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Oltre Capaci
Rocco Dicillo agente di scorta al fianco di Falcone

15/05/2019 — Francesco Minervini

  € 12,00   

 

Il 23 maggio 1992 nelle automobili che scortavano Giovanni Falcone e sua moglie c’era anche Rocco Dicillo, un giovane agente di polizia di Triggiano (BA). Aveva scelto di servire lo Stato collaborando nella protezione dei principali obiettivi delle trame criminali mafiose,negli anni in cui Cosa Nostra faceva strage di magistrati, giornalisti, uomini e donne impegnati in prima persona contro la mafia. Rocco Dicillo si mise dalla loro parte fino a diventare un «martire civile», come fu definito dall’arcivescovo di Bari Mariano Magrassi nel giorno dei suoi funerali. In questo libro il suo profilo viene ricostruito attraverso testimonianze che ci parlano del rapporto con le persone che amava (il fratello Michele, la fidanzata Alba, la madre Lisetta) declinando nel privato la sua tensione alla cura degli altri. Si aggiunge il ricordo del suo collega Giuseppe Costanza, sopravvissuto alla strage di Capaci. Questa è una storia di virtù civile.

Francesco Minervini, docente di lettere classiche nella scuola secondaria superiore, è impegnato nella raccolta di storie e testimonianze riguardanti legalità e cittadinanza attiva. È autore di numerose pubblicazioni tra cui 'Il grido e l’impegno. La storia spezzata di Michele Fazio' (Stilo 2012), 'Sono Solo Pupazzi. Un giorno con Gaetano Marchitelli vittima innocente della mafia' (Stilo 2014), 'Non la picchiare così. Sola contro la mafia' (la meridiana 2016) – da cui è stato anche tratto nel 2019 uno spettacolo teatrale –, 'Finalmente urlo. Storia di una straordinaria ingiustizia', di cui è coautore (Grecale 2018); un suo contributo è presente nel volume dedicato a tutte le vittime di mafia 'Non a caso' (la meridiana 2017).

ISBN 9788864791784

Accerchiamento

09/05/2019 — Carl Frode Tiller

  € 16,00   

 

Tre voci per ricomporre un’identità: quella di David, che non ricorda più chi sia. Nelle tre lettere/monologhi che gli rivolgono due amici dell’adolescenza e il patrigno, i ricordi che lo coinvolgono si intrecciano con le storie personali di chi scrive, in una fitta tessitura di vicende dolenti e disperate e sentimenti che rompono gli argini del quieto vivere familiare, mostrando le numerose crepe nei rapporti interpersonali. L’autore trascina nell’occhio del ciclone una storia personale che è anche generazionale, indagando sui ruoli famigliari e di genere, e su quello che accade quando l’identità di qualcuno viene ricostruita attraverso il filtro delle vite degli altri.

Carl Frode Tiller (Nomsos, Norvegia, 1970) è scrittore, storico e musicista, considerato uno dei romanzieri norvegesi più importanti della sua generazione. Oltre ai romanzi, Tiller ha scritto diverse opere teatrali, racconti e brevi prose per varie riviste e giornali. Accerchiamento, pubblicato nel 2007 e primo volume di una trilogia, è il suo primo romanzo edito in Italia. Con questa opera ha vinto, nello stesso anno, il Norwegian Critics Prize for Literature e il Brage Prize, nel 2008 è stato nominato per il Nordic Council Literature Award e nel 2009 ha vinto l’EU Prize for Literature.

TRADUTTORE Margherita Podestà Heir è nata e cresciuta a Galliate (NO). Laureata in Lingue e Letterature scandinave si è specializzata a Oslo dove dal 1994 insegna italiano. Dal 1998 si occupa di traduzione di testi letterari, gialli, saggi, film e opere teatrali, in particolare dal norvegese. Collabora con le più prestigiose case editrici italiane.

ISBN 9788864792224

La città nella neve

09/05/2019 — Beka Kurkhuli

  € 14,00   

 

I cinque racconti della Città nella neve mostrano la realtà di una nazione ‘di periferia’ alla ricerca di un contatto ravvicinato con l’Europa. La guerra tra georgiani e abcasi (Assassino), il legame d’amore tra due ragazzi sullo sfondo della crisi energetica degli anni Novanta (La città nella neve), la quotidianità di un uomo non vedente in bilico tra nostalgia e rabbia (In sogno vidi), i ricordi di giovinezza in una Tbilisi multietnica dei tempi sovietici (Una sera): è un mosaico composto tanto da storie private quanto da vicende che hanno segnato la storia della Georgia. Chiude la raccolta Musakala, in cui l’autore ha ricostruito, romanzandolo, il punto di vista dei combattenti mujaheddin durante la guerra in Afghanistan.

Beka Kurkhuli è nato a Tbilisi (Georgia) nel 1974, si è specializzato in scrittura drammaturgica e ha esordito come autore nel 1991. Dal 1999 al 2004 ha lavorato come reporter in zone di guerra in Georgia, Caucaso e Afghanistan e ha ricevuto in patria importanti riconoscimenti come il premio letterario SABA 2014.

TRADUTTORE Nunu Geladze Fusco è di madrelingua georgiana con cittadinanza italiana. Laureatasi in Filologia all’Università statale di Tbilisi, traduttrice letteraria, insegnante di italiano in Georgia, giornalista e scrittrice, ha ricevuto numerose onorificenze per il suo impegno a favore della promozione degli scambi culturali tra Georgia e Italia. Ha tradotto opere di autori classici e moderni, curando inoltre un frasario georgiano-italiano.

ISBN 9788864792248

Il silenzio della pietra

09/05/2019 — Filiz Ozdem

  € 14,00   

 

Nel Silenzio della pietra la storia personale di Sude si intreccia con le vicende e le ferite ancora aperte della giovane repubblica di Turchia. Il gomitolo dei ricordi si dipana a partire dall’infanzia e dall’adolescenza in cui Sude è divisa tra due mondi familiari profondamente diversi, passando attraverso la scoperta delle origini armene del ramo materno, arrivando infine alla perdita dell’uomo che ama. Lentamente Sude assembla i tasselli della storia familiare, scontrandosi con il silenzio che avvolge la storia della persecuzione armena, con le sue deportazioni e le forzate conversioni. Via via che prosegue la ricerca la narrazione si fa più onirica, confondendo la realtà col sogno, l’immaginazione con l’incubo, in una atmosfera di crescente oppressione. Sullo sfondo di uno degli episodi più dolorosi della storia della Turchia, è il filo rosso della paura a intrecciare i destini dei personaggi.

Filiz Özden, dopo essersi diplomata al liceo italiano, si è laureata in Filosofia all’Università di Istanbul, dove ha conseguito anche la laurea magistrale. Ha tradotto in turco molti scrittori italiani tra cui Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Edmondo de Amicis, Angela Nanetti, Carlo Collodi, Gianni Rodari, Lucia Tumiati, Guido Sgardoli. Oltre a cinque romanzi e una raccolta di poesie ha pubblicato numerosi libri per bambini.

TRADUTTORE Anna Lia Proietti si è laureata in Lingue e letterature straniere all’Università di Pisa ed ha conseguito un dottorato in Filologia Italiana all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Vive e lavora a Istanbul dove insegna Traduzione e lingua italiana all’Università Yıldız. Ha tradotto dal turco numerose opere tra cui Ada d’ambra (Sellerio) e Scandaloso omicidio ad Istanbul (Sellerio). Si occupa in particolare di acquisizione bi/multilingue e di interferenza linguistica.

ISBN 9788864792217

Più silenzioso dell'acqua

02/05/2019 — Berislav Blagojević

  € 14,00   

 

La guerra semina morte anche tra chi è rimasto in vita, una morte lenta fatta di rimorsi e fantasmi. Reduce dal conflitto fratricida serbo-bosniaco seguito alla disgregazione dell’ex Jugoslavia, Danilo Mišić è consumato dal senso di colpa per un fatale errore commesso sul campo di battaglia e si è chiuso in una prigionia mentale in cui trova spazio solo un dialogo immaginario col poeta russo Daniil Ivanovič Charms. Ruotano attorno a Danilo i cinici medici dell’ospedale psichiatrico, la moglie Radmila, il dottor Borković che lo tiene in cura. Fanno da cornice le contraddizioni del dopoguerra: la corruzione, l’impunità dei carnefici, i traumi personali e collettivi di un conflitto che neppure l’intervento di forze sovranazionali è riuscito a fermare. Più silenzioso dell’acqua è un requiem privo di schermi ideologici su una guerra che non ha visto vincitori ma solo vittime.

Berislav Blagojević (1979) è una delle voci più brillanti e poliedriche della nuova letteratura della Bosniaco ed Erzegovina. Nato a Slavonski Brod da una famiglia serba, ha dovuto fare i conti con la guerra poco meno che adolescente. Con il deflagrare del conflitto in Slavonia (1991) la madre lo affidò a un vicino di casa, musulmano, il quale se lo caricò in macchina spacciandolo per proprio figlio, riuscendo a eludere i posti di blocco e a metterlo in salvo presso alcuni parenti a Doboj. Oggi vive a Banja Luka.

TRADUTTORE_ Danilo Capasso ha conseguito il dottorato di ricerca in Lingue e Letterature Slave Comparate presso l’Università Statale di Milano nel 1995. Dal 1998 si è trasferito a Banja Luka (Bosnia ed Erzegovina) dove, presso l’Università, ha fondato e diretto la Cattedra di Italianistica. È autore di numerosi saggi e traduzioni letterarie dalle lingue slave all’italiano per diverse case editrici ed è autore di un manuale di grammatica innovativa per lo studio e l’insegnamento della lingua italiana all’estero.

ISBN 9788864792194

Voci nel vento

02/05/2019 — Grozdana Olujić

  € 16,00   

 

I fantasmi della guerra non riposano mai. E ti cercano ovunque, anche oltreoceano. È ciò che accade a Danilo Aracki, uno degli ultimi eredi di una famiglia serba che, generazione dopo generazione, ha attraversato tutti i conflitti del Novecento. Gli spettri del passato non lo lasciano mai solo: quelli del nonno Luka, del padre Stevan, della sorella Veta, tutti protagonisti di drammatiche storie in tempo di guerra. Poi ci sono i vivi: i bambini dell’orfanotrofio di Jasenak, i ricoverati degli ospedali psichiatrici dove Danilo ha lavorato, in Serbia, in Germania e negli Stati Uniti. In fuga dalla sua madrepatria, perseguitato dai ricordi, Danilo cerca rifugio in una comunità di nativi americani nel Midwest; ma la diaspora della sua famiglia non lo abbandonerà neppure lì. Voci nel vento di Grozdana Olujić è un avvincente romanzo corale, in cui le radici e i destini di un’intera famiglia si intrecciano a quelli di una terra tormentata, senza pace.

Grozdana Olujić (nata a Erdevik, nel Regno di Jugoslavia, nel 1934) è una scrittrice serba. Pubblica il suo primo romanzo a ventidue anni, ottenendo un enorme successo e suscitando, allo stesso tempo, numerose polemiche per la sua critica all’ideologia ufficiale. Pubblica numerosi romanzi tra gli anni Sessanta e Settanta, prima di decidere di dedicarsi alla letteratura per ragazzi e alla traduzione dall’inglese. Torna alla letteratura nel 2009 con il romanzo Voci nel vento, che vince il premio NIN, terza donna a conquistare questo prestigiosissimo premio.

TRADUTTORE_ Danilo Capasso ha conseguito il dottorato di ricerca in Lingue e Letterature Slave Comparate presso l’Università Statale di Milano nel 1995. Dal 1998 si è trasferito a Banja Luka (Bosnia ed Erzegovina) dove, presso l’Università, ha fondato e diretto la Cattedra di Italianistica. È autore di numerosi saggi e traduzioni letterarie dalle lingue slave all’italiano per diverse case editrici ed è autore di un manuale di grammatica innovativa per lo studio e l’insegnamento della lingua italiana all’estero.

Romanzo vincitore del Premio NIN nel 2009

ISBN 9788864792231

Un album di storie

02/05/2019 — Andonis Gheorghìu

  € 16,00   

 

Seguendo le voci di gente senza nome che si mescolano e si intrecciano in un perfetto racconto corale, Andonis Gheorghìu accompagna il lettore di Un album di storie nella sua Cipro. Attraverso questi racconti, tra situazioni intime e private e fatti pubblici, conosciamo la realtà dell’isola, della sua gente, a partire dalla dolorosa vicenda dell’invasione turca del 1974, le cui stragi e i cui dispersi sono, nella memoria dei ciprioti, una ferita ancora profonda e viva – che l’autore affronta in un’ottica libera da stereotipi e pregiudizi –, per arrivare ad alcuni aspetti della società cipriota contemporanea, come la condizione degli immigrati e l’omofobia. Testimonianze dirette, articoli di giornale, reportages, pagine web, citazioni da detti popolari, poesie, rendono la polifonia del libro particolarmente ricca e variegata.

Andonis Gheorghìu è nato nel 1969, ha studiato Giurisprudenza a Mosca e lavora come avvocato a Lemessòl. È membro della redazione del periodico di letteratura, arte e pensiero «Avef» (Lefkosìa). Ha curato i diari teatrali (2001-2013) sulla storia del teatro cipriota, pubblicati dal Percorso Teatrale di Lemessòl.

TRADUTTORE_Valentina Gilardi, laureata in Lettere classiche presso l’Università degli studi di Milano, si è specializzata in greco moderno a Cipro e ad Atene. Insegna e lavora come traduttrice e interprete per il greco moderno dal 2004. Ha tradotto numerosi testi letterari per diverse case editrici.

Romanzo vincitore dello European Union Prize for Literature nel 2016

ISBN 9788864792200

Metamorfosi di un mistero
Savinio e Apuleio

31/12/2018 — Angelo Vannini

  € 20,00   

 

Nel corso della sua carriera letteraria Alberto Savinio (1891-1952) ha più volte letto e ‘riscritto’ le Metamorfosi di Apuleio (II secolo d.C.), opera narrativa nota anche come l’Asino d’oro. Questo studio cerca di comprendere tanto le motivazioni che hanno portato Savinio a confrontarsi con il testo apuleiano, quanto gli esiti filosofici ed estetici della sua rielaborazione, esplorandone i molteplici livelli. Lo studio approfondisce lo strumento concettuale della metalessi per sondare il modo in cui Alberto Savinio fa interagire verità e finzione, testo e realtà. Infine, esso presenta un’interpretazione filosofica della riscritture saviniane di Apuleio, mostrando come lo scrittore italiano abbia cercato con esse di riflettere sul problema del male nella natura umana.

Scrittore e drammaturgo, Angelo Vannini è nato ad Ancona nel 1982. Ha insegnato lingua e letteratura italiana all’Université Paris Nanterre e all’Université de Franche-Comté. Le sue ricerche riguardano il rapporto tra filosofia e letteratura, la filosofia della traduzione e la ricezione dei testi dell’antichità greco-romana nelle letterature moderne e contemporanee.

ISBN 9788864792132

Evgenij Kropivnickij e altri esperimenti di sopravvivenza letteraria

31/12/2018 — Massimo Maurizio

  € 20,00   

 

Il saggio analizza l’opera di Evgenij Kropivnickij e, tangenzialmente, di altre figure ‘minori’ del periodo, rilette come alternative estetiche all’utopia dello stalinismo e come precursori dei modi e delle forme caratteristiche del samizdat maturo. È infatti opinione diffusa che la cultura sovietica degli anni Trenta e Quaranta sia stata − ad eccezione di rari esponenti del modernismo − monolitica e soggiogata al diktat realsocialista o confinata e quindi soffocata nei Gulag. In realtà, come spesso avvenne nella storia della Russia e nonostante le purghe e il terrore generalizzato, anche questo periodo ha avanzato poetiche personalissime, foriere di proposte estetiche e culturali alternative a quelle ufficiali, sebbene relegate al sottosuolo e inaccessibili al pubblico. Nei decenni più bui della storia sovietica, esse ebbero la forza di riattualizzare le conquiste del modernismo nel contesto disumanizzante della dittatura staliniana.

Massimo Maurizio insegna Lingua e Letteratura russa all’Università degli Studi di Torino. In particolar modo si occupa di letteratura russa non ufficiale degli anni staliniani e post-staliniani, nonché di poesia contemporanea e di cultura sovietica del periodo 1930-1980.

ISBN 9788864792187

Sull'altra sponda

31/10/2018 — Tommaso Fiore

  € 14,00   

 

Reportage di una breve visita in Albania (1959). Il libro conferma la fuoriuscita di Fiore dall’orizzonte della provincia meridionale, anche se la conoscenza dei paesi stranieri era finalizzata a individuare efficaci terapie per la loro cura. Inoltre queste pagine ebbero il merito di perorare la causa dell’amicizia italo-albanese, i cui vantaggi sono lucidamente compresi da Fiore in anticipo sui tempi, e che si realizzerà infatti soltanto decenni più tardi, in un mutato contesto storico-politico. Infine, questo diario di viaggio costituisce una testimonianza importante della stagione finale dell’impegno etico-civile del grande meridionalista: una stagione scarsamente indagata dagli studiosi, e che pure getta nuova luce sul significato della sua parabola umana e intellettuale, nonché sull’attualità del suo insegnamento.

Tommaso Fiore è stato uno dei più illustri meridionalisti del secolo scorso. Collaborò alla «Rivoluzione liberale» di Piero Gobetti (dove apparvero le Lettere Pugliesi, riedite decenni più tardi con il titolo di Un popolo di formiche) ed entrò in contatto con il gruppo di «Giustizia e Libertà», avviando una riflessione originale sulla ‘questione meridionale’. Fiore partecipò successivamente alla cospirazione antifascista fra le fila del Partito d’Azione; pubblicò la traduzione dell’Utopia di Tommaso Moro e la pregevole introduzione all’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam. Arrestato diverse volte a causa della sua opposizione al Fascismo fu relatore al I Congresso dei Comitati di Liberazione Nazionale dell’Italia libera e come Provveditore agli Studi intraprese con vigore l’opera di defascistizzazione della scuola. Gli ultimi vent’anni della sua vita furono occupati quasi esclusivamente dagli studi, dall’insegnamento universitario e dall’attività saggistica.

ISBN 9788864792118

Papi che leggono Dante
La ricezione dantesca nel magistero pontificio da Leone XIII a Benedetto XVI

30/10/2018 — Valentina Merla

  € 35,00   

 

In un clima polemico tra cattolici e non cattolici, negli anni dell’Unità d’Italia, in cui una falange del patriottismo italiano aveva incasellato l’Alighieri sotto l’egida del ghibellinismo anticlericale, Leone XIII interviene assolvendo la Monarchia dalla colpa di eresia e ricollocando il pensiero di Dante in seno alla Chiesa. Sulla scorta di tale assoluzione, Pio X incentiva le iniziative per il VII centenario dantesco, Benedetto XV rivaluta il poeta con l’enciclica In praeclara summorum (1921), aprendo le porte al riuso che i pontefici successivi faranno del corpus degli scritti danteschi: Dante diventerà una auctoritas a supporto delle argomentazioni, per mezzo di una fitta trama di allusioni e citazioni. Nel 1965, in occasione del VI centenario dantesco, Paolo VI con la lettera apostolica Altissimi cantus definirà Dante teologo e Giovanni Paolo II si servirà della fonte dantesca non solo nei documenti del magistero, ma anche nella sua produzione letteraria, soprattutto nel Trittico romano.

Dopo aver conseguito la laurea specialistica in Filologia Moderna (Foggia, 2008) con una tesi sulla presenza di Dante nel magistero pontificio e nella teologia del Novecento, Valentina Merla si concentra sullo studio della ricezione dantesca negli scritti di Davide Rondoni. In seguito consegue in titolo di Dottore di Ricerca in Filologia, Letteratura e Tradizione discutendo una tesi sulla ricezione di Dante nel magistero pontificio contemporaneo. Dal 2015 è docente di ruolo.

ISBN 9788864792125

Socrate e Platone
La ricerca e l'idea

30/10/2018 — Giuseppe Micunco

  € 12,00   

 

‘Conosci te stesso’, il motto scritto sul frontone del tempio di Apollo a Delfi, per Socrate non significa solo conoscere in sé l’individuo con le sue caratteristiche contingenti, ma conoscere e riconoscere in sé ciò che è universalmente umano. Vuole dire ‘conosci la tua anima’, giacché l’uomo, nella sua essenza più profonda, non è altro che la sua anima. Il suo pensiero ce lo ha trasmesso il discepolo Platone, in ‘dialoghi’ in cui la ‘ricerca del maestro’ si approfondisce e sviluppa fino alla scoperta del mondo delle idee e dell’Idea di sommo bene: è quella che Platone chiama la ‘seconda navigazione’, che, spiega Reale. L’anima e la metafisica: non solo e non tanto conquiste teoretiche, ma ragioni di un impegno nella pòlis per la verità e per il bene comune.

Giuseppe Micunco, di Bari, già docente di latino e greco nei licei di Stato, e di latino e greco biblico presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Bari, è studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi.

ISBN 9788864792163

Oliver Cromwell
Testo russo a fronte. Ediz. bilingue

30/10/2018 — Anatolij Lunacarskij

  € 16,00   

 

Il melodramma storico Oliver Cromwell (1919) di Anatolij Lunačarskij (1875-1933), Commissario del popolo per l’Istruzione del primo Governo sovietico, è uno dei testi più significativi dei ‘misteri rivoluzionari’ dell’Ottobre teatrale. La proiezione ideale della rivoluzione inglese del ’600 su quella bolscevica dell’Ottobre 1917 nasce sulla scorta d’una visione storiografica stabilizzata dal succedersi delle Rivoluzioni in Europa: quella puritana attrasse Lunačarskij anche per via della sua tendenza a vedere nel socialismo una nuova ‘religione’ dell’Umanità. Un rinnovato esercizio di teopoiesi, nel quale s’intrecciano motivi politici, sociali e culturali (inclusa una nota di massoneria). La singolare figura intellettuale e politica dell’Autore, che ebbe con Lenin e col Partito bolscevico uno stretto rapporto sempre nutrito di discussioni teoriche, e la valenza storica del suo Eroe, indussero la rappresentazione del testo –ormai semidimenticato – in Cecoslovacchia, nei mesi cruciali della ‘Primavera di Praga'.

Cesare G. De Michelis (Roma, 1944) è professore emerito di Letteratura Russa dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’, dove ha insegnato per trent’anni, dopo un decennio all’Università di Bari. Si è occupato di cultura russo-antica (La Valdesìa di Novgorod, 1993) e di quella moderna e contemporanea, dal Settecento al Novecento. Ha affiancato alla ricerca un’intensa attività di traduttore (Puškin, Gogol’, Dostoevskij, Tolstoj, Brjusov, Blok, Pasternak, Šklovskij) e pubblicistica.

ISBN 9788864792170

Più silenzioso dell'acqua

03/05/2018 — Berislav Blagojevic

  € 14,00   

 

La guerra semina morte anche tra chi è rimasto in vita, una morte lenta fatta di rimorsi e fantasmi. Reduce dal conflitto fratricida serbo-bosniaco seguito alla disgregazione dell’ex Jugoslavia, Danilo Mišić è consumato dal senso di colpa per un fatale errore commesso sul campo di battaglia e si è chiuso in una prigionia mentale in cui trova spazio solo un dialogo immaginario col poeta russo Daniil Ivanovič Charms. Ruotano attorno a Danilo i cinici medici dell’ospedale psichiatrico, la moglie Radmila, il dottor Borković che lo tiene in cura. Fanno da cornice le contraddizioni del dopoguerra: la corruzione, l’impunità dei carnefici, i traumi personali e collettivi di un conflitto che neppure l’intervento di forze sovranazionali è riuscito a fermare. Più silenzioso dell’acqua è un requiem privo di schermi ideologici su una guerra che non ha visto vincitori ma solo vittime.

Berislav Blagojević (1979) è una delle voci più brillanti e poliedriche della nuova letteratura della Bosniaco ed Erzegovina. Nato a Slavonski Brod da una famiglia serba, ha dovuto fare i conti con la guerra poco meno che adolescente. Con il deflagrare del conflitto in Slavonia (1991) la madre lo affidò a un vicino di casa, musulmano, il quale se lo caricò in macchina spacciandolo per proprio figlio, riuscendo a eludere i posti di blocco e a metterlo in salvo presso alcuni parenti a Doboj. Oggi vive a Banja Luka

Danilo Capasso ha conseguito il dottorato di ricerca in Lingue e Letterature Slave Comparate presso l’Università Statale di Milano nel 1995. Dal 1998 si è trasferito a Banja Luka (Bosnia ed Erzegovina) dove, presso l’Università, ha fondato e diretto la Cattedra di Italianistica. È autore di numerosi saggi e traduzioni letterarie dalle lingue slave all’italiano per diverse case editrici ed è autore di un manuale di grammatica innovativa per lo studio e l’insegnamento della lingua italiana all’estero.

ISBN 9788864791999

Marxismo aperto
Giuseppe Semerari e l'umanesimo socialista tra destalinizzazione e Sessantotto

03/05/2018 — Alberto Altamura

  € 14,00   

 

In un saggio breve arricchito da brani antologici di grande valore, l’autore ricostruisce un momento particolarmente fecondo della storia del comunismo europeo, tra gli anni ’50 e ’70 del XX secolo. L’opera richiama l’attenzione sulla vivacità e la complessità del pensiero filosofico marxista sviluppatosi nel fuoco delle rivolte polacche del 1956 attraverso Kołakowski e Schaff, nella Jugoslavia di Tito attraverso le vicende della rivista «Praxis», in quel misto di speranza e tragedia che fu la Primavera di Praga attraverso Kosík. Impegnati in una serrata critica del socialismo realizzato, questi intellettuali aprirono la strada a una nuova riflessione filosofica di cui, in Italia, Giuseppe Semerari (1922-1996) fu un importante interprete, contribuendo con la sua analisi del marxismo aperto dell’Europa orientale alla diffusione delle proposte teoretiche dei suoi principali esponenti. Il volume contiene la traduzione integrale del testo di Leszek Kołakowski – Wovon leben die Philosophen? – realizzata da Giuseppe Semerari.

Alberto Altamura (Molfetta 1962) docente di Filosofia nei licei è un ricercatore che ha al suo attivo un lungo curriculum di studi e di pubblicazioni riguardanti la filosofia del Novecento, in particolare quella marxista. Formatosi nell’Università degli Studi di Bari, dal 1980 al 1984, sotto la guida del prof. Giuseppe Semerari, ha pubblicato numerosi saggi, curato la riedizione dell’opera semerariana Responsabilità e comunità umana (Guerini 2014) ed è stato collaboratore della rivista filosofica «Paradigmi» e redattore della rivista «le passioni di sinistra» (www.alberto-altamura.it).

ISBN 9788864792026

Un album di storie

30/04/2018 — Andonis Gheorghìu

  € 16,00   

 

Seguendo le voci di gente senza nome che si mescolano e si intrecciano in un perfetto racconto corale, Andonis Gheorghìu accompagna il lettore di Un album di storie nella sua Cipro. Attraverso questi racconti, tra situazioni intime e private e fatti pubblici, conosciamo la realtà dell’isola, della sua gente, a partire dalla dolorosa vicenda dell’invasione turca del 1974, le cui stragi e i cui dispersi sono, nella memoria dei ciprioti, una ferita ancora profonda e viva – che l’autore affronta in un’ottica libera da stereotipi e pregiudizi –, per arrivare ad alcuni aspetti della società cipriota contemporanea, come la condizione degli immigrati e l’omofobia. Testimonianze dirette, articoli di giornale, reportages, pagine web, citazioni da detti popolari, poesie, rendono la polifonia del libro particolarmente ricca e variegata.

Andonis Gheorghìu è nato nel 1969, ha studiato Giurisprudenza a Mosca e lavora come avvocato a Lemessòl. È membro della redazione del periodico di letteratura, arte e pensiero «Avef» (Lefkosìa). Ha curato i diari teatrali (2001-2013) sulla storia del teatro cipriota, pubblicati dal Percorso Teatrale di Lemessòl. Un album di storie ha vinto lo European Union Prize for Literature nel 2016.

Valentina Gilardi, laureata in Lettere classiche presso l’Università degli studi di Milano, si è specializzata in greco moderno a Cipro e ad Atene. Insegna e lavora come traduttrice e interprete per il greco moderno dal 2004. Ha tradotto numerosi testi letterari per diverse case editrici.

ISBN 9788864792002

La nostra voce non si spezza

30/04/2018 — Antonio Lillo

  € 12,00   

 

Nei racconti qui racchiusi si alternano personaggi malinconici e rinunciatari a sognatori e rivoluzionari; gli uni e gli altri, incuranti della vita che scorre tra le dita, cercano la propria strada, un riscatto possibile ma sempre più improbabile. Intorno a loro prende forma la provincia meridionale, spazio circoscritto e sicuro che sa però anche diventare infido, quando i bisbigli si tramutano in dicerie e gli orizzonti si restringono a quelli di una piazza o di una villa, dove nulla sembra poter accadere se non con un pizzico di follia.

Antonio Lillo (1977) vive e lavora a Locorotondo (BA), dove è direttore editoriale delle edizioni Pietre Vive.

ISBN 9788864792101

Voci nel vento

01/03/2018 — Grozdana Olujic

  € 16,00   

 

I fantasmi della guerra non riposano mai. E ti cercano ovunque, anche oltreoceano. È ciò che accade a Danilo Aracki, uno degli ultimi eredi di una famiglia serba che, generazione dopo generazione, ha attraversato tutti i conflitti del Novecento. Gli spettri del passato non lo lasciano mai solo: quelli del nonno Luka, del padre Stevan, della sorella Veta, tutti protagonisti di drammatiche storie in tempo di guerra. Poi ci sono i vivi: i bambini dell’orfanotrofio di Jasenak, i ricoverati degli ospedali psichiatrici dove Danilo ha lavorato, in Serbia, in Germania e negli Stati Uniti. In fuga dalla sua madrepatria, perseguitato dai ricordi, Danilo cerca rifugio in una comunità di nativi americani nel Midwest; ma la diaspora della sua famiglia non lo abbandonerà neppure lì. Voci nel vento di Grozdana Olujić è un avvincente romanzo corale, in cui le radici e i destini di un’intera famiglia si intrecciano a quelli di una terra tormentata, senza pace.

Grozdana Olujic (nata a Erdevik, nel Regno di Jugoslavia, nel 1934) è una scrittrice serba. Pubblica il suo primo romanzo a ventidue anni, ottenendo un enorme successo e suscitando, allo stesso tempo, numerose polemiche per la sua critica all’ideologia ufficiale. Pubblica numerosi romanzi tra gli anni Sessanta e Settanta, prima di decidere di dedicarsi alla letteratura per ragazzi e alla traduzione dall’inglese. Torna alla letteratura nel 2009 con il romanzo Voci nel vento, che vince il premio NIN, terza donna a conquistare questo prestigiosissimo premio.

Danilo Capasso ha conseguito il dottorato di ricerca in Lingue e Letterature Slave Comparate presso l’Università Statale di Milano nel 1995. Dal 1998 si è trasferito a Banja Luka (Bosnia ed Erzegovina) dove, presso l’Università, ha fondato e diretto la Cattedra di Italianistica. È autore di numerosi saggi e traduzioni letterarie dalle lingue slave all’italiano per diverse case editrici ed è autore di un manuale di grammatica innovativa per lo studio e l’insegnamento della lingua italiana all’estero.

ISBN 9788864791982

Labili confini
Poesie di migrazione, viaggio ed esilio

28/02/2018 — F. Palumbo

  € 14,00   

 

Ci sono molteplici modi di essere straniero, così come molteplici sono le cause che spingono gli uomini a spostarsi, a migrare. Al viaggio, allo spostamento sono legati sentimenti acuti e contrastanti: la scoperta, l’entusiasmo, lo struggimento, l’isolamento, la mancanza. Quest’antologia raccoglie una selezione di testi poetici di autori e autrici di tutto il mondo (dal Novecento ai giorni nostri) con l’intento di far conoscere le voci di chi per necessità o scelta, costrizione o desiderio, ha lasciato la propria terra d’origine, varcando confini fisici e mentali, attraversando paesi e stati d’animo, ma anche di chi – senza mai spostarsi dal luogo natìo – ha viaggiato con la mente. Labile è la definizione di ‘casa’, labile è l’identità di chi migra, labile è la lingua in cui questi autori si esprimono poiché non è sempre quella madre. Tutti hanno scelto i versi come mezzo per dare corpo a pensieri e a stati d’animo individuali o collettivi, eleggendo il linguaggio poetico a territorio di incontro, conoscenza, condivisione.

Autori antologizzati: Maram al-Masri, Tahar Bekri, Tahar Ben Jelloun, James Langston Hughes, Konstantinos Kavafis, Bejan Matur, Pablo Neruda, Salvatore Quasimodo, Rocco Scotellaro, Léopold Sédar Senghor, Wole Soyinka, Božidar Stanišić, Giuseppe Ungaretti Duo Yu, Hasan Atiya Al Nassar, Wystan Hugh Auden, Giorgio Caproni, François Cheng, Mahmoud Darwish, Fatemeh Ekhtesari, Forugh Farrokhzad, Czesław Miłosz, Pier Paolo Pasolini, Pedro Shimose, Derek Walcott, Adam Zagajewski, Adonis, Aisha Arnaout, Faraj Bayrakdar, Bertolt Brecht, Iosif Aleksandrovič Brodskij, Aimé Césaire Najwan Darwish, Assia Djebar, Gëzim Hajdari Abdellatif Laâbi, Yang Lian, Umberto Saba Mario Scalesi, Wallace Stevens.

Francesca Palumbo è nata a Bari dove vive e insegna Lingua e letteratura inglese nelle scuole superiori. Si occupa di Alfabetizzazione e certificazione dell’Italiano per stranieri. Organizza seminari sull’Intercultura e laboratori di Scrittura creativa nelle scuole. Blogger e traduttrice, scrive recensioni di libri per testate online e collabora con «La Repubblica». Ha pubblicato la silloge di racconti Volevo dirtelo (Il Filo 2008), il romanzo Il tempo che ci vuole (Besa 2010), l’instant book La vita è un colpo secco (Atmosphere 2014) e la graphic novel In fondo (Fasi di Luna 2014). Con il suo ultimo romanzo Le parole interrotte (Besa 2015) ha vinto il Premio Letterario Nazionale Bari Città Aperta ed è risultata finalista nella terna del prestigioso premio letterario della Società dei Lettori Lucchesi.

ISBN 9788864791661

Scritture precarie
Editoria e lavoro nella grande crisi 2003-2017

28/02/2018 — Daniele Maria Pegorari

  € 16,00   

 

Questo libro indaga come gli scrittori italiani nati negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta abbiano raccontato (attraverso romanzi, novelle, reportage e poesie) la prostrazione dei soggetti sottoposti al precariato. A questa temporaneità del lavoro fa da specchio la temporaneità esistenziale: il precariato, infatti, produce una liquidità delle identità e nuove forme di ‘alienazione’, raccontata secondo modalità che lontanamente richiamano la letteratura industriale di Volponi. Si scopre, però, che le nuove generazioni non possono inquadrare in maniera ‘totale’ ed ‘epica’ il dramma sociale che si è abbattuto in Italia, poiché il grado di consapevolezza e di ‘esperienza’ della realtà è ormai ridotto a frammenti, essi pure temporanei e funzionali a un mercato editoriale che subordina la profondità alla leggerezza, la durata estetica alla consumabilità commerciale, la stabilità del libro alla volatilità della letteratura digitale.

Daniele Maria Pegorari (Bari, 1970) è professore di Letteratura italiana contemporanea, Sociologia della letteratura e Letteratura italiana nell’Università di Bari ‘Aldo Moro’. Ha pubblicato diciassette libri, fra cui tre su Mario Luzi (1994, 2002 e 2006), il Vocabolario dantesco della lirica italiana del Novecento (2000), Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008 (2009), Les barisiens. Letteratura di una capitale di periferia 1850-2010 (2010), Il codice Dante. Cruces della ‘Commedia’ e intertestualità novecentesche (2012), Umberto Eco e l’onesta finzione. Il romanzo come critica della post-realtà (2016) e Letteratura liquida. Sei lezioni sulla crisi della modernità (2018). Dirige la rivista «incroci» (nata nel 2000 per Adda Editore), tre collane di ricerche e testi per la Stilo Editrice e una sezione della rivista scientifica internazionale «Dante» (Serra Editore), oltre ad aver ideato e curato numerosi eventi pubblici, fra cui il festival Dante, l’immaginario.

ISBN 9788864791685

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook15

Il silenzio della pietra

28/02/2018 — Filiz Ozdem

  € 14,00   

 

Nel Silenzio della pietra l la storia personale di Sude si intreccia con le vicende e le ferite ancora aperte della giovane repubblica di Turchia. Il gomitolo dei ricordi si dipana a partire dall’infanzia e dall’adolescenza in cui Sude è divisa tra due mondi familiari profondamente diversi, passando attraverso la scoperta delle origini armene del ramo materno, arrivando infine alla perdita dell’uomo che ama. Lentamente Sude assembla i tasselli della storia familiare, scontrandosi con il silenzio che avvolge la storia della persecuzione armena, con le sue deportazioni e le forzate conversioni. Via via che prosegue la ricerca la narrazione si fa più onirica, confondendo la realtà col sogno, l’immaginazione con l’incubo, in una atmosfera di crescente oppressione. Sullo sfondo di uno degli episodi più dolorosi della storia della Turchia, è il filo rosso della paura a intrecciare i destini dei personaggi.

Filiz Özdem, dopo essersi diplomata al liceo italiano, si è laureata in Filosofia all’Università di Istanbul, dove ha conseguito anche la laurea magistrale. Ha tradotto in turco molti scrittori italiani tra cui Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Edmondo de Amicis, Angela Nanetti, Carlo Collodi, Gianni Rodari, Lucia Tumiati, Guido Sgardoli. Oltre a cinque romanzi e una raccolta di poesie ha pubblicato numerosi libri per bambini.


Anna Lia Proietti si è laureata in Lingue e letterature straniere all’Università di Pisa ed ha conseguito un dottorato in Filologia Italiana all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Vive e lavora a Istanbul dove insegna Traduzione e lingua italiana all’Università Yıldız. Ha tradotto dal turco numerose opere tra cui Ada d’ambra (Sellerio) e Scandaloso omicidio ad Istanbul (Sellerio). Si occupa in particolare di acquisizione bi/multilingue e di interferenza linguistica.

ISBN 9788864791968

La città nella neve

23/02/2018 — Beka Kurkhuli

  € 14,00   

 

I cinque racconti della Città nella neve mostrano la realtà di una nazione ‘di periferia’ alla ricerca di un contatto ravvicinato con l’Europa. La guerra tra georgiani e abcasi (Assassino), il legame d’amore tra due ragazzi sullo sfondo della crisi energetica degli anni Novanta (La città nella neve), la quotidianità di un uomo non vedente in bilico tra nostalgia e rabbia (In sogno vidi), i ricordi di giovinezza in una Tbilisi multietnica dei tempi sovietici (Una sera): è un mosaico composto tanto da storie private quanto da vicende che hanno segnato la storia della Georgia. Chiude la raccolta Musakala, in cui l'autore ha ricostruito, romanzandolo, il punto di vista dei combattenti mujaheddin durante la guerra in Afghanistan.

Beka Kurkhuli è nato a Tbilisi (Georgia) nel 1974, si è specializzato in scrittura drammaturgica e ha esordito come autore nel 1991. Dal 1999 al 2004 ha lavorato come reporter in zone di guerra in Georgia, Caucaso e Afghanistan e ha ricevuto in patria importanti riconoscimenti come il premio letterario SABA 2014.


Nunu Geladze Fusco è di madrelingua georgiana con cittadinanza italiana. Laureatasi in Filologia all’Università statale di Tbilisi, traduttrice letteraria, insegnante di italiano in Georgia, giornalista e scrittrice, ha ricevuto numerose onorificenze per il suo impegno a favore della promozione degli scambi culturali tra Georgia e Italia. Ha tradotto opere di autori classici e moderni, curando inoltre un frasario georgiano-italiano.

ISBN 9788864791975

Accerchiamento

15/02/2018 — Carl Frode Tiller

  € 16,00   

 

Tre voci per ricomporre un’identità: quella di David, che non ricorda più chi sia. Nelle tre lettere/monologhi che gli rivolgono due amici dell’adolescenza e il patrigno, i ricordi che lo coinvolgono si intrecciano con le storie personali di chi scrive, in una fitta tessitura di vicende dolenti e disperate e sentimenti che rompono gli argini del quieto vivere familiare, mostrando le numerose crepe nei rapporti interpersonali. L’autore trascina nell’occhio del ciclone una storia personale che è anche generazionale, indagando sui ruoli famigliari e di genere, e su quello che accade quando l’identità di qualcuno viene ricostruita attraverso il filtro delle vite degli altri.

Carl Frode Tiller (Norvegia, 1970) è scrittore, storico e musicista, considerato uno dei romanzieri norvegesi più importanti della sua generazione. Oltre ai romanzi, Tiller ha scritto diverse opere teatrali, racconti e brevi prose per varie riviste e giornali. Accerchiamento, pubblicato nel 2007 e primo volume di una trilogia, è il suo primo romanzo edito in Italia. Con questa opera ha vinto, nello stesso anno, il Norwegian Critics Prize for Literature e il Brage Prize, nel 2008 è stato nominato per il Nordic Council Literature Award e nel 2009 ha vinto l’EU Prize for Literature.

Margherita Podestà Heir è nata e cresciuta a Galliate (NO). Laureata in Lingue e Letterature scandinave si è specializzata a Oslo dove dal 1994 insegna italiano. Dal 1998 si occupa di traduzione di testi letterari, gialli, saggi, film e opere teatrali, in particolare dal norvegese. Collabora con le più prestigiose case editrici italiane.

ISBN 9788864791951

Il canto l'incanto il grido
Tre poetesse dell'Europa centro-orientale: K. I??akowiczówna, K. Nekrasova, M. Petreu. Con testo russo, polacco e rumeno a fronte

28/12/2017 — Kazimiera Illakowiczowna, Ksenija Nekrasova, Marta Petreu

  € 16,00   

 

Questo volume presenta tre identità femminili estremamente diverse, le tre ‘identità contro’ della polacca Kazimiera Iłłakowiczówna (1888-1983), della russa Ksenija Nekrasova (1912-1958) e della romena Marta Petreu (n. 1955), tre autrici dell’Europa centro-orientale che, nel loro insieme, hanno percorso un lungo e tortuoso cammino, incominciato negli ultimi decenni del XIX secolo e giunto fino ai primi anni del XXI, che racchiude e amplia quindi le contraddizioni del ‘secolo breve’, con le sue guerre, le sue dittature e le sue illusioni tradite. Temi quali il dolore, la solitudine, la morte, ma anche l’estasi e il miraggio della redenzione vengono soppesati, meditati, sofferti da prospettive e con atteggiamenti molto diversi – mi(s)tico nel caso di Nekrasova, furioso-misoteista nel caso di Petreu, evangelico e ‘francescano’ nel caso di Iłłakowiczówna – per ritrovarsi nella dimensione inattesa di una ricerca sempre personalistica, genericamente ascrivibile alla sfera dello ‘spirituale'.

Krystyna Jaworska si occupa di nessi tra letteratura e storia, di letteratura odeporica, del romanticismo polacco e del suo ruolo nella cultura polacca della seconda metà del XX sec., del periodo della seconda guerra mondiale e dell’emigrazione.

Massimo Maurizio si occupa di letteratura russa non ufficiale degli anni staliniani e post-staliniani, nonché di poesia contemporanea e di cultura sovietica del periodo 1930-1980.

Roberto Merlo insegna Lingua e Letteratura romena all’Università di Torino. In ambito letterario si è occupato di autori otto-novecenteschi e di immaginario letterario. Ha tradotto prosa, poesia e teatro romeni contemporanei. Di Marta Petreu ha curato l’antologia L’Apocalisse secondo Marta. Poesie 1981-2014 (2016).

ISBN 9788864791944

Il frutto del tempo

22/12/2017 — Luigi Fallacara

  € 15,00   

 

Il tempo in frantumi è il nostro tempo. Non possiamo coglierne il senso complessivo ma solo afferrare attimi, osservarne il vorticoso trascorrere e gli imprevedibili esiti. Negli avanzi, nei detriti dell’esistenza, tuttavia, si può percepire la presenza di qualcosa di più grande e inafferrabile, un «tempo vero». È questo il nucleo tematico dell’ultima raccolta di Luigi Fallacara il cui dattiloscritto fu consegnato dall’autore nel marzo 1962, un anno prima della sua morte. La prima e unica edizione, edita dalla Locusta di Vicenza nel 1962 e vincitrice del Premio ‘Vallombrosa’, è oramai introvabile. Di qui l’esigenza di riportare alla luce testi che hanno ancora molto da dire al nostro tempo. Fra le pagine di questa silloge si legge l’essenza del ragionare del poeta sui momenti di oblio e sulle situazioni liminari della vita, sulle ombre e le luci, su folgoranti aperture astrali ma anche su confortanti dolcezze terrestri, sugli affetti familiari, sulla ricerca della felicità e la fiducia nel domani, sul divino e il mistero dell’esistenza.

Nato a Bari nel 1890, completa gli studi umanistici in una Firenze dallo straordinario fervore culturale. Qui entra in contatto prima con la rivista dell’avanguardia letteraria «Lacerba» e poi con «Il Frontespizio», incunabolo dell’ermetismo, che più di tutto segnò il suo percorso. La sua intensa attività creativa, pienamente inserita all’interno dei fenomeni culturali del primo Novecento, vide la pubblicazione di numerose raccolte di poesie. La scrittura di racconti e romanzi accompagnò costantemente la più centrale attività poetica.

ISBN 9788864791623

Sempre verso Itaca
Itinerari tra mito e riletture contemporanee

14/11/2017 — Bianca Sorrentino

  € 14,00   

 

Questo vivace dialogo tra pagine del mito classico e riletture contemporanee indaga il rapporto tra il tormento lacerante e la conoscenza, esplorandolo attraverso le sue molteplici accezioni: il viaggio, con Ulisse come archetipo di colui che «a lungo errò» e «molti dolori patì»; la memoria, con Enea che a caro prezzo paga la promessa di rifondare la casa perduta; la verità, con Edipo, che solo quando si acceca riesce a vedere; la poesia, con Orfeo, che discende nel nulla e canta la vita; il lutto, con Elettra come testimone della ferocia e incubatrice d’odio; la ricerca di senso, con Filottete che attraverso l’esperienza dell’alienazione comprende il significato delle sue ferite, e la ricerca di una via, con Dedalo che nella prigionia impara a desiderare la libertà. Al lettore resta un’immaginifica suggestione di leggerezza, che soffia via la polvere dagli occhi e con un tocco di gentilezza chiarisce lo sguardo.

Bianca Sorrentino (Bari, 1988) si occupa di teatro e didattica, ha esordito per i tipi di Stilo Editrice con Mito classico e poeti del ’900. Suoi contributi sono apparsi su Poesia di RaiNews, Parco Poesia, Midnight, L’EstroVerso, Laboratori Poesia, Iris News, Buenos Aires Poetry e sul sito del Centro Culturale Tina Modotti di Caracas.

ISBN 9788864791920

Lo scrigno delle cicale

01/10/2017 — Annalisa Molfetta

  € 12,00   

 

Promontorio del Gargano, una notte d’estate dell’anno di guerra 1943. Due piccole luci risalgono un sentiero di montagna: un uomo e una donna insieme a due bambini. Hanno segreti scomodi, un nemico comune, e un unico rifugio possibile: la Foresta Umbra. Ancora oggi non tutti sanno che le Isole Tremiti sono state un luogo di confino per gli esiliati politici, ma anche l’angolo in cui vennero tenuti nascosti dei detenuti di cui il Regime non voleva che si parlasse: gli omosessuali. E lo ignoravano anche Daniele e Italia, i due giovani protagonisti che si trovano a condividere un inaspettato destino comune, tra la necessità di celare dei segreti e l’opportunità offerta da nuovi incontri, da vecchie conoscenze che si rivelano complici, e infine da una grande casa isolata immersa fra i sentieri della misteriosa Foresta Umbra. Un romanzo intenso e sorprendente, destinato a suscitare interrogativi su un tassello della nostra storia recente dimenticato troppo a lungo.

Annalisa Molfetta (1984), laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, vive e lavora in provincia di Foggia. Nei suoi studi si è occupata principalmente del Mezzogiorno e in particolare delle tematiche risorgimentali negli scritti di De Roberto e Tomasi di Lampedusa.

ISBN 9788864791906

Amore e reciprocità
Un percorso filosofico tra il reale e l'impossibile

30/09/2017 — Annalisa Caputo

  € 14,00   

 

L’amore reciproco è realmente possibile? E, ammesso che sia così, potrebbero mai le parole ed i concetti essere in grado di ‘dirlo’? Queste pagine sono una sfida incrociata ad una doppia impossibilità: raggiungere l'amore reciproco e, prima ancora, scriverne. Eppure esso è difficile da non cercare e pensare. Attraverso una serie di ‘figure’ filosofiche e poetiche, che fungono un po’ da galleria degli specchi, il libro conduce i lettori a scavare dentro se stessi e le proprie relazioni: il malinconico, il passivo, l’egocentrato, il romantico, il pauroso, il mercante, il donatore, il poeta, il riconoscente. L’approdo è una soglia. Qui la domanda iniziale si trasforma: dall’impossibile al reale, e la reciprocità si mostra come ‘possibile’ mutualità.

Annalisa Caputo, professoressa di Filosofia teoretica, insegna Linguaggi della filosofia e Didattica della filosofia presso l’Università degli Studi Bari ‘Aldo Moro’. È autrice di numerosi lavori tra cui, per la Stilo: Io e tu. Una dialettica fragile e spezzata. Percorsi con Paul Ricoeur (2009); Nietzsche e la poesia, a cura di A. Caputo e M. Bracco (2012). È inoltre fondatrice e direttrice della rivista internazionale (on-line, open access, peer review) «Logoi.ph» (www.logoi.ph).

ISBN 9788864791869

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Prescrivimi un libro
I benefici psicologici della biblioterapia

30/09/2017 — Angelo Urbano

  € 15,00   

 

La biblioterapia è uno strumento psicologico che, attraverso la lettura e la scrittura, favorisce la cura di sé e la conoscenza di altri modi di pensare e di essere. Questa tecnica si pone tra le applicazioni clinico-terapeutiche e, a più larga diffusione, come strumento di auto-aiuto in situazioni di disagio psicologico e sociale. Rappresenta un atto di crescita, di ricerca della propria identità nonché una valida risorsa per affrontare particolari traumi o periodi di vita negativi. Leggere e scrivere, dunque, rappresentano una modalità efficace per ‘curarsi’ poiché i libri aprono universi di significato, regalano benessere, sono una finestra sul mondo. Sviluppano il pensiero inducendolo al ragionamento e accrescono contemporaneamente l’immaginazione.

Angelo Urbano (Bari, 1981) è psicologo, ed oltre ad occuparsi dell’attività clinica in ambito psicologico, ha approfondito gli studi sulla biblioterapia come sostegno per singole persone e gruppi. Lettore da sempre, scrittore per diletto, pubblica articolidi psicologia e recensioni di libri su diversi blog, tra i quali il portale tematico labiblioterapia.wordpress.com.

ISBN 9788864791883

Soffri ma sogni
Le disfide di Pietro Mennea da Barletta

01/08/2017 — Stefano Savella

  € 12,00   

 

«La fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni». Questa frase di Pietro Mennea esprime il profondo spirito di sacrificio che lo ha condotto a una lunga stagione di vittorie attraverso cinque partecipazioni alle Olimpiadi, il record del mondo, numerosi altri successi in Italia e in Europa. Vi si leggono però anche le difficoltà degli esordi a Barletta, la sua città, in cui la carenza di buoni impianti di allenamento era superata dalla presenza di figure che lo hanno formato nella vita e nello sport. Proprio a Barletta, sulla pista d’atletica dello stadio comunale, Mennea ottenne una delle sue migliori prestazioni di sempre. Abbandonata l’attività agonistica, nella sua nuova carriera di professionista, docente universitario e uomo politico, egli rafforzò la propensione alla sfida individuale. Lo testimoniano le sue lauree, le sue pubblicazioni, l’impegno costante nella lotta al doping e per lo sviluppo della propria terra.

Stefano Savella, nato a Barletta nel 1982, è redattore editoriale, pubblicista e blogger. Si occupa di questioni politiche europee su «Votofinish.eu » ed è direttore della rivista web «PugliaLibre. Libri a km zero». Suoi articoli sono apparsi negli anni scorsi sullo «Straniero» e su «Nazione Indiana». Nel gennaio 2017 è uscito il suo secondo libro, Povera patria. La canzone italiana e la fine della Prima Repubblica (Arcana).

ISBN 9788864791845

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Nietzsche e la solitudine
Il destino di un inattuale

02/05/2017 — Michele Bracco

  € 10,00   

 

Prendendo in considerazione gli scritti e le lettere del filosofo tedesco, nonché alcune suggestive testimonianze – soprattutto femminili – fornite da coloro che ebbero modo di frequentarlo, l’Autore mostra come la solitudine costituì per Nietzsche la condizione e la conseguenza del suo essere un pensatore inattuale, al punto che egli finì col tempo per assumere un’aria misteriosa e inquietante, «come se venisse da una terra dove non abita più nessuno» (lettera di Erwin Rohde a Franz Overbeck). Il volume si apre con la prefazione di Giuliano Campioni (già ordinario di Storia della filosofi a all’Università di Pisa e curatore dell’edizione italiana Colli-Montinari delle Opere e dell’Epistolario di Nietzsche) e si conclude con un dialogo con il pittore Valerio Adami, uno degli esponenti più prestigiosi del panorama artistico contemporaneo, autore del ritratto in copertina.

Michele Bracco (Bari 1966), studioso del pensiero contemporaneo e docente di Filosofi a nel Liceo classico e linguistico 'C. Sylos' di Bitonto, ha scritto numerosi saggi apparsi in volumi e su riviste italiane e internazionali. Per la Stilo Editrice ha pubblicato Sulla distanza. L’esperienza della vicinanza e della lontananza nelle relazioni umane (nuova ed. 2016) e ha curato, con Annalisa Caputo, il volume Nietzsche e la poesia (2012). Nel 2016 ha partecipato come relatore al Convegno Internazionale di Filosofi a intitolato L’inattuale. Da Nietzsche a noi, organizzato presso l’Università degli Studi di Bari dalla rivista «Logoi».

ISBN 9788864791807

Falce senza martello
Racconti post-sovietici

28/03/2017 — G. Marcucci

  € 16,00   

 

Raccolta di racconti russi contemporanei che accoglie alcune fra le più interessanti ‘giovani’ voci del panorama letterario attuale, autori nati tra gli anni Settanta e Ottanta e affermatisi allʼinizio dei Duemila. Pur avendo origini differenti scrivono tutti nella stessa lingua, alcuni in una forma più breve, altri tendendo al racconto lungo. Il loro sguardo – sul passato in particolare – talvolta è simile, talvolta possiede sfumature diverse, ma ciascuno di loro trasporterà il lettore, attraverso temi universali, in luoghi dentro e oltre la Russia, in un viaggio affascinante che non potrà lasciarci indifferenti.

Giulia Marcucci è ricercatrice presso lʼUniversità per Stranieri di Siena dove insegna Lingua e traduzione russa. Si occupa di letteratura e cinema russi contemporanei, di didattica e di problematiche linguistiche del russo dagli anni Novanta a oggi. È autrice di articoli e saggi, e di una monografia dal titolo Lo scrittore bifronte: Anton Čechov tra letteratura e cinema (1909-1973). Ha tradotto opere di saggistica e romanzi di autori contemporanei russi come Andrej Astvacaturov e Michail Elizarov, lʼopera di Nikolaj Anciferov La Pietroburgo di Dostoevskij, racconti di Dmitrij Prigov, Lev Rubinštejn, Olʼga Slavnikova, Olʼga Novikova e di altri autori del panorama letterario russo odierno.

ISBN 9788864791876

Pensare la rivoluzione russa
Ediz. ampliata

27/03/2017 — Luciano Canfora

  € 14,00   

 

«Io faccio in questo momento unʼesperienza di comunismo. Essa è riuscita parzialmente, ma in molti punti è fallita. Davanti a questi risultati io non intendo far violenza ai fatti. Se Marx si è sbagliato, bisogna riscrivere il Capitale» (Lenin).

Luciano Canfora è professore emerito dellʼUniversità di Bari. Dirige i «Quaderni di storia» e collabora con il «Corriere della Sera». Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo: La meravigliosa storia del falso Artemidoro (Sellerio, 2011); Il mondo di Atene (Laterza, 2011); Gramsci in carcere e il fascismo (Salerno, 2012); Spie, URSS, antifascismo. Gramsci 1926- 1937 (Salerno, 2012); La guerra civile ateniese (Rizzoli, 2013); La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone (Laterza, 2014); Augusto. Figlio di dio (Laterza, 2015); Tucidide. La menzogna, la colpa, l’esilio (Laterza, 2016); La schiavitù del capitale (il Mulino, 2017).

ISBN 9788864791890

La legge di Gresham
Economia e filosofia nella riflessione di Oresme, Biel e Copernico

10/01/2017 — Alberto Labellarte

  € 10,00   

 

L’autore ricostruisce, in modo essenziale, la riflessione di Nicola Oresme, Gabriele Biel e Niccolò Copernico che, tra Medioevo e Rinascimento, determinò il superamento della concezione aristotelico-tomista dell’economia, formalizzò la ‘Legge di Gresham’, e pose le basi per la nascita delle dottrine economiche moderne come quelle di Adam Smith.

Alberto Labellarte (classe 1987) è nato e vive a Valenzano (BA). Ha compiuto i suoi studi presso l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ dove ha conseguito la laurea magistrale in Filosofia. Docente nei licei, ha curato la pubblicazione di diverse opere tra cui quelle di N. Oresme, Trattato sull’origine, la natura, il diritto e i cambiamenti del denaro (Stilo 2016), G. Biel, Trattato sul potere e l’utilità del denaro (Stilo 2016) e Niccolò Copernico, Trattato sulla coniazione del denaro (Stilo 2016).

ISBN 9788864791722

Orbìta
Deviando sollecito dalla rotta. Antologia poetica dalla Lettonia. Testo russo a fronte. Ediz. bilingue

30/12/2016 — M. Maurizio

  € 14,00   

 

Deviando sollecito dalla rotta è un’antologia che vuole proporre lo sguardo estremamente particolare degli autori sulla realtà circostante, uno sguardo che fonde la visione scettica e spesso impartecipe propria della contemporaneità con il peculiare romanticismo caratteristico della generazione che ha debuttato negli anni immediatamente successivi al 1991. Il contesto specifico della Lettonia post-sovietica concilia un interesse vivissimo per la cultura occidentale innestato però sul substrato precedente, dando vita a sperimentazioni inedite non soltanto in quella parte d’Europa. La scelta di questi testi riflette una tappa nell’evoluzione di uno dei gruppi più interessanti e innovatori nel panorama della poesia contemporanea in lingua russa.

Orbìta (Tekst-gruppa Orbita) si è formato nel 1999 a Riga e a oggi riunisce quattro poeti, tre dei quali russofoni (S. Chanin, V. Svetlov, S. Timofeev) e A. Punte, che compone anche in lettone. Oltre alla produzione squisitamente letteraria, pubblicata in edizioni grandemente curate dal punto di vista grafico, i membri di Orbìta si dedicano a progetti multimediali, realizzati in forma di performance poetico-teatrali e di video-poesia, anche grazie alla collaborazione con musicisti e registi. Oltre a essere una delle realtà più sfaccettate e complesse della poesia russa contemporanea, Orbìta rappresenta anche un riuscito esperimento di sintesi multiculturale nel panorama del territorio dell’ex URSS, grazie alle frequenti collaborazioni con poeti lettoni e alla traduzione e diffusione di questa cultura ben oltre i confini del Paese.

ISBN 9788864791852

Il presepe fra Oriente e Occidente

06/12/2016 — Mariagraziella Belloli

  € 10,00   

 

L’autrice ricostruisce la storia del presepe visto come icona dell’incontro tra Oriente e Occidente. Partendo dalla storia di questa tradizione e dal culto a essa connesso di Gesù Bambino, analizza le figure dei Re Magi, considerati come archetipo del viaggio ‘sapienziale’ dell’uomo di cultura verso il Mistero dell’universo. Il testo dedica, poi, ampio spazio alla scoperta della manifestazione artistica del presepe nella pietà popolare, particolarmente quella napoletana e salentina. Quest’ultima, meno conosciuta, è affidata a una tradizione di maestri cartapestai che, in ossequio allo spirito di ‘contiguità’ all’Oriente, hanno saputo costruire una originale ‘tradizione nella tradizione’.

Mariagraziella Belloli, laureata all’Istituto Orientale di Napoli in Lingua e letteratura francese, studiosa di Orientalismo e docente presso l’Università degli Studi di Bari, si occupa di temi legati all’Oriente e alla trasmigrazione dei simboli artistici e culturali dal Levante nella civiltà europea. È stata redattrice della rivista internazionale dell’Enec (Europe Near East Centre) «La porta d’Oriente» diretta da Franco Cardini, e di «Leonora. Rivista di dibattito politico economico culturale» diretta da Nico Perrone. Per la Stilo ha pubblicato Il Pellegrino di Rostov. La Chiesa Russa in Bari.

ISBN 9788864791838

Majorana e Sciascia
Un caso irrisolto tra scienza e letteratura

30/11/2016 — Domenico Ribatti

  € 10,00   

 

Domenico Ribatti, nel desiderio di cogliere gli intrecci tra scienza e letteratura, ripercorre le tappe della vicenda umana e professionale del fisico Ettore Majorana filtrate dalla lente d’ingrandimento del pamphlet La scomparsa di Majorana, pubblicato da Sciascia nel 1975. Che il ‘caso’ di Ettore Majorana e della sua scomparsa susciti ancora oggi grande interesse è del resto comprensibile se consideriamo che una delle ipotesi avanzate sulla sparizione è legata alle sue ricerche di fisico nucleare. Come è caratteristico di Sciascia, la letteratura viene usata per descrivere e denunciare il groviglio socio-politico del suo tempo, prediligendo personaggi in conflitto col Potere e con la propria coscienza. Quello della scomparsa dunque è un topos letterario, un espediente per affrontare il dissidio tra scienza ed etica, tra progresso e pietas.

Domenico Ribatti è ordinario di Anatomia umana presso l’Università degli Studi di Bari. Ha pubblicato Scienza e letteratura. Storia di un doppio legame (Stilo 2008), Medicina malata (Stilo 2010), Lorenzo Tomatis. La ricerca medica tra cura e profitto (Stilo 2010), Viaggio nel cervello (Stilo 2012), Un medico d’avanguardia. Gianni Bonadonna e la chemioterapia dei tumori (Carocci 2015), Agli albori della embriologia sperimentale (Carocci 2016), Raccontare la scienza (Progedit 2016).

ISBN 9788864791609

Canto e penso
Letteratura filosofia e musica tra autori antichi e moderni

30/11/2016 — Francesco Minervini

  € 14,00   

 

Chi scrive ha una convinzione: la classicità e il suo pensiero riusciranno a sopravvivere nella misura in cui manterranno attivi la vitalità e il fascino che ne costituiscono la linfa. Mito e logos, poesia e filosofia, canto e argomentazione non sono in contrapposizione ma si integrano: le emozioni espresse nel canto trovano risposta nella elaborazione razionale dando origine a un circuito in cui intuizione, emozione e pensiero, poesia, musica e filosofia si arricchiscono vicendevolmente. Analizzando con attenzione le opere, scopriamo che costanti sono gli interrogativi dell’animo umano ma diverse le risposte e le modalità della loro costruzione. Testi di Agostino, Battiato, Bersani, Caparezza, Catullo, De André, Epicuro, Eraclito, Euripide, Gaber, Giorgia, Guccini, Lucrezio, Mannoia, Mia Martini, Mina, Medea, Negramaro, Omero, Orazio, Platone, Vasco Rossi, Seneca, Sofocle.

Francesco Minervini vive a Bari e insegna Lettere al liceo classico. Tra le sue pubblicazioni: Si vis pacem. Studi, riflessioni e approfondimenti sull’elaborazione dell’idea di pace nell’antichità greco-romana, di cui è curatore (Aracne 2010); Non la picchiare così. Sola contro la mafia (la meridiana 2015). Per la Stilo ha pubblicato InCanto classico. Autori latini e greci e cantautori d’oggi in concerto (2010); Il grido e l’impegno. La storia spezzata di Michele Fazio (2011); La scuola è un animale politico, di cui è curatore (2013); Sono solo pupazzi. Un giorno con Gaetano Marchitelli vittima innocente di mafia (2014).

ISBN 9788864791791

Umberto Eco e l'onesta finzione
Il romanzo come critica della post-realtà

22/11/2016 — Daniele Maria Pegorari

  € 16,00   

 

«Caro Pegorari, il Suo è il saggio più bello che abbia letto sui miei lavori. Questo non vuole dire nulla, perché devo mettere in conto il mio naturale narcisismo. Comunque grazie». Così scriveva in una succinta eppure arguta mail Umberto Eco, il 7 luglio 2013, dopo aver letto l’inedito di questa monografia dedicata alla sua opera narrativa. Ora questo studio viene pubblicato in una versione aggiornata che tiene conto anche del suo ultimo romanzo, apparso nel 2015. Vi si accampa un ragionamento per il quale la produzione letteraria del filosofo e scrittore alessandrino, dagli anni Ottanta del Nome della rosa e del Pendolo di Foucault, fino agli anni Dieci del Cimitero di Praga e di Numero zero, persino sotto la maschera dissimulatrice della letteratura di genere, ha messo a tema il conflitto fra l’etica autoritaria della verità e la resistenza della realtà, sempre più soccombente nella società della comunicazione.

Daniele Maria Pegorari (Bari, 1970) insegna Letteratura italiana contemporanea e Sociologia della letteratura nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Bari ‘Aldo Moro’. Ha pubblicato, fra l’altro, tre libri su Mario Luzi (1994, 2002 e 2006), il Vocabolario dantesco della lirica italiana del Novecento (2000), Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008 (2009) e, per Stilo, Les barisiens. Letteratura di una capitale di periferia 1850-2010 (2010) e Il codice Dante. Cruces della ‘Commedia’ e intertestualità novecentesche (2012). Dirige la rivista «incroci» (nata nel 2000 per i tipi di Adda), tre collane di ricerche e testi per la Stilo editrice e una sezione della rivista scientifica internazionale «Dante», oltre ad aver ideato e curato numerosi eventi pubblici, fra cui il festival Dante, l’immaginario.

ISBN 9788864791753

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Conservazione e perdita dei classici

31/10/2016 — Luciano Canfora

  € 12,00   

 

Questo breve manuale si propone come introduzione allo studio della filologia considerata nel suo aspetto primario: la storia dei testi in quanto storia del ‘libro’ e delle sue trasformazioni. Una prospettiva empirica che aiuta a comprendere le basi materiali delle letterature ‘classiche’.

Luciano Canfora è professore emerito dell’Università di Bari. Dirige i «Quaderni di storia» e collabora con il «Corriere della Sera». Tra le sue pubblicazioni più recenti ricordiamo: La meravigliosa storia del falso Artemidoro (Sellerio, 2011); Il mondo di Atene (Laterza, 2011); Gramsci in carcere e il fascismo (Salerno, 2012); Spie, URSS, antifascismo. Gramsci 1926-1937 (Salerno, 2012); La guerra civile ateniese (Rizzoli, 2013); La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone (Laterza, 2014); Augusto. Figlio di dio (Laterza, 2015); Tucidide. La menzogna, la colpa, l’esilio (Laterza, 2016).

ISBN 9788864791630

La sorella
Breve storia di Mariù e Giovanni Pascoli

01/10/2016 — Paolo De Stefano

  € 12,00   

 

Attraverso La sorella Paolo De Stefano chiude un cerchio iniziato con la pubblicazione de L’ombra. Giovanni Pascoli, frammenti di un’anima (Stilo 2012), romanzo dedicato alla vita interiore del poeta di San Mauro di Romagna e alla presenza, fedele e imperiosa, della sorella, affettuosamente chiamata Mariù. Se il primo romanzo rievocava gli anni dell’insegnamento liceale e la vicenda di un incipiente amore troncato sul nascere dal geloso intervento di Mariù, La sorella riparte dalla conquista della cattedra universitaria a Bologna, snodo fondamentale del percorso professionale e di vita di Pascoli. Quelli della docenza universitaria furono anni ricchi di studio, di progetti editoriali e di incontri, sapientemente evocati da De Stefano; anni in cui si affacciò nuovamente una timida aspirazione matrimoniale, anche stavolta ostacolata da Mariù con opera sottile e tenace. È sempre lei la custode strenua del ‘nido’ fatto di memorie di infanzia, di assenza, di affetti; lei, ‘ombra’ del fratello e vestale devota dei suoi scritti. Con finezza di introspezione e con un linguaggio ricco di suggestione nel suo continuo echeggiare il suono dell’inimitabile scrittura pascoliana, l’Autore apre una nuova finestra sulla vita di un autore originalissimo della nostra moderna letteratura.

Paolo De Stefano, allievo di Luigi Russo alla Scuola Normale Superiore di Pisa negli anni Cinquanta, è stato a Taranto docente di Lettere italiane e latine nello storico liceo ‘Archita’ e poi preside del liceo classico ‘Quinto Ennio’, divenuto per opera sua attivo polo culturale della città con la creazione nel 1985 del Centro Studi di Italianistica e della rivista «L’Arengo». Instancabile animatore della vita culturale tarantina, De Stefano ha tenuto seminari di Letteratura italiana nella sede ionica dell’Università di Bari (che nel 1992, rettore Aldo Cossu, gli ha conferito il Sigillo accademico). Titolare di medaglia d’oro del Ministero dell’Istruzione e membro ordinario dell’Accademia Pugliese delle Scienze, ha al suo attivo molteplici pubblicazioni, dedicate sia ad autori di origine tarantina (tra cui le Deliciae Tarentinae dell’umanista Tommaso Niccolò d’Aquino, Pater e Pricò di Cesare Giulio Viola), sia ai grandi classici della letteratura italiana, in particolare ai prediletti Dante e Pascoli.

ISBN 9788864791746

Trattato sulla coniazione del denaro
Ediz. multilingue

30/09/2016 — Niccolò Copernico

  € 14,00   

 

Copernico (1473-1543) nacque nell’odierna Polonia da una famiglia di commercianti e funzionari amministrativi originaria della Slesia e lo zio materno, il vescovo Lukasz Watzenrode, provvide affinché il nipote ricevesse una solida formazione. Studioso dai molteplici interessi, nel Trattato sulla coniazione del denaro, approfondisce la definizione del termine ‘moneta’, analizza le varie qualità che essa deve possedere e si sofferma quindi sul suo valore e deprezzamento. Egli formula poi la legge economica generalmente nota come ‘Legge di Gresham’ (le cui prime formulazioni risalgono a Nicola Oresme e Gabriele Biel), anticipando così di circa duecentocinquanta anni le teorie di Adam Smith.

Alberto Labellarte (classe 1987) è nato e vive a Valenzano (BA). Ha compiuto i suoi studi presso l’Università degli Studi di Bari 'Aldo Moro' dove nel 2009 ha conseguito la laurea triennale in Filosofia con la tesi Critone e le Leggi. Legge morale e legge scritta; nel 2011 la laurea magistrale in Scienze filosofiche con la tesi Logica, conoscenza e filosofia della natura in Guglielmo di Ockham; nel 2015 il dottorato di ricerca in Filosofia e Storia della Filosofia con la tesi La Legge d’Oresme, Biel e Copernico. Ha già pubblicato Critone e le Leggi (Firenze Atheneum, 2010), Logica, conoscenza e filosofia della natura in Guglielmo di Ockham (Albatros, Milano2015). Per la Stilo ha curato nel 2016 la pubblicazione di N. Oresme, Trattato sull’origine, la natura, il diritto e i cambiamenti del denaro e di G. Biel, Trattato sul potere e l’utilità del denaro.

ISBN 9788864791715

Erodoto e Tucidide
Uomini e dèi nella storia

01/07/2016 — Giuseppe Micunco

  € 12,00   

 

Le antiche e grandi civiltà orientali avevano scritto di storia, ma la loro era una storia ufficiale, raccontata da chi deteneva il potere, e quindi di parte, autoreferenziale, spesso propagandistica, meno preoccupata della verità, molto di più dell’immagine. Furono i Greci ad aprire vie nuove al racconto storiografico. Furono Ecateo, Erodoto e Tucidide, con approcci e metodi diversi, sia per la parte che doveva avere lo storico, sia per la lettura dei fatti. ‘Filosofi’ per natura e per vocazione, si chiesero, cercarono di capire, soprattutto, se fossero gli uomini a fare la storia o se la storia, pur fatta dagli uomini, fosse anche in qualche modo o del tutto nelle mani degli dèi. È un dilemma che interesserà anche i secoli a venire, dalla storiografia provvidenzialistica e cristiana al razionalismo umanistico e moderno. La grande storiografia del V secolo a.C. ha al centro Atene, la sua ascesa, la sua akmè, il suo declino, per intenderne e darne le ragioni. Troverà altre strade, e già con Senofonte e Ctesia, quando il mondo si sarà allargato ad altri popoli, ad altre culture, e si muoverà tra il romanzesco e il paradossale, tra l’aneddotico e il meraviglioso, continuando a narrare di storia ma perdendo di vista la ricerca della verità in nome della piacevolezza del proprio racconto.

Giuseppe Micunco, nato e residente a Bari, è docente di Latino e Greco biblico presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘Odegitria’ di Bari. Studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, scrive su riviste scientifiche approfondendo l’incontro tra la cultura classica e quella cristiana; è collaboratore dell’UTET per la collana di classici latini (con Domenico Lassandro ha curato nel 2001 i Panegirici latini e nel 2004 De natura deorum, De senectute, De amicitia di Cicerone); è autore di numerose pubblicazioni, tra cui Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996). Con la Stilo Editrice ha pubblicato L’Exultet I di Bari (2011), ha curato e tradotto l’Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo

ISBN 9788864791548

Trattato sul potere e l'utilità del denaro
Testo latino a fronte

01/07/2016 — Gabriele Biel

  € 14,00   

 

Gabriele Biel, conosciuto come Ultimus Scholasticorum, nacque a Spira intorno al 1410, studiò a Heidelberg dove nel 1484 scrisse il famoso Commento alle Sentenze, in cui anticipava i temi della Riforma.Nel Trattato sul potere e l’utilità del denaro, l’autore analizza i processi inflattivi e la legge monetaria oggi nota con il nome di “Legge di Gresham”. L’opera occupa un posto importante nella storia delle pubblicazioni riguardanti temi economici. Inizialmente viene esposta una teoria della moneta di chiara derivazione aristotelica, aggiungendo che il giusto prezzo di un bene economico è determinato dai bisogni umani, dalla sua scarsità e dalla difficoltà della sua produzione. Successivamente, così come fatto da Oresme, Biel sostiene che la moneta, sebbene sia battuta da un’autorità, appartenga al popolo e che pertanto spetti a quest’ultimo fissarne il valore stigmatizzando il deprezzamento della valuta causato dai prìncipi in quanto disonesto sfruttamento delle persone.

Alberto Labellarte (classe 1987) è nato e vive a Valenzano (BA). Ha compiuto i suoi studi presso l’Università degli Studi di Bari 'Aldo Moro' dove nel 2009 ha conseguito la laurea triennale in Filosofia con la tesi Critone e le Leggi. Legge morale e legge scritta; nel 2011 la laurea magistrale in Scienze filosofiche con la tesi Logica, conoscenza e filosofia della natura in Guglielmo di Ockham; nel 2015 il dottorato di ricerca in Filosofia e Storia della Filosofia con la tesi La Legge d’Oresme, Biel e Copernico. Ha già pubblicato Critone e le Leggi (Firenze Atheneum 2010), Logica, conoscenza e filosofia della natura in Guglielmo di Ockham (Albatros Milano 2015) e Trattato sull’origine, la natura, il diritto e i cambiamenti del denaro (Stilo 2016).

ISBN 9788864791739

Trattato sull'origine, la natura, il diritto e i cambiamenti del denaro
Testo latino a fronte

01/06/2016 — Nicola Oresme

  € 20,00   

 

Il saggio analizza le teorie monetarie di Nicola Oresme presentate in un testo capolavoro della scolastica medievale; argomenti centrali sono l’analisi dei processi inflattivi e l’attribuzione all’autore della nota legge monetaria, oggi nota con il nome di ‘Legge di Gresham’. La ricerca dimostra come determinati saperi ‘pratici’, tra i quali l’economia monetaria – ramo dell’economia politica – esistano grazie allo sforzo del pensiero filosofico di studiosi come Oresme, vissuto dal 1320 al 1382 e gran maestro del Collegio di Navarra dell’Università di Parigi. La natura del Trattato è in primo luogo politica: l’autore illustra le controindicazioni delle oscillazioni monetarie, sostiene il dovere dei sovrani di garantire una moneta stabile e insiste sul concetto della moneta non come bene personale del re, ma come bene comune del popolo che ne fa uso.

Alberto Labellarte (classe 1987) è nato e vive a Valenzano (BA). Ha compiuto i suoi studi presso l’Università degli Studi di Bari 'Aldo Moro' dove nel 2009 ha conseguito la laurea triennale in Filosofia con la tesi Critone e le Leggi. Legge morale e legge scritta; nel 2011 la laurea magistrale in Scienze filosofiche con la tesi Logica, conoscenza e filosofia della natura in Guglielmo di Ockham; nel 2015 il dottorato di ricerca in Filosofia e Storia della Filosofia con la tesi La Legge d’Oresme, Biel e Copernico. Ha già pubblicato Critone e le Leggi (Firenze Atheneum, 2010), e Logica, conoscenza e filosofia della natura in Guglielmo di Ockham (Albatros, Milano2015).

ISBN 9788864791586

DisAccordi
Antologia di poesia russa 2003-2016. Ediz. multilingue

01/05/2016 — M. Maurizio

  € 16,00   

 

L’idea di questo libro nasce da un profondo affetto per la Russia e dalla preoccupazione che ne scaturisce per la storia recente del Paese. I ‘disaccordi’ lirici di quest’antologia appartengono a 29 autori contemporanei e, con modi, forme e approcci diversi, esprimono la percezione della violenza nel quotidiano. La Russia di oggi si dibatte tra la nostalgia di un passato mitizzato, la proposta di un’identità nazionale non meglio definita e l’ambizione di molti a liberarsi dal giogo di queste imposizioni e di quel soffocante passato in grado di inibire l’aspirazione a trovare una propria via personale (re)inventando la propria identità. La percezione della violenza nasce dalla consapevolezza di questo dissidio. In questo senso, la scrittura può divenire una forma intima di resistenza nonostante tutto.

Massimo Maurizio è ricercatore di Lingua e letteratura russa presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa di poesia contemporanea e di letteratura russa non ufficiale del periodo staliniano. È autore di numerosi articoli e saggi e di due monografie: Bespredmetnaja junost’ Andreja Egunova: tekst i kontekst (lzd-vo Kulaginoj-Intrada, 2008) e Prossima fermata: Cremlino. Percorsi reali e immaginari per la Mosca letteraria (Bonanno, 2011). La sua attività di traduttore verte sulla poesia russa del XX secolo, con particolare attenzione agli ultimi tre decenni. Nel 2013 ha curato e tradotto «La massa critica del cuore...». Antologia di poesia russa contemporanea (Mimesis-Hebenon).

ISBN 9788864791647

Disappartnenze
Figure del distacco e altre solitudini nelle letterature dell'Europa centro-orientale

01/04/2016 — AA.VV.

  € 30,00   

 

Il volume propone gli interventi al convegno ‘Disappartenenze. Figure del distacco e altre solitudini nelle letterature dell’Europa centro-orientale’, tenuto il 5 e 6 marzo 2015 all’Università di Torino e promosso da Ljliana Banjanin, Krystyna Jaworska, Massimo Maurizio e Roberto Merlo. Il titolo fa riferimento alla problematicità delle questioni identitarie nelle aree serba e croata, romena, polacca e russa che, con modalità talvolta assai diverse, sono caratterizzate da un senso di appartenenza critica alla cultura di riferimento, ma anche dal distacco dai modelli prevalenti. Scopo di queste pagine è analizzare – nell’età contemporanea – i filoni letterari, i movimenti artistici, ma anche le manifestazioni storiche e le figure concrete, che si pongono come alternative ai modelli egemonici delle culture di appartenenza, con particolare attenzione a letterature, arte, teatro e cinema.

Ljiljana Banjanin si occupa di rapporti di storia culturale tra l’Italia e il mondo serbocroato, letteratura di viaggio, del romanzo contemporaneo serbo, di fortuna della letteratura serba nelle riviste italiane.

Krystyna Jaworska si occupa di nessi tra letteratura e storia, di letteratura odeporica, del romanticismo polacco e del suo ruolo nella cultura polacca della seconda metà del XX sec., del periodo della seconda guerra mondiale e dell’emigrazione.

Massimo Maurizio si occupa di letteratura russa non ufficiale del periodo staliniano e poststaliniano, nonché di poesia contemporanea e di cultura sovietica del periodo 1930-1980.

ISBN 9788864791654

Mito classico e poeti del '900
Testi e antologia poetica

25/03/2016 — B. Sorrentino

  € 14,00   

 

Il mito è la storia che l’uomo racconta a se stesso per dare forma al caos; nella Grecia antica il bisogno di conoscere il mondo ha dato vita a una serie di racconti che inizialmente sono stati tramandati esclusivamente per tradizione orale e in forma poetica. Il volume accosta il mito antico a versi della poesia contemporanea rintracciandone le affinità; «la forza del suo lavoro è nella grande leggibilità, nella grazia con cui sa essere accessibile e profonda» (dalla Presentazione di Isabella Leardini). I componimenti poetici proposti sono di: Anna Achmatova, Attilio Bertolucci, Jorge Luis Borges, Bertolt Brecht, William Bronk, Rosario Castellanos, Nicholas Christopher, Lucille Clifton, Marina Cvetaeva, Eugénio de Andrade, Hilda Doolittle, Louise Glück, Zbigniew Herbert, Konstantinos Kavafis, Osip Mandel’štam, Alda Merini, Heiner Müller, Mary Noonan, Dorothy Parker, Pier Paolo Pasolini, Cesare Pavese, Sylvia Plath, Ghiannis Ritsos, Maria Luisa Spaziani, Pamela Spiro Wagner, Wisława Szymborska, Judita Vaičiunaitė.

Bianca Sorrentino (Bari, 1988) ha conseguito la laurea magistrale in Filologia, letterature E storia dell’antichità presso l’Università ‘Aldo Moro’ di Bari, con una tesi comparatistica sulla ricezione shakespeariana delle fonti classiche, e ha recentemente ottenuto un diploma di Master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali presso la Business School de «Il Sole 24ORE». Si occupa da sempre di teatro e didattica, ha lavorato in Irlanda come assistente di Lingua italiana. Suoi contributi sono apparsi su «Iris News», rivista internazionale di poesia, e sul sito del Centro Culturale Tina Modotti i Caracas. È inoltre relatrice presso convegni universitari e incontri scolastici.

ISBN 9788864791616

L'epifania dell'orrore
Novelle gotiche italiane

10/12/2015 — G. Ceddia

  € 14,00   

 

Una letteratura gotica italiana è probabilmente esistita e merita di essere rivalutata e conosciuta. Questa raccolta si concentra prevalentemente sulla produzione novellistica italiana dell’Ottocento, scegliendo autori considerati erroneamente ‘minori’, le cui novelle più si avvicinano – per le tematiche trattate – ad alcuni topoi gotici del romanzo ‘nero’ anglosassone, benché siano finora state, di volta in volta, ascritte al genere del racconto ‘storico’, della fiaba, della parodia, oppure comprese sotto l’equivoca definizione di ‘letteratura fantastica’. Gli autori presenti in questa raccolta sono: Diodata Saluzzo Rpero, Cesare Balbo, Giambattista Bazzoni, Domenico Ciampoli, Nicola Misasi, Giovanni Magherini Graziani, Emma Perodi, C. Spagnolo-Turco, Egisto Roggero, Giovanni Papini.

Giuseppe Ceddia (Bari, 1977), dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’, si occupa della ricerca di elementi ‘gotici’ nella letteratura italiana dal Romanticismo in poi. Nei suoi studi ha trattato anche il poliziesco in Italia – in particolare quello di Carlo Lucarelli, scrivendone su www.memoriacondivisa.it – e ha affrontato l’opera di Igino Ugo Tarchetti all’interno del movimento scapigliato. Ha più volte collaborato con il semestrale militante di letteratura «incroci» (il suo ultimo intervento riguarda la letteratura sudamericana: Sudamerica. Terre di colore, luoghi di dolore); ha scritto sui blog sul romanzo.it e finzioni magazine.it. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati nella rivista «L’immaginazione» (Manni Editore). I suoi scritti sia di narrativa che di approfondimento culturale sono raccolti nel blog Tropico dell’ansia (giuseppeceddia.wordpress.com).

ISBN 9788864791517

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

Poeti arabi della diaspora
Versi e prose liriche di Kahlil Gibran, Ameen Rihani, Mikhail Naimy, Elia Abu Madi

15/09/2015 — F. Medici

  € 16,00   

 

La «scuola poetica siro-americana» nacque ufficialmente a New York il 28 aprile 1920, quando una decina di scrittori emigrati negli Stati Uniti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo dalla regione della Grande Siria ottomana (in particolare dal Monte Libano) si riunì nello studio di Kahlil Gibran per fondare un circolo politico-letterario denominato al-Rābiṭah al-Qalamiyyah (Associazione della Penna). Questi intellettuali e nazionalisti mediorientali intendevano promuovere la bellezza della lingua araba dopo secoli di stagnazione e sterilità, inaugurare nuovi codici espressivi nelle composizioni in lingua inglese, e al contempo fomentare la ribellione dei loro compatrioti d’oltreoceano alla dominazione turca e successivamente ai mandati europei. Insieme a testi inediti e rari di Gibran, l’antologia propone una ricca selezione di versi e prose liriche di Ameen Rihani, Mikhail Naimy ed Elia Abu Madi, massimi autori della letteratura araba della diaspora. Arricchiscono l’opera due poesie, contenute nella silloge, musicate e cantate dai Maalavia (QR code).

Francesco Medici (Bari, 1974), italianista e studioso della letteratura araba d’emigrazione, è membro ufficiale dell’International Association for the Study of the Life and Work of Kahlil Gibran (University of Maryland). Tra i maggiori traduttori in Italia dell’opera gibraniana, è autore di numerosi contributi critici sul celebre poeta-pittore libanese e su altri letterati arabi della diaspora. Nel 2014 ha tradotto e curato per i tipi di Mesogea Il libro di Khalid di Ameen Rihani, il primo romanzo in inglese pubblicato da uno scrittore arabo in America (New York, 1911). Per la Stilo ha inaugurato la collana ‘Officina’ con la monografia Luzi oltre Leopardi. Dalla forma alla conoscenza per ardore (2007).

ISBN 9788864791500

Travestimenti del desiderio
Motivi faustiani nel Novecento letterario russo

31/07/2015 — Donatella Di Leo

  € 30,00   

 

Per la prima volta nel panorama della slavistica italiana, il «faustismo russo», fenomeno peculiare che fornisce manifestazioni continue dall’inizio dell’Ottocento ai nostri giorni, è al centro di un tentativo di classificazione e valutazione critica. Risultato di una ricerca pluriennale volta individuare ed esaminare opere della letteratura russa che sviluppano uno o più motivi del Faust – uomo del desiderio per eccellenza -, nei vari travestimenti tipo logicamente russi (dal lišnij čelovek all’homo sovieticus al pošlyj graždanin tardo sovietico), l’opera traccia la parabola del Faust russo dall’Ottocento in poi, con una particolare focalizzazione sulle opere novecentesche.

Donatella Di Leo, assegnista di ricerca in Slavistica, dal 2006 al 2014 ha insegnato Lingua, Letteratura e Cultura russa all’Universià di Bari ‘Aldo moro’ e all’Università di Napoli ‘L’Orientale’. Ha tradotto dal russo il dramma di A. Lunaarskij, Faust e la città (La Mongolfiera, 2013) ed è autrice di vari saggi sulla ricezione del Faust in Russia. Ha recentemente pubblicato uno studio sulla futurista lituana Eva Amendola Kühn nell’International Yearbook of Futurism Studies curato dal prof. G. Berghaus (University of Bristol). I suoi interessi scientifici includono la letteratura del periodo sovietico e le presenze russe a Napoli e in Campania nei secoli XVIII-XX. È membro dell’Associazione Italiana Slavisti e dell’Associazione Italiana Russisti.

ISBN 9788864791289

La necessità della scrittura
Alba de Céspedes tra radio Bari e «Mercurio»

31/07/2015 — Lucia De Crescenzio

  € 20,00   

 

La figura di Alba de Céspedes (1911-1997), solo di recente riscoperta dalla critica, è tra le più affascinanti del Novecento letterario. Romanziera, poetessa, giornalista, traduttrice e sceneggiatrice cinematografica, Alba de Céspedes si è confrontata a diverse latitudini con l’esperienza della scrittura, concepita come una pratica quasi viscerale della sua esistenza. Questo libro ricostruisce il farsi dell’identità letteraria e politica dell’autrice nel corso degli anni Quaranta, mettendo a fuoco in particolare la sua collaborazione con le radio antifasciste di Bari e Napoli durante la Resistenza e la direzione di «Mercurio. Mensile di politica, arte, scienze» nell’immediato dopoguerra. Ripercorrendo le concitate vicende che si sono susseguite all’indomani dell’8 settembre 1943, il volume offre un’attenta analisi delle trasformazioni che hanno investito l’immaginario della scrittrice in seno alla complessa dialettica tra fascismo e antifascismo.

Lucia De Crescenzio (1986) è Dottore di ricerca in Italianistica. Si occupa di Letteratura italiana e di Storia della critica letteraria del Novecento, riservando particolare attenzione allo studio della riflessione di Antonio Gramsci e del dibattito sollevato dai gender studies. Ha partecipato a convegni nazionali e internazionali su Alba de Céspedes e su altri temi della letteratura italiana contemporanea. Attualmente continua la sua ricerca e la collaborazione didattica presso l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ e svolge attività di insegnamento nelle scuole.

ISBN 9788864791302

Valutazione e autovalutazione d'istituto
Percorsi formativi e didattici

31/07/2015 — Corsina Depalo

  € 16,00   

 

La valutazione, inserita nell’ambito dell’intervento formativo, costituisce lo strumento di regolazione dello stesso in rapporto agli obiettivi che l’istituzione scolastica si pone. Attraverso la valutazione, al centro dell’attenzione viene posta la famiglia e il suo ruolo di alfabetizzazione e acculturazione primaria propedeutica a quella scolastica, all’insegna della formazione dell’’uomo nuovo’ sempre più influenzata dall’interculturalità. Nel testo si affronta il passaggio dalla valutazione all’autovalutazione quale percorso legato alle effettive possibilità decisionali di un istituto per migliorare l’attività generale della scuola, l’aspetto didattico, organizzativo, il curricolo, l’interazione umana. Per valutazione esterna, invece, si intende l’esame del servizio erogato da un’istituzione scolastica e la conseguente stesura di un rapporto da parte di ispettori che non ne fanno parte: questa risponde a un’esigenza di controllo che può sì mirare al miglioramento del sistema scolastico, ma con maggiori difficoltà e tempi più lunghi rispetto al processo di autovalutazione. Entrambe naturalmente hanno come obiettivo il miglioramento dei risultati dello studente e dell’efficacia del lavoro delle istituzioni.

Corsina Depalo, insegnante di scuola primaria, pedagogista, pedagogista clinico, mediatrice culturale e giudice onorario dei minori, dona la sua lunga esperienza e competenza al servizio del volontariato nel territorio di Bari. Attivista ei diritti umani e delle diversità interculturali, ha costituito l’associazione di volontariato ‘Eugema’ ONLUS per l’intercultura, la disabilità e i nuovi stili di vita di cui è rappresentante legale. È, inoltre, responsabile – insieme a ‘Eugema’ – del Centro specialistico di Pedagogia clinica ‘Albero della vita’ che lavora a sostegno delle fragilità sociali. L’obiettivo, che persegue con tenacia, di migliorare la qualità nei processi educativi, la proietta nella dimensione della valutazione al di là di ogni barriera sociale e culturale.

ISBN 9788864791432

Dizionario degli eponimi clinici

01/06/2015 — AA.VV.

  € 16,00   

 

L’obiettivo del dizionario è quello di fornire uno strumento di facile consultazione, utile per un immediato riconoscimento degli eponimi clinici, che possa aiutare a superare la difficoltà derivante dall’eccessiva, confusa introduzione di essi. A questo scopo, sono presenti soltanto gli eponimi più diffusi e di maggiore interesse storico, ovvero quelli che più frequentemente sia lo studente che il medico possono incontrare nel loro percorso formativo e professionale. Il dizionario si compone di circa ottocento voci: si tratta prevalentemente di medici europei del XVII-XIX secolo, specialisti in medicina interna, chirurgia generale, anatomopatologi, patologi generali o pediatri.

Anna Rizzi, Vincenzo Benagiano e Domenico Ribatti insegnano Anatomia umana, Angelo Vacca insegna Medicina interna presso la Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’.

ISBN 9788864791418

L'eterno accade
L'officina letteraria di Luigi Fallacara

31/05/2015 — G. Langella

  € 16,00   

 

Frutto succoso di una giornata di studi dedicata a Luigi Fallacara (Bari, 1890-Firenze, 1963) in occasione del cinquantesimo anniversario della morte, il presente volume, ben al di là di un tributo rituale, intende concorrere al rilancio di uno dei maggiori scrittori pugliesi moderni, colpevolmente dimenticato. I saggi qui raccolti ne ripercorrono, da un lato, l’intenso itinerario poetico, narrativo, critico e spirituale, dall’altro frugano tra le carte, compresi i numerosi inediti che vanno emergendo dal suo archivio, facendoci entrare nel laboratorio sempre in progress di un autore posseduto dal demone della perfezione. Da questa rilettura a tutto campo emerge chiaramente che l’immaginario di Fallacara, pur non dimentico delle origini pugliesi – periodicamente alimentate dai soggiorni nella ‘terra d’argento’ – va però interamente restituito a un Novecento nazionale e perfino, per certi versi, europeo, con le tipiche implicazioni metafisiche e moderniste del suo tempo, tra orfismo cristiano ed estetica dell’incanto.

Giuseppe Langella (1952) è professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dirige il Centro di ricerca ‘Letteratura e Cultura dell’Italia unita’, con l’annesso Archivio della Letteratura Cattolica e degli Scrittori in Ricerca, nell’ambito del quale ha promosso edizioni di opere e convegni su autori e temi dalle forti connotazioni religiose. Studioso di Manzoni e di Svevo, della letteratura risorgimentale e della poesia ermetica, delle geografie culturali e delle riviste militanti, ha pubblicato fra l’altro le seguenti monografie: Il secolo delle riviste (Vita e Pensiero 1982); Italo Svevo (Morano 1992); Il tempo cristallizzato. Introduzione al testamento letterario di Svevo (Edizioni Scientifiche Italiane 1995); Poesia come ontologia. Dai vociani agli ermetici (Studium 1997); Le ‘favole’ della “Ronda” (Bulzoni 1998); Amor di patria. Manzoni e altra letteratura del Risorgimento (Interlinea 2005); Manzoni poeta teologo (1809-1819) (ETS 2009).

ISBN 9788864791487

Aristofane
La commedia della democrazia

30/03/2015 — Giuseppe Micunco

  € 10,00   

 

Quella di Aristofane è la commedia della democrazia ateniese del V secolo, la comica rappresentazione sulla scena della vita della pòlis: le discussioni e i contrasti sulla pace e la guerra, le tensioni e le lotte tra demagoghi e cavalieri, le questioni e le diverse ‘scuole’ filosofiche e letterarie, le discriminazioni tra uomini e donne, schiavi e liberi, greci e barbari… Su tutto il poeta dice la sua, cerca il favore del popolo, cerca anche di educarlo, di motivarlo all’azione. E lo fa con grande libertà, a volte rischiando la denuncia, a volte presentando una denuncia lui stesso. È la commedia della democrazia nel senso che è la democrazia a rappresentare la commedia tramite il poeta che se ne fa interprete, ma lo è anche nel senso che è la democrazia ad essere rappresentata. Un grande esercizio di libertà sempre possibile, finché la libertà dura.

Giuseppe Micunco, nato e residente a Bari, è docente di Latino e Greco biblico presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘Odegitria’ di Bari. Studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, scrive su riviste scientifiche approfondendo l’incontro tra la cultura classica e quella cristiana; è collaboratore dell’UTET per la collana di classici latini (con Domenico Lassandro ha curato nel 2001 i Panegirici latini e nel 2004 De natura deorum, De senectute, De amicitia di Cicerone); è autore di numerose pubblicazioni, tra cui Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996). Con la Stilo Editrice ha pubblicato L’Exultet I di Bari (2011), ha curato e tradotto l’Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo, di Aurelio Prudenzio Clemente, e ha curato l’edizione commentata del Cantico delle creature di Francesco d’Assisi (2013).

ISBN 9788864791326

Al paese di utopia

01/03/2015 — Tommaso Fiore

  € 18,00   

 

Nell’estate del 1957, in occasione del VI Festival della gioventù di Mosca e all’alba del disgelo chruščëviano, un’ampia delegazione di illustri intellettuali italiani e appassionati del mondo sovietico si recò nella capitale russa. Di tale delegazione faceva parte anche Tommaso Fiore che, dopo tale esperienza, non solo intensificò il proprio vivo interesse per la letteratura russa e sovietica, ma si impegnò anche nella redazione del resoconto di viaggio Al paese di Utopia (1958). Si tratta di un’originale testimonianza sul mondo sovietico, ricca di interessanti osservazioni non solo sulla politica, ma anche sul paesaggio e sulla vita quotidiana di un Paese che, superando la Guerra Fredda, cominciava il suo percorso verso un’epoca di maggiore distensione. Nel libro troviamo le osservazioni di un grande meridionalista per il quale la Russia era stata sin dagli studi universitari un punto di riferimento importante, alcuni momenti della cui storia trovavano un particolare riflesso in quella del territorio pugliese.

Tommaso Fiore (1884-1973) è stato uno dei più illustri intellettuali pugliesi e protagonista del pensiero meridionalista del XX secolo. In politica si impegnò in modo particolare nella difesa dei diritti dei contadini; dopo la Prima Guerra Mondiale partecipò alla vita politica nel Partito d’Azione e, insieme a Salvemini, si impegnò contro le eredità del periodo fascista. Fu sindaco di Altamura (1920-22) e provveditore agli Studi di Bari (1944-48), oltre che docente di Latino e Greco presso il liceo classico di Molfetta. Allievo di Giovanni Pascoli, e poi di Benedetto Croce, ebbe un’intensa attività intellettuale, che spaziò da Virgilio a Erasmo da Rotterdam, da Tommaso Moro a Spinoza, con particolare attenzione, soprattutto nella seconda parte della sua vita, anche alla cultura russa. Fu autore di libri particolarmente importanti e suggestivi sulla Puglia contadina e operaia, come Un popolo di formiche (1952), che vinse il Premio Viareggio, Il cafone all’Inferno (1955) e Formiconi di Puglia (1963).

Marco Caratozzolo, ricercatore confermato di Slavistica, insegna dal 2006 Lingua e letteratura russa presso il dipartimento di ‘Lettere lingue arti. Italianistica e culture comparate’ dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’. Ha curato la raccolta di studi Dostoevskij e la tradizione (Stilo 2010) ed è autore di vari saggi sull’emigrazione russa in Francia (Don Aminado, Gazdanov, Makine) e sulla tarda avanguardia russa (Zabolockij, Charms).

ISBN 9788864791425

Res gestae
Il manifesto del princeps nel nome della res publica. Ediz. italiana, latina e greca

28/02/2015 — Augusto Cesare Ottaviano

  € 15,00   

 

A 2000 anni dalla sua morte (14 d.C.), la figura di Augusto fa ancora discutere. Il primo vero imperatore di Roma ebbe in genere il favore dei contemporanei e dei posteri, soprattutto dopo aver consolidato il suo potere. La pubblicazione delle Res gestae, un testo epigrafico, in latino e in greco, collocato in varie città dell’impero, fu il mezzo attraverso cui Augusto esaltò la sua opera politica, prima ancora che militare. Ma al di sopra delle trionfali espressioni, occorre scoprire i silenzi voluti, le mezze verità, le falsità. È ciò che si propone questo studio in cui viene presentato – con traduzione – il testo nelle due lingue antiche, mostrando anche le poche ma significative differenze tra le due narrazioni. Alla fine l’esperienza di Augusto risulta l’emblema di ogni vicenda in cui è protagonista chi conquista e mantiene il potere.

Nicola Pice, docente di Lettere classiche e dottore di ricerca in Scienze dell’antichità classica e cristiana, Storia della tradizione e della ricezione, si è occupato di teatro classico, di poesia epica e di dialettologia e tradizioni popolari.

Giovanni Leone, docente di Lettere classiche e dottore di ricerca in Scienze dell’antichità classica e cristiana, Storia della tradizione e della ricezione, è autore di manuali scolastici nel campo delle lingue e letterature classiche e di articoli sui temi della classicità.

ISBN 9788864791401

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook5

Cronache di un Raggio di Luna

31/10/2014 — Gabriele Carmelo Rosato

  € 12,00   

 

In un pacco inviato dagli Stati Uniti in Gran Bretagna, Carlisle Amber ha inserito, oltre al frutto delle sue ricerche e qualche cartolina, anche un taccuino. Questo contiene i racconti, fra l’autobiografico e il fiabesco, di Hervé Lumière, ambientati in una Parigi che, pur violata dalla Seconda guerra mondiale, custodisce storie singolari e al tempo stesso universali, scorci dalla bellezza commovente, personaggi indimenticabili. Il mondo che si delinea in questa raccolta di racconti è di quelli che rimangono nel cuore perché tratteggiato con delicatezza, minuzia di dettagli e amore per i personaggi, che acquistano una consistenza palpabile, un’esistenza quasi reale.

Gabriele Carmelo Rosato (1992) è originario di Alberobello, ed è legato al territorio di provenienza per devozione personale e vocazione professionale. Frequenta il corso di laurea magistrale in Archeologia presso l’Università del Salento, arricchito da una formazione interdisciplinare come allievo della Scuola Superiore ISUFI di Lecce. È autore di un saggio di ricerca intitolato Storie Sepolte a Barsento. Testimonianze storiche e archeologiche di un Frammento di Puglia (AGA 2013), vincitore ex aequo della XII edizione del premio ‘Noci per la Storia Locale’.

Cronache di un Raggio di Luna si è classificato al primo posto nel concorso regionale ‘Building Apulia per gli Scrittori Emergenti’, edizione 2013.

ISBN 9788864791296

Dizionario degli eponimi anatomici

01/01/2014 — Anna Rizzi, Vincenzo Benagiano, Domenico Ribatti

  € 13,00   

 

È tradizione in ogni campo delle scienze – e in particolare nella medicina – attribuire a un determinato argomento un nome proprio di persona, un ‘eponimo’. Quasi sempre si tratta di un ricercatore che ha dato un contributo determinante alla conoscenza di quell’argomento cui è stato legato il suo nome. Questo dizionario include un elenco di studiosi che hanno legato il loro nome a particolari reperti nel campo delle scienze morfologiche, dalla citologia all’istologia, dall’embriologia all’anatomia sistematica, dall’anatomia topografica all’anatomia clinica. Per ciascun ricercatore sono indicati la nazione di origine, i dati anagrafici e quelli morfologici sulla struttura o sulle strutture anatomiche che portano il suo nome.

Anna Rizzi, Vincenzo Benagiano e Domenico Ribatti insegnano Anatomia umana presso il dipartimento di ‘Scienze mediche di base, neuroscienze ed organi di senso’ della Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Bari.

ISBN 9788864791104

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook4

L'Europa di domani
Un progetto per gli Stati Uniti d'Europa

01/01/2014 — Ernesto Rossi

  € 12,00   

 

La crisi finanziaria ed economica che si è abbattuta sul continente europeo e sui singoli Paesi ha fatto traballare l’Unione europea, mettendone a dura prova la solidità, e allo stesso tempo ha mostrato la fragilità delle sue istituzioni. Nella spirale recessiva le politiche di austerità, promosse dai consessi dei capi di Stato, hanno acuito la crisi sociale. La frantumazione del welfare ha disgregato la coesione tra le nazioni, permettendo il riesplodere di antiche, e forse mai sopite, rivalità. La riedizione delle analisi elaborate da Ernesto Rossi nel 1944 trova fondamento nella grande attualità delle tematiche e delle soluzioni proposte dall’autore, che crede fortemente nel progetto federalista come garanzia di un maggiore esercizio della democrazia. Questo pamphlet – documento del tempo – non ha la pretesa di offrire soluzioni definitive a problematiche politiche ed economiche aperte ma si propone di suggerire spunti di riflessione su tematiche che interessano il lettore in quanto cittadino europeo.

Ernesto Rossi (Caserta 1897-Roma 1967) è stato un intellettuale antifascista; la militanza nelle file di Giustizia e libertà gli costò prima il confino e poi l’esilio in Svizzera. Fu membro del Partito d’azione, sottosegretario nel governo Parri, tra i fondatori del Partito radicale italiano negli anni Cinquanta e promotore del Movimento Gaetano Salvemini. Nel 1941 è tra i firmatari, con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni, del Manifesto di Ventotene: per un’Europa libera e unita. Rossi rappresenta uno degli sguardi più acuti, critici e penetranti della politica italiana tra il ventennio fascista e il dopoguerra. Fra i suoi saggi politici si ricordano: La riforma agraria (1945), Abolire la miseria (1946), Critica del capitalismo (1948), Settimo: non rubare (1952) e I padroni del vapore (1955).

Mauro Rubino (1985), laureato in Letteratura italiana moderna e contemporanea, ha condotto studi specialistici sul postmoderno e sul romanzo italiano, in particolare sull’opera di Pier Vittorio Tondelli; attualmente è impegnato in ricerche sulla saggistica politica.

ISBN 9788864791067

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Margherite ad Auschwitz
Poesie sulla Shoah

01/01/2014 — V. M. Traversi

  € 14,00   

 

Lo scopo di quest’antologia è dar voce alle persone reali ‘arrotondate’ dietro i numeri della Storia, perché esse hanno trovato il modo di lasciarci una traccia della loro esistenza. Con questa operazione di selezione e raccolta si offre al lettore un ventaglio di voci ed esperienze che danno testimonianza delle varie vicende legate alla Shoah, pertanto appaiono insieme nomi di poeti semisconosciuti, testi anonimi e voci di importanti premi Nobel. Ogni testo, ogni singolo verso strappato alla barbarie deve rappresentare per noi – come le margherite che crescono intorno al Lager – la bellezza che resiste e con la sua esistenza tiene insieme la fragilità e la tenacia, il canto e l’orrore.

Valeria M.M. Traversi (1974) si è laureata a Bari in Lettere nel 1998 con una tesi su Primo Levi e la letteratura della Shoah. Dopo aver conseguito il Dottorato di ricerca in Italianistica nel 2003, ha curato per i tipi di Palomar un’edizione del Dispaccio di Venere. Epistole eroiche di Pietro Michiele (2008) e l’antologia Farfalle di spine (2010). Suo interesse di studio continua a essere la tradizione novecentesca, cui ha dedicato alcuni saggi pubblicati in volumi e riviste specializzate: I rumori stridenti della scrittura. Scrivere dopo Auschwitz (1999); Suggestioni d’Africa e tradizione letteraria nel ‘Porto Sepolto’ (2003); Il ritorno a casa attraverso la letteratura: l’Istria di Pier Antonio Quarantotti Gambini (2006); “Ci ritroveremo in non so che punto”: le lettere di Montale a Irma (2007); Per dire l’orrore: Primo Levi e Dante (2008). Insegna Lettere nelle scuole secondarie.

ISBN 9788864791050

Verso levante
Un secolo di poesia pugliese (1913-2013)

01/01/2014 — S. F. Lattarulo

  € 14,00   

 

Questa antologia della poesia pugliese in lingua attraversa nell’arco di cento anni tre assi macro-generazionali (1890-1922; 1923-1956; 1957-1989), rubricati per comodità definitoria con un lessico parentale (padri, figli, nipoti), quasi che la conterraneità anagrafica sia l’altra faccia di una consanguineità ideale. Rappresentative della canonica partizione della regione adriatica in tre aree geostoriche (Capitanata, Terra di Bari, Salento), le trenta voci qui selezionate, dai progenitori novecenteschi agli eredi più recenti, esprimono un canto che, a partire da una latitudine comune ma da orizzonti di ricerca distinti, modula, sulle corde ora della tradizione ora del neo-sperimentalismo, bisogni, irrequietezze, utopie. Nella consapevolezza, a partire dall’ultimo trentennio del secolo scorso, di poter dialogare – forti di una parola propria e originale – con il centro dalla periferia, al netto di un atavico complesso di inferiorità, di una cronica sindrome di sudditanza psicologica. Un levarsi della poesia del Sud verso il Sud.

Salvatore Francesco Lattarulo insegna italiano e latino nei licei. Dottore di ricerca in Filologia classica, è cultore della materia presso la cattedra di Sociologia della letteratura all’Università di Bari. È giornalista professionista. Direttore responsabile delle riviste «Marsia» e «incroci», collabora con vari periodici letterari («l’immaginazione», «Pagine», «Capoverso», «Atelier») e con il «Corriere del Mezzogiorno», edizione regionale del «Corriere della Sera». Gli è stato attribuito nel 2012 il premio di giornalismo ‘Franco Sorrentino’. Dirige con Lino Angiuli e Carlo Alberto Augieri la neonata collana di testi ‘nidiandoli’ per l’editrice Milella. Ha curato La voce del gabbiano. Omaggio a Cristanziano Serricchio, numero speciale di «Marsia» (Progedit 2012); ha pubblicato Dialoghi Murattiani (Adda 2013) ed è curatore di Cristanziano Serricchio, la regina Giovanna. Dramma incompiuto in tre atti (Schena 2013) e di Le pietre sopra le ali. Vent’anni senza Antonio Verri, nuovo fascicolo monografico di «Marsia».

ISBN 9788864791036

La Germania
Dall'impero romano al Terzo Reich tra civiltà e barbarie. Testo latino a fronte

01/01/2014 — P. Cornelio Tacito

  € 14,00   

 

Quanto ancora può essere attuale un testo della letteratura latina? Non è forse la qualità intrinseca di un classico quella di saper parlare a ogni epoca, veicolando significati universali? La Germania di Tacito è un testo nato per descrivere i barbari che premevano ai confini settentrionali di un Impero ormai in decadenza, per far sì che i Romani imparassero a conoscere le temibili popolazioni che avevano inflitto l’indimenticata sconfitta di Teutoburgo. Ritradotta (male, a dire di Gramsci) da Filippo Tommaso Marinetti, l’opera di Tacito è stata strumentalizzata dal nazismo, che la considerava manifesto della purezza germanica. L’introduzione di Nicola Pice racconta due millenni di interpretazioni della Germania, e la sua traduzione (con testo a fronte) è arricchita da note esplicative e da suggerimenti etimologici: il tutto per una lettura su più livelli di approfondimento, ciascuno godibile e in grado di arricchire il lettore.

Nicola Pice, docente di Lettere classiche e dottore di ricerca in Scienze dell’antichità classica e cristiana, Storia della tradizione e della ricezione, si è occupato di teatro classico, di poesia epica e di dialettologia e tradizioni popolari. Ha pubblicato Alcesti e le Alcesti (Il Castello 2011), La similitudine nel poema epico (Edipuglia 2003), e curato Il Libro dei miracoli di Cosma e Damiano (Ed Insieme 2014), Alceste prima Alceste seconda di Alfieri (Edipuglia 2013), Lessico dialettale bitontino di G. Saracino (Edipuglia 2013), Il soldato ripieno di sé di Plauto (Barbera 2009), La Samia di Menandro (Edipuglia 2000). È fra gli autori del manuale di Grammatica greca Imperfetto Perfetto Piuccheperfetto (Cappelli 2009).

ISBN 9788864791128

Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta
Storie di provincia e di altri mali

01/01/2014 — Francesco Dezio

  € 12,00   

 

Dezio con ironia e finta leggerezza mette in scena la movimentata adolescenza degli anni Ottanta (tra derive punk e nuove dipendenze), la vita all’apparenza immutabile della provincia meridionale, la precarietà affettiva e professionale che contraddistingue la contemporaneità, l’impulso consumistico e l’inestinguibile fame d’amore che ci consuma. Quelli di Qualcuno è uscito vivo dagli anni Ottanta sono racconti che penetrano nella carne viva di un tessuto sociale sempre più sfaldato e incapace di progettare un futuro, di vivere il presente. Sono politici nella misura in cui pongono domande a cui le istituzioni non hanno saputo rispondere. Sono letteratura nell’invenzione di una sintassi che, sul modello di Nanni Balestrini e Paolo Nori, si piega al ritmo dell’oralità e cortocircuita sul flusso ininterrotto di azioni e pensieri in cui viviamo. Una raccolta di storie rigorosamente non-fiction che segna il ritorno di una delle più brillanti promesse narrative dello scorso decennio.

Francesco Dezio è nato ad Altamura nel 1970 e ha esordito nel 1998 con un racconto pubblicato nell’antologia Sporco al sole. Narratori del sud estremo (Besa). Nel 2004 ha pubblicato con Feltrinelli il romanzo Nicola Rubino è entrato in fabbrica, opera che inaugura la stagione della cosiddetta ‘letteratura precaria’. Alcuni suoi racconti sono apparsi in antologie e su quotidiani e riviste. Nel 2008 è stato ospite di cinque puntate della trasmissione Fahrenheit su Rai radio 3. Ha collaborato con «l’Unità», «la Repubblica-Bari», il «Corriere del Mezzogiorno» e condotto laboratori di lettura e scrittura creativa per le scuole. Tra un periodo di disoccupazione e l’altro, lavora come disegnatore meccanico e grafico.

ISBN 9788864791142

Un format per la realtà
Il Gruppo 63 tra letteratura e TV

01/01/2014 — Marina Mongelli

  € 15,00   

 

Cosa succede quando un’esperienza avanguardistica incontra un mass medium? E se la riflessione su forma e contenuto si traduce in invenzione di format sperimentali che devono anche tener conto dell’audience? Angelo Guglielmi, intellettuale del Gruppo 63, divenuto direttore di Rai Tre nel 1968 (un regalo inaspettato, consegnato con leggerezza) applica la categoria di cultura, intesa nel suo senso più ampio, alla creazione di trasmissioni come Telefono giallo, Un giorno in pretura, Blob: si tratta di una deviazione dal progetto condiviso, fra gli altri, con Umberto Eco ed Edoardo Sanguineti oppure della giusta declinazione di un concetto in base al mezzo che lo veicola? E sebbene questa declinazione abbia aperto la strada ai reality show e a format che hanno ben poco di culturale, Guglielmi non rinnega certo le sue scelte, frutto di precise strategie. Un format per la realtà è uno studio puntuale, scritto con taglio divulgativo, che incrocia il segmento letterario con uno dei momenti fondanti della televisione italiana, quello della fine del monopolio Rai e della comparsa della tv commerciale, incarnata alla perfezione da Mediaset.

Marina Mongelli (1989) è una giovane studiosa laureata in Filologia Moderna all’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’; questo è il suo primo libro, frutto della rielaborazione della tesi di Laurea magistrale in Sociologia della letteratura.

ISBN 9788864791173

Nessun altro mondo

01/01/2014 — Osvaldo Capraro

  € 12,00   

 

Michele Pellegrino ha smesso di uccidere e si è ritirato nelle campagne francesi, ma la sua carriera criminale ha lasciato delle ferite aperte e dei misteri irrisolti: il rapido disfacimento del suo clan, il suicidio in carcere di un amico fraterno, un disegno oscuro che lambisce pagine infelici della storia nazionale. Ecco allora che gli viene assegnata un’ultima missione che lo riporterà nel suo paese natio, nel Sud Italia, a fare i conti con il passato. Osvaldo Capraro offre al lettore un noir spietato e inquietante, in cui tutto il male viene stemperato dall’intensa tenerezza che lega il protagonista alla sua cagna e che scaturisce dal conflittuale legame con la giovane Erika.

Osvaldo Capraro vive e insegna a Monopoli (BA). Dopo Il pianeta delle isole rapite (la meridiana), ha pubblicato il noir Né padri né figli (e/o), con cui ha vinto nel 2006 il premio 'Città di Bari'. Ha partecipato alle antologie Qualcosa da dire. Voci da una Puglia migliore (Kora), Ogni maledetta domenica (minimum fax) e Meridione d'inchiostro (Stilo). Suoi articoli e racconti sono apparsi sulle riviste Lo straniero e Nuovi argomenti.

ISBN 9788864791210

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Città e chimere
Racconti di viaggio di un diplomatico serbo

01/01/2014 — Jovan Du?i?

  € 15,00   

 

Sotto l’apparenza di un periodare colto, di una analisi comparata dei caratteri tipici di ogni nazionalità, Dučić penetra nel cuore dei popoli, della loro storia e delle loro tradizioni, senza risparmiare staffilate alle istituzioni religiose e senza nascondere idiosincrasie e passioni. Con Città e chimere il lettore non viaggia solo dalla Spagna al Mar Ionio, da Parigi in Egitto, ma anche attraverso i secoli e in compagnia di impertinenti olandesi e personaggi mitologici, divenendo testimone allo stesso tempo di scorci periferici e di immortali testimonianze dell’umanità. Tradotto per la prima volta in Italia, questo testo consente di conoscere uno straordinario protagonista della letteratura balcanica.

Jovan Dučić (1871ca.-1943) è stato un poeta, scrittore e diplomatico serbo, nato in Erzegovina. Dapprima insegnante, fu espulso dalla scuola a causa dei contenuti delle sue prime composizioni poetiche; studiò Giurisprudenza a Ginevra, coltivando rapporti con letterati e compiendo viaggi frequenti a Parigi, uno dei suoi grandi amori. La successiva attività di diplomatico portò Dučić a viaggiare per l’Europa e oltre, consentendogli di raccogliere materiale e impressioni da trasferire nelle sue Lettere. In Spagna allo scoppio della Seconda guerra mondiale, lo scrittore fu costretto a spostarsi nel neutrale Portogallo e, di qui, negli Stati Uniti. Perfino Oltreoceano rimase attivo nel seguire le vicende della sua terra natale, dove la sua salma è stata trasportata, secondo le volontà espresse, solo nel 2000.

ISBN 9788864791234

Fuga da Sebastopoli
Autobiografia

01/01/2014 — Valentina Korsakina

  € 12,00   

 

Una ragazza di origini ebraiche, l’abbandono della propria famiglia e l’esilio dal Paese natale, una nuova identità che apre la strada a una vita inaspettata. Il dramma e la fortuna individuali si fondono con quel frammento di Storia – la Seconda guerra mondiale e l’Olocausto – che ha pesato dolorosamente sulla pelle di milioni di uomini e donne. Sullo sfondo Sebastopoli, città eroica e gioiello della Crimea, terra tutt’oggi dilaniata. Quella di Valentina è la vicenda personale di chi la Storia l’ha attraversata, col suo pedaggio di perdite e dolore ma anche di rinascita e riscatto. Lei ha scelto di raccontarla anche per parlare a nome di chi non ce l’ha fatta.

Ania Salnik è nata a Sebastopoli (Crimea) il 20 marzo 1926. In seguito all’occupazione tedesca del 1942 scappa per evitare la fucilazione e cambia identità diventando Valentina Korsakina. Da quel momento inizia una peregrinazione che la porterà infine in Italia.

ISBN 9788864791241

Sono solo pupazzi
Un giorno con Gaetano Marchitelli, vittima innocente della mafia

01/01/2014 — Francesco Minervini

  € 8,00   

 

Gaetano Marchitelli, ammazzato per sbaglio nel 2003 nell’ambito di un regolamento di conti per le strade di Carbonara (Bari), ci accompagna per mano alla scoperta della piazza del suo paese, delle pittoresche signore che animano le strade scambiandosi ricette a gran voce, dei ragazzini spensierati che progettano di marinare la scuola, dell’amicizia con Mario. Su tutte le scene incombe la macchina gialla simbolo dei poteri mafiosi che tengono in scacco la cittadinanza. La vicenda di Gaetano e del suo amico Mario, che rimase ferito quel 2 ottobre di più di dieci anni fa, rivive nella sua normalità tragica, facendo continuamente riferimento a fatti realmente avvenuti e dando voce ai protagonisti delle vicende: un modo semplice per ricordare ciò che non deve più accadere. Per educare alla legalità non servono le teorie, quelle si lasciano ai ‘grandi’. Piuttosto il territorio chiede di recuperare fatti, memorie, storie vissute e terribilmente tragiche, su cui innestare e far rinascere gesti quotidiani, apparentemente irrilevanti, che però contribuiscono a disfare la rete della malavita.

Francesco Minervini vive a Bari, dove insegna Lettere al liceo classico. Ha collaborato alla creazione del portale ‘Scienziati di Puglia’, è autore di Guerra e pace in Omero (la meridiana), di Si vis pacem (Aracne) e di Abecedario del VII gruppo (L’Autore Libri Firenze). Per Stilo ha pubblicato InCanto classico. Autori latini e greci e cantautori d’oggi in concerto (2010) e Il grido e l’impegno. La storia spezzata di Michele Fazio (2012).

ISBN 9788864791258

Cento modi per morire

01/01/2014 — Bartolo Anglani

  € 12,00   

 

Morti metaforiche, morti volontarie, omicidi, morti collettive, catastrofi, morti rituali, personaggi che decedono, che vengono meno, che periscono, che soccombono. Che muoiono nel corso della storia o che sono morti prima. Che muoiono per sbaglio, per colpa loro o per un attimo di cedimento. I racconti di Cento modi per morire spaziano dal quadretto familiare (mai idilliaco) all’invenzione di futuri possibili (in cui, per esempio, le idee sono bandite, o un vermetto vuole divorare l’universo). Uno stile sorvegliatissimo e una ricchezza lessicale a tratti vertiginosa rendono Cento modi per morire un libro colto e piacevole, intrattenimento e spunto di riflessione.

Bartolo Anglani ha insegnato Letterature Comparate all’Università di Bari e Letteratura Italiana in università statunitensi (Brown, Harvard) e francesi (Parigi, Besançon, Strasburgo, Grenoble). Ha pubblicato libri e saggi sull’autobiografia, su autori e filosofi del Settecento (Goldoni, Rousseau, Baretti, Diderot, Ortes, Alfieri, Verri, Parini), su Verga, su Leopardi, su Gramsci. Un suo romanzo inedito entrò in finale nel primo Premio Calvino (1985), e inedito rimase. Ha scritto testi per il teatro: Il fantasma di Arlecchino (1993), messo in scena dalla compagnia La DifférAnce diretta da Elvira Maizzani, e Viaggio al termine della Rivoluzione (2001), curato da Paola Martelli. La passione per la scrittura lo ha accompagnato per tutta la vita.

ISBN 9788864791272

E sulla terra faremo libertà
Poesie e canzoni della Resistenza italiana

01/08/2013 — A. Volpi

  € 14,00   

 

La Resistenza a fondamento della Repubblica e della democrazia, della Costituzione. La Resistenza monumentalizzata, patrimonio di una sola parte, intesa come guerra civile oppure svilita da una nuova vulgata revisionista, resta uno snodo cruciale e ancora pulsante della nostra Storia. A settant’anni dal settembre 1943, può offrire un contributo la voce della poesia. Questa antologia vuole farla risuonare attraverso un’impostazione innovativa: in primo luogo i testi sulla Resistenza vengono presentati per temi, dalla Scelta alla Memoria; poi è dato loro ampio respiro, collocandoli in un arco temporale che comincia con l’antifascismo e arriva fino ai nostri giorni. Infine si è voluto affiancare con pari dignità ai molti grandi poeti (Fortini, Quasimodo, Gatto, Caproni, Zanzotto) i canti nati spesso in modo collettivo sul campo, nelle bande. Dunque una varietà e qualità sorprendenti che fanno rientrare in pieno la poesia nella riflessione sulla guerra di liberazione e sulla sua eredità. In più, oggi che la parola letteraria è diventata minoritaria all'interno di un vasta comunicazione confusa e spesso puramente commerciale, può ancor meglio aderire al suo oggetto, la Resistenza, tornando a offrire un segno significativo per la nostra vita civile.

Alberto Volpi è insegnante e dottore di ricerca in Teoria e analisi del testo presso l’Università di Bergamo. Ha pubblicato L’ordine violato. Il tradimento nell’opera di Alessandro Manzoni (Stilo 2008); Il nero seme. La scrittura come nullificazione nel Novecento italiano (Bergamo University press 2009); Raid. Una fenomenologia del contemporaneo, ebook per la rivista on line «Doppio zero» (2012). L’animalista, ebook di racconti per la rivista on line «Zibaldoni» (2013). Collabora con l’ISREC di Bergamo scrivendo su «Studi e ricerche di storia contemporanea».

ISBN 9788864790916

Variazioni di genere
Il petrarchismo di Mary Sidney e Louise Labé

01/01/2013 — Stefania Rutigliano

  € 17,00   

 

I saggi raccolti nel presente volume sono il risultato di ricerche svolte nell’ambito degli Studi di genere. Mary Sidney, contessa di Pembroke e animatrice del circolo Wilton, traduce il Triumphus Mortis nell’Inghilterra di fine Cinquecento inserendosi a pieno titolo nel petrarchismo femminile pur non optando per la ripresa della forma canzoniere. Già a metà del Cinquecento Louise Labé, con i suoi ventiquattro sonetti a tema amoroso, pur formalmente più vicina al modello aveva fatto propri alcuni dei segni dell’antipetrarchismo francese. A distanza di quattrocento anni la traduzione di Rainer Maria Rilke dei sonetti della poetessa di Lione conferma la forza del petrarchismo femminile e della traduzione come mezzo di sopravvivenza delle opere.

Stefania Rutigliano insegna Letterature comparate all’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’. È autrice di una monografia sul Golem (Graphis 2006) e di numerose pubblicazioni sulla tradizione ebraica e le sue moderne espressioni letterarie (Immanuel Romano, Carlo Michelstaedter, Isaac B. Singer, Cynthia Ozick, Amos Oz). Ha studiato il petrarchismo europeo traducendo anche i saggi di T.B. Macaulay su Dante e Petrarca (Adriatica 2005). Curatrice delle Favole di G.E Lessing (Palomar 2010), ha pubblicato articoli di ambito interdisciplinare riguardanti i rapporti tra legge e letteratura e tra letteratura e arti visive.

ISBN 9788864791029

La somma dei giorni
Generazioni a confronto nella letteratura moderna e contemporanea

01/01/2013 — aa.vv.

  € 17,00   

 

«I saggi raccolti nel presente volume esplorano alcune modalità della riflessione letteraria sul tema dello scorrere del tempo: le tre sezioni – ‘L’incanto dell’infanzia’, ‘Le stagioni della vita’, ‘Le età della letteratura’ – dichiarano apertamente le tre prospettive applicate. Il mondo, l’immaginazione, il linguaggio dei bambini (e del proprio passato autobiografico) come fucina letteraria di autori maturi (Stevenson e Mansfield); i giovani in via di definizione nel confronto con la generazione precedente su temi come l’amore, il matrimonio, la guerra, i movimenti politici (Hardy, Singer, McEwan); le strategie retoriche applicate alla costruzione dell’identità americana come impresa civile e spirituale (il familiar commerce dei sermoni di Winthrop); il confronto degli scrittori con la generazione precedente e i suoi modelli letterari (Mme Cottin), il rapporto tra generazioni misurato su un contenuto specifico come il nihilismo (Turgenev)» (dalla Nota della curatrice di Stefania Rutigliano).

Cristina Consiglio (Letteratura inglese), Elisa Fortunato (Lingua e traduzione inglese), Stefania Rutigliano (Letterature comparate), e Silvia Lorusso (Letteratura francese) sono ricercatrici dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’; Laura Chiara Spinelli è dottoressa di ricerca in Scienze letterarie presso la stessa Università. Tiziana Ingravallo è ricercatrice di Letteratura inglese all’Università degli Studi di Foggia; Mirella Vallone è ricercatrice di Lingua e Letterature angloamericane all’Università degli Studi di Perugia; Alessandro Cifariello, dottore di ricerca in Slavistica, è docente di Lingua e Letteratura russa presso le Università di Bari, Pescara, Cassino e del Salento.

ISBN 9788864791012

I fuggiaschi
Racconti di narratori dauni

01/01/2013 — AA.VV.

  € 12,00   

 

«Questo è proprio un libro di racconti. E ogni autore sta dentro la sua storia e senti che non appartiene a una cordata, a una scuderia. La bellezza di questo libro è che non è un prodotto industriale, come certe antologie in cui si crea una tendenza che non c’è. […] Nei racconti che ho letto lampeggia un senso di disagio, ma questo credo accomuni i narratori di qualsiasi provincia italiana. Profughi, puttane, faccendieri sembrano le punte di un’umanità vaga, imprecisa e indecisa: modernità e mondo contadino, un cambio della guardia mai realizzato del tutto, per fortuna. Compaiono in questi racconti ambizioni andate a male, indugi e partenze, un’umanità sempre un po’ tumefatta, senza eccessi lirici. Anche le vicende più forti è come se avessero un fondo di ordinario, uno squallore invincibile, ma anche un filo di bonarietà» (dalla Prefazione di Franco Arminio).

Sergio D’Amaro, Paola Marino, Dino Mimmo, Raffaele Niro, Michele Presutto, Salvatore Ritrovato, Gennaro Tedesco e Raffaele Vescera «non sono della stessa generazione, non hanno gli stessi padri spirituali, semplicemente appartengono alla stessa terra» (Franco Arminio), una terra che corrisponde grosso modo all’antica Daunia e che congiunge le propaggini dell’Appennino con il Tavoliere, una terra da cui spesso si fugge in cerca di lavoro e che raramente si racconta – se non per puntare il dito contro il caporalato. I ‘narratori dauni’ qui raccolti hanno invece deciso non solo di restare, ma anche di provare a dare voce e dignità letteraria ai territori del nord della Puglia, alla bellezza e al disagio che li caratterizza, all’aspirazione di rinnovamento che li fa vibrare.

ISBN 9788864791005

Terra d'argento

01/01/2013 — Luigi Fallacara

  € 16,00   

 

È questa la storia di Mimì Accettura e della sua famiglia, mercanti d’olio nella Bari degli anni Trenta, declinata nei toni che Macrì accosta a un certo verismo meridionale. Il Verismo è tutto nelle descrizioni di gesti, luoghi, cose, antichi modi di vivere, restituite in pagine che assumono, ai nostri occhi, il valore aggiunto di documento storico, tanto prezioso quanto raro. La vicenda pugliese, costruttiva e ariosa, avviene nel cerchio protettivo della famiglia, quel «tessuto vivo di affetti» vero protagonista del romanzo. Tra vecchio e nuovo, tra poesia e prosa, Luigi Fallacara ci parla di una città che cambia – che riceve dal regime fascista l’investitura di metropoli mediterranea e assiste alla grandiosa inaugurazione della Fiera del Levante – ma sa indugiare anche sul mare e sugli ulivi della campagna pugliese in splendidi squarci lirici. Sono proprio gli ulivi a donare alla terra la particolare lucentezza dell’argento: «L’automobile, [...] si precipitò per certe discese, dove la terra diventava fine come tabacco e gli ulivi splendevano, congiungendosi quasi sul cielo della strada, di un loro più mite e sereno argento».

Luigi Fallacara (Bari 1890-Firenze 1963) esordì con la raccolta di poesie Primo vere (1908), avviando nel capoluogo pugliese i suoi primi contatti culturali e collaborando con la rivista «Humanitas». Lasciò Bari nel 1912 per completare gli studi umanistici in una Firenze dallo straordinario fervore culturale. Qui entrò in contatto con la prima rivista dell’avanguardia letteraria, «Lacerba», e poi con «Il Frontespizio», rivista incunabolo dell’ermetismo, che più di tutte segnò il suo percorso. La sua intensa attività poetica, pienamente inserita all’interno dei fenomeni culturali del primo Novecento, vide la pubblicazione di numerose raccolte; la scrittura di racconti e romanzi accompagnò costantemente la più centrale attività poetica. Ricordiamo le prose dei Giorni incantati (1930) e i romanzi A quindici anni (1932), Io sono, tu sei (1933), oltre a Terra d’argento (1936).

Marilena Squicciarini (1982) ha compiuto i suoi studi presso l’Università di Bari ‘Aldo Moro’. Dottore di ricerca in Italianistica, collabora con le cattedre di Letteratura italiana moderna e contemporanea e di Sociologia della letteratura e con il Centro di studi normanno-svevi. È segretaria della rivista letteraria «incroci». Ha pubblicato il volume Luigi Fallacara e la fede nella poesia. Commento all’opera poetica 1914-1952 (Stilo Editrice 2013), la prima monografia dedicata al maggior scrittore barese della prima metà del Novecento.

ISBN 9788864790961

Luigi Fallacara e la fede nella poesia
Commento all'opera poetica 1914-1952

01/01/2013 — Marilena Squicciarini

  € 25,00   

 

L’itinerario poetico di Luigi Fallacara (Bari 1890-Firenze 1963) è segnato da due date, il 1914 – anno delle sue prime pubblicazioni su «Lacerba» – e il 1952, quando dà alle stampe la sua ‘autoantologia’. Fra questi estremi il poeta ha attraversato tutti i fenomeni culturali del primo Novecento: il maledettismo rimbaudiano-campaniano dell’esperienza lacerbiana, l’illuminato misticismo assisiate, la poesia pura ungarettiana, la ‘rinascenza’ della scrittura cattolica e l’ermetismo nato all’interno del «Frontespizio», la rivista fiorentina che più di tutte segnò la sua attività creativa. Questa monografia, la prima dedicata a Fallacara, ripercorre la sua formazione, la costituzione del suo immaginario (mai del tutto slegato dalle origini pugliesi), l’insieme delle relazioni intellettuali che gli consentirono la partecipazione alle più importanti pagine della storia letteraria novecentesca, e propone una guida alla lettura delle raccolte poetiche di quegli anni con un apparato esegetico adeguato e funzionale.

Marilena Squicciarini (1982) ha compiuto i suoi studi presso l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ conseguendo la laurea triennale in Lettere con una tesi in Filologia classica e la laurea specialistica in Filologia moderna con una tesi in Filologia e critica dantesca. Dottore di Ricerca in Italianistica, ha pubblicato saggi sul dantismo di Jorge Luis Borges, sulla letteratura contemporanea e sulla storia medievale. Collabora con le cattedre di Letteratura italiana moderna e contemporanea e di Sociologia e con il Centro di studi normanno-svevi. È segretaria della rivista letteraria «incroci». Ha curato la riedizione del romanzo di Luigi Fallacara Terra d’argento (Stilo Editrice 2013).

ISBN 9788864790978

Cantico delle creature
Natura e società nella teologia trinitaria del Cantico di frate sole

01/01/2013 — G. Micunco

  € 14,00   

 

Il Cantico delle creature è considerato il primo testo artistico della letteratura italiana, sia per la concezione ottimistica e serena della vita umana e della natura, sia per una consapevolezza culturale che gli viene soprattutto dalla Sacra Scrittura, ma anche dalla tradizione classica e dalla letteratura provenzale. San Francesco propone un rapporto armonioso con la natura, con l’universo, con gli uomini, con Dio, attraverso una fratellanza universale che gli fa chiamare tutte le creature, e non solo gli uomini, ‘fratello’ e ‘sorella’, tutti resi tali dall’opera creatrice del Padre celeste. Giuseppe Micunco «conosce le molteplici problematiche di natura linguistica e teologica soggiacenti alla composizione. […] Non si rinchiude, però, nella sola analisi dell’aspetto formale. Senza venir meno al rigore scientifico, si lascia attirare dallo stupore per la bellezza di un testo che ha il sapore di una vita totalmente trasfigurata dalla grazia; una testimonianza che la parola esalta e rende ancora più lucente e affascinante» (Vito Angiuli).

Giuseppe Micunco è autore di numerose pubblicazioni nel campo della cultura sia classica che cristiana, nello studio delle quali si distingue per il grande rigore scientifico e la capacità divulgativa. Scrive su riviste scientifiche ed è collaboratore dell’UTET per la collana di classici latini. È membro del Centro di studi storici della Chiesa di Bari-Bitonto, per la cui collana ha di recente pubblicato Il seme e il fiore. Vita e spiritualità della beata Elia di San Clemente (Edipuglia, Bari 2013).

ISBN 9788864790954

Venti di Resistenza

01/01/2013 — Michele Giorgio

  € 15,00   

 

L’8 settembre 1943 l’Italia è divisa a metà: il Sud viene progressivamente liberato dalle truppe alleate sbarcate in Sicilia; il Centro-Nord è dilaniato da una vera e propria guerra civile. Luoghi emblematici di questo periodo sono i paesi della Conca Barese e quelli della sponda del Garigliano, in particolare Suio e Castelforte, capisaldi della ‘linea Gustav’. È fra questi scenari che si colloca la vicenda della famiglia di Tecla e Libero, costretta alla dispersione fra i rigori del fronte russo, le città bombardate, i disagi dei rifugi di montagna, il calore dei luoghi di accoglienza. Nei suoi spostamenti, la famiglia di Libero incrocerà anche il luogo in cui iniziano a spirare i ‘venti di libertà’ grazie a una minoranza di uomini di cultura, come Benedetto Croce, Adolfo Omodeo, Tommaso Fiore, Giuseppe Laterza e Giovanni Modugno, che nel Congresso di Bari del 1944 imprimono una spinta al movimento della Resistenza. Venti di libertà mostra il contributo dei singoli al disegnarsi di nuovi scenari, e profila la necessità della responsabilità di ciascuno in ogni contesto storico.

Michele Giorgio (1940) è nato a Bitonto, dove vive. Ha insegnato Storia e Filosofia nei licei ed è stato preside fino al 2007; ha ricoperto l’incarico di cultore della materia presso la cattedra di Filosofia del diritto dell’Università degli Studi di Bari; ha partecipato alla vita pubblica del suo paese come consigliere comunale e come assessore alla cultura; è stato uno dei fondatori dell’Università dell’anziano di Bitonto ed è stato responsabile della Pastorale della cultura per la diocesi di Bari-Bitonto. Si è sempre occupato di studi storici, filosofici, pedagogici e letterari collaborando con varie riviste: «Pugliascuola», «Rivista dell’Istruzione», «The Lion», «Studi Bitontini». Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, fra cui: Poesie (Gabrieli 1970); Realtà ed utopia tra storia e poesia (Adda 2002); studi monografici su personaggi storici come Gaetano Salvemini, Vincenzo Rogadeo, Giandonato Rogadeo; saggi su tematiche riguardanti l’autonomia scolastica, la stampa politica, la scuola e l’occupazione a Bitonto e in Terra di Bari.

ISBN 9788864790909

Italia Russia e dintorni

01/01/2013 — U. Persi

  € 18,00   

 

In questa raccolta sono riuniti studi letterari e articoli di carattere pubblicistico sul tema del viaggio. I viaggiatori che a vario titolo, per le più diverse esigenze, o per costrizione, per interesse culturale, politico o per nascita si muovono fra le pagine di questa ‘antologia’ sono legati alla Russia, vi si recano o da quella partono per altri lidi. Non solo ‘viaggio’, dunque, ma anche ‘viaggiare’, al modo infinito, perché infinite sono le modalità di questa esperienza avvincente e necessaria per la crescita dell’individuo e della società, delle nostre società sempre più esposte ai vantaggi e ai rischi dell’incontro con l’‘altro’, sempre meno libere di sottrarsi alla comunicazione fra le culture e le genti.

Ugo Persi insegna Lingua e letteratura russa presso l’Università degli Studi di Bergamo. È autore di un centinaio di contributi scientifici i cui principali nuclei di interesse sono: lo studio comparato delle letterature russa e tedesca nell’epoca romantica; ecologia e antiecologia nella prosa russo-sovietica dagli anni Trenta ai Sessanta; stilemi dell’Art Nouveau in letteratura; ambienti letterari e musicali nella Russia della prima metà dell’Ottocento. Le ricerche in questi due ultimi campi hanno trovato esito in due volumi, La parola in Liberty. Il Liberty letterario fra Russia e Occidente (Guerini e associati, 1989) e I suoni incrociati. Poeti e musicisti nella Russia romantica (Baroni, 1999); ambedue le opere hanno conosciuto anche un’edizione russa. È inoltre autore della traduzione dal tedesco del carteggio originale Rilke-Cvetaeva (SE, 2010).

ISBN 9788864790831

Don Aminado
Una voce russa a Parigi tra le due guerre

01/01/2013 — Marco Caratozzolo

  € 24,00   

 

Aminad Petrovič Špoljanskij, scrittore russo emigrato a Parigi, più noto come Don Aminado (1888-1957) è stato protagonista della scena culturale a Parigi nel periodo fra le due guerre mondiali, e il suo impegno letterario è stato orientato alla diffusione della cultura russa nella capitale francese. Al dettagliato profilo biografico dell’autore si accompagna una esposizione delle caratteristiche più importanti delle sue opere, con una particolare attenzione ai risultati ottenuti attraverso la rielaborazione dei generi classici. Il lettore italiano può avvicinarsi con questa pubblicazione a un autore che in Russia è stato molto rivalutato negli ultimi anni, e che per la varietà della sua produzione offre spunti di riflessione e approfondimento scientifico in molteplici direzioni. Chiude il volume un’Appendice bibliografica che censisce tutti gli scritti di Don Aminado pubblicati dal 1920 al 1940 sul più importante quotidiano russo di Parigi, «Poslednie novosti».

Marco Caratozzolo, ricercatore confermato di Slavistica, insegna dal 2006 Lingua e letteratura russa presso il dipartimento di ‘Lettere lingue e arti. Italianistica e culture comparate’ dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’. Ha curato la raccolta di studi Dostoevskij e la tradizione (Stilo 2010) ed è autore di vari saggi sull’emigrazione russa in Francia (Don Aminado, Gazdanov, Makine) e sulla tarda avanguardia russa (Zabolockij, Charms). Ha preparato con Luciano Canfora e altri studiosi il primo volume delle Opere greche di Costantino Simonidis (Edizioni di Pagina 2012) e ha indagato i rapporti tra Antonio Gramsci e i rappresentanti del potere sovietico in Italia.

ISBN 9788864790176

Considerazioni sulle stimmate di san Francesco

01/01/2013 — N. Bianchi

  € 14,00   

 

Scritte nell’italiano popolare trecentesco, le Considerazioni sulle stimmate ricostruiscono l'evento delle stimmate «con una completezza così unica e con sfumature talmente estatiche capaci di trasformare quel prodigio da sovrumano a familiare e accessibile». Dalla lettura delle Considerazioni emerge che lo scopo principale dell’autore è «riflettere sul significato spirituale delle stimmate di Francesco, evento che rappresenta l’apice della vita del Santo, in quanto costituisce la parte più importante del processo conformativo del Poverello d’Assisi a Cristo» (dall’Introduzione di A. Mastromatteo).

Nunzio Bianchi (1973) lavora presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del Tardoantico dell’Università di Bari e svolge ricerche di filologia classica e medievale. Si interessa di tradizione e ricezione dei testi greci e latini, di romanzo antico, di storia degli studi classici, temi a cui ha dedicato numerosi contributi apparsi in volumi e riviste specialistiche.

Alessandro Mastromatteo, nato a Lucera (FG) nel 1980, è frate Minore della Provincia San Michele Arcangelo di Puglia e Molise. Ha conseguito il dottorato in Teologia spirituale presso la Pontificia Università Antonianum di Roma, dove ora è docente. Si interessa di fonti francescane del XIII e XIV secolo.

ISBN 9788864790947

La penna in fondo all'occhio
Esercizi di lettura/scrittura

01/01/2013 — Lino Angiuli

  € 18,00   

 

Perché mai scrittura e lettura debbono rischiare di essere ‘separate in casa’? Perché mai il poeta non può anche essere critico? Una delle più attive e interessanti figure della poesia italiana contemporanea, Lino Angiuli, dimostra, con questa raccolta di scritti critici, come la penna e l’occhio non possano che essere complementari ovvero come la creazione letteraria debba naturalmente confrontarsi con le pagine altrui per giungere a una consapevole interlocuzione con il proprio tempo. Il saggio su Gozzano, gli ‘esercizi di lettura’, le posizioni teoriche e una selezione di prefazioni e postfazioni, distillato di oltre quarant’anni di attività culturale, contribuiscono alla fissazione di alcune idee chiave dell’itinerario di Angiuli, rivelandoci non solo i principali autori di riferimento ma anche un’idea della letteratura come ‘tradizione sperimentale’ e una concezione della relazione intellettuale come creazione di una sodalità diffusa. Perché le lettere possano essere davvero umane.

Lino Angiuli (1946) è nato e vive in Terra di Bari, dove ha diretto un Centro Regionale di servizi culturali, curando, tra l’altro, collane editoriali di carattere territoriale. Come poeta ha pubblicato dodici raccolte in lingua italiana e dialettale, ricevendo riconoscimenti e traduzioni in diverse lingue. La sua produzione poetica, presente in più di cinquanta antologie, è trattata in manuali ed enciclopedie ed è oggetto di un libro monografico curato nel 2006 da Daniele Maria Pegorari (Dal basso verso l’alto. Studi sull’opera di Lino Angiuli). Ha fatto parte di delegazioni ufficiali per scambi culturali con altre nazioni (fra cui Russia, Slovacchia, Francia-Corsica). Ha curato e pubblicato numerosi libri dedicati alla salvaguardia della cultura tradizionale. Ha all’attivo anche un’opera teatrale e una raccolta di racconti. Collaboratore dei servizi culturali della Rai e di vari quotidiani, ha fondato alcune riviste letterarie, tra le quali il semestrale «incroci», che dirige con Raffaele Nigro e Daniele Maria Pegorari per l’editore Adda di Bari.

ISBN 9788864790725

Re Borbone e tre barboni
Ballata per il viaggio in Puglia del 1859

01/01/2013 — Vito Maurogiovanni

  € 12,00   

 

Il dattiloscritto di Re borbone e tre barboni, emerso fra le carte di Vito Maurogiovanni (1924-2009), è messo in scena da Vito Signorile al teatro Abeliano di Bari dal 2011; questa è la sua prima pubblicazione in volume. Si tratta di una «ballata borbonica», come l’ha definita l’autore: il racconto del viaggio di re Ferdinando II da Napoli a Bari, ma anche la parabola di un Regno (quello delle Due Sicilie) in declino, malato come il suo re e prossimo a scomparire (siamo nel 1859). Come per tutte le opere di Maurogiovanni la rievocazione storica non è priva di riferimenti al presente, e così, ultimato nel 1993, forse questo testo parla anche della fine di un altro ‘impero’, quello messo a nudo da ‘Mani pulite’. In questo testo ritroviamo l’ironia e lo sperimentalismo linguistico di Maurogiovanni, calati in un’atmosfera fra il reale e l’onirico.

«La personalità artistica di Vito Maurogiovanni è senza dubbio una delle più importanti della letteratura pugliese del Novecento. La sua costante presenza ha caratterizza­to i momenti cruciali della vita culturale della città di Bari e ne ha segnato percorsi e tappe imponendosi per valore letterario e popolarità. […] Ma Vito Maurogiovanni è fondamentalmente un ‘uomo di teatro’. La drammaturgia rappresenta di gran lunga la parte preponderante, per quantità e impor­tanza, della sua produzione, che costituisce uno dei pochissimi punti fermi e definiti per chi volesse intra­prendere uno studio della storia della produzione tea­trale in Puglia. Il teatro di Maurogiovanni è certamente figlio della città di Bari e delle sue contraddizioni, ma col tempo è entrato a far parte della città stessa, modifi­candone la vita culturale», dall’Introduzione di Cristò.

ISBN 9788864790732

Lo scrittore indignato
Sperimentalismo, erotismo e critica sociale in Luigi Malerba

01/01/2012 — Rossella De Palma

  € 15,00   

 

La narrativa di Luigi Malerba (1927-2008), antirealistica e ‘informale’ ha intrecciato eventi storici, dimensioni corporali e un gusto del paradosso che lascia perplesso il lettore. In questo studio monografico (completato da un’utile antologia minima delle opere) il suo itinerario è ricapitolato intorno a tre nodi tematici: lo sperimentalismo, col quale Malerba ha messo in discussione le tradizionali forme del romanzo, in accordo con la poetica del Gruppo 63; l’erotismo, con la centralità ossessivamente assegnata al corpo e al sesso, come metafore della conflittualità delle relazioni interpersonali e del vuoto di una civiltà divenuta assurda; la politica, che anima le ricostruzioni storiche del Pianeta azzurro (1986) e delle Maschere (1995), con le loro allusioni alle trame occulte, allo stragismo, ai servizi segreti e alla massoneria deviata. Malerba è stato, infatti, il fustigatore delle colpe della società italiana di fine millennio: l’indignazione è la vera protagonista della sua intera opera.

Rossella De Palma è nata a Trani nel 1983. Dopo la maturità classica ha completato gli studi italianistici presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’, conseguendo dapprima la laurea triennale in Lettere e poi la laurea magistrale in Filologia Moderna, con una tesi in Letteratura italiana moderna e contemporanea su Luigi Malerba, di cui questo volume costituisce una rielaborazione e un approfondimento.

ISBN 9788864790534

David Foster Wallace nella Casa stregata
Una scrittura tra postmoderno e nuovo realismo

01/01/2012 — Carlotta Susca

  € 18,00   

 

David Foster Wallace è uno degli scrittori contemporanei canonizzati ‘dal basso’, da un popolo di lettori entusiasti e di internauti appassionati. Questa monografia offre spunti interpretativi sulla sua opera analizzando le tematiche wallaciane in maniera trasversale: da Infinite jest al postumo, incompiuto Re pallido passando per il romanzo giovanile e wittengesteiniano La scopa del sistema, e confrontando le tematiche dei racconti e dei saggi con quelle dei romanzi. Inserendosi nel dibattito sulla ‘morte del Postmoderno’ l’autrice delinea le caratteristiche, in campo letterario, della controversa corrente letteraria e offre spunti di riflessione sul New Realism e sull’Era dell’autenticità, che recentemente i critici hanno contrapposto al Postmoderno.

Carlotta Susca (1984) vive a Bari, lavora in campo editoriale e organizza eventi letterari. Ha conseguito due lauree specialistiche: in Editoria libraria e multimediale e in Filologia moderna. Scrive recensioni per RaccontoPostmoderno, Pool, SulRomanzo, Puglialibre, Temperamente; ha pubblicato una riflessione sul Realismo in letteratura su minimaetmoralia, è entrata nella redazione di «incroci» e ha collaborato con l’Archivio DFW Italia per la lettura collettiva del Re pallido. Questo è il suo primo saggio.

ISBN 9788864790565

Il codice Dante
Cruces della «Commedia» e intertestualità novecentesche

01/01/2012 — Daniele M. Pegorari

  € 30,00   

 

Anticipato da uscite parziali su varie riviste, questo volume individua nella Commedia il ‘codice’ di un sistema intertestuale su tre livelli: i primi due riguardano il rapporto con le fonti e le ‘autocitazioni’ presenti nella Commedia, il terzo livello scopre nel Poema il ‘codice genetico’ della letteratura italiana, europea e americana, che si manifesta particolarmente allorché numerosi autori hanno dovuto dar conto dello sgomento prodotto dalla postmodernità. Da un lato si collocano i tre saggi ruotanti intorno al misterioso lancio della «corda» di Inf., xvi (dietro cui si cela forse la chiave allegorica del primo canto e dell’intera struttura morale dell’opera), dall’altro i sette saggi su Marx e Gramsci, Gozzano, Montale, Pasolini, Luzi, Loi e su quasi sessanta romanzi duemilleschi dimostrano che i debiti contratti con Dante sono indispensabili sia per costruire le più consapevoli poetiche contemporanee, sia per colorare il caleidoscopio della letteratura di consumo, al crocevia fra impegno e divertissement.

Daniele Maria Pegorari (1970) è autore del Vocabolario dantesco della lirica italiana del Novecento (2000) e curatore (con F. Tateo) della Lectura Dantis Contesti della Commedia (2004), nonché redattore della voce Dante nel Dizionario gramsciano 1926-1937 (a cura di G. Liguori e P. Voza, 2009). Dal 2007 è responsabile della sezione ‘Dante contemporaneo’ della rivista internazionale di studi «Dante». Dopo aver insegnato Filologia e critica dantesca a Bari e Foggia, oggi è docente di Letteratura italiana contemporanea nell’Ateneo di Bari. Ha pubblicato tre volumi su Luzi, due antologie di poesia del Novecento (Metrica dei giorni e Puglia in versi), Dal basso verso l’alto. Studi sull’opera di Lino Angiuli (2006), Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008 e infine l’edizione dell’Uebi Scebeli di V.C. Basile e Les barisiens. Letteratura di una capitale di periferia 1850-2010, apparsi entrambi per Stilo nel 2010. Dirige il semestrale militante «incroci» (con L. Angiuli e R. Nigro) e alcune collane di ricerche e testi.

ISBN 9788864790589

Nietzsche e la poesia

01/01/2012 — AA.VV.

  € 20,00   

 

Annalisa Caputo, partendo da alcune pagine di Così parlò Zarathustra, affronta la questione del rapporto tra sofferenza e poesia. Michele Bracco sviluppa il tema del ‘ritmo’ in Nietzsche, in relazione non solo alla poetica, ma anche al tempo, alla musica e – soprattutto – al corpo. Gemma Adesso lavora sulla poetica cinematografica, specchiando Nietzsche in Dino Campana. Francesca Avelluto insegue la presenza e la voce di Nietzsche tra gli eteronimi di Fernando Pessoa. Eleonora Palmentura si interroga sul ‘Nietzsche di Gadamer’ e sul rapporto tra poetica e finitezza. Un testo che si segnala per l’originalità dei contenuti, il colore degli stili di scrittura e il desiderio di dialogare con il mondo accademico e il mondo della vita.

Annalisa Caputo, insegna Linguaggi della filosofia presso l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’. Tra i suoi lavori: Vent'anni di recezione heideggeriana (1979-1999). Una bibliografia, F. Angeli, Milano 2001; Pensiero e affettività. Heidegger e le Stimmungen (9788864790596

Rime

01/01/2012 — Giovanni A. Paglia

  € 17,00   

 

La figura di Giovanni Antonio Paglia, erudito, storico e poeta di Giovinazzo, che pur nella posizione defilata di rimatore di provincia intrattenne rapporti con i letterati del suo tempo, dimostra come anche la ‘periferia’ fosse lambita dal fermento intellettuale che interessò nel Cinquecento le corti centro-settentrionali. Fra la sua non copiosa produzione letteraria vanno annoverate anche le Rime, canzoniere conservato in forma autografa presso la Biblioteca Ambrosiana, e databile dal frontespizio al 1579. Il ‘racconto lirico’ muove dall’innamoramento, passa per l’esperienza del pentimento, e giunge infine all’approdo catartico, suggellato significativamente dall’immagine della «Donna celeste». Si pubblica qui per la prima volta il canzoniere di Paglia, con una corposa introduzione che ricostruisce lo scenario storico-culturale in cui le Rime furono scritte e analizza i testi e il rapporto con i modelli.

Cinzia Nuzzolese è nata a Trani nel 1983. Dopo la maturità classica, nel 2007 si è laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari con una tesi in Teoria e Storia dei Generi Letterari, avente come argomento la novella di ispirazione verista in Basilicata, e, in particolare, lo studio comparato della produzione narrativa di Nicola Marini e Tommaso Claps. Presso la stessa Facoltà nel 2010 ha conseguito, con il massimo dei voti, la laurea magistrale in Filologia Moderna, presentando una tesi sul petrarchismo, incentrata sull’analisi delle Rime di Giovanni Antonio Paglia, un canzoniere inedito della produzione lirica del Cinquecento, dato qui per la prima volta alle stampe.

ISBN 9788864790619

L'altoforno
L'Ilva nei racconti e nelle canzoni di un cantautore di Taranto. Con CD Audio

01/01/2012 — Daniele Di Maglie

  € 13,00   

 

Per cinquant’anni è stato difficile poter parlare dell’Ilva di Taranto, oggi invece diventa necessario discuterne. L’altoforno comprende due racconti che hanno l’uno per protagonista e l’altro sullo sfondo la fabbrica tarantina: in Sisifo Re la minaccia di Sifone e dei suoi fratelli (le numerose ciminiere dell’Ilva) è concreta e personificata, e la resistenza della popolazione si struttura intorno al dissidente Sisifo; in Mala Estate Taranto è scenario delle aspirazioni di un giovane in cerca della propria collocazione ma oscillante fra ambizione e disincanto. Il CD allegato comprende le tracce L’Altoforno (già presente nell’album ‘Non so più che cosa scrivo’) e Non lavorare stanca, inedita. I testi delle canzoni sono in appendice al libro.

Daniele Di Maglie è un cantautore cresciuto al quartiere Tamburi di Taranto. Con il disco ‘Non so più che cosa scrivo’ ha girato l’Italia in tour e vinto numerosi premi. Vive in provincia di Bari e fa l’educatore in un Centro diurno per dissidenti psichici, confrontandosi, giornalmente, con un multiforme palinsesto di mondi immaginari. Questo è il suo primo libro; è in pubblicazione per i tipi del Grillo Editore il suo romanzo distopico La ballata dei raminghi adirati.

ISBN 9788864790657

L'ombra
Giovanni Pascoli frammenti di un'anima

01/01/2012 — Paolo De Stefano

  € 12,00   

 

In questo originale ‘romanzo biografico’, sapientemente intessuto dello stesso linguaggio pascoliano, l’Autore tratteggia il profilo interiore – gli sparsi frammenti dell’anima – del ‘suo’ Pascoli, rievocando alcuni anni della vita del poeta, quelli dell’avventura del «cavaliere errante dell’insegnamento» (dal 1882 al 1896), dalla nomina a professore di latino e greco a Matera sino all’ottenimento della cattedra universitaria a Bologna. De Stefano introduce il lettore nella vita quotidiana del ‘nido’ pascoliano (la casa un tempo devastata dal dramma della morte dei genitori e dei fratelli e ora abitata dal poeta e dalle due sorelle Ida e Maria, affettuosamente chiamata Mariù), narrando le vicende di un breve periodo della vita di Giovanni, quello dell’incipiente amore per una gentile fanciulla livornese, passione infranta sul nascere dalla pressione psicologica dell’onnipresente ombra, la devota e possessiva sorella Mariù.

Paolo De Stefano, allievo di Luigi Russo alla Scuola Normale Superiore di Pisa negli anni Cinquanta, è stato a Taranto docente di Lettere italiane e latine nello storico liceo ‘Archita’ e poi preside del liceo classico ‘Quinto Ennio’, divenuto per opera sua attivo polo culturale della città con la creazione nel 1985 del Centro Studi di Italianistica e della rivista «L’Arengo». Instancabile animatore della vita culturale tarantina, De Stefano scrive regolarmente sul «Corriere del Giorno» e tiene seminari di Letteratura italiana nella sede ionica dell’Università degli Studi di Bari. Titolare di medaglia d’oro del Ministero dell’Istruzione e membro ordinario dell’Accademia Pugliese delle Scienze, ha al suo attivo molteplici pubblicazioni, dedicate sia ad autori di origine tarantina (tra cui le Deliciae Tarentinae dell’umanista Tommaso Niccolò d’Aquino, Pater e Pricò di Cesare Giulio Viola), sia ai grandi classici della letteratura italiana, in particolare ai prediletti Dante e Pascoli.

ISBN 9788864790664

Note di poesia
Canzoni d'autore in lingua italiana, inglese e francese

01/01/2012 — Sara Notaristefano

  € 16,00   

 

Dall’Italia della ‘Scuola genovese’ alla Francia degli chansonniers, dall’America dei folk singers all’Inghilterra del pop impegnato, l’antologia, suddivisa per aree geografiche, raccoglie testi scritti da alcune tra le voci più intense e significative del cantautorato italiano e internazionale. Pur non trascurando i punti di contatto tra poesia e canzone d’autore, la selezione proposta offre al lettore un agile ma rigoroso strumento di riflessione sulla specifica dignità letteraria di un testo realizzato per musica.

Sara Notaristefano (1980) si è laureata in Lettere presso l’Ateneo di Bari nel 2004, discutendo una tesi su Pirandello e l’‘oltre’. Per il semestrale di critica letteraria «incroci» (Mario Adda Editore) ha pubblicato recensioni sulle opere di Kahlil Gibran e Giuseppe Rosato e due saggi che testimoniano il suo interesse per la letteratura novecentesca, ossia I “Quaderni di Serafino Gubbio operatore” e Il Sessantotto di Pasolini: la solitudine di un tolemaico. Ha inoltre pubblicato un romanzo intitolato Delusa dal paradiso (Sacco, 2009). Insegna Lettere nelle scuole secondarie.

ISBN 9788864790688

Sergio Solmi critico militante
Un itinerario nella letteratura italiana del Novecento

01/01/2012 — Antonio Giampietro

  € 20,00   

 

La scrittura di Sergio Solmi è esemplare della più seria ‘critica militante’, da intendersi come attenzione prevalente alla contemporaneità e da esercitarsi nei luoghi ‘necessari’ del dibattito letterario (in primis sulle pagine delle riviste), senza mai venir meno ai doveri di precisione e rigore che si richiedono allo studioso. Quest’indagine ricostruisce accuratamente in quattro capitoli un profilo del Solmi italianista – cominciando dall’ampio contesto teorico che caratterizzò gli anni della sua formazione e illustrando le relazioni intellettuali da lui intrattenute – da cui emerge il suo accostamento al mondo dei giornali e delle riviste, culminato nella fondazione e nella direzione di numerose testate. Il terzo capitolo dimostra come, nonostante l’attività di Solmi si sia espressa attraverso una quantità di scritti, mai ordinati in forma monografica, dalle sue pagine emerga una ben precisa linea della lirica contemporanea, poggiante su alcune personalità poetiche che per il critico hanno agito come figure di riferimento: Saba, Ungaretti, Quasimodo e Montale. Il quarto e ultimo capitolo passa poi a esaminare la posizione di Solmi riguardo alle due forme basilari della contemporaneità: la prosa d’arte e il romanzo. Delle opere del critico e degli studi a lui già dedicati dà conto, infine, un’ampia e precisa bibliografia.

Antonio Giampietro (1980), laureatosi in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’, è Dottore di Ricerca in Italianistica. I suoi studi spaziano dalla letteratura italiana contemporanea (Serra, Solmi e la produzione pugliese) alla letteratura francese dei primi del Novecento (Péguy), fino alle politiche sociali contro la discriminazione dei disabili e per la cooperazione allo sviluppo, e la prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti. Segretario della sede barese dell’Associazione dei Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani, è stato tra i fondatori della FAL Vision, la prima casa editrice Braille pugliese. È anche autore di un libretto di liriche: Ma tu sei il vento, Sentieri Meridiani, Foggia 2009.

ISBN 9788864790695

Euripide
L'assenza di Zeus e la crisi della democrazia

01/01/2012 — Giuseppe Micunco

  € 12,00   

 

«Nessun’altra figura della letteratura antica è così difficile da afferrare nei suoi diversi aspetti. Per molti riguardi egli appartiene ancora al periodo culminante dell’età classica, eppure nella sua opera comincia a dissolversi quella grandiosa compattezza che è propria tanto del Partenone quanto della matura tragedia sofoclea. Nell’opera euripidea il pathos della passione ardente è accostato ad una contemplatività razionalistica, canti religiosi sono rivolti agli stessi dèi che altrove sono respinti nel regno della favola, e dappertutto l’intensità del dubbio supera di molto la sicurezza della risposta» (Lesky).

Giuseppe Micunco è nato a Bari, dove risiede. Studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, scrive su riviste scientifiche approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni, tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996), Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004); ha curato e tradotto l’Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo, di Aurelio Prudenzio Namaziano (Stilo Editrice 1999); insieme a Domenico Lassandro ha curato per l’UTET i Panegirici latini (2001) e De natura deorum, De senectute, De amicitia di Cicerone (2007); ha di recente curato l’Exultet I di Bari (Stilo Editrice 2011). Per Stilo Editrice cura la collana ‘piccola letteratura greca’.

ISBN 9788864790718

Il grido e l'impegno
La storia spezzata di Michele Fazio

01/01/2011 — Francesco Minervini

  € 12,00   

 

Michele Fazio è un ragazzo barese di quindici anni, pieno di vita e di entusiasmo, che una sera di luglio sta tornando a casa per cenare con la propria famiglia. All’improvviso viene strattonato; non ha il tempo di voltarsi indietro, sente degli spari, sono attimi: un proiettile gli perfora il cranio e lui cade riverso per terra. Tutti scappano, lasciandolo solo. Nell’aria si avverte, lancinante, un solo grido: ‘Aveme accise u uagnune buenn’ (‘Abbiamo ucciso il bravo ragazzo’). Con l’aiuto dei genitori Lella e Pinuccio Fazio la storia spezzata di Michele e l’assurdità della sua morte innocente tornano a ricomporsi per diventare quella memoria collettiva di cui non solo Bari, ma ogni città che protegge i propri figli deve riappropriarsi: nella consapevolezza che occorre sempre volere, pretendere, provocare una giustizia e un impegno a volte troppo difficili per gli onesti.

Francesco Minervini vive a Bari, dove insegna Lettere classiche nei licei. Ha collaborato alla creazione del portale Scienziati di Puglia, è autore di Guerra e pace in Omero (la meridiana) e Si vis pacem (Aracne). Per Stilo ha pubblicato InCanto classico. Autori latini e greci e cantautori d’oggi in concerto (2010). Ha appreso la storia di Michele Fazio dai giornali, poi, dopo aver conosciuto i suoi genitori durante un incontro a scuola, ha deciso di raccontare la vicenda a chi non la conosce. è un gesto dovuto a chi ha sofferto atrocemente per il male degli uomini e ha deciso di trasformare il suo dolore in azione civica di giustizia.

ISBN 9788864790350

Piccole patrie
Il Gargano e altri sud letterari

01/01/2011 — Salvatore Ritrovato

  € 15,00   

 

Nell’era della globalizzazione si torna a parlare di patrie, anzi di piccole patrie. È più di un richiamo al passato, alla tradizione: è un modo per riallacciare il presente a un orizzonte (politico, economico, letterario ecc.) più mosso e articolato, composto di tante realtà diverse, e tuttora vivo, imprescindibile. Il presente volume prende idealmente le mosse da questa riflessione liminare, per addentrarsi – con la méthode del passeggiatore solitario – nel mondo della poesia, in un angolo geograficamente circoscritto della provincia italiana, del suo Mezzogiorno, delle Puglie: il Gargano. I principali temi della cultura contemporanea vengono, in tal modo, saldamente agganciati alle sollecitazioni di questo luogo letterario, variamente attraversato (dalle pagine settecentesche di P. Manicone alle parodie eroicomiche di Borazio, alle differenti prospettive liriche della poesia degli ultimi anni) in un tessuto unitario e coerente, alla ricerca di un “segreto” capace di trarre immagini da coltivare anche altrove. Lungi dal formare un canone, questo libro si dispiega, dunque, come il resoconto di un viaggio provvisorio, e ancora non terminato, fra le opere di scrittori che si muovono, per scelta, lontani dai salotti e dai centri del potere, sembrano quasi schivarli, appartandosi nella storia antica e povera del luogo, nelle sue parole rare, nei miti fatti di silenzi ed inquietudini, per trarre più forza al loro verso.

Salvatore Ritrovato (1967), saggista e poeta, insegna Letteratura Italiana presso l’Università di Urbino. Fra i suoi libri: Carlo Levi e la letteratura di viaggio nel Novecento. Tra memoria, saggio e narrativa (in co-curatela, 2003), Per te non di te canto. I madrigali di Cesare Rinaldi (2005), Dentro il paesaggio. Poeti e natura (2006), Pianeta Volponi. Saggi, interventi, testimonianze (in co-curatela, 2007), La differenza della poesia (2009), L’arte del madrigale. Poeti italiani del Cinquecento (2010) e il volume di versi Come chi non torna (2008), dedicato al Gargano, dove è nato. Studioso del Novecento, si è occupato di Caproni, Calvino, Rosselli, Flaiano, C. Levi, Saba, Giotti, Bertolucci, Volponi. Collabora a diverse riviste e giornali (fra cui «Ali», «Alias», «Atelier», «Carte Urbinati», «clandestino», «Corriere del Sud», «incroci», «l’Attacco», «Poesia», «Semicerchio»). Dirige l’almanacco di poesia contemporanea Punto. In corso di stampa, presso Transeuropa, un quaderno di appunti di viaggio in Bosnia (con documentario) dal titolo Cono d’ombra.

ISBN 9788864790381

Le ragioni del fobantropo
Studio sull'opera di Guido Morselli

01/01/2011 — Domenico Mezzina

  € 18,00   

 

Romanziere poliedrico e filosofo fuori dal coro, Guido Morselli (1912-1973) inseguì senza trovarlo il suo pubblico, fino al tragico gesto suicida, rimanendo quasi del tutto inedito: eppure, non appena è iniziata, dal 1974 in poi, la pubblicazione postuma dei suoi romanzi, da Roma senza papa a Il Comunista, da Dissipatio H.G. a Uomini e amori, passando per i saggi di Fede e critica e di La felicità non è un lusso, Morselli è divenuto un autore cult, guardato con crescente interesse da parte di chi cercasse nella letteratura il coraggio di fare piazza pulita di tutte le ideologie del suo tempo e di tutti i miti del senso comune, fino a ‘mettere fra parentesi’ la propria stessa vita e quella degli altri. Sulla scia dei suoi maestri elettivi (Montaigne, Leopardi e Proust), lo scrittore ha assunto la maschera del «fobantropo», colui che critica a fondo l’antropocentrismo occidentale e in ostinata solitudine declina con realismo e rigore le ragioni di un nuovo illuminismo.

Domenico Mezzina (1979) vive fra Giovinazzo e Bari, nella cui Università degli studi ha conseguito un dottorato di ricerca in Italianistica. Si è occupato di caratteri e problemi della narrativa contemporanea, dal primo Novecento al New Italian Epic, con particolare attenzione ad autori come Raffaele Nigro e Antonio Scurati, come dimostra il recente saggio Memoria, epica, inesperienza. Il romanzo storico negli anni Zero, compreso nel volume Notizie dalla post-realtà. Caratteri e figure della narrativa italiana negli anni Zero, a cura di V. Santoro, Quodlibet, Macerata 2010. Diversi suoi contributi sono stati ospitati su «Critica letteraria» e su «incroci», ‘semestrale di letteratura e altre scritture’, di cui è segretario di redazione. È autore anche di diverse voci del prestigioso Dizionario gramsciano 1926-1937, a cura di Guido Liguori e Pasquale Voza, Carocci, Roma 2009.

ISBN 9788864790398

La diversità a teatro
I drammi giovanili di Pasolini

01/01/2011 — Jole S. Imbornone

  € 16,00   

 

Ben note sono le sei ‘tragedie borghesi’ che Pier Paolo Pasolini concepì a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta. Meno scontata è la scoperta che il vero esordio del giovane bolognese, a soli sedici anni, fu proprio un dramma, La sua gloria. Di qui prende le mosse questa ricerca, la prima dedicata con cura esclusiva al primo teatro pasoliniano: dalle ambizioni letterarie e dalle sperimentazioni linguistiche di quella pièce liceale si passa alle originali rielaborazioni del mito nell’Edipo all’alba, velata ma audace prima manifestazione drammaturgica del desiderio omosessuale in Pasolini. Ci si concentra poi dettagliatamente sulla stesura e sulle rappresentazioni del suo unico dramma in friulano, I Turcs tal Friul (con il vano martirio del giovane ‘scandaloso’ protagonista), e sulla prima opera teatrale pasoliniana che ammetta un personaggio con connotati autenticamente paterni, La poesia o la gioia, ricca di echi del maledettismo francese.

Jole Silvia Imbornone (1980), dottoressa di ricerca in Italianistica e critico musicale, è autrice di diversi studi sul teatro di Moravia e Pasolini, apparsi fra il 2005 e il 2010 sulle riviste «Letteratura e società», «Studi pasoliniani», «incroci» e negli Atti dei Congressi dell’ADI. Dal 2005, sotto la guida di Pasquale Voza e Lea Durante, svolge attività di ricerca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari e il Centro di ricerca interuniversitario per gli studi gramsciani; è inoltre nel direttivo dell’International Gramsci Society – Italia e ha scritto oltre 30 lemmi del prestigioso Dizionario gramsciano 1926-1937, a cura G. Liguori e P. Voza, Carocci, Roma 2009. Collabora con alcune riviste musicali online e ha partecipato anche al Dizionario completo della canzone italiana. Cantanti, autori, gruppi e produttori, a cura di E. Deregibus, Giunti, Firenze 2006.

ISBN 9788864790305

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Meridione d'inchiostro
Racconti inediti di scrittori del sud

01/01/2011 — G. Turi

  € 12,00   

 

Cosimo Argentina, Osvaldo Capraro, Omar Di Monopoli, Gabriella Genisi, Giuseppe Goffredo, Andrej Longo, Raffaele Nigro, Livio Romano, Cristina Zagaria: sono i nove scrittori a cui è stato chiesto di esprimere in un racconto inedito la realtà del Meridione, la sua anima autentica e pulsante oltre la cenere degli stereotipi. Andrej Longo e Cristina Zagaria danno testimonianza di una regione che nell’esasperazione può trovare la forza e il coraggio di risollevarsi; Osvaldo Capraro sottolinea l’importanza dei piccoli gesti e di rinnovare il proprio sguardo sugli altri; Giuseppe Goffredo racconta la pena dei giovani che si strappano un pezzo di cuore perché costretti ad andar via, a ‘mettere firma’, e anche Raffaele Nigro riferisce di un viaggio, nell’illusione che ovunque sappiano far meglio che qui; Cosimo Argentina e Omar Di Monopoli attingono dalla cruda realtà di una terra deturpata, anche nell’animo, attraversata da voraci fremiti di vita e di violenza; Livio Romano e Gabriella Genisi, soffermandosi sulle contraddizioni dei meridionali, ci donano invece l’emozione di un sorriso. Con l’idea di definire un ‘alfabeto’ del Mezzogiorno, ciascun brano è preceduto da una lettera e da alcuni lemmi tratti dai paesaggi, dagli usi, dalla gastronomia del Sud Italia.

Gli autori di questa antologia sono esponenti significativi del variegato panorama letterario del Meridione.

Introduzione, Il sogno e la realtà del Meridione, tra polvere e inchiostro di Giovanni Turi;

Acqua a perdere di Livio Romano, Il sopra e il sotto di Osvaldo Capraro, Nostro Signore l’Uomo-Purpu di Omar Di Monopoli, Madre giustizia di Cristina Zagaria

ISBN 9788864790312

Piccolo guasto alla centrale del tempo
Cronache (quasi) immaginarie

01/01/2011 — Ivan Scarcelli

  € 12,00   

 

Questi racconti appartengono a pieno titolo al filone del realismo magico italiano (che ha avuto tra i suoi esponenti Bontempelli, Buzzati, Landolfi, Palazzeschi): percorrendo il territorio liminale tra realtà e immaginifico, insinuano il dubbio che le due dimensioni siano molto più prossime di quanto non si creda… La frase pronunciata da una sconosciuta in Un incontro incancellabile e un’improvvisa amnesia nella Memoria diventano la traccia dell’inquietudine sotterranea propria di ogni amore; l’arroganza degli acquirenti sfocia nel grottesco nel Cliente è sempre cannibale, che pure descrive atteggiamenti comuni a ciascuno di noi; Birra ci proietta verso un futuro in cui gli uomini vivono in cunicoli sotterranei, poiché ogni spazio aperto è stato privatizzato; La voce del dovere irride la prudenza ansiosa di un ufficiale, mentre L’egoista immortale rivela l’orrore di una vita senza fine; Un’ora nel treno, in cui un uomo ha perso improvvisamente la possibilità di intendere i suoi interlocutori, è invece un’ironica e angosciante metafora sulla solitudine.

Ivan Scarcelli è nato a Bari nel 1967. Per professione si occupa di Filosofia politica (in qualità di ricercatore presso l’Università di Bari ‘Aldo Moro’); ha la passione per la conoscenza, i libri e la scrittura, ma si è cimentato da sempre volentieri anche con la musica, non solo come ascoltatore (confessa volentieri alcune preferenze sviscerate, apparentemente eterogenee: Léo Ferré, Frank Zappa, Kurt Weill, King Crimson...). Invidia un po’ i commediografi e i ‘dialoghisti’ perché è convinto che scrivere un dialogo sia il modo più compiuto per dar forma a ‘vite immaginarie’; scrive da sempre racconti e romanzi (due completi, due in gestazione, tutti inediti) perché ritiene che siano un modo per conoscere se stessi e i propri dubbi. Si considera razionalista ma ammette di apprezzare, come lettore o spettatore, gli scrittori e i registi che sanno tratteggiare gli aspetti paradossal-surreali delle vicende umane e il versante onirico dell’esistenza, forse perché ricordano alla ragione l’esigenza di non volare in cieli troppo distanti.

ISBN 9788864790459

Sofocle
La sapienza di Zeus e la democrazia matura

01/01/2011 — Giuseppe Micunco

  € 12,00   

 

Sofocle ha cantato la vittoria di Salamina, ha vissuto gli anni splendidi della democrazia periclea, dello splendore di Atene nella letteratura e nella filosofia, ma ha anche conosciuto gli anni della peste, delle sconfitte (la spedizione in Sicilia), del regime oligarchico dei Quattrocento, della corruzione dei costumi e degli scandali, anche in materia religiosa. In tutto, però, ha sempre conservato una grande serenità e una grande fede nella protezione degli dèi, nella ‘paternità’ di Zeus, in una sorta di provvidenza divina – pur per le vie di una sapienza non sempre accessibile ai mortali –, ma anche una grande fede nell’uomo, nella sua capacità, soprattutto politica, di operare cose grandi, in particolare con la parola e con l’intelletto, e nella sua capacità di imparare a praticare la misericordia, la pietà, il ‘con-amare’.

Giuseppe Micunco è nato a Bari, dove risiede. Studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, scrive su riviste scientifiche approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni, tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996), Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004); ha curato e tradotto l’Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo, di Aurelio Prudenzio Clemente (Stilo Editrice 1999); insieme a Domenico Lassandro ha curato per l’UTET i Panegirici latini (2001) e De natura deorum, De senectute, De amicitia di Cicerone (2007); ha di recente curato l’Exultet I di Bari (Stilo Editrice 2011).

ISBN 9788864790473

Agesilao Milani
Echi danteschi in un poema risorgimentale

01/01/2011 — Giovanni Francesco Jatta

  € 15,00   

 

Si pubblica qui, in una nuova edizione, corredata di una breve introduzione e di opportune note, un poemetto di Giovanni Francesco Jatta, l’Agesilao Milani, che costituisce non solo un’occasione di verifica della funzione ‘mitica’ di Dante come modello letterario, ma anche un significativo episodio della ‘fortuna’ di Dante nell’Ottocento e del suo ‘riuso’, in chiave politica, secondo i modi di una rilettura attualizzante che lo piega alle esigenze e alle attese della società civile e, in questo caso, agli umori della fase risorgimentale. All’interno di un preciso e consapevole processo di imitazione, evidente nell’adozione della terza rima e nel ricorso allo strumento narrativo della profezia post eventum, l’autore, celebrando il tentato regicidio ai danni di Ferdinando II di Borbone, veicola una prospettiva antiborbonica, antimazziniana e filosabauda, con la conseguente esaltazione delle glorie piemontesi.

Ricercatrice di Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Foggia, dove insegna anche Critica dantesca, Anna Maria Cotugno, accanto ad alcuni interventi sulle riviste letterarie italiane fra Otto e Novecento e sulla cultura pugliese, ha pubblicato saggi e monografie che riguardano prevalentemente la ‘ricezione’ di Dante nella letteratura moderna e contemporanea.

ISBN 9788864790480

Un pensiero in gioco
Storie, teorie ed esperienze di didattica ludica in filosofia

01/01/2011 — AA.VV.

  € 15,00   

 

Il testo presenta i risultati di una ricerca sulla filosofia e la didattica, promossa insieme da docenti universitari e di liceo. Nella prima parte, F. De Natale si sofferma su alcuni pensatori del ’900 che hanno posto il gioco al centro delle loro teorie e indica il ludus come simbolo efficace della filosofia e dell’esistenza. A. Caputo, dopo aver collocato l’impostazione ermeneutica all’interno della storia della didattica della filosofia italiana, mostra i fondamenti di una possibile philosophia ludens e fornisce una cassetta degli attrezzi per gli insegnanti che vorranno provare a giocare in classe con la filosofia. La seconda parte del volume presenta i resoconti delle docenti A. Mercante e R.M. Baldassarra, che hanno già sperimentato nei licei questo pensiero in gioco, e riporta passi dei diari di bordo degli studenti giocatori. Emerge la possibilità di un viaggio originale nella storia della filosofia, che parte dal pensare per arrivare al pensato. E si delinea la verità del gioco come mediazione: non solo per studiare meglio, ma anche e soprattutto per comprendere meglio se stessi.

Rosa Maria Baldassarra, dottore di ricerca, studiosa di fenomenologia e di didattica, è docente a tempo indeterminato presso il liceo Classico ‘Margherita’ di Bari. Annalisa Caputo è ricercatrice e insegna Linguaggi della filosofia nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari. Ha scritto diversi testi su M. Heidegger. Di recente: Io e tu. Una dialettica fragile e spezzata. Percorsi con P. Ricoeur, Stilo, Bari 2009; Philosophia ludens. 240 attività per giocare in classe con la storia della filosofia, edizioni la meridiana, Molfetta 2011. Ferruccio De Natale è professore ordinario di Ermeneutica filosofica nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari. Autore di Tra Ethos e Oikos. Studi su Husserl, Heidegger e Jonas, Palomar, Bari 2001. Ha curato inoltre i testi: Forme di scrittura filosofica. Elementi di teoria e di didattica, Franco Angeli, Milano 2001; Tra linguaggi e silenzi. Riflessioni filosofiche, Adriatica, Bari 2004; L’insegnamento della filosofia oggi, Stilo, Bari 2004; L’estraneo e il comune. Profili filosofici del Novecento da Dewey a Ricoeur, Progedit, Bari 2007. Annamaria Mercante, dottore di ricerca, studiosa di J. Dewey e di didattica, insegna presso il liceo Scientifico ‘Salvemini’ di Bari.

ISBN 9788864790404

Cinque novelle

01/01/2011 — Federico De Roberto

  € 14,00   

 

Federico De Roberto (Napoli, 1861 - Catania, 1927), ideatore di un Verismo giovane ed originale, fu osservatore minuzioso, sarcastico eppur spietato della Sicilia del suo tempo: dalle sue opere traspare per essa una passione tormentata, quasi feroce. Ne nasce una strabiliante capacità di narrare a rapidi tocchi ma profondamente, di sorvolare le maree della folla come di scandagliare gli angoli più oscuri delle coscienze. Questa antologia consta di una snella e mirata introduzione sul periodo storico-letterario degli esordi narrativi dell’autore catanese, e di cinque novelle, corredate di note e di singole presentazioni, tra le più famose ed innovative (La disdetta, San Placido, Il rosario, La scoperta del peccato, Il paradiso perduto). La raccolta nasce destinata agli ‘studenti’ di tutte le età: tanto a quelli a cui la scuola riesce ancora a solleticare qualche curiosità, quanto a quelli che hanno lasciato i banchi da un pezzo ma che sentono il desiderio di conoscere, lasciandosi guidare, senza invadenze critiche né didattiche, in una raccolta ‘di fiore in fiore’ che non potrà non affascinare.

Annalisa Molfetta si è specializzata in Filologia Moderna presso l’Università di Bari. Nelle sue tesi di laurea in Letteratura italiana moderna e contemporanea si è occupata, nel 2007, del postmoderno in Paolo Volponi e nel 2010 delle problematiche risorgimentali nel Meridione in De Roberto e Tomasi di Lampedusa. Si è cimentata nel giornalismo locale e da sempre coltiva la passione della scrittura e ha ottenuto vari importanti riconoscimenti: il 2003 è stato il suo anno d’esordio, con la pubblicazione, grazie al Rotaract International, del romanzo breve Lo spirito del prete. Vite parallele, già nella rosa dei primi 25 al Campiello Giovani del 2002, e poi con l’apprezzamento della giuria del VII ‘Certamen della Tuscia’ di Viterbo per la traduzione ed il commento di un brano del commediografo greco Menandro. Il 2010 vede il suo racconto Lotte, Lotte… ottenere l’Attestato di Merito della giuria popolare nel Premio letterario ‘Il Racconto nel Cassetto’ dall’Associazione Libera Italiana di Villaricca (NA) ed il racconto Il sacrificio aggiudicarsi il secondo premio per la narrativa alla 50° edizione del Premio ‘Leone di Muggia’ (TS).

ISBN 9788864790329

Dostoevskij e la tradizione

01/01/2011 — M. Caratozzolo

  € 15,00   

 

Gli studi contenuti nella presente raccolta si propongono di approfondire il rapporto tra l’opera di Dostoevskij e la tradizione, intesa come l’insieme di quegli antichi testi e modelli culturali (gli archetipi, i miti, le sacre scritture, i poemi omerici) che sono stati alla base della formazione dello scrittore e hanno trovato un significativo riflesso nella sua scrittura. Gli autori intendono mostrare come questa enorme ricchezza di conoscenze ed esperienze abbia portato Dostoevskij a porsi il problema dell’attualizzazione dei modelli antichi e, in un continuo gioco con il passato ‘perduto’, ad auspicare un futuro migliore.

Marco Caratozzolo, ricercatore, insegna Lingua e letteratura russa presso la Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ ed è autore di vari saggi sulla letteratura della tarda avanguardia e dell’emigrazione russe. Da anni collabora, nell’ambito di ricerche sull’Ottocento e il Novecento russo, con i proff. Rosanna Casari, Ugo Persi e Maria Chiara Pesenti, che insegnano Lingua e letteratura russa alla Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università degli Studi di Bergamo, presso la Cattedra di Slavistica istituita nel 1968 da Nina Kauchtschischwili.

ISBN 9788864790220

Exultet I di Bari
Parole e immagini alle origini della letteratura di Puglia

01/01/2011 — G. Micunco

  € 15,00   

 

L’Exultet I di Bari può considerarsi, per tanti aspetti, un prodotto originale della cultura barese dell’XI secolo: lungo più di 5 m, largo 40 cm, è un rotolo di pergamena, uno dei ventotto scritti e miniati nell’Italia centromeridionale durante il basso medioevo, allestiti per cantare, nella veglia pasquale, il preconio, l’inno di esultanza della Chiesa per la risurrezione di Cristo. Il rotolo barese presenta un testo latino in parte originale rispetto a quello franco-ambrosiano entrato nel Messale romano e descritto con un carattere che passerà alla storia come bari-type, variante della beneventana. Il commento figurato, che abitualmente accompagnava questo tipo di opera, qui per la prima volta appare orientato in senso opposto rispetto al testo, così che, mentre il diacono lo cantava, il popolo poteva seguirlo attraverso le immagini. Questo Exultet barese mette insieme elementi latini e longobardi, bizantini e arabi, ebraici e armeni, classici e cristiani, in una sintesi culturale, religiosa e civile che costituisce la prima vera testimonianza della letteratura pugliese. In questa edizione si presentano il testo integrale, la traduzione, un puntuale commento filologico e iconografico e il confronto con la versione franco-ambrosiana.

Giuseppe Micunco, di Bari, è docente di latino e greco biblico presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘Odegitria’ di Bari. Scrive su riviste scientifiche, è collaboratore dell’UTET per la collana di classici latini e autore di numerose pubblicazioni nel campo della cultura sia classica che cristiana, nello studio delle quali si distingue per il grande rigore critico.

ISBN 9788864790268

Romanzi greci ritrovati
Tradizione e riscoperta dalla tarda antichità al Cinquecento

01/01/2011 — Nunzio Bianchi

  € 17,00   

 

La conoscenza degli unici romanzi greci conservati integralmente (Caritone, Senofonte Efesio, Achille Tazio, Longo, Eliodoro) è affidata a pochi manoscritti (in qualche caso ad uno solo). Le testimonianze più o meno esplicite della loro circolazione e sopravvivenza dalla tarda antichità al Cinquecento sono poche e talora di non concorde interpretazione. Queste pagine fanno luce su alcuni momenti della tradizione dei romanzi antichi, sui modi e i tempi della loro riscoperta: dal riuso di parole e intere locuzioni nelle lettere fittizie di un epistolografo tardoantico (Aristeneto) o nelle seriose omelie di un predicatore d’età normanna (Filagato da Cerami), all’imitazione di un ‘novello’ romanziere nella Bisanzio dei Comneni (Niceta Eugeniano), fino al recupero di alcuni romanzi da parte di un principe della filologia (Poliziano) e al loro approdo in tipografia sul finire del Cinquecento.

Nunzio Bianchi (1973) lavora presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Bari e svolge ricerche di filologia classica. Si interessa di tradizione e ricezione dei testi e si occupa del romanzo antico. Ha pubblicato Caritone e Senofonte Efesio. Inediti di Giovanni Lami (2004), Il codice del romanzo. Tradizione manoscritta e ricezione dei romanzi greci (2006) e numerosi saggi apparsi in volumi e in riviste specialistiche («Quaderni di storia», «Paideia», «Exemplaria classica», «Bollettino dei classici», «Bollettino della Badia Greca di Grottaferrata»).

ISBN 9788864790282

Il tempo del risveglio

01/01/2010 — Sefedin Fetiu

  € 10,00   

 

Ex Jugoslavia. Siamo negli anni bui della dittatura di Tito quando la violenza serba sulla etnia albanese innescò nel popolo kosovaro, come risposta altrettanto forte, la nascita di una rinnovata coscienza nazionale. L’università di Prishtina divenne focolaio vivo dell’impegno di intellettuali consapevoli della propria identità – considerati eroi della patria – e le pagine del libro, dedicate al ruolo edificante della cultura e dell’insegnamento, prestano quindi un nome e un volto a quanti non rinunciarono a sperare in un futuro di libertà anche a costo della vita. La storia europea degli ultimi cinquant’anni viene così filtrata attraverso la presa di coscienza, da parte del giovane Skender, di un destino individuale fortemente intrecciato a quello del popolo e dei suoi eroi, e fiducioso in un futuro in cui la fedeltà alle tradizioni possa essere coniugata con la tensione verso una pace multietnica.

Sefedin Fetiu è nato a Gjakova nel 1943, si è laureato alla Facoltà di Filosofia dell’università di Prishtina in Lingua e Letteratura albanese nel 1977. Nel 1983 ha ricevuto il titolo di Dottore e, dopo un breve periodo di insegnamento, dal 1979, ha lavorato presso l’Istituto Albanologico di Prishtina in qualità di collaboratore scientifico per la Letteratura. Molti suoi scritti sono stati pubblicati a Prishtina e a Tirana.

ISBN 9788864790121

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook2

Le parole di Carlo Levi
Guida e dizionario tematico

01/01/2010 — Sergio D'Amaro

  € 12,00   

 

L’interesse per l’opera di Carlo Levi è costantemente cresciuto negli ultimi anni. Pubblicazioni, mostre, convegni, edizioni complete hanno approfondito, soprattutto in occasione del centenario della sua nascita (2002), gli aspetti più significativi di questo autore dai molteplici interessi. Questo agile volumetto inquadra, sinteticamente, ma globalmente, la vita e l’opera di Levi: scrittore, saggista, pittore, intellettuale impegnato, attivista politico. Con grande rigore, nelle pagine dedicate al “Piccolo dizionario leviano” vengono individuate, raggruppate per temi, le coordinate geografiche e umane della vita e dell’opera del grande scrittore, con utili rimandi interni che ne facilitano ulteriormente la consultazione. Emerge con grande forza la ricchezza dell’esperienza complessiva di Levi: un mare aperto di interessi, di proposte, di narrazioni, di curiosità inesausta, qui attentamente vagliato in ogni suo aspetto.

Sergio D’Amaro è uno dei più importanti studiosi italiani di C. Levi. Ne ha infatti pubblicato una rigorosa biografia, Un torinese del Sud (in coll. con G. De Donato, Baldini Castoldi Dalai, 20052). Dello scrittore-pittore ha, inoltre, curato altri lavori e due convegni di studio. Collabora alle pagine letterarie di quotidiani e riviste («La Gazzetta del Mezzogiorno», «Il ponte», «Stilos», «incroci» ecc.). Tra i titoli più significativi: Il ponte di Heidelberg (Tracce, 1990), Beatles (Caramanica, 2004), Terra dei passati destini (Manni, 2005), Fotografie e altre istantanee (Sentieri Meridiani, 2008), 20th Century Vox (Carabba, 2009), Romanzo meridionale (Besa, 2010). Suoi testi sono inseriti in alcune antologie (ultima quella proposta in traduzione spagnola sulla rivista argentina “Proa”). Per la sua attività letteraria ha ricevuto alcuni riconoscimenti: ‘Lerici-Golfo dei Poeti’, ‘Adelfia’, ‘Penne’, ‘Rhegium Julii’, ‘Vico del Gargano’. Dirige la rivista «Frontiere» per il Centro Studi Emigrazione e il Centro Studi “J. Tusiani” nella città di residenza, San Marco in Lamis (FG).

ISBN 9788864790152

Dio è tollerante? Il cristianesimo di fronte alla pluralità delle religioni e alla sfida etica globale

01/01/2010 — Pietro Polieri

  € 35,00   

 

La ‘tradizione’ cristiana, che pure, rispetto a tante altre, non rinuncia a confrontarsi con il ‘presente’ religioso, caratterizzato da molteplici e variegate opzioni, antiche e moderne, nasconde e mantiene, quale ‘eredità’ ricevuta dal suo passato ‘cristiano-centrico’, dietro le riflessioni teologiche, improntate ‘progressisticamente’ al pluralismo e alla tolleranza, la convinzione profonda dell’in-sensatezza ‘in-sé’ delle altre religioni e della necessità che esse riconoscano la propria legittimità solo ‘in relazione’ al cristianesimo. Quest’ultimo, dal punto di vista morale, e particolarmente in una proposta cattolica approfondita nella presente ricerca, è stato capace invece di valorizzare l’alterità e la pluralità religiose, ponendo il dialogo ‘co-relazionale’ e ‘globalmente responsabile’ tra le religioni come condizione irrinunciabile per far fronte alla sfida etica planetaria che insiste anche e soprattutto sulle religioni, considerate ‘geneticamente’ capaci di immaginare e di impegnarsi per una realtà diversa e migliore. Attraverso l’analisi critica delle posizioni di studiosi di primo piano e di personalità eminenti del mondo cristiano-cattolico prende lentamente forma il pensiero dell’Autore, imperniato sulla necessità di riconoscere all’alterità religiosa una sua autonomia e di porre la parità e l’incommensurabilità tra le tradizioni religiose come condizioni primarie di possibilità per un dialogo fecondo tra loro.

Pietro Polieri (1974) ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in ‘Logos e Rappresentazione. Studi interdisciplinari di letteratura, estetica, arti e spettacolo’ – Sezione ‘Innovazione e Tradizione: eredità dell’antico nel moderno e nel contemporaneo’ presso l’Università di Siena. Attualmente insegna Antropologia culturale, Discipline demoetnoantropologiche e Sociologia del turismo culturale presso l’Università ‘Aldo Moro’ di Bari, e Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università ‘Federico II’ di Napoli. È inoltre docente di Storia della filosofia patristica presso l’Istituto di Teologia Ecumenico-Patristica Greco-Bizantina ‘San Nicola’ di Bari – Facoltà Teologica Pugliese (FTP). Presso l’Istituto Teologico Interreligioso ‘Santa Fara’ di Bari (FTP), già professore incaricato per il seminario di Filosofie e teologie delle religioni, insegna Filosofia della storia, Filosofia della religione e nei seminari intitolati Cristianesimo e filosofia contemporanea e Antropologia delle religioni: il sacro. Insegna inoltre Storia e Filosofia nei licei. È autore, oltre che di numerosi saggi su riviste specializzate, delle monografie intitolate I suoni della Torah. L’ebraismo «letto» attraverso la musica (1998), La voce dell’Inizio. Alla sorgente della musica ebraica (2001), Il manifesto della donna «riformata». Una lettura del Cantico dei Cantici (2001). Per la Stilo ha pubblicato, nella stessa collana “Filosofia”, La colpa dell’essere. Il racconto biblico della violazione originaria tra ricostruzione storico-teologica e analisi filosofica (2003). Diplomato in Flauto Traverso presso il Conservatorio ‘L. Refice’ di Frosinone, è direttore titolare di cori polifonici e compositore. È autore della raccolta di musica sacra e liturgica La Carezza dello Spirito (2008), per varie formazioni corali e organo sinfonico.

ISBN 9788864790183

Italo Calvino e i cavalieri fantastici

01/01/2010 — Chiara Lacirignola

  € 15,00   

 

Il volume è un percorso all’interno di quella narrativa calviniana specchio della tensione dell’autore verso la creazione di personaggi positivi ed eroici, modelli per l’uomo moderno che deve recuperare un ruolo attivo nella Storia. Se nell’immediato dopoguerra il neorealismo imprigionava gli artisti nella necessità di una produzione impegnata, Calvino sfugge a questo imperativo esaltando i valori della mobilità, della rapidità, dell’azione e li racchiude in personaggi attivi, idealisti e indagatori. Tuttavia gli avvenimenti storici, le delusioni, ma anche i viaggi e i nuovi incontri mutano la prospettiva con cui l’autore tratta l’archetipo del cavaliere, il quale abbandona la storia civile per proiettarsi in uno spazio meta-temporale e meta-letterario. Nel percorrere la strada della riattualizzazione del mito cavalleresco Calvino non esita a ricorrere a una delle più marcate attitudini narrative tardo-novecentesche, la riscrittura, che lo porta ad attingere non solo alla tradizione letteraria nazionale (Ariosto in primis) ma anche a quella internazionale (dal Don Quijote all’avanguardia francese de Les fleurs bleues), in un fecondo connubio di topoi cavallereschi e fantastici.

Chiara Lacirignola (1982) vive a Bari dove ha compiuto i suoi studi nella Facoltà di Lettere e Filosofia e ha conseguito la laurea specialistica in Filologia moderna, discutendo una tesi in Storia della critica e della storiografia letteraria con la prof.ssa Lea Durante. È al suo esordio come autrice.

ISBN 9788864790190

Les barisiens
Letteratura di una capitale di periferia (1850-2010)

01/01/2010 — Daniele M. Pegorari

  € 30,00   

 

Nella Parigi di inizio Novecento Ricciotto Canudo, uno fra i primi teorici mondiali del cinema, partito da Gioia del Colle per divenire protagonista della vita culturale della Ville Lumière, veniva vezzosamente appellato barisien; negli anni Settanta il termine fu riscoperto per indicare quell’école di giovani sociologi, filosofi, storici e critici dell’Università di Bari che seppe parlare con coraggiosa originalità e nuova problematicità allo sclerotizzato panorama del marxismo italiano. La storia di quell’aggettivo diviene in questo libro il simbolo della trasformazione della figura dell’intellettuale e delle sue condizioni di lavoro in Puglia, dalla secolare diaspora verso Napoli, Firenze, Parigi e gli Stati Uniti fino alla creazione di un ceto di scrittori e critici finalmente residenti dopo lo spartiacque rappresentato dal Sessantotto e dalla nascita dell’ente Regione (1970). È così che la Puglia ha potuto scrollarsi di dosso il complesso di essere solo una ‘provincia dell’impero’ e ha scoperto il risvolto positivo di essere ‘periferia’: la sua natura di confine può renderla più aperta all’ascolto e alla sperimentazione. Note critiche, saggi, recensioni, schede di valutazione editoriale ed atti di convegno, scritti da Pegorari nell’arco di quasi quindici anni, diventano ora tessere di un’organica storia sociale della letteratura in Terra di Bari dal Risorgimento ad oggi.

Daniele Maria Pegorari (1970) ama studiare, scrivere, far studiare e far scrivere di letteratura: per questo insegna nel Dipartimento di Italianistica di Bari (Letteratura italiana contemporanea e Sociologia della letteratura), dirige la rivista «incroci» (con L. Angiuli e R. Nigro) e tre collane di ricerche e testi (“Officina” e “Biblioteca di Letteratura Pugliese” di Stilo; “Le ciliegie” di Palomar). Alcuni suoi libri: Dall’«acqua di polvere» alla «grigia rosa». L’itinerario del dicibile in Mario Luzi (1994), Vocabolario dantesco della lirica italiana del Novecento (2000), Metrica dei giorni (2000), Mario Luzi da Ebe a Constant (2002), Contesti della “Commedia” (2004), Non disertando la lotta. Versi e prose civili di Mario Luzi (2006), Dal basso verso l’alto. Studi sull’opera di Lino Angiuli (2006), Critico e testimone. Storia militante della poesia italiana 1948-2008 (2009).

ISBN 9788864790206

Io e tu
Una dialettica fragile e spezzata. Percorsi con Paul Ricoeur

01/07/2009 — Annalisa Caputo

  € 25,00   

 

Il volume propone alcuni saggi di ricerca teoretica dedicati alla filosofia contemporanea, approfondendone tematiche di particolare interesse. Il primo lavoro, di carattere storico-critico, è rivolto a quanti vogliono addentrarsi nello studio dell’ermeneutica di Paul Ricoeur. Il secondo saggio si interroga sul senso del proprio essere e dell’essere dell’altro, sulla difficoltà e la bellezza dell’entrare in relazione. È stato pensato con un taglio esistenziale e può essere letto anche senza una conoscenza specifica delle problematiche ricoeuriane. Il tema conduttore del libro, ‘una dialettica fragile e spezzata’, nasconde infine il colloquio con gli studiosi esperti del filosofo francese, a partire dalla constatazione che manca ancora a livello internazionale una monografia su questo specifico aspetto (metodologico e concettuale) del suo pensiero, mentre, forse, proprio in esso risiede la scoperta e la consegna più feconda dell’ermeneutica ricoeuriana.

Annalisa Caputo (Bari, 1970), ricercatrice presso la cattedra di Ermeneutica filosofica del Dipartimento di Scienze filosofiche dell’Università degli Studi di Bari, insegna “Linguaggi della filosofia” nel corso di Laurea Magistrale dell’Ateneo barese. È autrice di diversi lavori su Nietzsche, Heidegger, Binswanger, Ricoeur, ma anche di studi che mettono ‘in gioco’ la filosofia a partire dal confronto con altri campi del sapere e con la ‘prassi’ didattica. Tra i suoi volumi: Pensiero e affettività: Heidegger e le “Stimmungen” (1889-1928), Franco Angeli, Milano 2001; Vent’anni di recezione heideggeriana (1979-1999). Una bibliografia, Franco Angeli, Milano 2001; La Filosofia e il Sacro. M. Heidegger e R. Otto, Stilo, Bari 2002; Heidegger e le tonalità emotive fondamentali (1929-1946), Franco Angeli, Milano 2005; Amore e sofferenza: tra autenticità e inautenticità. Un percorso con L. Binswanger, Ed. CVS, Roma 2007.

ISBN 9788887781984

Eschilo
La giustizia di Zeus e la nascita della democrazia

01/01/2009 — Giuseppe Micunco

  € 10,00   

 

Eschilo partecipò personalmente alle vittoriose battaglie di Maratona e di Salamina (490 e 480 a.C.) e vide il trionfo della civiltà greca su quella persiana, della giustizia divina sull’empietà barbara, della democrazia ateniese sulla monarchia orientale, della libertà sul dispotismo tirannico. Nelle sue tragedie il poeta di Eleusi cantò tutto questo, spiegando e consolidando, alla luce della sua teodicea, le ragioni profonde della nascita della democrazia nella città di Atene e nella civiltà occidentale.

Giuseppe Micunco è nato a Bari (1945), dove risiede. Studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, scrive su riviste scientifiche approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana, ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996); Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo di Aurelio Prudenzio Clemente (1999); Panegirici latini (a cura di D. Lassandro e G. Micunco, 2001); Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004); M. T. Cicerone, De natura deorum, De senectute, De amicitia (a cura di D. Lassandro e G. Micunco, 2007).

ISBN 9788887781922

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook3

Italo Calvino e l'Einaudi

01/01/2009 — D. Ribatti

  € 12,00   

 

La casa editrice Einaudi fu fondata nel 1933 a Torino. Il giovane Italo Calvino divenne amico e collaboratore di Giulio Einaudi e degli altri più anziani di lui che già lavoravano per la casa editrice, tra i quali Cesare Pavese, Felice Balbo, Natalia Ginzburg, Massimo Mila, Franco Venturi e Paolo Serini. Nel 1950 Calvino, che già si occupava dell’ufficio stampa, venne ufficialmente assunto come impiegato presso la casa editrice Einaudi per diventarne, a partire dal 1955, dirigente. Nel corso di quarant’anni Calvino dedicò gran parte del suo tempo ai libri degli altri attraverso una instancabile attività di lettore, redattore e promotore culturale. Questo libro si propone, utilizzando la testimonianza dello scrittore e quella di quanti, nel corso di quegli anni, interagirono con lui, di tracciare una breve sintesi di questa eccezionale esperienza.

Domenico Ribatti (Andria 1956), ordinario di Anatomia Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bari, è autore di circa quattrocento lavori scientifici di rilevanza internazionale, dedicati soprattutto all’angiogenesi nello sviluppo embrionale e nella progressione tumorale. Nel 2008 l’Università di Timisoara (Romania) gli ha conferito la laurea honoris causa in Medicina e Farmacia. Sin dai primi anni Novanta ha coniugato la ricerca medica con la riflessione intorno alla letteratura italiana moderna, come redattore di «incroci» e collaboratore dell’«Indice», di «Belfagor» e delle pagine culturali della «Gazzetta del Mezzogiorno». Nel 1995 ha pubblicato con Lacaita un Omaggio ad Italo Calvino, seguito da Leonardo Sciascia. Un ritratto a tutto tondo (Schena 1997) e da Una partitura incompiuta (Sciascia 2004). Del 2007 è il suo debutto come poeta con L’assenza del centro, edito da Sentieri Meridiani mentre nel 2008 ha pubblicato per i tipi della nostra casa editrice, nella collana Officina, la raccolta di saggi Scienza e letteratura. Storia di un doppio legame.

ISBN 9788864790022

La virtù della frivolezza
Saggio sull'opera di Paolo Ruffilli

01/01/2009 — Giovanni Inzerillo

  € 16,00   

 

Paolo Ruffilli, nato a Rieti nel 1949, ma residente a Treviso sin dal 1972, è uno dei poeti più interessanti della sua generazione. La sua opera può essere agevolmente collocata in un ipotetico territorio di scrittura ‘metafisica’, in cui gli oggetti comuni e, ancor più, le situazioni della quotidianità, divengono occasione (proprio come nel suo maestro elettivo, Eugenio Montale) per un salto conoscitivo che sappia misurarsi con le ebbrezze e con i dolori dell’esistenza. Tuttavia dell’enigmaticità del grande poeta genovese nulla rimane nell’opera di Ruffilli, orientata verso la comunicazione col lettore in un tempo in cui i ritmi della vita associata paiono impermeabili al canto e alla tensione etica della poesia. Questa monografia di Giovanni Inzerillo è la prima organicamente dedicata a Paolo Ruffilli e, attraverso un confronto con i grandi modelli letterari sui quali si è formato l’autore, esamina lucidamente il suo intero itinerario. Chiude il volume un’intervista al poeta.

Giovanni Inzerillo (Palermo, 1982) ha conseguito la Laurea in Lettere classiche con il massimo dei voti e la lode presso l’Università degli Studi di Palermo, discutendo una tesi in Letteratura italiana contemporanea sotto la guida della prof.ssa Domenica Perrone. Ha completato i suoi studi a Roma, frequentando un Master in Editoria. È attualmente dottorando di ricerca in Italianistica presso l’Ateneo palermitano.

ISBN 9788864790046

La Vidua Vidue
L'assedio saraceno di Bari del 1002 e l'intervento veneziano

01/01/2009 — Alfredo Giovine

  € 12,00   

 

Questa edizione ripropone, con una nuova veste grafica e redazionale, il volume di Alfredo Giovine La Vidua Vidue, pubblicato per la prima volta nel 1965 all’interno della Biblioteca dell’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi, e ristampato anastaticamente nel 1992. Costituiscono l’argomento del testo: l’assedio dei Saraceni alla città di Bari nel 1002, l’intervento provvidenziale delle navi veneziane in soccorso dei baresi e la festa che per secoli ha ricordato questo evento. L’episodio evidenzia l’importante ruolo che Bari ha avuto nella storia dell’Adriatico, nei rapporti tra l’Impero Romano d’Oriente e l’Impero Romano d’Occidente e nei rapporti con l’Islam. Il volume è corredato di tre Appendici, un ricco apparato bibliografico e significative fotografie. AUTORE Alfredo Giovine (Bari 1907-1995) è stato uno dei più importanti studiosi della cultura popolare del Mezzogiorno. Infatti, raccolse, per più di cinquant’anni, memorie e documenti con particolare attenzione alla musica e al teatro, e la bibliografia dei suoi scritti conta più di 600 opere. Nel 1960 fondò la Biblioteca dell’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi con un’importante sezione dedicata alla Civiltà Musicale Pugliese. La peculiarità di questa Biblioteca è la raccolta ordinata e sistematica di un grande numero di testi periodicamente pubblicati in fascicoli. Nel 1990 gli venne assegnato il Premio internazionale di cultura popolare e i suoi lavori sono stati più volte riproposti sia da case editrici locali che nazionali come UTET, Giunti e Laterza. La ricerca e l’amore appassionato per la cultura del popolo lo portarono a focalizzare gli studi soprattutto sulla sua città, che egli affettuosamente chiamava la zite mé (la mia sposa). Conosciuto e apprezzato anche all’estero, curò la collaborazione con importanti periodici italiani e stranieri, e la stesura di voci.

lfredo Giovine (Bari 1907-1995) è stato uno dei più importanti studiosi della cultura popolare del Mezzogiorno. Infatti, raccolse, per più di cinquant’anni, memorie e documenti con particolare attenzione alla musica e al teatro, e la bibliografia dei suoi scritti conta più di 600 opere. Nel 1960 fondò la Biblioteca dell’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi con un’importante sezione dedicata alla Civiltà Musicale Pugliese. La peculiarità di questa Biblioteca è la raccolta ordinata e sistematica di un grande numero di testi periodicamente pubblicati in fascicoli. Nel 1990 gli venne assegnato il Premio internazionale di cultura popolare e i suoi lavori sono stati più volte riproposti sia da case editrici locali che nazionali come UTET, Giunti e Laterza. La ricerca e l’amore appassionato per la cultura del popolo lo portarono a focalizzare gli studi soprattutto sulla sua città, che egli affettuosamente chiamava la zite mé (la mia sposa). Conosciuto e apprezzato anche all’estero, curò la collaborazione con importanti periodici italiani e stranieri, e la stesura di voci.

ISBN 9788864790077

Uebi Scebeli
Diario di tenda e cammino della spedizione del Duca degli Abruzzi in Etiopia (1928-1929)

01/01/2009 — Vito C. Basile

  € 18,00   

 

Lo Uebi Scebeli è il più grande fiume del Corno d’Africa: ha le sorgenti nella savana etiope, a poca distanza da quelle dell’altro grande fiume, il Giuba, del quale, dopo un corso divergente di ben 2.000 km, diviene un gigantesco affluente dietro le dune somale che gli impediscono l’accesso diretto all’Oceano Indiano. Dopo quasi un secolo di vani tentativi di geografi e avventurieri europei e americani, la prima esplorazione integrale del fiume si deve a una spedizione italiana che, guidata da Luigi di Savoia, Duca degli Abruzzi, fra il 1928 e il 1929 individuò le fonti e ridiscese fino alla Somalia italiana. Si tratta di una grande pagina di storia coloniale, alla vigilia dell’effimera conquista dell’Etiopia per volontà del regime fascista. Alla spedizione partecipò come medico e naturalista il maggiore Vito Cosimo Basile che vi compì alcuni importantissimi studi di patologia umana, botanica e zoologia: di quel viaggio ci ha lasciato un dettagliato resoconto che fu pubblicato da Cappelli a Bologna nel 1935 e che ora viene riproposto in una nuova edizione, introdotta da un saggio di Daniele Maria Pegorari. Il valore letterario del Diario merita l’attenzione non solo degli studiosi di storia dell’intellettualità pugliese, ma anche di quelli della letteratura italiana di viaggio, grazie a una mirabile prosa capace di disseminare considerazioni mediche, geologiche e geografiche all’interno di una narrazione accattivante per la ricchezza delle informazioni e per i frequenti squarci lirici.

Vito Cosimo Basile (Polignano a Mare 1887-1958), laureatosi in Medicina a Napoli, partecipò alla Prima guerra mondiale come ufficiale della Marina Militare italiana. Si specializzò a Bologna in medicina tropicale e pubblicò i suoi studi su varie riviste scientifiche. Partecipò all’esplorazione del fiume Uebi Scebeli, e individuò rari esemplari di zoologia e botanica. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si ritirò nel paese d’origine, dove continuò la professione di medico, dedicandosi con particolare impegno alla cura dei poveri e alla gestione dell’Ospedale di Sant’Antonio. Intellettuale di ampio respiro, seppe mirabilmente coniugare la sua professione di medico e di scienziato con interessi umanistici e con l’amore appassionato per il suo paese e la sua lingua.

ISBN 9788864790084

Canti popolari dei bambini e dei ragazzi baresi

01/12/2008 — Alfredo Giovine

  € 12,00   

 

Il volume ripropone, in una nuova edizione, i Canti popolari dei bambini e dei ragazzi baresi, pubblicati per la prima volta da Alfredo Giovine nel 1966. I canti, raccolti con il registratore dal figlio Felice ai primi degli anni '60, vengono riproposti suddivisi in sezioni tematiche, arricchiti di nuove fotografie, e con gli aggiornamenti della grafia barese che l’autore, fin dal 1964, suggeriva. Ne emerge un mondo antico, caratterizzato da giochi semplici che venivano insegnati dai genitori ai loro figli nelle fredde e lunghe sere d’inverno, quando non c’era ancora la televisione, e la narrazione e il gioco erano i passatempi essenziali. Una raccolta di grande importanza culturale che fa conoscere ai bambini le generazioni precedenti, e li aiuta a crescere in quanto «un’educazione alla lettura (e all’ascolto) non può prescindere, ancora oggi, dall’avvicinamento del bambino alla sua cultura di appartenenza. Al suo dialetto» (D. Giancane)

Alfredo Giovine (Bari 1907-1995) è stato uno dei più importanti studiosi della cultura popolare del Mezzogiorno. Infatti, raccolse, per più di cinquant’anni, memorie e documenti con particolare attenzione alla musica e al teatro, e la bibliografia dei suoi scritti conta più di 600 opere. Nel 1960 fondò la Biblioteca dell’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi con un’importante sezione dedicata alla Civiltà Musicale Pugliese. La peculiarità di questa Biblioteca è la raccolta ordinata e sistematica di un grande numero di testi periodicamente pubblicati in fascicoli. Nel 1990 gli venne assegnato il Premio internazionale di cultura popolare e i suoi lavori sono stati più volte riproposti sia da case editrici locali che nazionali come UTET, Giunti e Laterza. La ricerca e l’amore appassionato per la cultura del popolo lo portarono a focalizzare gli studi soprattutto sulla sua città, che egli affettuosamente chiamava la zite mé (la mia sposa). Conosciuto e apprezzato anche all'estero, curò la collaborazione con importanti periodici italiani e stranieri, e la stesura di voci di enciclopedie. Nel 2001 Bari gli ha anche dedicato una strada.

ISBN 9788887781892

Anime lungo la cornice
Dante nell'opera di Mario Luzi

01/01/2008 — Annalisa Caiaffa

  € 15,00   

 

Sulla scorta degli ormai ricchissimi studi sulla presenza di Dante nella letteratura contemporanea, a livello addirittura planetario, con esiti che vanno dai sofisticati richiami intertestuali, propri della poesia, alle ‘invenzioni’ narrative e fantastiche che caratterizzano perlopiù la letteratura di massa e le scritture dello spettacolo, questo libro illumina in maniera esaustiva il fascino che l’autore della Vita nova e della Commedia ha esercitato sul più importante poeta italiano del secondo Novecento, Mario Luzi (Firenze 1914-2005). Dalle raccolte giovanili, che rispolveravano movenze stilnovistiche, ai saggi ripetutamente dedicati al modello medievale, dalle raccolte della piena maturità, dominate da un’accesa ‘purgatorialità’, fino alla suggestiva messinscena del Purgatorio, il dantismo di Luzi appare una coerente interpretazione del nostro tempo come un viaggio di ritrovamento del senso e della memoria.

Annalisa Caiaffa (1983) vive a Cerignola (FG), e ha compiuto i suoi studi nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari, dove ha conseguito brillantemente la laurea triennale in Lettere e quella specialistica in Filologia moderna, discutendo due tesi in Filologia e critica dantesca, rispettivamente con i professori Domenico Cofano e Daniele Maria Pegorari. È al suo esordio assoluto come autrice.

ISBN 9788887781915

Una autobiografia di fatti non accaduti
La narrativa di Walter Siti

01/01/2008 — Francesca Giglio

  € 15,00   

 

Ben noto come uno dei maggiori studiosi di Letteratura italiana contemporanea, disciplina di cui è ordinario nell’Università dell’Aquila, e curatore dell'opera omnia di Pasolini, Walter Siti (1947), modenese di nascita ma romano di formazione, si è segnalato in maniera sempre più convincente, a partire dal 1994, come narratore, pubblicando quattro romanzi (l’ultimo è del 2008) e una raccolta di racconti, editi da Einaudi e Mondadori. Al centro di tutta la produzione c’è l’ossessione narcisistica della rappresentazione di sé, ma, al contempo, l’analisi dei processi che oggi portano alla mistificazione della realtà, anche con il concorso della macchina televisiva che abbatte i confini fra reality e fiction. Ne vien fuori una ‘finta autobiografia’, il racconto iperrealistico e ‘maledetto’ della vicenda di un io-Walter che continuamente entra ed esce dalla vita reale del suo autore, sullo sfondo degradato della metropoli postmoderna. Questa monografia, la prima dedicata allo scrittore romano, ricostruisce con analisi accurate l’evoluzione dell’intero itinerario narrativo e la sua peculiare natura filosofica.

Francesca Giglio (1983) vive a Gravina di Puglia (Ba) e ha compiuto tutti i suoi studi nella Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari, dove ha conseguito brillantemente la laurea specialistica in Filologia moderna, discutendo una tesi in Letteratura italiana col prof. Pasquale Voza. È al suo esordio assoluto come autrice.

ISBN 9788887781908

Scienza e letteratura
Storie di un doppio legame

01/01/2008 — Domenico Ribatti

  € 22,00   

 

Il volume raccoglie quarantaquattro interventi di alta divulgazione, scritti dal 1987 al 2007, apparsi su varie testate specialistiche e generalistiche. Si susseguono gustosi medaglioni dedicati a grandi figure di medici e scienziati (da Dulbecco alla Levi Montalcini, da Basaglia a Schweitzer, da Veronesi a Strada), o a scrittori in cui la scienza o la malattia hanno assunto un valore paradigmatico per la rappresentazione dei labirinti del sé e, ancor più, della conflittualità del reale (da Gadda a Calvino, da Eco a Svevo, da Tobino a P. Levi, a cui si deve l’immagine del «doppio legame»), con l’obiettivo di rinverdire l’utopia umanistica di una fusione fra saperi storico-critici e scienze della natura. La coerenza dello sguardo complessivo e lo stile sempre piano e comunicativo rendono questo libro appassionante sia per i cultori delle scienze che per i non addetti ai lavori.

Domenico Ribatti (Andria 1956), ordinario di Anatomia Umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bari, è autore di circa quattrocento lavori scientifici di rilevanza internazionale, dedicati soprattutto all’angiogenesi nello sviluppo embrionale e nella progressione tumorale. Nel 2008 l’Università di Timisoara (Romania) gli ha conferito la laurea honoris causa in Medicina e Farmacia. Sin dai primi anni Novanta ha coniugato la ricerca medica con la riflessione intorno alla letteratura italiana moderna, come redattore di «incroci» e collaboratore dell’«Indice», di «Belfagor» e delle pagine culturali della «Gazzetta del Mezzogiorno». Nel 1995 ha pubblicato con Lacaita un Omaggio ad Italo Calvino, seguito da Leonardo Sciascia. Un ritratto a tutto tondo (Schena 1997) e da Una partitura incompiuta (Sciascia 2004). Del 2007 è il suo debutto come poeta, con L’assenza del centro, edito da Sentieri Meridiani.

ISBN 9788887781878

L'ordine violato
Il tradimento nell'opera di Alessandro Manzoni

01/01/2008 — Alberto Volpi

  € 14,00   

 

Il tradimento attraversa la cultura occidentale con profonde ramificazioni e antichissime radici. Adamo, rompendo i patti con Dio, precipita l’umanità nel peccato a cui Cristo rimedia attraverso l’infedeltà di Giuda, antonomasia del traditore. Accusa infamante come nessun’altra e crimine meritevole di morte, il tradimento prolifera nella vita politica e allunga la sua ombra inquietante sulla vita quotidiana, non risparmiando la sfera dei sentimenti tra familiari, amanti e amici. Il traditore, figura esecrata, si ammanta tuttavia di un fascino ambiguo per la potenza del segreto che custodisce, il gioco coperto e pericoloso che conduce con astuzia e abilità teatrali fin quasi sulla soglia della follia. Il cattolico Manzoni coglie con drammaticità la diffusione generalizzata del tradimento nella storia, lo sviamento che crea nei disegni stabiliti dall’alto, l’inutile retorica che si accompagna alla ridda dei punti di vista. Pronto a usarlo quale strumento estetico di svolta nelle narrazioni, si confronta soprattutto con la sua portata morale. Ci offre così, sempre affondando il bisturi dell’analisi, figure complesse di traditori in trame aggrovigliate, cercandovi con fatica una via d’uscita che ristabilisca, infine, l’ordine violato.

Alberto Volpi (1969), laureato all’Università degli Studi di Milano in Storia della critica letteraria con Franco Brioschi, con una tesi sulle Teorie del personaggio (1994), ha conseguito nel 2001 un dottorato di ricerca in Teoria e analisi del testo, lavorando sul tema Forme del tradimento nella letteratura risorgimentale, presso l’Università di Bergamo dove ha poi svolto fino al 2003 attività tutoria e didattica integrativa per la cattedra di Letteratura italiana della Facoltà di Lingue e Letterature straniere. Ha pubblicato Il personaggio del giocatore, la scrittura e il nulla nei diari di Landolfi, in Problemi del personaggio, a cura di Giovanni Bottiroli, Bergamo University Press, 2001; Natura e individuo in “Casa d’altri” di Silvio d’Arzo, «incroci», giugno 2006; La scrittura come nullificazione. Appunti di teoria ed esempi testuali nella letteratura del Novecento, «Nuova prosa», settembre 2006. Dal 2001 è insegnante di ruolo nelle scuole secondarie di Bergamo.

ISBN 9788887781847

Compendium musicae

01/01/2008 — Renato Cartesio

  € 10,00   

 

Il Compendium musicae (Compendio di musica, redatto nel 1618 e pubblicato nel 1650), di René Descartes (1596-1650), è un trattato di teoria musicale rinascimentale, in cui sono indagati i rapporti matematici che regolano le consonanze, le dissonanze e le tonalità. L’opera, scritta da Descartes all’età di ventidue anni, costituisce un dono personale dell’autore al suo amico Isaac Beeckman (1588-1637), scienziato olandese, che lo incoraggia alla ricerca nel campo delle applicazioni della matematica alla fisica. Lo studio degli intervalli e l’utilizzo degli armonici fisici sono, in realtà, interpretati a partire da considerazioni puramente esperienziali. Infatti, effettua prima di tutto fisicamente gli esperimenti che devono portare alle consonanze, ma pone alla base di tutto un’attitudine estetica. La teoria è, nel caso della musica, asservita al piacere: una musica deve piacere, e i criteri affinché piaccia non sono celesti o numerici, ma umani. Per Descartes, le reazioni umane alla musica sono soggettive, variano a seconda delle circostanze, ma la scienza musicale è oggettiva: le sue leggi sono un prodotto della natura che non rispetta il capriccioso giudizio umano. Il trattato, una sintesi in tredici capitoli della teoria e della pratica musicale, circola manoscritto fino alla sua prima edizione nel 1650 a Utrecht, in Olanda, qualche mese dopo la morte del filosofo. L’opera viene riproposta con testo originale a fronte, traduzione, note e immagini: un ricco apparato critico, prezioso per approfondire i complessi rapporti tra musica, matematica e filosofia agli inizi dell’età moderna.

Patrizia Iandolo è diplomata in Pianoforte e laureata con lode in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo (indirizzo Musica) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Bologna. Svolge attività di ricerca in campo musicale. Ha già pubblicato i volumi Acustica musicale. Fondamenti fisici della musica e La musica nel Traité du beau di Jean-Pierre de Crousaz con le Edizioni Phasar.

ISBN 9788887781823

Pindaro e la lirica corale
L'ebbrezza e la misura

01/01/2008 — Giuseppe Micunco

  € 8,00   

 

La lirica corale è poesia pubblica, che il poeta compone su commissione per manifestazioni civili e/o religiose. Pindaro, Simonide, Bacchilide, Alcmane, Ibico propongono nel loro canto una continua revisione del mito, della religiosità, della tradizione, alla ricerca di nuovi valori, tra ebbrezza del vivere e misura sempre da ritrovare, in un conflitto spesso ‘tragico’, ma perciò degno dell’uomo, di un uomo che è sempre più ‘animale politico’. Nel progredire della coscienza civile, risalta un amore per la vita, che proprio perché si confronta con limiti inconoscibili, va continuamente ricercato, desiderato e, per quello che è possibile, anche tragicamente, conquistato.

Giuseppe Micunco è nato a Bari (1945), ove risiede. Professore di latino, greco e greco biblico, studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, ha curato ricerche che spaziano dal mondo classico, all’intercultura, all’agiografia e alla spiritualità. Scrive su riviste scientifiche tra cui «Invigilata lucernis» del Dipartimento di studi classici e cristiani dell’Università di Bari, approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana, ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996), Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo di Aurelio Prudenzio Clemente (1999), Panegirici latini (a cura di D. Lassandro e G. Micunco) (2001), Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004).

ISBN 9788887781830

Per un cenobio laico
L'ascetismo intellettuale in Italia fra Otto e Novecento

01/01/2008 — M. Isabel Giabakgi

  € 14,00   

 

Partendo da antecedenti illustri della letteratura europea – Dante, Rabelais, Ariosto – insieme ad alcune suggestioni di matrice nietzschiana, i quattro capitoli del volume approfondiscono, nell’ambito della letteratura italiana, i risvolti di un topos letterario codificatosi fra XIX e XX secolo – il ‘cenobio laico’ – destinato a estendere il suo fascino lungo percorsi culturali impensabili: dal monastero fantastico dell’Undecimo comandamento (1881) di Anton Giulio Barrili, alle soluzioni claustrali vagheggiate dal poeta Rosario Altomonte, per giungere alla provocatoria inchiesta “Per un cenobio laico” della rivista di Lugano «Coenobium». A questa battaglia filomodernista prese parte anche Fogazzaro, i cui romanzi sono pervasi dall’irresistibile fascino della vita monastica, sia pure nell’ottica ambigua del laico riformista. In tal modo, la riscoperta di autori, luoghi e opere, rimasti sino ad ora poco conosciuti, ci permette di comprendere meglio la vita letteraria italiana a cavallo di due secoli.

Formatasi con Domenico Cofano a Bari, dove si è laureata con una tesi in Filologia e critica dantesca, Maria Isabel Giabakgi (1973) nel 2004 ha conseguito col compianto Michele Dell’Aquila un dottorato di ricerca in Discipline linguistiche, filologiche e letterarie e pubblicato, tra gli altri saggi, Anton Giulio Barrili, un garibaldino critico di Dante (2002); L’ultimo Fogazzaro nella rivista italo-ticinese «Coenobium» (2004); “Poesia” e il cenacolo dell’Abbaye (2006); Il tema del Conclave nella narrativa otto-novecentesca (2007); Fogazzaro e Dante (2008). Dal 2004 collabora alle attività scientifiche e didattiche delle cattedre di Letteratura italiana della Facoltà di Lettere e Filosofia di Foggia.

ISBN 9788887781724

La filosofia e le scienze della mente

01/01/2008 — Mariateresa De Palma

  € 12,00   

 

Uno degli interrogativi essenziali, cui l’uomo sembra non riuscire ancora oggi a fornire una risposta soddisfacente, è quello relativo alla definizione del concetto di mente. Le difficoltà nell’indagine di questo tema, definito metaforicamente da Schopenhauer nodo cosmico o enigma ammantato di mistero, nascono fondamentalmente dal fatto che, per dirla con le parole di Edelman, «a differenza di ogni altra entità, che possiamo descrivere come oggetto esterno nei due differenti modi del senso comune e della scienza, nel caso della coscienza noi siamo ciò che descriviamo scientificamente…». Nel corso dei secoli è emersa una molteplicità di approcci a tale problematica. L’ipotesi più interessante, a cui è dedicato questo lavoro, è degli ultimi decenni e deriva dalle teorizzazioni di alcuni noti neurobiologi. Questi affermano che una corretta analisi dei meccanismi di natura fisica e biologica, che presiedono al funzionamento della mente, considerata non più come una sostanza ma come un processo, non possa prescindere dall’apporto di discipline apparentemente molto distanti, in particolar modo da quello fornito dalla filosofia.

Mariateresa de Palma, nata a Terlizzi (Ba) nel 1981, laureata in Filosofia nel 2004 e laureanda in Scienze della Formazione primaria presso l’Università degli Studi di Bari, è particolarmente interessata ai temi riguardanti la bioetica e ha conseguito nel 2006 il diploma di Master di II livello in “Etica pratica e bioetica” presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Attualmente è membro del comitato etico presso la Asl Bat della Regione Puglia.

ISBN 9788887781755

Il cantico nuovo
La musica e il canto nel Nuovo Testamento

01/01/2008 — Giuseppe Micunco

  € 12,00   

 

Il canto nuovo è quello degli uomini nuovi della nuova alleanza inaugurata da Gesù nel suo mistero pasquale. Musica e canto hanno una parte importante nei testi del Nuovo Testamento, non solo quando propriamente parlano in concreto della lode di Dio nella comunità cristiana, ma anche quando i termini del linguaggio musicale sono usati metaforicamente per definire la novità di vita dei credenti in Cristo. L’analisi di una settantina di passi individuati nei Vangeli, negli Atti, nelle Lettere, nell’Apocalisse, condotta esegeticamente nel contesto della tradizione musicale ebraica e di quella greca, mette in luce una prima comunità che canta nella gioia la Pasqua del Signore, e può costituire un prezioso riferimento per il canto delle nostre assemblee liturgiche.

Giuseppe Micunco, oltre che di numerosi libri e articoli sulla cultura antica, classica e cristiana, è autore di varie opere agiografiche. Ha curato l’edizione degli scritti della Serva di Dio Santa Scorese, degli scritti della Beata Elia di San Clemente, del Servo di Dio Carmine De Palma; le biografie del sacerdote barese morto in missione d. Franco Ricci, della Beata Elia e del canonico Beniamino Bux. È anche autore del volume CANTA CHI AMA. La musica e il canto in sant’Agostino.

ISBN 9788887781793

Montezuma

01/01/2007 — Giuseppe A. Borgese

  € 20,00   

 

Esule negli Stati Uniti durante il fascismo, Giuseppe Antonio Borgese compone in inglese, fra il 1938 e il 1941, un libretto d’opera in versi sulla conquista del Messico, che vide contrapposti il condottiero spagnolo Hernán Cortés e il leggendario re azteco Montezuma: dietro la filigrana epica, affidata alla suggestiva voce fuori campo dello storico Bernal Díaz del Castillo, si cela una violenta polemica contro il nazionalismo fascista, ispiratore di un colonialismo tardivo. Il testo, per il quale Roger Sessions compose la partitura musicale, rimase inedito e viene qui proposto a stampa per la prima volta, con la traduzione italiana di Sabina Colella, autrice anche di un denso saggio introduttivo e dell’apparato di note filologiche e interpretative.

Sabina Colella è nata a Monopoli nel 1978. Laureatasi in Lettere, con una tesi in Letteratura italiana, presso l’Università di Bari, vi ha proseguito gli studi conseguendo nel 2007 il Dottorato di ricerca in Italianistica. Dopo aver esordito nel 2005 col saggio Il riso e la divinità: da Palazzeschi al cinema americano («incroci», 11) e con l’intervento su Prezzolini organizzatore di cultura (letto al convegno “Le più forti amicizie. Natalino Sapegno e una generazione di intellettuali”, Fac. di Lettere e Filosofia di Bari), ha concentrato la sua attenzione su Borgese al quale ha dedicato alcuni contributi destinati a volumi collettanei: G.A. Borgese poeta americano (2006), “L’Arciduca”, un dramma storico di G.A. Borgese (2007), Tra utopia politica e innovazione letteraria: riflessioni sull’esilio americano di G.A. Borgese (in corso di stampa). I suoi studi intorno alla letteratura sulla conquista del Messico sono documentati anche dall’intervento su Conflitti di religione e civiltà in tre libretti del Settecento (letto nel 2007 al convegno “Sacro e/o profano nel teatro fra Rinascimento ed Età dei Lumi”, Fac. di Lettere e Filosofia di Bari).

ISBN 9788887781861

Saffo e la lirica monodica
La cosa più bella

01/01/2007 — Giuseppe Micunco

  € 10,00   

 

Nella mutata situazione socio-politica, determinata dalla seconda colonizzazione (VII-VI sec. a.C.), nasce una nuova poesia che ci attesta una ricerca di motivazioni, di riflessione, di senso. Questo lavoro ricostruisce la lirica del ‘canto a solo’ intorno all’interrogativo posto da Saffo (ma che è anche degli altri poeti) circa ‘la cosa più bella’, quella che rende la vita degna di essere vissuta, che sia l’eros del bello, l’amore e l’amicizia, la giovinezza, la forte sopportazione, il vino e la lotta politica, la poesia stessa. Non conta più la comune opinione di una società che metteva al primo posto l’aretè, il valore guerriero, la gloria delle armi, per cui ideale supremo era morire in battaglia, magari per mano di un valoroso eroe... Conta la vita personale di Saffo, conta l’uomo, ogni uomo, con tutte le sue passioni e debolezze.

Giuseppe Micunco è nato a Bari (1945), ove risiede. Professore di latino, greco e greco biblico, studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, ha curato ricerche che spaziano dal mondo classico, all’intercultura, all’agiografia e alla spiritualità. Scrive su riviste scientifiche tra cui «Invigilata lucernis» del Dipartimento di studi classici e cristiani dell’Università di Bari, approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana, ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996), Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo di Aurelio Prudenzio Clemente (1999), Panegirici latini (a cura di D. Lassandro e G. Micunco) (2001), Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004).

ISBN 9788887781656

Canta chi ama
La musica e il canto in sant'Agostino

01/01/2007 — Giuseppe Micunco

  € 10,00   

 

ISBN 9788887781670

Luzi oltre Leopardi
Dalla forma alla conoscenza per ardore

01/01/2007 — Francesco Medici

  € 14,00   

 

Gli ermetici furono probabilmente i primi a raccogliere l’eredità di Leopardi e a riflettere sulla sua lezione di sfida aperta alla modernità. Francesco Medici indaga la presenza del Recanatese nella coscienza poetica e critica di Mario Luzi, con particolare riferimento alla prima produzione luziana da La barca (1935) a Onore del vero (1957). Leopardi si rivela per Luzi un modello irrinunciabile da cui avviare una rifondazione della poesia a partire dalla sublimazione della vicissitudine nella forma, fino al suo stesso superamento in favore di una conoscenza animata dall’ardore della realtà. Chiudono il volume un’intervista al poeta e una postfazione di Marco Beck.

Francesco Medici (i974), italianista e studioso della letteratura araba d'emigrazione, è membro ufficiale dell'International Association for the Study of the Life and Work of Kahlil Gibran (University of Maryland). Tra i maggiori traduttori in Italia dell’opera gibraniana, è autore di numerosi contributi critici sul celebre poeta-pittore libanese e su altri letterati arabi della diaspora. Nel 2014 ha tradotto e curato per i tipi di Mesogea Il Libro di Khalid di Ameen Rihani, il primo romanzo in inglese pubblicato da uno scrittore arabo in America (New York, 1911). Per la Stilo ha inaugurato la collana ‘Officina’ con la monografia Luzi oltre Leopardi. Dalla forma alla conoscenza per ardore (2007) e ha curato l'antologia Poeti arabi della diaspora (2015) per la collana 'Ciliegie'.

ISBN 9788887781762

Esiodo
Le opere. Il lavoro e la giustizia

01/01/2006 — Giuseppe Micunco

  € 10,00   

 

Esiodo riparte nella sua nuova opera dal punto di arrivo della Teogonia, da Zeus. Il lavoro è la ‘parte’ assegnata da Zeus all’uomo, è il peso che deve portare, ma anche la sua grandezza. L’esaltazione del lavoro, unita al dovere strettamente connesso di rispettare la giustizia, rappresenta la nuova conquista della civiltà occidentale.

Giuseppe Micunco è nato a Bari (1945), ove risiede. Professore di latino, greco e greco biblico, studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, ha curato ricerche che spaziano dal mondo classico, all’intercultura, all’agiografia e alla spiritualità. Scrive su riviste scientifiche tra cui «Invigilata lucernis» del Dipartimento di studi classici e cristiani dell’Università di Bari, approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana, ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996), Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo di Aurelio Prudenzio Clemente (1999), Panegirici latini (a cura di D. Lassandro e G. Micunco) (2001), Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004).

ISBN 9788887781502

Omero
Odissea. L'uomo che conobbe

01/01/2005 — Giuseppe Micunco

  € 10,00   

 

Odìsseo impara a sue spese che il conoscere si lega strettamente al soffrire: soddisfare il desiderio di conoscere costa sofferenza e il sapere aumenta il soffrire. Questo binomio conoscere/soffrire è la nuova fondamentale acquisizione del poeta dell’Odissea, ma anche del pensiero greco e di tutta la cultura occidentale. Ed è un’acquisizione che segna un altro punto fermo rispetto, non solo alla civiltà guerresca dell’Iliade, ma anche a visioni della vita ormai indegne di un uomo che voglia veramente e pienamente essere tale e che si caratterizza, invece, soprattutto e prima di tutto, per la sua razionalità.

Giuseppe Micunco è nato a Bari (1945), ove risiede. Professore di latino, greco e greco biblico, studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, ha curato ricerche che spaziano dal mondo classico, all’intercultura, all’agiografia e alla spiritualità. Scrive su riviste scientifiche tra cui «Invigilata lucernis» del Dipartimento di studi classici e cristiani dell’Università di Bari, approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana, ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996), Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo di Aurelio Prudenzio Clemente (1999), Panegirici latini (a cura di D. Lassandro e G. Micunco) (2001), Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004).

ISBN 9788887781304

Inni omerici
Gli dei

01/01/2005 — Giuseppe Micunco

  € 10,00   

 

I Greci sono stati un popolo laico, caso unico, si può dire, nel mondo antico: non hanno avuto libri sacri, né caste sacerdotali. Hanno avuto contatti con realtà religiose diverse e le hanno razionalizzate; hanno cercato nella loro riflessione, più filosofica che teologica, di ‘sistemare’ organicamente i poteri delle varie divinità, purificando una concezione teologica troppo antropomorfica e rendendo gli dèi nello stesso tempo sempre più nobili, ma anche sempre più vicini.

Giuseppe Micunco è nato a Bari (1945), ove risiede. Professore di latino, greco e greco biblico, studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, ha curato ricerche che spaziano dal mondo classico, all’intercultura, all’agiografia e alla spiritualità. Scrive su riviste scientifiche tra cui «Invigilata lucernis» del Dipartimento di studi classici e cristiani dell’Università di Bari, approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana, ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996), Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo di Aurelio Prudenzio Clemente (1999), Panegirici latini (a cura di D. Lassandro e G. Micunco) (2001), Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004).

ISBN 9788887781328

Esiodo
Teogonia. Dal Chàos al Kòsmos

01/01/2005 — Giuseppe Micunco

  € 10,00   

 

Nella Teogonia Esiodo, nel ricostruire in modo sistematico le origini degli dèi, propone un percorso che va dal chàos al kòsmos, dal ‘disordine’ all’ordine. Lo fa ancora nella lingua, nello stile e nell’esametro dell’epica e, in qualche modo, in continuità con i punti fermi messi dai poemi omerici, alla ricerca di elementi saldi di civiltà. Un cammino dal disordine all’ordine, è, in fondo, un cammino dall’irrazionale al razionale, dall’‘ira’ disordinata, se così si può chiamare, degli elementi primordiali, alla ‘pietà’ ordinatrice di Zeus e all’umanità dell’uomo.

Giuseppe Micunco è nato a Bari (1945), ove risiede. Professore di latino, greco e greco biblico, studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, ha curato ricerche che spaziano dal mondo classico, all’intercultura, all’agiografia e alla spiritualità. Scrive su riviste scientifiche tra cui «Invigilata lucernis» del Dipartimento di studi classici e cristiani dell’Università di Bari, approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana, ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996), Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo di Aurelio Prudenzio Clemente (1999), Panegirici latini (a cura di D. Lassandro e G. Micunco) (2001), Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004).

ISBN 9788887781335

Omero
Iliade. L'ira di Achille

01/01/2005 — Giuseppe Micunco

  € 10,00   

 

Attraverso l’analisi e il commento di alcuni passi scelti, l’autore ci aiuta a rileggere l’opera di Omero cogliendone quei significati profondi in cui classicità e modernità si incontrano. Il poeta greco, infatti, pur nella grande ricchezza, di racconti, di imprese, di personaggi, ha una chiara proposta culturale: nel confronto tra l’ira folle e feroce dell’eroe greco e l’umanità di Ettore, tra l’irrazionale e il razionale, tra cultura guerriera e cultura di pace, propone di mettersi alle spalle un mondo regolato dall’istinto guerresco per trovare una nuova misura della vita. Le passioni, le guerre, dolore e tristezza, continueranno ad affliggere gli uomini, ma la possibilità che l’ira possa trovare una misura, essere razionalizzata da leggi di umana pietà, essere illuminata da ragioni di civiltà (e in tutto questo la poesia riveste un ruolo importante) è la nuova frontiera che l’Iliade apre in maniera irreversibile all’Occidente.

Giuseppe Micunco è nato a Bari (1945), ove risiede. Professore di latino, greco e greco biblico, studioso dal grande rigore critico e dai molteplici interessi, ha curato ricerche che spaziano dal mondo classico, all’intercultura, all’agiografia e alla spiritualità. Scrive su riviste scientifiche tra cui «Invigilata lucernis» del Dipartimento di studi classici e cristiani dell’Università di Bari, approfondendo i temi legati all’incontro tra la cultura classica e la cultura cristiana, ed è collaboratore dell’UTET per la collana dei classici latini. È autore di più di trenta pubblicazioni tra cui: Praesentia numina. Catullo e il ‘dio vicino’ (1996), Inno in onore del beatissimo martire Lorenzo di Aurelio Prudenzio Clemente (1999), Panegirici latini (a cura di D. Lassandro e G. Micunco) (2001), Sine dominico non possumus. I martiri di Abitene e la Pasqua domenicale (2004).

ISBN 9788887781373

La colpa dell'essere
Il racconto biblico della violazione originaria tra ricostruzione storico-teologica e analisi filosofica

01/01/2003 — Pietro Polieri

  € 14,00   

 

Cosa vuol dire che l'essere dell'uomo è colpevole prima di ogni peccato? Cosa significa sostenere che la colpevolezza dell'uomo non è altro che lo stato ontologico nel quale egli si trova sin dal momento della sua creazione proprio perché è una creatura? Cosa comporta, dunque, pensare la relazione tra colpa e creazione: lo scagionamento dell'uomo da ogni responsabilità in ordine alla realizzazione del male e la conseguente iscrizione di quest'ultimo nell'azione creatrice di Dio, cosa che renderebbe appunto Dio autore del male? Oppure l'ammissione della possibilità di pensare nella sua purezza ed essenzialità il rapporto tra l'essere della creatura e l'Essere del Creatore? Nelle pagine di questo libro, dense di traiettorie inedite di riflessione e ricche di stimolanti sollecitazioni alla discussione filosofica e teologica, oltre che storica e letteraria, prende vorticosamente forma un pensiero irrequieto e destabilizzante, che trae tale sua peculiare identità dal fatto di avere come oggetto d'indagine una relazione originaria, un inizio.

Pietro Polieri, laureato in Filosofia all'Università di Bari, insegna Cultura e civiltà ebraica come professore a contratto presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Foggia. Inoltre è docente presso l'Istituto di Teologia Ecumenico-Patristica Greco-Bizantina "'S. Nicola" di Bari, dove tiene seminari semestrali riguardanti la cultura e il pensiero ebraici e la filosofia. Da alcuni anni collabora con la Cattedra di Antropologia culturale dell'Università di Bari, presso la quale svolge ricerche sull'antropologia della postmodernità, in via di pubblicazione sulla rivista di studi demo-etno-antropologici "Lares". Diplomato in Flauto traverso al Conservatorio "L. Refice" di Frosinone, affianca all'attività di flautista quella di direttore di coro. È autore dei volumi monografici I suoni della Torah. L'ebraismo "letto" attraverso la musica (Messaggi, 1998), Il manifesto poetico della donna "riformata". Una lettura del Cantico dei Cantici (Progedit, 2001), La voce dell'Inizio. Alla sorgente della musica ebraica (Messaggi, 2001).

ISBN 9788887781489

La filosofia e il sacro
Martin Heidegger lettore di Rudolf Otto

01/01/2002 — Annalisa Caputo

  € 14,00   

 

È possibile, nella notte del nichilismo, pensare ancora un'alba del Sacro? Che cos'è o può essere il Sacro, e che "pensiero" va risvegliato per coglierlo? La filosofia può aiutarci in questo cammino? E di quale filosofia abbiamo bisogno? La teologia può dialogare con un pensiero del Sacro, e a che tipo di teologia rivolgersi? E, infine, o, in primo luogo, che cosa tutto questo dice o può dire all'esistenza? Come possiamo noi, figli della globalizzazione, ritrovare un senso nel nostro "pensare", indipendentemente dall'essere "fedeli" o "laici", credenti o non-credenti, oppure credenti di una religione o di un'altra? L'autrice approfondisce questi problemi e interrogativi attraverso l'analisi dell'incontro tra il "filosofo", Martin Heidegger, e il "teologo" Rudolf Otto. Un tema non ancora fatto oggetto specifico di studio e analisi; un'interrogazione filosofica che nella sua originalità può diventare nuova occasione di approfondimento del rapporto fede-ragione, alla luce dei più recenti contributi della filosofia e della teologia contemporanea.

Annalisa Caputo (Bari, 1970), nota studiosa a livello internazionale del pensiero di Heidegger, è assegnista di ricerca nel dipartimento di Scienze filosofiche dell'Università di Bari e docente di filosofia e storia nella scuola superiore. Da diversi anni si occupa di problematiche relative al Sacro e alla secolarizzazione; di recente ha inoltre conseguito il Magistero in Scienze teologiche. Segretaria di redazione della rivista di critica filosofica Paradigmi, ha pubblicato numerosi saggi e articoli relativi a Nietzsche, Heidegger e, più in generale, alle problematiche ontologico-sacrali in diverse riviste, volumi collettanei e atti di Convegni internazionali. È autrice di rigorose opere di carattere storico-filosofico tra cui: Terra incontaminata. Percorsi di ricerca nella filosofia di M. Heidegger (Levante, 1999), Vent'anni di recezione heideggeriana (1979-1999). Una bibliografia (Franco Angeli, 2001), Pensiero e affettività: Heidegger e le "Stimmungen" (1889-1928) (Franco Angeli, 2001).

ISBN 9788887781182

Riconciliatevi con Dio
Cinque anni di episcopato in Albania (1997-2002). Documenti sulla vita della Chiesa e della società

01/01/2002 — Angelo Massafra

  € 15,00   

 

L'autore ricostruisce, attraverso la storia dei suoi cinque anni di episcopato in Albania (1997-2002), un periodo particolarmente difficile nella storia religiosa e civile di un Paese che, nel passaggio dalla dittatura alla democrazia, ha trovato nella Chiesa cattolica una guida ferma. Riconciliatevi con Dio è la prospettiva che caratterizza l'impegno di un vescovo e di una comunità cristiana, volto a ricostruire non solo la Chiesa ma, attraverso un dialogo costruttivo con le altre religioni, l'intera società. Una pubblicazione ricca di materiale inedito (documenti ufficiali della vita della Chiesa cattolica in Albania, relazioni, testimonianze, cronache) che ci fa entrare in profondità nell'anima di un popolo dell'Est europeo all'Italia da sempre particolarmente vicino. Una documentazione fotografica a colori valorizza maggiormente il volume: le parole scritte diventano così volti di una generazione in cammino. Uno strumento prezioso per capire la mentalità e la vita sociale di un Paese con cui occorre confrontarsi con impegno.

Mons. Angelo Massafra dell'Ordine dei Frati Minori, nato a San Marzano di San Giuseppe (Taranto, Italia), arbëresh (italo-albanese), è stato ordinato sacerdote nel 1974 a Lecce e ha ricoperto incarichi come Predicatore, Formatore e Definitore in diverse località e istituzioni della sua Provincia Francescana. Arrivato in Albania nel 1993 per la formazione dei giovani candidati albanesi alla vita religiosa dell'Ordine, è stato inizialmente maestro dei novizi e parroco della parrocchia di Troshan (Lezhë). Nominato primo vescovo della diocesi di Rrëshen e amministratore apostolico della diocesi di Lezhë, è stato consacrato vescovo nel 1997 da Papa Giovanni Paolo II, nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Nel 1997 è stato nominato Amministratore Apostolico dell'arcidiocesi di Scutari e della diocesi di Sappa, nel 1998 Arcivescovo metropolita di Scutari, e nel giugno dello stesso anno ha ricevuto dalle mani del Papa il Pallio. Nell'ottobre del 2000 è stato nominato membro del Pontificio Consiglio "Cor usum".

ISBN 9788887781212

Filosofia e teologia dal sud d'Italia

01/01/2000 — Bruno Forte

  € 6,00   

 

Attraverso una breve, ma suggestiva analisi dei maggiori intellettuali meridionali, da Parmenide a Croce, da Cassiodoro a Giordano Bruno, l'autore sviluppa la tesi per la quale «anche nella storia della civiltà europea la luce viene da Oriente: quando l'orientale lumen si tuffa in Occidente, lo spirito speculativo dei Greci viene a sposarsi alla concretezza latina. Da questa coniugazione nascono le stagioni e le imprese che segnano la storia della cultura occidentale. Il luogo in cui questo incontro originariamente si compie è il Meridione d'Italia: perciò non meraviglia come questa terra costituisca la culla in cui hanno inizio molte delle svolte del pensiero dell'Occidente».

Bruno Forte, Preside della Facoltà Teologica dell'Italia meridionale, è autore di fondamentali opere teologiche e spirituali radicate nella tradizione culturale e spirituale del Meridione.

ISBN 9788887781083

L'attirerò a me
Scritti spirituali di una serva di Dio

01/01/2000 — Santa Scorese

  € 12,91   

 

ISBN 9788887781045

Inno in onore della passione del beatissimo martire Lorenzo

01/01/1999 — Aurelio C. Prudenzio

  € 10,00   

 

ISBN 9788887781007