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Una sapienza straniera

22/11/2019 — Luciana Pepi

  € 18,00   

 

“Sapienza straniera” è il modo in cui spesso è stata definita la filosofia all’interno della tradizione ebraica e così è chiamata nei testi più antichi. Ma davvero essa è una sapienza straniera all’ebraismo? L’autrice propone un’inedita presentazione della filosofia ebraica, partendo dalla convinzione che per comprendere quest’ultima sia necessario soffermarsi su quell’entroterra culturale, rappresentato essenzialmente dalla tradizione orale e dai testi fondanti in cui essa sfocia, che fa da sfondo ma anche da presupposto alla filosofia stessa. Mentre la relazione con le culture prossime, soprattutto quelle islamica e cristiana, e con le fonti filosofiche sia greche che islamiche, è stata studiata in modo approfondito, invece il rapporto della filosofia con la cultura tradizionale antecedente non risulta finora sufficientemente messo in luce. Luciana Pepi sceglie, dunque, di approfondire tale aspetto, evidenziando come alcuni elementi dell’ebraismo e dell’antica ermeneutica del testo biblico, basata sulle infinite interrogazioni, sulla ricerca minuziosa ed attenta al minimo

Luciana Pepi è docente di Filosofia ebraica medievale e Lingua e cultura ebraica presso l’Università degli studi di Palermo. Le sue ricerche riguardano principalmente la filosofia medievale ebraica, con particolare attenzione al pensiero di Mosè Maimonide e alla scuola maimonidea italiana.

ISBN 9788864851280

Mercanti, banchieri e prestatori ebrei nella Sicilia del XV secolo

02/10/2019 — Viviana Mulè

  € 25,00   

 

Un’inedita ricognizione nel mondo degli affari, degli scambi internazionali, del prestito, delle banche che vede protagonisti gli ebrei nella Sicilia del grano del XV secolo. Una ricerca meticolosa e capillare negli archivi siciliani e spagnoli che permette di sviluppare analisi comparative e formulare nuove ipotesi sull’economia di una società che si avvia verso la modernità e da cui emerge la figura del mercante-banchiere-prestatore e quella del mediano delle tratte cambiarie. Figura chiave dell’ebraismo siciliano, il mercante-banchiere, per la sua capacità di rapportarsi al contesto socio-economico in modo dialettico, integrandosi senza mai assimilarsi, viene indagato negli aspetti familiari e antropologici e nella sua funzione filantropico-culturale.

Viviana Mulè, laureata in lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è dottore di ricerca in storia presso l’Università di Pisa, è diplomata in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Palermo ed è stata titolare di un assegno di collaborazione alla ricerca presso l’Università di Palermo. Ha condotto diverse ricerche negli archivi siciliani e spagnoli e ha pubblicato diversi saggi sulle comunità ebraiche siciliane, in particolare su quelle della Sicilia orientale, sul credito in Sicilia e sul Quattrocento siciliano.

ISBN 9788864851174

Res utrique placuit (CB 72, str
5a, 1)

02/04/2019 — Armando Bisanti

  € 15,00   

 

L’esternazione, da parte dell’io narrante, di un desiderio d’amore (o anche soltanto sensuale, erotico, passionale) è un tema che ricorre a più riprese nei Carmina Burana, costituendo uno dei temi portanti della seconda sezione della raccolta mediolatina, quella dedicata alle poesie d’amore. Tale desiderio, espresso nelle forme e nei modi più svariati, spesso rimane allo stadio di inappagamento, onde l’innamorato, che soffre e illanguidisce per una fanciulla (secondo il consueto tópos della maladie d’amour), non riesce – per vari motivi, soprattutto per l’insensibilità di lei, che, con varie giustificazioni, non vuole ricambiare il suo sentimento – a coronare il proprio sogno e a farla sua (o soltanto a possederla fisicamente, ché è questo lo scopo che, spesso, si prefigge l’innamorato protagonista). Vi sono però, sempre nella seconda sezione dei Carmina Burana, altri componimenti nei quali il desiderio sensuale espresso dall’io protagonista nei confronti della donna da lui amata (o soltanto concupita), che in altri carmi restava allo stadio di doloroso inappagamento, giunge al suo completo coronamento e alla sua piena realizzazione, con narrazioni e descrizioni sovente improntate a un forte erotismo.
All’interno di questo “doppio” percorso, nel libro sono analizzati, complessivamente, quindici componimenti, nove riguardanti il tema del desiderio inappagato, sei concernenti il motivo della realizzazione del desiderio. Il volume è completato da un breve saggio in appendice e da un’ampia bibliografia sui Carmina Burana.

Armando Bisanti (Palermo 1957) è professore associato di Letteratura Latina Medievale e Umanistica presso l’Università degli Studi di Palermo. I suoi interessi prevalenti vertono sulla favolistica mediolatina, sul teatro medievale e umanistico, sull’epica e la poesia d’amore mediolatina, sulla agiografia, sulla produzione letteraria in Sicilia in età normanna e sveva, sulla novellistica e sulla facezia quattrocentesca. Fra i soci fondatori dell’Officina di Studi Medievali di Palermo, è direttore responsabile di «Schede Medievali» e vicedirettore della rivista elettronica «Mediaeval Sophia».

ISBN 9788864851273

Ornatus Mundi
Le Glosae super Platonem di Guglielmo di Conches

02/11/2018 — Concetto Martello

  € 25,00   

 

Nel secondo libro delle Glossae super Platonem di Guglielmo di Conches, cui è principalmente dedicato il volume, sono ribaditi e ulteriormente sviluppati i due suoi principali filoni di interesse, già evidenti nel primo libro e nelle sue precedenti opere e costituiti da un approccio razionale ai temi teologici, e in particolare alla trinità, e da una competente e spiccata sensibilità filosofico-naturalistica, che sfocia nella descrizione analitica dell’ornatus mundi, cioè degli effetti razionali e uniformi, e per ciò stesso conoscibili universalmente e necessariamente, delle cause seconde. Entrambi tali filoni sono peraltro sorretti dalla motivazione etica e pedagogica che caratterizza l’ideale umanistico coltivato dai maestri della scuola cattedrale di Chartres e che dà all’opera del filosofo originario di Conches un’implicita ma chiara valenza politico-culturale, resa del tutto esplicita, anche sotto forma di retractatio, nel successivo Dragmaticon philosophiae, cui è dedicato il terzo e ultimo capitolo in quanto culmine maturo dello svolgimento dei suoi interessi e dell’ultraventennale riflessione interpretativa sul frammento del Timeo di Platone tradotto e commentato da Calcidio. In Appendice è riprodotto dall’ed. Jeauneau del 2006 (CCCM 203) e tradotto il Tractatus de primordiali materia, che è il più lungo e rilevante sul piano filosofico dei tre che compongono il secondo libro delle Glosae super Platonem.

Concetto Martello insegna Storia della filosofia medievale nell’Università di Catania. I suoi interessi vertono sul metodo teologico e sulle filosofie della natura e del linguaggio nel medioevo alto e centrale e sulla filosofia dantesca. Tra le sue pubblicazioni: Platone a Chartres. Il “Trattato sull’anima del mondo” di Guglielmo di Conches. Introduzione, traduzione e note (Officina di Studi Medievali, Palermo 2011); Platone latino. Forme di teoresi nel medioevo “alto” e “centrale” (Academia, Sankt Augustin 2013); I princìpi e le cause. Le “Glosae super Platonem” di Guglielmo di Conches. Liber primus. Lettura storico-critica (Officina di Studi Medievali, Palermo 2014); L’essere delle cose. La nozione di “status” nel dibattito sugli universali del XII secolo (Bonanno, Acireale-Roma 2015).

ISBN 9788864851228