragione pratica, con la sua capacità inventiva e la sua percezione creativa ed autosufficiente, e dall’altro il polo universale, fatto di regole estrinseche all’agente. Ciò che questo lavoro vuole mostrare è esattamente l’erroneità di questa dicotomia, che non rende ragione della continua dialettica virtuosa tra universale e singolare, tra necessario e contingente, poli che, ben lungi dall’essere opposti, si sostengono ed alimentano vicendevolmente, in un movimento dal basso verso l’alto, e viceversa.

Maria Silvia Vaccarezza è assegnista in Filosofia Morale presso il DAFIST dell’Università di Genova, dove ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca nel 2012. Tra i suoi scritti, Le ragioni del contingente. La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso d’Aquino (Orthotes, Napoli 2012), la monografia Razionalità pratica e attenzione alla realtà. Prospettive contemporanee (Orthotes, Napoli 2012) e una traduzione in via di pubblicazione presso Bompiani, corredata di introduzione e note, delle Quæstiones de virtutibus di Tommaso d’Aquino. Con A. Campodonico ha pubblicato il volume La pretesa del bene. Teoria dell’azione ed etica in Tommaso d’Aquino (Orthotes, Napoli 2012). Fa parte della redazione della rivista «Philosophical News». § Per Orthotes ha pubblicato La pretesa del bene. Teoria dell’azione ed etica in Tommaso d’Aquino (2012, con Angelo Campodonico), Le ragioni del contingente. La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso d'Aquino (2012), Razionalità pratica e attenzione alla realtà. Prospettive contemporanee (2012), e ha curato (con Simona Langella) il volume Emozioni e virtù. Percorsi e prospettive di un tema classico (2014).

ISBN 9788897806110

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Debili postille
Lettere a Carmelo Vigna

30/06/2012 — Paolo Pagani

  € 17,00   

 

È questa una raccolta di lettere filosofiche indirizzate a Carmelo Vigna dai suoi allievi per proseguire la discussione sui molteplici aspetti della sua proposta teorica, che spazia dalle indagini di ontologia e metafisica, a quelle di epistemologia e antropologia filosofica, fino alle ricerche di etica fondamentale e applicata. Non si tratta dunque di scritti rivolti a tematiche più o meno vicine a quelle coltivate da Vigna e semplicemente offerti a lui, bensì di dialoghi vivi che invitano il lettore a partecipare alla riflessione in atto, consentendogli di incontrare il laboratorio filosofico che Carmelo Vigna ha saputo creare all’Università Ca’ Foscari di Venezia nei quarant’anni del suo insegnamento. Queste lettere, nella loro differenza di tema, di piglio e di stile, sono anche, nel loro complesso, una meditazione sul tramandare e sul ricevere in eredità: tramandare e ricevere un sapere, ma anche il desiderio di dedicarsi ad esso riuscendo a tenere insieme sia l’amore per la cosa sia la spregiudicatezza nell’interrogarla, sia la singolarità del proprio sentiero, sia i legami con coloro grazie a cui è possibile tracciarlo e seguirlo. E tra costoro, Vigna è il primo: ogni lettera lo testimonia. Ecco dunque il senso del titolo “dantesco”: poiché Carmelo Vigna non ha mai cercato nel volto degli allievi e delle allieve lo specchio in cui ammirarsi, allora ciò che in queste debili postille si riflette è anche la pluralità delle personalità e dei profili che egli ha accolto intorno a sé e cresciuto. Saggi di: Paolo Bettineschi, Sara Brotto, Alessia Dal Bello, Bettina Faber, Riccardo Fanciullacci, Paola Filosa, Luca Grion, Gaia Nardilli, Paolo Pagani, Gianluigi Pasquale, Alberto Peratoner, Maddalena Pezzato, Francesco Saccardi, Leopoldo Sandonà, Teresa Scantamburlo, Gian Pietro Soliani, Alessandra Tonon, Fabrizio Turoldo, Giusi Venuti, Susy Zanardo, Giovanna Zucca

Paolo Pagani è professore ordinario di Filosofia Morale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è responsabile dei corsi di laurea in Filosofia. Fa parte del Comitato scientifico dell’«Annuario di etica», di quello dell’Annuario di studi filosofici «Anthropologica», e del Consiglio scientifico internazionale della rivista «Filosofia Oggi». È direttore del Comitato scientifico del Centro Interuniversitario di Studi sull’Etica (CISE); è membro del Consiglio scientifico del Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA), costituitosi presso l’Almo Collegio Borromeo di Pavia, e del Consiglio scientifico della Fondazione Sciacca. Tra le sue pubblicazioni, i volumi: Sentieri riaperti (Milano 1990), Contraddizione performativa e ontologia (Milano 1999), Libertà e non-contraddizione in Jules Lequier (Milano 2000), Studi di Filosofia morale (Roma 2008). § Per Orthotes ha pubblicato Ricerche di antropologia filosofica (2012), La geometria dell'anima. Riflessioni su matematica ed etica in Platone (2012), L'Essere è Persona. Riflessioni su ontologia e antropologia filosofica in Gustavo Bontadini (2016). Ha inoltre curato il volume di scritti collettivi in onore di Carmelo Vigna, Debili postille. Lettere a Carmelo Vigna (2012).

ISBN 9788897806097

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Il campo di esperienza
Positività del sensibile e ricerca estetica in Galvano della Volpe

28/05/2012 — Piergiorgio Bianchi

  € 15,00   

 

Il campo di esperienza che Galvano della Volpe ha aperto nella filosofia italiana del Novecento non si chiude con la fine di una stagione culturale. Della Volpe si mostra fedele al progetto di una gnoseologia critica che delinea, almeno nei suoi tratti essenziali, fin dalle opere degli anni Trenta e Quaranta. Pur formatosi nell’ambito dell’attualismo, diviene ben presto sostenitore della positività del sensibile, che presenta come il versante rimosso di ogni filosofia idealistica. La ricerca intorno ai fondamenti della conoscenza si traduce, dopo l’adesione al marxismo, in una proposta estetica di ampio respiro al cui centro vi è la singolarità dell’oggetto artistico. Da filosofia del sensibile diviene gnoseologia delle arti. Della Volpe punta ad una fondazione razionale dell’estetica la quale integri le indicazioni sociologiche del marxismo con le acquisizioni della linguistica e della critica letteraria. L’estetica di della Volpe dichiara il proprio impianto aristotelico, precisandosi come teoria dei discorsi ed inducendo a riflettere sulla differenza tra pensiero filosofico (e scientifico) e linguaggio poetico.

Piergiorgio Bianchi è laureato in Filosofia e in Storia presso l’Università di Genova. Si occupa di temi di filosofia, politica e psicoanalisi. Ha pubblicato Marx e Lacan. La questione del soggetto inconscio (Genova 1999) e Il lavoro del filosofo. Ragione e politica in Galvano della Volpe (Savona 2008). Scrive per «L’art du comprendre». Dal 1995 fa parte della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi. § Per Orthotes ha pubblicato il volume Il campo di esperienza. Positività del sensibile e ricerca estetica in Galvano della Volpe (2012), e Il sintomo e il discorso. Lacan legge Marx (2014). Ha curato l'opera di György Lukács, Il giovane Marx (2015), e quella di Ludwig Feuerbach, Principi della filosofia dell'avvenire (2016).

ISBN 9788897806080

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Il resto indivisibile
Su Schelling e questioni correlate

23/04/2012 — Slavoj Zizek

  € 17,00   

 

L'elemento distintivo delle grandi opere del pensiero materialista, dal De rerum natura di Lucrezio, attraverso Il Capitale, e fino agli scritti di Lacan, è il loro carattere incompleto. I frammenti di Le età del mondo di Schelling appartengono a questa stessa categoria, con il loro reiterato tentativo di formulare un "inizio del mondo" come passaggio da un universo pre-simbolico del Reale, caratterizzato dal movimento rotatorio delle pulsioni, all'universo del logos. F.W.J. Schelling, idealista tedesco troppo a lungo vissuto all'ombra di Kant e Hegel, è stato il primo filosofo ad aver elaborato i motivi post-idealisti della finitudine, della contingenza e della temporalità. Il suo originale lavoro preannuncia sia la critica di Marx all'idealismo speculativo, sia la nozione propriamente freudiana di pulsione, cioè di impulso cieco alla ripetizione che mai può essere superato nel medium ideale (e simbolico) del linguaggio. Il resto indivisibile è una dettagliata analisi delle due opere in cui Schelling ha raggiunto l'apice della sua audacia speculativa, le Ricerche filosofiche sull'essenza della libertà umana e le bozze di Le età del mondo, esaminate in un serrato confronto con il pensiero di Hegel e lette attraverso gli strumenti di decifrazione concettuale messi a disposizione dalla teoria psicoanalitica di Lacan.

Slavoj Žižek, filosofo e critico culturale sloveno, è tra i più influenti pensatori viventi. È professore presso l'European Graduate School, Direttore del Birkbeck Institute for the Humanities, Università di Londra, e ricercatore all'Istituto di sociologia dell'Università di Lubiana, Slovenia. Tra le sue numerose opere apparse di recente in traduzione italiana: Meno di niente. Hegel e l'ombra del materialismo dialettico (Milano 2013), La visione di parallasse (Genova 2013), Cosa vuole l'Europa? (Verona 2014). § Di Žižek Orthotes ha pubblicato Il resto indivisibile. Su Schelling e questioni correlate (2012), Sul teatro musicale. Busoni, Wagner, Mozart, Čajkovskij, Janáček (2014), entrambi a cura di Diego Giordano, e Sulla letteratura. Shakespeare, James, Kafka, Beckett (2016), a cura di Igor Pelgreffi.

ISBN 9788890561931

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Religiosità senza dogmi
Ambiguità e prospetticità delle religioni storiche

10/04/2012 — Roberto Garaventa

  € 17,00   

 

Ha senso parlare di una «religiosità» costitutiva dell’uomo? Non è forse vero che ogni singolo individuo è strutturalmente «aperto» a un «orizzonte ultimo di senso» che, nel corso della storia, è stato definito in guise diverse: Divino, Eterno, Trascendenza, Bene? Le religioni storiche con i loro messaggi soterico-redentivi non sono, al pari delle utopie sociali con i loro ideali di giustizia, tentativi storicamente e culturalmente determinati di dar corpo e figura a tale esperienza del Divino, dell’Eterno, della Trascendenza, del Bene? E non è proprio alla luce di tale «orizzonte ultimo di senso» che la realtà naturale e umana, così come la conosciamo, ci appare tragicamente segnata da una negatività radicale, da un «male metafisico» irredimibile per buona volontà umana, di cui i singoli mali fisici, morali, sociali, psico-esistenziali non sono che la concreta manifestazione? Certo è che il riconoscimento della costitutività di una «dimensione religiosa» dello spirito umano potrebbe favorire non solo un confronto più proficuo tra credenti e non-credenti impegnati nella lotta per una società più giusta e più solidale, ma altresì un dialogo autentico tra le religioni universali, di cui è necessario disinnescare le potenzialità aggressive e distruttive connesse alla pretesa «assolutistica», da loro avanzata, di possedere l’unica, vera rivelazione di Dio. Le religioni sono, infatti, fenomeni profondamente ambigui, soprattutto laddove non accettano di riconoscere la prospetticità della loro verità (il fatto, cioè, che la loro rispettiva immagine di Dio è solo una «traccia» o una «cifra» della Trascendenza) e non operano decisamente in controtendenza rispetto alla logica crudele, impietosa ed egoistica del mondo.

Roberto Garaventa, insegna “Storia della filosofia contemporanea” presso l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e presso l’Università Telematica “Leonardo da Vinci” di Torrevecchia Teatina. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Angoscia, Napoli 2006; Angoscia e peccato in Søren Kierkegaard, Roma 2007; Sofferenza e suicidio. Per una critica del tradizionale approccio cristiano al problema del dolore, Genova 2008; Tebe dalle cento porte. Saggi su Arthur Schopenhauer, Roma 2010. Ha curato inoltre (insieme a S. Achella) i tre volumi delle Lezioni di filosofia della religione di G.W.F. Hegel (Napoli 2003, 2008, 2011). § Per Orthotes ha pubblicato Religiosità senza dogmi. Ambiguità e prospetticità delle religioni storiche (2012), Per una riforma radicale della chiesa. Con Hans Küng oltre Joseph Ratzinger (2013), Rileggere Kierkegaard (2014), ha curato il volume Il discepolo di seconda mano. Saggi su Søren Kierkegaard (2011, con Diego Giordano), e ha tradotto e curato l'opera di Karl Jaspers, La fede filosofica a confronto con la rivelazione cristiana (2014).

ISBN 9788897806066

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Pensare (con) Patocka oggi
Filosofia fenomenologica e filosofia della storia

20/02/2012 — Mauro Carbone, Caterina Croce

  € 18,00   

 

«È ancora necessario, oggi in Italia, sforzarsi di sottolineare l’importanza e l’attualità del pensiero di Jan Patočka?» – si chiede Mauro Carbone presentando questo volume. Se la risposta non può che essere affermativa, i testi raccolti in questo libro cercano di argomentarla ripercorrendo i due versanti della ricerca patočkiana: da una parte, la sua filosofia fenomenologica che, combinando elementi di derivazione heideggeriana e husserliana, formula in modo inedito i rapporti tra mondo naturale e divenire storico, tra genesi dell’io e condivisione di un mondo in comune, tra l’apparire come orizzonte della totalità ed esistenza umana come esperienza della finitezza; dall’altra, il filone etico e politico della riflessione di Jan Patočka, capace di tenere insieme la ricerca genealogica di un’origine – la cura dell’anima nell’antica Grecia – con l’annuncio profetico di un tempo a venire – un’epoca posteuropea di interdipendenza planetaria. I contributi qui proposti danno conto delle ambivalenze del pensiero patočkiano e delle tensioni produttive che esso genera entrando in risonanza con altre voci della filosofia contemporanea: non solo Husserl e Heidegger, ma anche Ricoeur, Derrida, Jünger, Lyotard, fino all’americana Judith Butler. Contributi di: Mauro Carbone, Ivan Chvatík, Caterina Croce, Giuseppe Di Salvatore, Giuseppe Fornari, Maurizio Guerri, Karel Novotný, Paolo Perticari, Camilla Rocca, Roberta Sofi

Mauro Carbone è ordinario di Estetica presso l’Université Jean Moulin Lyon 3. In precedenza, ha lavorato per sedici anni presso l’Università degli Studi di Milano, inaugurandovi l’insegnamento di Estetica contemporanea. Considerato a livello internazionale uno dei più importanti specialisti della filosofia di Maurice Merleau-Ponty, ha fondato e co-dirige dal 1999 la rivista Chiasmi International. Pubblicazione trilingue intorno al pensiero di Merleau-Ponty. Le sue ricerche si sono andate via via allargando alla più recente produzione filosofica d’ispirazione francese, cercando di prolungarne la riflessione in un’autonoma elaborazione teorica. Tra le sue ultime pubblicazioni, il saggio breve Amore e musica, Tema e variazioni (Milano 2011) e il libro La Chair des images. Merleau-Ponty entre peinture et cinéma, (Paris 2011). Caterina Croce si è laureata in Scienze Filosofiche nel 2009 presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sul concetto di comunità nel pensiero di Roberto Esposito, Judith Butler e Jan Patočka. Ora svolge un Dottorato di Ricerca in Filosofia delle Scienze Sociali all’interno di un progetto di cotutela tra l’Università degli Studi dell’Insubria e l’Università Jean Moulin di Lione. Attualmente si occupa del versante etico e politico della riflessione di Jan Patočka: il suo lavoro, in particolare, è volto ad indagare le convergenze tra la tematizzazione patočkiana della cura dell’anima e le ricerche sulla cura di sé condotte da Michel Foucault. A questi temi ha dedicato diversi articoli, tra cui Pólemos e l’articolazione agonica della convivenza (ACME - Vol. LXII - Settembre-Dicembre 2009), Riconoscersi vulnerabili, scampati, simili. Convergenze di pensiero tra Judith Butler e Jan Patočka (Metabasis, Maggio 2009 - Anno IV - Numero 7), Filosofia e politica in Jan Patočka: un’alleanza nel segno di Pólemos (LEUSSEIN - Rivista di Studi Umanistici – in corso di pubblicazione). § Per Orthotes hanno lavorato al volume Pensare (con) Patočka oggi. Filosofia fenomenologica e filosofia della storia (2012, con Caterina Croce).

ISBN 9788897806011

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Volontà e assenso
L'impossibilità di decidere che cosa credere

20/02/2012 — Riccardo Fanciullacci

  € 19,00   

 

Un’indagine sul rapporto tra il soggetto umano e la verità deve riconoscere un posto di rilievo all’atto di assenso e allo stato di credenza che ne consegue. Il presente lavoro prende la critica del volontarismo doxastico (cioè della tesi per cui è possibile decidere che cosa credere) come occasione per un’ampia indagine dei rapporti tra credenza, assenso, volontà, responsabilità, ragioni e verità. La prima parte è un’esplorazione fenomenologica che consente di familiarizzare con alcune nozioni e figure differenti: le situazioni di dubbio, la sospensione del giudizio, la struttura della ricerca e i suoi rapporti con i contesti epistemici, gli atteggiamenti affini, ma irriducibili all’assenso (l’assumere, l’ipotizzare, il tenere-come-se-fosse-vero). Qui sono considerati pure il fenomeno dell’autoinganno e dello wishful thinking, oltre che la questione dell’irriducibilità della fede religiosa ad una specie di credenza proposizionale. La seconda parte è un’indagine volta a mostrare l’impossibilità del controllo diretto dei propri atti d’assenso e dunque delle proprie credenze. Naturalmente, viene discusso il celebre argomento di Bernard Williams contro il volontarismo doxastico e ne è proposta una ristrutturazione che lo mette in salvo dalle maggiori obiezioni che gli sono state mosse. Poiché la norma costitutiva della credenza è la norma del vero, allora il credere sta in un rapporto con le considerazioni evidenziali (o ragioni) che rende assurda l’ipotesi di creder vera una proposizione per volontà.

Riccardo Fanciullacci ha conseguito il dottorato in filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con la Cattedra di Filosofia morale di questa Università, con il veneziano Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE) e con il Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, Centro di cui è pure segretario scientifico. È docente a contratto nel Master di II livello “Filosofia come via di trasformazione”, organizzato dall’Università di Verona. Ha pubblicato diversi saggi di etica e antropologia filosofica e ha curato, con S. Zanardo, il vol.: Donne, uomini. Il significare della differenza (Milano 2010). § Per Orthotes ha pubblicato La misura del vero. Un confronto con l'epistemologia contemporanea sulla natura del sapere e la pretesa di verità (2012), Volontà e assenso. L’impossibilità di decidere che cosa credere (2012), L'esperienza etica. Per una filosofia delle cose umane (2012), L'etica pubblica in questione. Cittadinanza, religione e vita spettacolare (con Paolo Monti, Maddalena Pezzato, Silvia Pierosara, 2014), ha curato il volume di Luisa Muraro, Tre Lezioni sulla differenza sessuale (2011) e, con Carmelo Vigna, il collettaneo La vita spettacolare. Questioni di etica (2013). Ha inoltre curato (con Paolo Bettineschi) il volume su Tommaso d'Aquino e i filosofi analitici (2015).

ISBN 9788897806028

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

La pretesa del bene
Teoria dell'azione ed etica in Tommaso d'Aquino

20/02/2012 — Angelo Campodonico, M. Silvia Vaccarezza

  € 18,00   

 

Da un lato al bene, ovvero a ciò che ci compie, non possiamo non tendere sempre, dall’altro il bene stesso esercita un’attrazione e una pretesa sulla nostra vita. Ecco perché, nella prospettiva di Tommaso d’Aquino, non c’è opposizione fra finalismo e normatività, e la domanda fondamentale della sua etica si può formulare così: quale bene è degno del nostro amore? Il volume, esito di un lungo lavoro di ricerca, espone in modo chiaro e sintetico il contenuto di testi estremamente ampi e articolati, e sconosciuti ai più. Esso mostra come il fondamentale presupposto antropologico dell'etica di Tommaso sia la stretta unità e sinergia, pur nella distinzione dei piani, di psiche e corporeità, razionalità speculativa e pratica, ragione e passioni, ragione e volontà, ragioni e motivazioni, materia e fine dell'azione, moralità e felicità, norma e virtù. Di qui il suo interesse in un’epoca in cui da molte parti si sente l’urgenza di superare nette divaricazioni, recuperando una concezione più unitaria dell’uomo e del suo agire.

Angelo Campodonico insegna Filosofia morale, Antropologia filosofica, Filosofia pratica contemporanea e Filosofia dell'interculturalità, presso l'Università degli studi di Genova. Socio ordinario della Pontificia Accademia di San Tommaso, e Direttore del Centro interuniversitario Aretai. Center on Virtues, ha compiuto soggiorni di ricerca preso le Università di Londra, Oxford, München e Notre Dame (USA) e ha svolto per tre semestri, in qualità di visiting professor, corsi di Teologia filosofica presso la Facoltà di Teologia di Lugano. Da diversi anni ha stabilito rapporti continuativi di collaborazione scientifica con il Jacques Maritain Center, con il Center for Ethics and Culture e con il Center for Philosophy of Religion. Ha approfondito soprattutto tematiche antropologiche ed etiche in Aristotele, Agostino, Tommaso d'Aquino, Hobbes, Newman, Maritain, Weil, e nel pensiero angloamericano contemporaneo. § Per Orthotes ha pubblicato La pretesa del bene. Teoria dell’azione ed etica in Tommaso d’Aquino (2012, con Maria Silvia Vaccarezza) e il corpus di ricerche (in due tomi) intitolato L’esperienza integrale. Filosofia dell’uomo, della morale e della religione (2016). Maria Silvia Vaccarezza è assegnista in Filosofia Morale presso il DAFIST dell’Università di Genova, dove ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca nel 2012. Tra i suoi scritti, Le ragioni del contingente. La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso d’Aquino (Orthotes, Napoli 2012), la monografia Razionalità pratica e attenzione alla realtà. Prospettive contemporanee (Orthotes, Napoli 2012) e una traduzione in via di pubblicazione presso Bompiani, corredata di introduzione e note, delle Quæstiones de virtutibus di Tommaso d’Aquino. Con A. Campodonico ha pubblicato il volume La pretesa del bene. Teoria dell’azione ed etica in Tommaso d’Aquino (Orthotes, Napoli 2012). Fa parte della redazione della rivista «Philosophical News». § Per Orthotes ha pubblicato La pretesa del bene. Teoria dell’azione ed etica in Tommaso d’Aquino (2012, con Angelo Campodonico), Le ragioni del contingente. La saggezza pratica tra Aristotele e Tommaso d'Aquino (2012), Razionalità pratica e attenzione alla realtà. Prospettive contemporanee (2012), e ha curato (con Simona Langella) il volume Emozioni e virtù. Percorsi e prospettive di un tema classico (2014).

ISBN 9788897806035

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Reincantare il mondo
Il valore spirito contro il populismo industriale

20/02/2012 — Bernard Stiegler

  € 16,00   

 

Reincantare il mondo incrocia coraggiosamente teorie diverse, come il processo di individuazione di Simondon, la psicanalisi freudiana, certi aspetti della fenomenologia di Husserl, la grammatologia di Derrida e le riflessioni foucaultiane sugli hypomnémata, al fine di promuovere il valore spirito e contrastare il populismo industriale – ossia la dissociazione e la captazione dell'attenzione divenute sistema. Grazie a queste coordinate, Stiegler disegna una filosofia e un pensiero che devono ritornare ad essere forti, in un certo senso più del “pensiero forte”. Per l'autore di questo libro, infatti, il reincanto del mondo è la costruzione di un'alternativa all'esito più nefasto del disincanto del mondo descritto da Max Weber. Se il disincanto del mondo è l'espressione del predominio delle logiche di efficienza e produttività, e si poggia sulla convinzione che tutti i fenomeni possano essere dominati dalla ragione, abbandonando perciò ogni riferimento a elementi magici, metafisici o religiosi, per Stiegler tale disincanto si è rivelato sempre più nocivo a misura della costante e pressoché illimitata ipertrofia delle nuove tecnologie, veicolata da un capitalismo ormai palesemente tossico. Di fronte a ciò, piuttosto che opporsi al divenire tecnologico, si rende necessario «un nuovo progetto industriale che bisogna inventare e che miri a intensificare la singolarità in quanto incalcolabile, socializzando dei dati che non possano essere ridotti a oggetti di un mero calcolo economico. Si tratta di inventare l'industria del calcolo che impedisca di calcolare (sul)le esistenze – ma inventarla con gli strumenti digitali. Si tratta, in effetti, di reincantare il mondo, ossia di edificare i modi di sussistenza e di esistenza che sostengono l'altro piano, il piano delle consistenze, che è quello del canto – il canto di quelle Sirene senza le quali non c'è nulla».

Bernard Stiegler, professore al Goldsmiths College di Londra, all'Université de Technologie di Compiègne, visiting professor alla Cambridge University e Direttore dell'Institut de Recherche et d'Innovation del Centre Georges Pompidou di Parigi, è uno dei filosofi più attenti alle trasformazioni della società contemporanea, nonché tra i più attivi all'interno del dibattito teorico e politico sulle tecnologie digitali. Tra i testi più recenti di Stiegler, segnaliamo Prendre soin. De la jeunesse et des générations (2008), Pour une nouvelle critique de l'économie politique (2009), Ce qui fait que la vie vaut la peine d'être vécue. De la pharmacologie (2010), Etats de choc. Bêtise et savoir au XXIè siècle (2012), Pharmacologie du Front national (2013). § Di Stiegler Orthotes ha pubblicato Reincantare il mondo, Il valore spirito contro il populismo industriale (2012) e Prendersi cura. Della gioventù e delle generazioni (2014), entrambi a cura di Paolo Vignola.

ISBN 9788897806042

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Critica della prassi assoluta
Analisi dell'idealismo gentiliano

20/02/2012 — Paolo Bettineschi

  € 16,00   

 

Il volume analizza e discute l’idealismo di Giovanni Gentile incentrando la propria critica attorno al tema dell’assolutezza della prassi. La centralità di questo concetto consente che le critiche teoriche rivolte all’attualismo e alla sua logica passino senz’altro attraverso i risvolti delle istanze morali che avvolgono per intero la dottrina gentiliana. Anzi, è proprio nella soppressione della possibilità di distinguere la teoria (come orizzonte della presenza dei significati) dalla prassi (come dimensione della produzione della presenza) che il dialettismo attualistico può meglio essere decifrato e confutato, funzionalmente alla fondazione di una logica differente e in vista di un’idea della prassi umana non divinizzata in senso immanente perché, piuttosto, trascendentalmente aperta all’alterità che è presente e all’alterità che, pure, può trascendere infinitamente la stessa presenza.

Paolo Bettineschi, è dottore in filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dottore di ricerca nella stessa materia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con la Cattedra di Filosofia morale e con il Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE) di quest’ultima Università. Tra le sue pubblicazioni: Contraddizione e verità nella logica di Hegel (Milano 2010), Metafisica e violenza (Milano 2008, a cura di C. Vigna e sua), Tecnica, instabilità, angoscia. Interpretazione del tempo presente (in Etica di frontiera. Nuove forme del bene e del male, Milano 2008, a cura di C. Vigna e S. Zanardo). Dirige per Orthotes la collana Italiana. § Per Orthotes ha pubblicato Critica della prassi assoluta. Analisi dell’idealismo gentiliano (2011) e Intenzionalità e riconoscimento. Scritti di etica e antropologia trascendentale (2012); ha curato (con Riccardo Fanciullacci) il volume Tommaso d'Aquino e i filosofi analitici (2015), e una nuova edizione dell'opera di Giovanni Gentile, Discorsi di religione (2015).

ISBN 9788897806059

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Disegno dell'architettonica e teoria del semplice e del primo nella conoscenza filosofica e nella conoscenza matematica

07/02/2012 — Johann H. Lambert

  € 30,00   

 

L'Architettonica rappresenta il tentativo più imponente e più organico, compiuto nell'età moderna da Cartesio a Wolff, di fondare un'ontologia scientifica. Il metodo impiegato da Lambert è una sintesi tra l'assiomatica euclidea e l'arte combinatoria leibniziana. Come Euclide muove dallo spazio scomponendolo nei suoi elementi semplici (punti, linee, angoli, ecc.), così Lambert prende il primo e il semplice di ogni parte della conoscenza umana per darne una trattazione combinatoria e, in definitiva, per attuare quel progetto di una "matematica universale" che prima Cartesio e dopo Leibniz, sia pure in modo diverso, avevano cercato di realizzare. La prima parte dell'Architettonica è dedicata ai concetti semplici, ai primi principî e ai postulati dell'ontologia. La seconda e la terza parte dell'opera trattano di una sfera "ideale" e una sfera "reale" dell'ontologia. La sfera ideale concerne la dottrina dei generi e delle specie, il principio di non contraddizione, il qualcosa e il nulla, i concetti di necessità, di verità logica e verità metafisica, di ordine e perfezione. La sfera reale riguarda il solido e le forze, che sono la base dei rapporti ideali e fanno sì che essi non siano un mero sogno. La quarta e ultima parte concerne la quantità. In essa non si tratta di una filosofia della matematica che si lasci confrontare con le indagini ontologiche condotte nelle altre parti dell'opera come una parte separata, autonoma. Piuttosto, senza limitare l'orizzonte della considerazione alle scienze matematiche, essa ha per oggetto i concetti semplici che sono alla base di queste.

Johann Heinrich Lambert, (Mulhouse, 26 agosto 1728 – Berlino, 25 settembre 1777), è stato un matematico, fisico, astronomo e filosofo tedesco contemporaneo di Eulero. Fu un pioniere della geometria non euclidea. Nel campo della fisica ha lasciato importanti contributi in fotometria. A Lambert è inoltre attribuita la prima dimostrazione dell'irrazionalità di pi greco (1768). Tra le sue opere disponibili in italiano: Semeiotica e Fenomenologia. Antologia dal Nuovo Organo (Laterza, Bari 1973), Nuovo Organo (Laterza, Bari 1977). § Di Lambert Orthotes ha pubblicato Disegno dell'architettonica o teoria del semplice e del primo nella conoscenza filosofica e nella conoscenza matematica (2013), a cura di Raffaele Ciafardone.

ISBN 9788897806004

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La misura del vero
Un confronto con l'epistemologia contemporanea sulla natura del sapere e la pretesa di verità

05/01/2012 — Riccardo Fanciullacci

  € 29,00   

 

Quel che è vero non è tale perché gli uomini hanno deciso così. La verità non è un prodotto, ma qualcosa di primo. In questo senso, occupa il posto della misura e non di ciò che è misurato: opera un taglio sulle aspettative, le pretese e le misure umane. Il tentativo, che esiste, di disconoscere questo tratto della nozione di verità, affermando che vero è ciò che risulta da un accordo intersoggettivo oppure da uno scontro di poteri, è un progetto che si avvolge in contraddizioni e assurdità. E per questo non riesce realmente a salvaguardare quei fenomeni a cui tiene, ad esempio il fatto che vi sono verità che potremmo non riuscire mai a scoprire o il fatto che non ogni verità merita la nostra attenzione, o il fatto che sulla pretesa di aver colto una certa verità sono stati costruiti sistemi di dominio, o il fatto che anche là dove siamo più certi di aver afferrato il vero, potremmo essere incappati in un errore ecc. Per rendere conto di questi fenomeni, che rivelano quanto complesso e stratificato sia il rapporto umano alla verità, occorre non cedere sull’idea che il vero sia misura, ma anzi sviluppare questa idea, delucidandola e articolandola. È questo che qui si propone: un’esplorazione della nozione di verità e delle nozioni connesse, attraverso un corpo a corpo, tanto con l’epistemologia analitica, quanto con alcune posizioni classiche o contemporanee (in particolare, Aristotele, Tommaso d’Aquino, Heidegger).

Riccardo Fanciullacci ha conseguito il dottorato in filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Collabora con la Cattedra di Filosofia morale di questa Università, con il veneziano Centro Interuniversitario per gli Studi sull’Etica (CISE) e con il Centro di Etica Generale e Applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, Centro di cui è pure segretario scientifico. È docente a contratto nel Master di II livello “Filosofia come via di trasformazione”, organizzato dall’Università di Verona. Ha pubblicato diversi saggi di etica e antropologia filosofica e ha curato, con S. Zanardo, il vol.: Donne, uomini. Il significare della differenza (Milano 2010). § Per Orthotes ha pubblicato La misura del vero. Un confronto con l'epistemologia contemporanea sulla natura del sapere e la pretesa di verità (2012), Volontà e assenso. L’impossibilità di decidere che cosa credere (2012), L'esperienza etica. Per una filosofia delle cose umane (2012), L'etica pubblica in questione. Cittadinanza, religione e vita spettacolare (con Paolo Monti, Maddalena Pezzato, Silvia Pierosara, 2014), ha curato il volume di Luisa Muraro, Tre Lezioni sulla differenza sessuale (2011) e, con Carmelo Vigna, il collettaneo La vita spettacolare. Questioni di etica (2013). Ha inoltre curato (con Paolo Bettineschi) il volume su Tommaso d'Aquino e i filosofi analitici (2015).

ISBN 9788890561955

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Etica del reale
Kant. Lacan

01/01/2012 — Alenka Zupancic

  € 17,00   

 

L'idea al centro dell'etica kantiana è al tempo stesso semplice e rivoluzionaria: essa propone una legge morale indipendente da qualsiasi nozione di Bene prestabilito e da qualsiasi "inclinazione umana" come l'amore, la simpatia o la paura. Cercando di interpretare tale proposizione rivoluzionaria in una luce più "umana" e fare di Kant un nostro contemporaneo – un pensatore che possa aiutarci nei nostri dilemmi etici –, diversi studiosi kantiani hanno sorvolato sui suoi paradossi apparenti e sulle sue impossibili rivendicazioni. Questo libro si propone di fare esattamente la cosa opposta. Kant, grazie a Dio, non è nostro contemporaneo; egli si oppone al nostro tempo. Lacan, da parte sua, appare come l'antitesi di Kant – il "selvaggio" teorico della psicoanalisi di contro al sobrio pensatore dell'Illuminismo. Tuttavia, il suo concetto di reale offre probabilmente lo sfondo più utile a questa nuova interpretazione dell'etica kantiana. Mettendo in relazione costante le sue letture dei due filosofi, Alenka Zupancic elabora un'"etica del reale" e definisce il fondamento perturbante per una restaurazione radicale dell'etica.

Alenka Zupančič è una filosofia slovena i cui lavori sono principalmente indirizzati allo studio della psicoanalisi e della filosofia continentale. Attualmente è ricercatrice presso l'Istituto di filosofia dell'Accademia slovena di Scienze e Arti ed è professore ospite presso l'European Graduate School. Tra le sue opere si ricordano: The Shortest Shadow: Nietzsche's Philosophy of the Two (2003), The Odd One In: on Comedy (2007), Why Psychoanalysis: Three Interventions (2008). § Di Zupančič Orthotes ha pubblicato Etica del Reale. Kant, Lacan (2012), a cura di Luigi Francesco Clemente.

ISBN 9788897806073

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Frammenti d'una filosofia dell'errore e del dolore, del male e della morte

15/12/2011 — Giuseppe Rensi

  € 15,00   

 

"Frammenti d'una filosofia dell'errore e del dolore, del male e della morte" è l'ultimo dei sei libri in cui Rensi rompe con i consueti moduli sistematico-trattatistici dell'esposizione filosofica e adotta lo stile del pensiero breve. Questo "formato" è caratterizzato da una duttilità che esalta le grandi doti di scrittore e anche di affabulatore di Rensi. Lo vediamo così svariare da illuminanti interpretazioni di alcuni fra i "luoghi" più classici della filosofia occidentale, a penetranti "bozzetti" paranarrativi o storici che toccano le aporie della condizione umana con una sensibilità degna di Pascal o di Leopardi. I "Frammenti" sono una "rapsodia del negativo" che non ingenera nel lettore accasciamento, bensì quasi paradossalmente produce su di lui un effetto tonificante per via dell'intensità e della fortissima carica etica d'indignazione con cui Rensi conduce la sua requisitoria contro il male.

Giuseppe Rensi (1871-1941) è stato un pensatore profondo e originale e uno scrittore di rara efficacia ed eleganza. Benché, avendo insegnato in vari atenei italiani, abbia fatto parte delle istituzioni, fu una figura "fuori dal sistema". Lo fu sul piano speculativo, in quanto oppose alla dittatura idealistica di Croce e Gentile una prospettiva scettica e materialista nutrita di un'eccezionale sensibilità per la drammaticità e dolorosità del reale; e lo fu sul piano politico, in quanto già nel 1923 passò da simpatizzante del fascismo a fermo oppositore del regime, che lo ripagò "degradandolo" da ordinario di Filosofia morale a bibliotecario. § Di Rensi Orthotes ha pubblicato Frammenti d'una filosofia dell'errore e del dolore, del male e della morte (2011) e Le ragioni dell'irrazionalismo (2015), entrambi a cura di Marco Fortunato.

ISBN 9788890561948

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

«Fa' quel che devi, accada quel che può»
Arte, pensiero, influenza di Lev Tolstoj

25/11/2011 — AA.VV.

  € 20,00   

 

Nella ricorrenza del centenario della morte di Tolstoj (1910-2010), per ricordare la sua opera di romanziere, saggista, polemista e studiarne l’influenza, l’Università di Venezia ha organizzato un convegno interdisciplinare che ha visto la partecipazione di alcuni tra i più importanti studiosi italiani del grande scrittore russo. Le relazioni – ora raccolte in questo volume – approfondiscono una grande varietà di temi inerenti all’opera di Tolstoj, suggerendo ai lettori di oggi, con la stessa diversità e a volte contrasto delle loro letture, tutta la ricchezza, complessità e perdurante capacità di accendere appassionate quanto attualissime discussioni. Contributi di: Isabella Adinolfi, Bruna Bianchi, Marcello Maria Batelli, Giampietro Berti, Pier Cesare Bori, Giorgio Brianese, Piero Brunello, Francesco Codello, Chiara Corazza, Rolando Damiano, Emiliana Magnanini, Silvia Piccolotto, Antonella Salomoni, Marco Spina, Annalisa Zabonati

ISBN 9788890561993

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

La schiavitù del nostro tempo
Scritti su lavoro e proprietà

28/09/2011 — Lev Tolstoj

  € 15,00   

 

Lo scritto di Tolstoj, La schiavitù del nostro tempo (1900), apparso per la prima volta in Italia all'inizio del Novecento e da allora mai più pubblicato, viene qui presentato in una nuova traduzione. A questo testo sono stati accostati altri scritti brevi che consentono di ricostruire lo sviluppo della riflessione dello scrittore russo sui temi del lavoro e dell'economia e di coglierne le fonti ispiratrici. Dalla lettera (inedita in italiano) a Romain Rolland del 1887 su lavoro manuale e lavoro intellettuale, all'introduzione all'opera di Bondarev, Il lavoro secondo la Bibbia, agli scritti a sostegno e a divulgazione delle teorie di Henry George degli ultimi anni della vita, la raccolta mette a fuoco la critica tolstoiana alla divisione del lavoro e al pensiero marxista, il tema dell?immoralità della proprietà privata della terra, del libero accesso alle risorse naturali, temi che verranno in seguito sviluppati da Gandhi e che sono al centro della riflessione ecologista contemporanea.

Lev Tolstoj (1828-1920) non è stato solo il grande scrittore russo al culmine del romanzo dell'Ottocento, ma anche un teorico radicale del pensiero politico. A partire dagli anni Settanta, quando una profonda crisi spirituale lo condusse a interrogarsi sul senso della vita, dedicò al militarismo, alla guerra, al diritto di proprietà privata della terra e alla dottrina della Chiesa le pagine di condanna più aspre mai scritte. § Di Tolstoj Orthotes ha pubblicato La schiavitù del nostro tempo. Scritti su lavoro e proprietà (2011), a cura di Bruna Bianchi.

ISBN 9788890561986

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Il discepolo di seconda mano
Saggi su Soren Kierkegaard

31/08/2011 — Roberto Garaventa, Diego Giordano

  € 13,00   

 

Con l'espressione discepolo di seconda mano Kierkegaard si riferiva a coloro che, per contingenza storica, si rapportano alla figura del Maestro in maniera indiretta, non essendo stati suoi "contemporanei". Nelle pagine di questo libro i panni del Maestro sono vestiti da Søren Kierkegaard, e quelli di discepoli secondari da una nuova generazione di giovani studiosi del filosofo danese. Tuttavia la silloge raggruppa anche una serie di saggi di studiosi appartenenti a generazioni precedenti. Tale separazione non deve suscitare però alcuna perplessità perché, come Kierkegaard ravvisa, non esiste né un discepolo di seconda mano né un discepolo contemporaneo e ogni generazione che precede fa da battistrada e "occasione" alla generazione successiva la quale, senza lasciarsi sopraffare dallo spavento del peso da portare, deve al contrario «correre col vento in poppa».Saggi di: Antonella Fimiani, Alessandra Granito, Laura Liva, Gordon Marino, Umberto Regina, Federica Scorolli, Jon Stewart, Anna Valentinetti.

ISBN 9788890561962

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Verità e paradosso in Soren Kierkegaard
Una lettura analitica

30/04/2011 — Diego Giordano

  € 10,00   

 

Secondo Søren Kierkegaard alla luce del rapporto, intimo e personale, con Dio è possibile accedere alla verità. L'importanza del rapporto è data dal fatto che Dio non solo è la verità in quanto tale, ma la condizione che permette la disponibilità della verità all'uomo. In tale movimento relazionale le solide categorie che strutturano e sorreggono il pensiero devono fare i conti con un'opzione di senso istituita dalla fede che, destabilizzando ogni atto noetico-conoscitivo razionale e culturale, conduce alle porte del paradosso. L'operazione che Kierkegaard riesce a compiere è quella di calare il paradosso, che è il paradosso della fede, nella verità, che è la verità del singolo nel proprio rapporto a Dio. La fede porta alla verità unicamente se è la verità a generare e garantire l'atto di fede. Questo libro è diviso in due sezioni: una prima parte d'introduzione storica alla vita e al contesto in cui Kierkegaard operò, e una seconda parte costituita da un saggio su due nozioni centrali nel pensiero del filosofo, quelle di verità e paradosso, analizzate sia dal punto di vista teoretico-ermeneutico, in dialogo con Nietzsche e Heidegger, sia da quello della filosofia analitica, con particolare riferimento ad alcune operazioni concettuali compiute da Frege, Russell e Wittgenstein.

Diego Giordano, filosofo, musicista ed editore, si è formato presso le Università di Salerno e di Roma, la Scuola di Alti Studi della Fondazione San Carlo di Modena e l'EPHE di Parigi, ed è stato ricercatore all'Università di Copenhagen. I suoi lavori sono dedicati principalmente al pensiero filosofico tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo. Tra i suoi recenti lavori va segnalata la cura e traduzione di J.-J. Rousseau, Discorso sull'origine della disuguaglianza e Contratto sociale (Bompiani 2012) e, per il teatro musicale, La Macchina (scritto con Raffaele Grimaldi) su commissione de La Biennale Musica (Venezia 2013, ed. Suvini-Zerboni), e Anti-Diotima, monodramma per soprano e quartetto d'archi (Roma 2011, ed. Rai Trade). È il fondatore di Orthotes. § Per Orthotes ha pubblicato la monografia Verità e paradosso in Søren Kierkegaard. Una lettura analitica (2011), ha curato le due raccolte di saggi dedicati al filosofo danese, Kierkegaard y la Comunicación (2011, con José García Martín) e Il discepolo di seconda mano. Saggi su Søren Kierkegaard (2011, con Roberto Garaventa). Ha inoltre curato due opere di Slavoj Žižek, Il resto indivisibile. Su Schelling e questioni correlate (2012) e Sul teatro musicale. Busoni, Wagner, Mozart, Čajkovskij, Janáček (2014), e ha tradotto dal francese l'Introduzione alla metafisica (2012) di Henri Bergson.

ISBN 9788890561917

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook1

Kierkegaard y la comunicación
Ediz. inglese e spagnola

30/04/2011 — Diego Giordano, José Martín García

  € 12,00   

 

Kierkegaard, el hombre de las mil caras, pareció querer vivir muchas vidas en una, al menos literariamente. En efecto, es tan sutil en sus análisis psicológico-existenciales, en la manera de desarrollar los diferentes puntos de vista existenciales que presentan sus personajes pseudónimos, que se diría que los ha vivido personalmente; o bien, que fue un gran conocedor de la naturaleza humana, o que poseía una portentosa imaginación. Sea como sea, lo cierto es que asombra y desconcierta ese uso que hace un tanto teatral y lúdico de las máscaras. ¿Cuál es el mensaje y el estilo de Kierkegaard? ¿Qué es lo que dice y cómo lo dice? ¿Cómo entender la obra pseudónima? ¿Cuál es su relación con la obra escrita con su propio nombre?; ¿Cómo valorar la obra de Kierkegaard en su conjunto y él mismo como autor? Tales cuestiones son las que se intentan responder en los diferentes capítulos que componen el presente volumen.Ensayos de: María José Binetti, Patricia Carina Dip, Diego Giordano, Nassim Bravo Jordán, Søren Landkildehus, José García Martín, Alejandro Cavallazzi Sánchez, Azucena Palavicini Sánchez.

ISBN 9788890561924

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Tre lezioni sulla differenza sessuale e altri scritti

31/01/2011 — Luisa Muraro

  € 13,00   

 

 «L'Uomo non esiste», scrive Luisa Muraro, «esistono uomini e donne». Questo, tra l'altro, significa che prescindere da tale differenza non è così facile come spesso si crede quando si accetta di guardare gli altri o se stessi solo come individui o solo come cittadini o solo come persone o solo come soggettività o solo come lavoratori. Una delle idee di questo libro è che non si riesce ad essere fedeli a se stessi e anche alla realtà a cui, per vivere, si deve rispondere, se non si offre un giusto posto simbolico al proprio essere donna o uomo in un mondo di donne e uomini. La crisi dell'interpretazione tradizionale del significato e del ruolo della differenza sessuale non porta da sola con sé la libertà agli uomini e alle donne: occorre la tessitura di un nuovo ordine simbolico. Molte donne hanno pensato e lavorato in questo senso e Muraro mostra la forza e la ricchezza dei loro guadagni: la mostra anche agli uomini disponendosi in attesa di quella ricerca da parte loro che oggi, da alcuni, è stata cominciata.

Luisa Muraro, tra le più importanti filosofe italiane, ha studiato all’Università Cattolica di Milano con Gustavo Bontadini. Nel 1975 con altre ha fondato la Libreria delle Donne di Milano che, tra l’altro, cura la pubblicazione della rivista Via Dogana. All’Università di Verona, dove insegnava, Muraro è stata tra le fondatrici della comunità filosofica femminile di Diotima. Tra i suoi numerosi libri possiamo ricordare: L’ordine simbolico della madre (1991, 2006), La signora del gioco. La caccia alle streghe interpretata dalle sue vittime (1976, 2006), Lingua materna, scienza divina. Scritti sulla filosofia mistica di Margherita Porete (1995), Il Dio delle donne (2003), Non è da tutti. L'indicibile fortuna di nascere donna (2011), Autorità (2013), Non si può insegnare tutto (2013) e L'anima del corpo (2016). § Per Orthotes ha pubblicato Tre Lezioni sulla differenza sessuale e altri scritti (2011), a cura di Riccardo Fanciullacci, Le amiche di Dio. Margherita e le altre (2014), a cura di Clara Jourdan, e Al mercato della felicità (2016), e ha introdotto (con Lia Cigarini) l'opera di Simone Weil, Oppressione e libertà (2015).

ISBN 9788890561900