Raccontare il viaggio dell?Uomo in questo mondo. Viaggi geografici; viaggi interiori; viaggi nel tempo. L?uomo ha il bisogno ancestrale di conoscere. Le piĂą antiche domande: da dove veniamo? dove andiamo? Cercare dentro di se per conoscersi meglio; conoscere la storia degli uomini per conoscerli meglio; scoprire il mondo per conoscere meglio.

 

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La realtà che noi chiamiamo mondo
Un viaggio in bicicletta attraverso l'Iran

30/09/2018 — Francesco Ciprian

  € 12,00   

 

La realtà che noi chiamiamo mondo racconta di un viaggio in bicicletta di 2.500 Km attraverso l’Iran. Spinto dal desiderio di andare oltre le poche e spesso incomplete notizie che passano i telegiornali e le testate dei principali media, nell’estate del 2016 Francesco Ciprian decide di andare a scoprire direttamente quella realtà, spinto dalla domanda che sempre più frequentemente aveva occupato i suoi pensieri: cos’è la realtà che noi chiamiamo mondo? E ponendo questa domanda alle tante persone conosciute nel viaggio ha avuto modo di scoprire il popolo più ospitale e generoso mai incontrato, sempre pronto ad aprirsi a discorsi intimi, in qualsiasi campo, con estrema rapidità e naturalità. Tante ed estremamente variegate le risposte raccolte: chi si affida ad Allah, chi spera nella futura laicità del Paese, chi non accetta la religione perché imposizione brutale nella vita quotidiana di tutti, chi sogna un mondo senza frontiere. Un racconto impreziosito da numerosi spunti storici, sociali e religiosi, che aiutano il lettore a comprendere al meglio la realtà iraniana, e medio-orientale in genere, lontano da pregiudizi, luoghi comuni e falsi miti.

Francesco Ciprian è nato a Pordenone nel 1988 e si è laureato in Architettura presso l’Università degli Studi di Udine. Ha maturato esperienze di lavoro e volontariato sia in Italia che all’estero e attualmente lavora come grafico pubblicitario. All’età di diciotto anni ha trascorso due mesi in Brasile come volontario e da allora non ha mai smesso di viaggiare, conoscere e studiare questo mondo. Spinto dal desiderio di vivere sulla propria pelle culture diverse, ha percorso strade in Sud America, ha vissuto in Turchia, ha viaggiato nel Sud Est Asiatico e in Estremo Oriente.

ISBN 9788897320524

Il sole negli occhi

01/09/2018 — Daniele Civolani

  € 12,00   

 

La vita è un cammino disegnato da un vorticare incessante di fatti e di emozioni: quella di Daniele Civolani, così come è raccontata da questo intreccio di fili multicolori, è una vita dove la passione la fa da protagonista: che sia la passione per l’amore, quello che pervade ed unisce due corpi e due anime sino a renderli al fine indivisibili o che sia quella per la “poesia” che accompagna l’uomo, da tempi antichissimi, in questo viaggio di emozioni che spesso straziano di dolore, così come di felicità. All’interno di questo filo conduttore si snodano una miriade di poesie che toccano una moltitudine di emozioni, di riflessioni e di racconti che disegnano con grazia e sensibilità l’universo di una vita che ha ancora il dono dell’incanto.

ISBN 9788897320531

Vita di Mario
Storia di amore e di amicizia

30/11/2016 — Andrea Tugnoli

  € 12,00   

 

Una storia coinvolgente ed emozionante, nata dalla fantasia dell'autore attraverso i racconti della nonna sulla guerra e sulla vita di campagna di inizio secolo. La guerra e la deportazione fanno da scenario per una bellissima storia d'amore, travagliata ed insperata. L'autore colloca sapientemente fatti e personaggi frutto della fantasia all'interno di eventi e scenari storici realmente accaduti con la forza della drammaticitĂ  di quel particolare momento storico. Attraverso questa narrazione l'autore affronta temi basilari per l'essere umano: amore, morte, violenza, amicizia; ma lo fa senza retorica e con una leggerezza che anche nei momenti piĂą cupi del racconto lascia sempre accesa la speranza che, in fondo, i valori positivi possano sempre trionfare.

Andrea Tugnoli è nato il 25 settembre 1944 nella località di Guattarella (Comune di Bondeno) ove ha abitato sino all’età di dieci anni, poi si è trasferito con la famiglia a Bondeno capoluogo. Il papà Antonio assieme alla mamma Rosina Poggioli, gestiva il chiosco nei giardini di piazza Roma, davanti alle scuole elementari. Personaggio conosciuto e amato in tutto il territorio per la sua profonda umanità ha saputo trasferire nei suoi scritti tutta la profondità della sua anima.

ISBN 9788897320517

L'eclissi di San Sabba

23/01/2016 — Saverio Merzliak

  € 10,00   

 

Romanzo storico poliziesco incentrato sulle vicende dell'amministrazione tedesca del Litorale Adriatico tra il 1943 e il 1945, sulla gestione del campo di concentramento di San Sabba a Trieste e sulle vicende, anche processuali, del dopoguerra fino agli anni '70. Personaggi veri e altri di fantasia compongono un quadro a tinte forti. Il romanzo nasce dapprima come frutto di una faticosa ricerca storica e poi, anche a causa dei tanti buchi negli archivi, virato in narrazione di fantasia, che cuce gli episodi documentati mantenendo sempre la verosimiglianza storica. Attraverso i personaggi del romanzo si forma una narrazione filmica dalla sceneggiatura avvincente, sullo sfondo di una città attraversata da eventi misteriosi che progressivamente si svelano, popolata da piccoli eroi quotidiani e da forme di collaborazionismo esplicito e, altre volte, colpevolmente inconsapevole. Il protagonista del romanzo è un poliziotto tedesco, in servizio a Trieste durante l’amministrazione nazista, che si stabilirà in città a guerra finita. Attraverso i suoi occhi scorrono atti criminali, meschinità, complicità e indifferenze che nutrono l’apostasia, che egli può vedere perché non ha rinunciato alla memoria, di sé prima di tutto.

Saverio MERZLIAK, nasce a Trento nel dicembre 1954, sotto una fitta nevicata. I genitori vengono da Fiume, una nonna da Budapest, un bisnonno dal fondo della Dalmazia e un altro da Napoli. A vent’anni si trasferisce a Trieste avendovi trovato lavoro e patria. Si laurea in Filosofia a Bologna nel 1981 e trent’anni dopo in Sociologia a Trieste. Le vicende professionali lo hanno portato a Milano, Aosta, Piacenza, Venezia, Udine e, più raramente, a Trieste, dove però ha sempre mantenuto la base familiare. Ha pubblicato studi e ricerche di carattere socioeconomico. L'eclissi di San Sabba il suo primo romanzo.

ISBN 9788897320500

Vite schedate
Comunisti a Ferrara durante il fascismo: 3

23/01/2016 — Delfina Tromboni, Dante Giordano, Davide Guarnieri

  € 18,00   

 

Sono oltre 400 i comunisti e le comuniste ferraresi schedati dalla polizia politica fascista, durante il Ventennio, per il Casellario politico centrale del Ministero dell'Interno e si stimano in almeno quattro volte tanti quelli inseriti dalla Questura nel novero dei "sovversivi", per il medesimo periodo. Le carte di polizia stilate a fine repressivo costituiscono una impareggiabile fonte per la storia dei comunisti e delle comuniste durante la dittatura. "Vite schedate" ne ricostruisce le biografie, restituendo per la prima volta alla memoria storica e collettiva non soltanto l'antifascismo organizzato dalle strutture clandestine del partito, ma anche quello diffuso e quotidiano, mai emerso prima dalla cosiddetta "zona grigia". È così che, attraverso le vicende di centinaia di sconosciuti oppositori del regime, in gran parte costretti all'emigrazione in altre città (Milano, Torino, Genova, Roma, Bari, Venezia, Bologna...) o addirittura in altri Paesi (Francia, Svizzera, Belgio, Stati Uniti, Argentina...) si ricostruiscono anche pezzi di resistenza alla dittatura in realtà diverse da quella ferrarese. Schedatura da Cappelli a Farolfi. Ricostruzione della storia locale del PCI dal '34 al '36.

Delfina Tromboni vive e lavora a Ferrara, dove dirige il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Esperta di storia locale e di documentazione di genere, ha pubblicato studi sugli archivi e sulla storia delle donne, sul movimento operaio e cooperativo, sull’antifascismo e la Resistenza. Ha collaborato con le principali riviste del settore e, tra gli editori nazionali, ha pubblicato con Vangelista, Franco Angeli, Marsilio, Carocci, Il Mulino, Giuntina. Per Tresogni ha curato nel 2010 Storie di esilio, di fuga e di deportazione. Ferraresi ed emiliano romagnoli nella diaspora ebraica ed antifascista.

ISBN 9788897320418

Antonio Guerra
Un uomo e la sua terra. «Ho cominciato in cooperativa e finisco in cooperativa»

28/12/2015 — Egidio Checcoli, Delfina Tromboni

  € 13,50   

 

Antonio Guerra (Filo d’Argenta 3 novembre 1939 - 24 luglio 2014), per tutti “Toni”, è stato un protagonista della storia del sindacato, della cooperazione, del movimento bracciantile e della sua terra, il Filese, l’Argentano, il Ferrarese. Un tempo l’accademia lo avrebbe classificato tra i “minori”, meritevoli, certo, ma degni di assurgere al massimo alle cronache della storia “locale”. Oggi anche l’accademia ha capito che la storia di uomini e donne è fatta di tante storie ed ha riscoperto e rivalutato il valore di “storie” come la sua, attribuendo anch’essa a studi come quelli contenuti in questo volume tutta la dignità che loro spetta come parti fondanti della storia del Paese. Ma “Toni” è stato anche un uomo di spessore, capace di grandi amicizie e di grandi affetti, di solidarietà e di condivisione; capace, anche, di sostituire con l’elaborazione della esperienza, la sua e quella tramandatagli da chi l’ha preceduto, gli studi che non poté fare quando, appena ragazzino, incominciò a lavorare come fattorino per la Cooperativa “Terra e lavoro” di Filo d’Argenta, al tempo diretta da un altro grande protagonista del moto di riscatto dei lavoratori della terra filesi, argentani e ferraresi, Giulio Bellini. Da fattorino Antonio Guerra è diventato, al termine della sua carriera, Presidente della Cooperativa Agricola Braccianti di Filo d’Argenta, filiazione per successive trasformazioni e fusioni (in primis quella con la cooperativa “Terra e pace” di Bondeno), di quella “Terra e lavoro” in cui aveva iniziato. La sua è dunque anche una storia di straordinario riscatto personale, che lo vide passare da fattorino a bracciante (in risaia) a macchinista, da militante sindacale a dirigente della Lega dei braccianti di Filo, da socio della Cooperativa in cui prestava la sua opera a Presidente di una importante struttura produttiva che ancora oggi produce, per i suoi soci e per il suo territorio, lavoro e ricchezza. Tra un incarico e l’altro Toni fece con semplicità quello che oggi capita molto raramente di vedere: tornò al lavoro nella “sua” cooperativa, senza nulla chiedere, senza nulla pretendere. Per questo i suoi amici e i tanti che l’hanno conosciuto ed apprezzato, hanno voluto che la sua memoria non andasse dispersa e potesse, nel futuro, anche dagli scaffali di una biblioteca, servire ancora a ragazzi come lui, in cerca del proprio futuro e di un futuro più giusto ed umano per tutti.

Egidio Checcoli è nato a Filo d’Argenta dove tuttora risiede. È stato sindaco del comune di Argenta dal 1976 al 1982. Dal 1985 al 2004 è stato Presidente della Legacoop della provincia di Ferrara. Dal 2003 al 2006 è stato presidente della Legacoop dell’Emilia-Romagna e negli anni successivi, fino al 2013, Presidente ed Amministratore Delegato di Fruttagel, industria agro-alimentare. Attualmente è Presidente della Fondazione Primaro. È coautore del libro Giulio Bellini, cooperatore, (1988) e autore del libro Filo della memoria (2002), pubblicati da Editrice Consumatori. Ha scritto in collaborazione con Roberto Scardova, inviato speciale della Rai, e Mirko Caprara, Operazione Katana - Eroi per … forza di legge, (2005) ed è coautore con Vindice Lecis, giornalista del Gruppo L’Espresso, di Un lungo viaggio nella cooperazione ferrarese, (2005), entrambi pubblicati da PRESS and WEB Edizioni. Nel 2011 è autore del libro La fiducia strappata, pubblicato da Corbo Editore. Nel 2013 ha scritto in collaborazione con Delfina Tromboni il libro Bruno Natali. Una vita nel cuore del Novecento. Delfina Tromboni vive a Ferrara, dove ha diretto il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Già Membro Ordinario della Società Italiana delle Storiche, ha pubblicato con diversi editori nazionali numerosi saggi e volumi di storia delle donne, storia dell’antifascismo e della Resistenza, del movimento operaio e dei partiti politici, della cooperazione. In quest’ultimo ambito ha pubblicato nel 2003 per l’editore “Il Mulino” un volume sulla storia della Lega delle Cooperative e mutue di Ferrara dalle origini alla ricostruzione, che porta il titolo A noi la libertà non fa paura. Per l’editore Tresogni dirige la collana rossoantico ed ha in corso di pubblicazione Vite schedate. Comunisti a Ferrara durante il fascismo, opera in più volumi di cui sta per vedere la luce il III volume.

ISBN 9788897320494

La prima vita
Viaggi, passioni, emozioni e varia umanità

30/11/2015 — Giorgio Calaresu Barberis

  € 12,00   

 

Gavino è un uomo di 68 anni con alle spalle tante esperienze di lavoro, di cucina, di viaggi e di piacere. Il personaggio è quasi l’alter ego dell’autore, ma rispetto a lui un poco più coerente e coraggioso. Il libro vorrebbe quasi essere un testamento spirituale che l’autore insieme, idealmente, al fratello offre come testimonianza di ottimismo, di successo e di gioia di vivere. Non ci sono segreti, la vita deve essere semplicemente vissuta al meglio. Il “viaggio” in tutte le sue accezioni. Luoghi, esperienze, incontri, cultura, crescita personale. E anche divertimento. Con uno stile narrativo intriso di curiosità e ironia sottile e irriverente, l’autore cattura chi legge verso avventure e mete paradisiache. Il libro è una vera testimonianza di ottimismo, successo e gioia di vivere.

Giorgio Calaresu Barberis, nato a metà inverno, nel 1947, per caso in un paese del pavese, in un giorno in cui era sepolto dalla neve. Arrivò a Milano a tre anni con tutta la famiglia. Ex dirigente industria non è più attivo in una funzione commerciale. Nella capitale lombarda ha vissuto la maggior parte dei suoi anni. Biologo per formazione e viaggiatore per passione è stato in oltre 150 paesi in transito e non. Tra le sue destinazioni paradisiache figurano alcune note isole visitate più per interesse che per lavoro quali Vihamanafushi, Curaçao, Guadalupa, Trinidad, Providencia, Santa Cruz, Rapa Nui, Takapoto, Moorea, Sipadan e Grande Terre. Pur occupandosi di affari non ha mai dimenticato di migliorare la conoscenza della natura sul campo e raccogliere cimeli e libri di documentazione specifica. Ha raggiunto anche vette particolari… tra le quali quella del Kinabalu nel 1992 e del Kilimangiaro nel 2000. In oltre trent’anni di commercio estero in varie società italiane grandi, medie e piccole ha fatto un discreto percorso professionale. Ha una moglie in carriera e nessun figlio. In lui l’interesse per il mare eguaglia quello per il cibo, il cinema, la letteratura, la ceramica, la musica, le immersioni e i vini.

ISBN 9788897320487

Pugno di grano
Un racconto di socialismo ferrarese

25/11/2015 — Giancarlo Guarelli

  € 15,00   

 

Uno spaccato di vita e politica ferrarese raccontato dall'autore, protagonista di 40 di storia locale. Il libro racconta, attraverso l’esperienza diretta dell’autore, la storia del partito socialista ferrarese tra il 1954 e il 1969. E i fatti politici ferraresi di quegli anni si intersecano, attraverso la narrazione di Guarelli, alla Storia d’Italia in un periodo politicamente aspro e difficile, ricco di contrasti e di scelte drammatiche. Attraverso le parole dell’autore una ricostruzione attenta e storicamente importante, ma anche un modo per rivivere e ricordare momenti, aneddoti e immagini di una Ferrara che non c’è più.

Giancarlo Guarelli nasce a Vittorio Veneto nel 1935. Il suo percorso politico-istituzionale inizia nel 1960 con la sua elezione a consigliere comunale di Ferrara. Dal 1962 al 1965 ricopre la carica di vice-sindaco di Ferrara. Nel gennaio del 1965 è chiamato alla segreteria provinciale del PSI, incarico che ricopre fino al 1968. Successivamente viene eletto consigliere della Regione Emilia-Romagna nel 1970 e nel 1975, per le due prime legislature regionali. Dal 1985 al 1990 è assessore all’urbanistica ed edilizia privata nella giunta comunale di Ferrara guidata dal sindaco Roberto Soffritti. È la sua ultima esperienza pubblica.

ISBN 9788897320456

L'uomo che voleva volare

20/09/2015 — Enrico Merighi

  € 8,00   

 

“Forse a volte può arricchire più una favola di certi discorsi filosofici; una semplice storiella, che riesca in qualche modo a coinvolgere, senza bisogno di arzigogoli o acrobazie letterarie particolari. Una breve storia che si possa interpretare liberamente, e che magari susciti emozioni”. Emozioni e immedesimazione sono i preziosi ingredienti di questo volumetto di facile lettura che diverte e invita alla riflessione in modo efficace e leggero. In questo volume una raccolta di racconti a sfondo autobiografico, una raccolta di esperienze e avventure vissute nei “mitici anni ‘80” nelle quali molti lettori potranno identificarsi e ritrovarcisi. Scrittura agile e diretta, di pronta immedesimazione. Emozioni e sorrisi… e qualche commovente sorpresa. Da leggere tutto d'un fiato.

Enrico Merighi nasce a Bondeno di Ferrara nel 1964 dove risiede tuttora. Dopo le scuole medie ha tentato il conseguimento del diploma di perito elettronico ma, cacciato con infamia dopo un triennio disastroso, è riuscito successivamente (e miracolosamente) a conseguire il diploma alla scuola per infermieri, giurando però a se stesso che non avrebbe mai fatto quel mestiere. Negli anni successivi ha lavorato in vari ambiti: carpenteria, impiantistica, ecc… In seguito ha lavorato in una moderna struttura residenziale psichiatrica gestita con criteri avanzati e di grande apertura; quindi un po' per quello, un po' perché con i “pazzerelli” si trovava bene assai, qui è rimasto per tredici anni. Ora lavora con gli anziani in una commissione che gestisce le loro necessità. La passione per la scrittura è nata in lui in età matura dal desiderio di fermare su carta riflessioni e “insegnamenti” frutto delle sue “esuberanti” esperienze di vita; nella speranza che il figlio non ripercorra tutti gli sbagli paterni.

ISBN 9788897320463

Ombre in controluce

31/08/2015 — Nicholas Guirich

  € 8,00   

 

Una raccolta di racconti in cui l’autore ripercorre episodi e tratti salienti della propria infanzia e gioventù. Filo conduttore ed espediente narrativo in ogni episodi è l’hobby della pesca, a volte protagonista principale, a volte soltanto “sfondo”, ma che assume sempre un significato morale o di morale per il tema trattato. Ma il vero protagonista, a volte interprete principale, altre volte in apparente secondo piano, ma sempre vivo e presente nella memoria e nel cuore dell’autore è il personaggio dello “zio”: mentore, amico e compagno fedele, spazio di sogno e riflessione, e valvola di sfogo quando la realtà è dura da capire e accettare. Maestro di vita. E attraverso i suoi insegnamenti l’autore ci fa sorridere e ci sa emozionare portandoci, di volta in volta, in piccoli acquarelli dalle tinte tenui e delicate che emergono come “ombre in controluce” dalla nostalgia dei ricordi.

Nicholas Guirich è il nom de plume di Arturo Lattuneddu, medico specialista in chirurgia, appassionato di storia e di storie che ama intrecciare con il vissuto familiare. Seria formazione scientifica che non disdegna il sogno a occhi aperti. Casa con grande giardino che cura personalmente; ci convivono tartarughe, un cane e un gatto oltre che naturalmente la moglie e due figli. La famiglia e l’amicizia prima di tutto e tutti. La sacralità delle vacanze, anche all’estero; salva sempre e comunque la montagna. La voglia di scrivere per sé e per gli altri e per i ricordi.

ISBN 9788897320449

Legati mani e piedi con rozze funi
Le carte raccontano la pellagra a Ferrara. 1859-1933

31/07/2015 — Magda Beltrami, Mara Guerra

  € 10,00   

 

La storia di una terribile malattia e piaga sociale che colpì le povere campagne italiane e in particolar modo la bassa padana tra fine ottocento e inizio novecento. Documenti, statistiche, testimonianze e una rigorosa ricostruzione scientifica del fenomeno. Il libro racconta, attraverso documenti storici, accurate rappresentazioni grafiche e fotografie, la storia dello sviluppo della pellagra nel territorio ferrarese. La pellagra è una malattia che denuncia le condizioni sociali in cui viveva il bracciantato nell' 800 e nei primi decenni del '900: miseria e fame. Voci isolate, come quella del Direttore del manicomio di Ferrara Professor Clodomiro Bonfigli che curava ammalati di frenosi pellagrosa, sostenevano che la pellagra fosse legata a carenze alimentari. Quest'ultima teoria verrà dimostrata scientificamente nel 1937.

Magda Beltrami, vive a Ferrara dove ha insegnato Fisica Ambientale. L' accesa passione per lo studio e la ricerca la conduce ad indagare sugli eventi che hanno modificato la vita della comunità in cui vive. Ha curato alcuni testi e mostre, fra di essi: Il Po, il Reno, le genti, la storia, le alluvioni negli anni cinquanta ed I giochi dell'acqua per il Centro Studi e documentazione Ambientale del quale è stata fondatrice. Suo è il contributo L'ITIP “A. Carpeggiani” un racconto fra storia e memoria, in Terra di Provincia, Uomini, Donne, memorie figure, curato da Delfina Tromboni. Mara Guerra, nasce e vive a Ferrara. Dopo la laurea a Bologna insegna lettere all'Istituto Tecnico industriale di Ferrara. Impegnata in diversi settori culturali e sociali ha ricoperto la carica di Assessora alle politiche sociali e sanitarie nel Comune di Ferrara dal 1985 al 1995. Partecipa a gruppi di "scrittura creativa" di Venezia e di Argenta, e con quest’ultimo ha realizzato diversi "spettacoli" di reading e musica. Approfondire fatti di storia locale, resta comunque la sua grande passione.

ISBN 9788897320470

Pushboys
Storie di uomini, ruote e canguri

21/11/2014 — Sandra Segato

  € 12,00   

 

Viaggio avventuroso attraverso l'Australia in bicicletta. Una giovane coppia incontra natura meravigliosa, culture millenarie, uomini e donne di un meraviglioso paese ricchi di semplicità e saggezza. Nella terra rossa australiana della regione del Queensland un appassionante itinerario on the road attraverso il deserto dell’outback, il giallo altopiano, la lussureggiante giungla e la rigogliosa foresta tropicale, in una coinvolgente narrazione diretta ed evocativa. L’emozione degli incontri più strani e inaspettati e lo stupore nel percorrere nuovi luoghi.

Sandra Segato vive e insegna Lettere a Ferrara. Ha viaggiato in bicicletta in Europa, Africa, Nord e Sud America, Australia, Asia. Ama esplorare nuove terre e raccontarlo. Ha pubblicato, per Ediciclo, “Nella terra degli orsi. In bicicletta tra Canada e Alaska”, (2007) e, per Cierre Edizioni, “Cartografie vigontine. Il territorio tra XVI e XVII secolo”, (2007).

ISBN 9788897320364

Kilimanjaro
A tu per tu con Kibo

21/11/2014 — Agnese Mariotti

  € 10,00   

 

“Il viaggio in sé entusiasma, sfinisce, arricchisce, a volte delude, spesso rivela verità, e se non lo si abbandona, seppur esausti, è perché è impossibile rinunciare alla visione che lo ha ispirato. Elettrizzante è arrivare alla meta, inebriante… ed è per questa emozione che non si molla, soprattutto se la si può condividere con anime affini. La meta poi ha natura mutevole, stimola nuove idee e si trasforma spesso in nuovo punto di partenza”. In questo volume il sogno dell’autrice, per anni inseguito, di raggiungere la cima più alta dell’Africa. Emozioni, natura, fatica e gioie si alternano alla storia e alla descrizione tecnica della conquista della cima, in un sapiente mix creato dall’autrice per coinvolgere il lettore e condividerne con lui l’impresa. Notizie storiche e geografiche.

Agnese Mariotti, originaria dell’Oltrepò Pavese, vive a Losanna tra il lago Lemano e le Alpi e qui può esprimere con pienezza la passione per la montagna e per la natura in genere. Ama scrivere di tutto ciò che accende la sua fantasia e smuove il suo animo. Ricercatrice in campo medico, ama esplorare e qualche volta si perde inseguendo miraggi. Nei sogni di Agnese ci sono montagne da percorrere e genti da incontrare che vogliano condividere con lei pensieri ed emozioni.

ISBN 9788897320401

Riflessi estensi
Chiaroscuri dal castello di Ferrara. Ediz. illustrata

21/11/2014 — Giordano Tunioli

  € 15,00   

 

Immagini artistiche del Castello Estense, corredate da brani tratti dalla letteratura rinascimentale ferrarese. Il Castello Estense costituisce, per la città di Ferrara, una presenza distintiva e allo stesso tempo “ingombrante”. E’ il reperto iconico per eccellenza del territorio, un’immagine “da cartolina”, difficile da decifrare e rappresentare compiutamente, per il suo spessore storico e volumetrico. Del Castello Estense si coglie, per lo più, l’assetto complessivo, per via frontale o aerea, la pienezza dell’insediamento e del progetto architettonico, oppure le singole “membra” – cortili, prigioni, sale di rappresentanza e della vita quotidiana della Corte Estense – in una raffigurazione spesso di maniera o fuori contesto. Le fotografie di Giordano Tunioli del più conosciuto monumento ferrarese partono, invece, dall’accettazione dell’impossibilità di una restituzione completa ed esaustiva, a tutto tondo, dell’oggetto raffigurato. Il Castello, in definitiva, vive ormai, come traccia visiva, nell’immaginario dei suoi visitatori, turisti o ferraresi che siano; Giordano Tunioli sceglie allora di “raccontare per immagini”, seleziona scorci, conosciuti o inediti, gioca con l’acqua e le pietre del Castello, costruisce raffigurazioni che sono vere e proprie ambientazioni sceniche dove gli attori sono temporaneamente fuori quadro per lasciare il massimo spazio possibile a ponti levatoi, muri, finestre e loggiati. Un approccio umile e certosino, non con l’ambizione di afferrare il reale nella sua totalità, ma di dipanarlo attraverso suggestioni e frammenti, il più delle volte scartati dalla retina o giudicati non conformi rispetto al quadro culturale complessivo che la nostra mente ha artificiosamente costruito. Tunioli ci restituisce una nuova visione del Castello Estense, amplia la nostra percezione e lettura del monumento; da musicista, assembla le sue fotografie lungo un ideale “spartito iconico”, da profondo uomo di cultura utilizza i versi di grandi poeti come Tasso, Ariosto e Guarini per costruire un ponte ed un intreccio fra parola ed immagine, fra trama verbale e suggestione visiva, la nettezza e allo stesso tempo l’ambiguità di entrambi i codici espressivi. Un libro prezioso, in definita, quello di Giordano Tunioli, per assaporare il piacere dello svelamento di ciò che è già visto e conosciuto, per perdersi, trovando nuovi ambienti ed atmosfere, nel luogo più frequentato, a livello di immaginario, nella nostra quotidianità di ferraresi.

Nasce a Poggiorenatico (Ferrara) il 6/3/1944. Dopo varie esperienze musicali in più settori ha conseguito vari premi (tra cui un primo premio nel 1968) per composizioni destinate all'infanzia. Allievo di Bruno Coltro, si è diplomato in Musica corale, direzione di coro e successivamente in Composizione presso il Conservatorio "G. Frescobaldi" di Ferrara. Ha partecipato ai corsi di direzione di coro e d'orchestra tenuti da Marcel Couraud e ha conseguito importanti premi nazionali ed internazionali per la sua attività di compositore. Ha in passato svolto attività di recensione discografica per la rivista del settore CD Classica e recentemente ha curato la serie di trasmissioni televisive Amami Alfredo per l’emittente locale Telestense. Giordano Tunioli è stato direttore del Conservatorio "G. Frescobaldi" di Ferrara dal 1993 al 2005, ha a lungo collaborato con varie riviste del settore, tra cui CD Classica. Ha unito all'attività didattica quella di direttore d'orchestra , di direttore del Gruppo Corale e Strumentale "L. Luzzaschi" e del Coro Ferrara Musica che ha diretto in occasione della produzione de Le Nozze di Figaro (1994), Il Barbiere di Siviglia (1995) e il Don Giovanni (1997) - tutte con la direzione di Claudio Abbado - dell'opera La clemenza di Tito diretta da Lü Jia (1998) e dell’opera Così fan tutte sempre con la direzione di C.Abbado (2000).

ISBN 9788897320425

La cinese di Maputo

28/10/2014 — Nathan Levi

  € 13,00   

 

1985 Maputo, capitale del Mozambico. Siamo negli anni immediatamente successivi all’indipendenza del Paese dal colonialismo portoghese.Ariel è un pediatra di professione, cooperante triestino giunto nel Paese africano per aiutare i bambini. Quello che forse non immagina è che questa esperienza lo cambierà profondamente.L’Africa non è un Paese come un altro, racchiude un sé un mondo di contraddizioni che si specchiano, ogni giorno, negli occhi della sua gente. Ariel vive a stretto contatto con la guerra, la miseria e la malattia, ma non può fare a meno di notare come quelle persone siano raggianti, con un sorriso sulle labbra pronto a guardare verso un domani nuovo. Il loro essere è cordiale, la loro gratitudine sincera.Ed è proprio grazie a questa esperienza che Ariel vive una rinascita interiore, alla ricerca di una pace e di una saggezza che tanti uomini e dei hanno smarrito lungo la strada.Prende inizio un viaggio d’introspezione fra amori del passato e del presente, sulle tracce della sua infanzia e del paese in cui è nato, Israele, fino alla passione per Suyen, una misteriosa ed affascinante donna cinese incontrata proprio a Maputo e poi a lungo ricercata.

Nathan Levi nasce a Tel Aviv nel 1945 da genitori triestini. I primi 7 anni della sua vita li trascorre a Gerusalemme. Poi, nel 1957, si trasferisce con la famiglia a Trieste, città nella quale vive ancora oggi. È specialista in pediatria.La passione per la scrittura nasce dai diari giovanili, un modo per raccogliere pensieri ed emozioni ed imprimerli su carta, per capire e capirsi, di confronto con se stessi. «Forse anche nell’illusione di fermare il tempo – spiega l’autore – di poterlo ripercorrere».La Cinese di Maputo è un’opera in parte autobiografica. In qualità di pediatra, nel periodo che va dal 1985 al 1989, Levi ha prestato servizio presso l’Ospedale Centrale di Maputo, per giungere poi a gestire un ampio progetto di cooperazione materno-infantile. Dopo qualche anno lo ritroviamo a Shanghai per studiare la Medicina Tradizionale Cinese.Nel ’94 è fonda assieme ad altri colleghi la Scuola di Fitoterapia Medica. Dal 2002 insegna Fitoterapia e stress ossidativo presso l’Università di Trieste.

ISBN 9788897320395

La valigia nascosta
Istantanee dai Balcani e quaderno di campo del sototenente Arnaldo Pozza internato militare a Sandbostel Stalag XB (1941-45)

25/01/2014 — Roberto Pozza

  € 14,00   

 

Immagini ritrovate in vecchi rullini nascosti in una valigia in soffitta hanno permesso di ricostruire la storia di questo militare e di tutta la sua compagnia Perugia durante la guerra nei balcani. Arnaldo Pozza, S. Ten. del Regio Esercito impegnato dal 1941 all’8 settembre 1943 nell’occupazione della Dalmazia, del Montenegro e dell’Albania, fu uno dei circa 800.000 internati militari italiani nei territori del Terzo Reich. Ferrarese, all’epoca tra i ventisette e i ventinove anni, il giovane Pozza rifiutò di combattere a fianco dei nazisti dopo l’armistizio di Cassibile e scelse di condividere la sorte dei militari italiani catturati, rastrellati e deportati, finendo in diversi campi di internamento polacchi e infine in quello tedesco di Sandbostel. Durante l’occupazione dei Balcani scattò decine e decine di fotografie , 85 delle quali pubblichiamo in questo catalogo curato dal figlio Roberto, mentre a Sandbostel compilò e illustrò un piccolo quaderno che restituisce in parte la quotidianità degli internati, considerati prima prigionieri di guerra, poi internati militari a cui non si doveva applicare la Convenzione di Ginevra, infine lavoratori coatti passibili di essere sottoposti a massacranti lavori. Sopravvissuto alla guerra e al campo, alla sua morte il figlio ritrovò fotografie e quaderno in una “valigia nascosta” e decise di ripercorrere, attraverso le immagini e le parole di Arnaldo, il percorso dall’occupazione dei Balcani all’internamento compiuto dal padre, in vita avarissimo di racconti su quelle tragiche esperienze. Nel campo di Sandbostel, insieme a Pozza, erano internati anche il futuro scrittore Giovanni Guareschi; il futuro Professore universitario, saggista e dirigente politico comunista Alessandro Natta; il futuro attore Gianrico Tedeschi., che Arnaldo sicuramente ebbe modo di conoscere.

Roberto Pozza nasce a Ferrara dove inizia gli studi che prosegue a Bologna alla facoltà di Economia - corso di laurea in Statistica. Negli anni settanta si trasferisce a Milano per occuparsi di statistiche e studi economici in ambiti confindustriali. Lavora ancora per alcuni anni tra Milano e il Lago di Como sempre nel settore degli studi economici, poi rientra a Ferrara dove attualmente vive.

ISBN 9788897320388

Il caso Arpur

25/01/2014 — Andrea Carli

  € 10,00   

 

Un giovane militare italiano rimane prigioniero dei Tedeschi dopo l’8 settembre. Riesce a resistere agli stenti e alle vessazioni dei campi di concentramento rimanendo attaccato alla vita e ai propri princìpi morali grazie alla scrittura di un diario segreto su cui raccoglie, quasi quotidianamente, le proprie riflessioni sulle atrocità naziste e sulle assurdità della guerra. Ma il diario diventa la sua condanna. I Tedeschi compiono su di lui una spietata vendetta: agendo con cinismo e machiavellica lucidità mettono in atto, infierendo sul suo corpo e sulla sua stessa anima, l’annullamento della sua Persona, del suo Pensiero, del senso stesso della sua Vita. Lasciato libero ancor prima della fine del conflitto, il ritorno a casa sarà infatti per lui costellato di sofferenze e delusioni che porteranno a compimento il disegno nazista volto ad annullare in ogni più minimo dettaglio, la forza morale del suo Pensiero. Una grande metafora contro l’odio e la sopraffazione, dove la forza dirompente del Pensiero, che si esprime attraverso la scrittura, diventa l’arma morale più implacabile e potente contro violenze, totalitarismi e stupidità.

Andrea Carli nasce a Comacchio (Ferrara) nel 1919. Militare in Sicilia, durante la Seconda Guerra Mondiale, è a Merano l’ 8 Settembre 1943 quando cade prigioniero dei Tedeschi. Deportato in Germania vi rimane fino alla fine della guerra. Rientrato in patria, nel ’48 conclude gli studi laureandosi in Lingue e Letterature Straniere. Nel ’59 pubblica la raccolta di poesie “Nel Regno del Cuore”. Nel ’61 entra nella rosa dei candidati con alcune poesie inedite al Premio Letterario Libera Stampa (Casinò di Campione) e nel ’63 con il racconto “Una giovinezza”. Nel ’64 ad Adria riceve il Premio Letterario Marino Marin per il racconto inedito “Il caso Arpur”. Nel ’70 pubblica il suo secondo libro di versi “Il Furore”. Dal 1975 si dedica con grande passione alla pittura con una ricca e poliedrica produzione di opere. Ci lascia nel 1990.

Nel ’64 ad Adria riceve il Premio Letterario Marino Marin per il racconto inedito “Il caso Arpur”. Pubblicazione pustuma per gentile concessione degli eredi.

ISBN 9788897320357

Vite schedate
Comunisti a Ferrara durante il fascismo: 2

03/12/2013 — Delfina Tromboni, Dante Giordano, Davide Guarnieri

  € 18,00   

 

Sono oltre 400 i comunisti e le comuniste ferraresi schedati dalla polizia politica fascista, durante il Ventennio, per il Casellario politico centrale del Ministero dell'Interno e si stimano in almeno quattro volte tanti quelli inseriti dalla Questura nel novero dei "sovversivi", per il medesimo periodo. Le carte di polizia stilate a fine repressivo costituiscono una impareggiabile fonte per la storia dei comunisti e delle comuniste durante la dittatura. "Vite schedate" ne ricostruisce le biografie, restituendo per la prima volta alla memoria storica e collettiva non soltanto l'antifascismo organizzato dalle strutture clandestine del partito, ma anche quello diffuso e quotidiano, mai emerso prima dalla cosiddetta "zona grigia". È così che, attraverso le vicende di centinaia di sconosciuti oppositori del regime, in gran parte costretti all'emigrazione in altre città (Milano, Torino, Genova, Roma, Bari, Venezia, Bologna...) o addirittura in altri Paesi (Francia, Svizzera, Belgio, Stati Uniti, Argentina...) si ricostruiscono anche pezzi di resistenza alla dittatura in realtà diverse da quella ferrarese. Schedatura da Cappelli a Farolfi. Schedatura da Bertoli a Cappelletti. Ricostruzione della storia locale del PCI dal '29 al '33.

Delfina Tromboni vive a Ferrara, dove ha diretto il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Già Membro Ordinario della Società Italiana delle Storiche, ha pubblicato con diversi editori nazionali numerosi saggi e volumi di storia delle donne, storia dell’antifascismo e della Resistenza, del movimento operaio e dei partiti politici, della cooperazione. In quest’ultimo ambito ha pubblicato nel 2003 per l’editore “Il Mulino” un volume sulla storia della Lega delle Cooperative e mutue di Ferrara dalle origini alla ricostruzione, che porta il titolo A noi la libertà non fa paura. Per l’editore Tresogni dirige la collana rossoantico ed ha in corso di pubblicazione Vite schedate. Comunisti a Ferrara durante il fascismo, opera in più volumi di cui sta per vedere la luce il III volume.

ISBN 9788897320142

Due ruote attraverso l'Africa

24/05/2013 — Obes Grandini

  € 12,00   

 

Il racconto di un anno di viaggio lungo 20.000 km interamente percorsi in bicicletta, da Città del Capo a Ferrara. Incontri con culture, persone, natura dirompente, contraddizioni sociali, disagi, povertà e dignità umana. Il lento viaggiare in bicicletta raccontato con la semplicità e l'acutezza del viaggiatore attento e rispettoso. Sud Africa, Namibia, Zambia, Malawi, Tanzania, Burundi, Ruanda, Uganda, Sud Sudan, Sudan, Egitto, Giordania, Siria, Turchia, Grecia, Albania, Croazia. Emozionanti descrizioni e profonde riflessioni.

Obes Grandini, figlio di agricoltori, nasce nel 1952 a Medelana di Ferrara. Fin da giovanissimo non ha mai trattenuto l’impulso che lo spingeva verso terre straniere, alla conoscenza di culture diverse e di genti nuove, cercando di soddisfare, in particolare, il vero desiderio di entrare in sintonia con la Natura, qualunque fosse il suo volto. La bicicletta entra in scena nel 1980 e si dimostrerà subito mezzo ideale per l’indole solitaria e lenta di Obes. Il primo viaggio in bicicletta sulle strade dell’Europa fino a raggiungere Capo Nord, durerà 15 mesi, l’ultimo, iniziato nel 2015, dall'Alaska alla foresta amazzonica lo ha impegnato per circa un anno. Tra queste due avventure, un pezzo di vita vissuto alternando al lavoro come operaio agricolo altre avventure per il mondo in bicicletta. I racconti di Obes Grandini sono diari dei suoi lunghi e lenti viaggi in bicicletta. Obes ama la natura e le genti, le differenti culture, le tradizioni e i modi di vivere dei popoli in armonia con i luoghi. La vera meta non è il traguardo più lontano da raggiungere, la meta di ogni suo viaggio è la conoscenza. I suoi viaggi e i suoi racconti sono una piccola metafora delle difficoltà del vivere quotidiano, raccontate con spontanea genuinità, intelligente ironia e profondo rispetto. Gli itinerari non sono mai definiti prima della partenza, vanno svolgendosi durante il percorso, delineati da incontri, curiosità, difficoltà e risorse.

ISBN 9788897320159

Confesso che ho viaggiato

21/03/2013 — P. Vincenzo Zoli

  € 14,00   

 

CONFESSO CHE HO VIAGGIATO, è un coinvolgente racconto che accompagna il lettore nell’incontro con uomini eccezionali, situazioni insolite, luoghi dimenticati, culture in via di estinzione e paesaggi al limite del fiabesco. È un itinerario nello spazio e nel tempo che attraversa 25 anni di avventure ed esperienze di viaggio vissute dall’autore durante la sua attività di giornalista. La narrazione non segue né un criterio “geografico”, né una successione “cronologica”, ma è ispirata dall’organicità dei temi presentati. È così che le isole di Capo Verde e i laghi ghiacciati della Finlandia sono accomunati nel racconto sui diversi metodi di pesca tradizionali, che le foreste bretoni vanno a braccetto con le lande della Lapponia quando l’autore rivela i segreti dei miti e delle tradizioni più antiche o che i nativi del Quebec stanno a fianco degli aborigeni australiani allorché d’attualità sia la lotta dei popoli per salvare la propria identità.

Pier Vincenzo Zoli, forlivese, viaggiatore instancabile ogni volta che ne ha la possibilità, dopo la laurea in Pedagogia, è stato impegnato per diversi anni come dirigente scolastico. Dal 1991 la svolta: si dedica al giornalismo collaborando con molte e importanti riviste italiane del settore. È anche autore di numerosi documentari televisivi, trasmessi in Geo&Geo e Alle Falde del Kilimangiaro. Nella scelta dei suoi viaggi predilige luoghi e situazioni insolite da raccontare, per coinvolgere il lettore nelle sensazioni vissute, disegnando così una particolarissima “geografia delle emozioni”.

ISBN 9788897320128

Dalla nebbia alle nuvole
In bici verso il Tibet

20/03/2013 — Bernardo Moranduzzo

  € 12,00   

 

L'idea assurda di libertà, le pedalate assortite agli odori della strada, un mondo circostante che balza davanti agli occhi gonfi di vento; nuvole in movimento, la lentezza che accompagna i loro corpi in quel progredire insolito, tra curve e montagne sempre più imponenti e sconosciute. Addentrarsi in realtà che sembravano impossibili anche solamente da immaginare, esplorare culture estranee al loro pensiero, vivere da nomadi, insomma una sorta di rinascita. Parlare in farsi, in tibetano oppure in turco; visitare città dalla fama splendente e dalle cupole blu come Samarcanda o Bukhara, bagnarsi gli occhi in laghi turchesi, accarezzare montagne immense, solcare piste sabbiose, attraversare i passi delle catene montuose del Pamir, degli Altai, del Tian Shan e del Kunlun Shan, sul filo dei 4000 metri.

Bernardo Moranduzzo, classe 1979, fiorentino di nascita, modenese di adozione. Laureatosi a Firenze in Lettere e Filosofia, è archeologo “in pensione”, come ama definirsi lui. Lavora nel sociale. Ama viaggiare e viaggiando ha conosciuto la sua compagna Marcella; insieme hanno percorso in bicicletta la Ravno Sarajevo (Da Trieste a Bar), la Grande Escursione Appenninica a piedi da San Sepolcro a Pontremoli e ancora in bicicletta la “Havash havash” da Durazzo a Istanbul. Nel 2010 la loro bellissima e grande impresa in bicicletta, da Modena a Chengdu nel centro della Cina. Da questo viaggio è nato il romanzo “Dalla Nebbia alle Nuvole”. Precedentemente Bernardo aveva già pubblicato “L’ultimo anno al Buonarroti”, ed. Gruppo Edicom, 2006, un romanzo sui primi amori, sulle "follie" di gruppo, sui sogni e sulle delusioni a Firenze,di un gruppo di ragazzi alle prese con gli esami di maturità.

ISBN 9788897320135

Vite schedate
Comunisti a Ferrara durante il fascismo: 1

12/12/2012 — Delfina Tromboni, Dante Giordano

  € 18,00   

 

Sono oltre 400 i comunisti e le comuniste ferraresi schedati dalla polizia politica fascista, durante il Ventennio, per il Casellario politico centrale del Ministero dell'Interno e si stimano in almeno quattro volte tanti quelli inseriti dalla Questura nel novero dei "sovversivi", per il medesimo periodo. Le carte di polizia stilate a fine repressivo costituiscono una impareggiabile fonte per la storia dei comunisti e delle comuniste durante la dittatura. "Vite schedate" ne ricostruisce le biografie, restituendo per la prima volta alla memoria storica e collettiva non soltanto l'antifascismo organizzato dalle strutture clandestine del partito, ma anche quello diffuso e quotidiano, mai emerso prima dalla cosiddetta "zona grigia". È così che, attraverso le vicende di centinaia di sconosciuti oppositori del regime, in gran parte costretti all'emigrazione in altre città (Milano, Torino, Genova, Roma, Bari, Venezia, Bologna...) o addirittura in altri Paesi (Francia, Svizzera, Belgio, Stati Uniti, Argentina...) si ricostruiscono anche pezzi di resistenza alla dittatura in realtà diverse da quella ferrarese.

Delfina Tromboni vive a Ferrara, dove ha diretto il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Già Membro Ordinario della Società Italiana delle Storiche, ha pubblicato con diversi editori nazionali numerosi saggi e volumi di storia delle donne, storia dell’antifascismo e della Resistenza, del movimento operaio e dei partiti politici, della cooperazione. In quest’ultimo ambito ha pubblicato nel 2003 per l’editore “Il Mulino” un volume sulla storia della Lega delle Cooperative e mutue di Ferrara dalle origini alla ricostruzione, che porta il titolo A noi la libertà non fa paura. Per l’editore Tresogni dirige la collana rossoantico ed ha in corso di pubblicazione Vite schedate. Comunisti a Ferrara durante il fascismo, opera in più volumi di cui sta per vedere la luce il III volume.

ISBN 9788897320111

Dalla pianura Padana al Tibet in bicicletta

02/11/2012 — Obes Grandini

  € 12,00   

 

In bicicletta dalla Pianura padana al Tibet. 7 mesi e 17000 km. Impressioni di viaggio. Luoghi e Natura. Culture e popoli. Riflessioni personali profonde e sincere. Il viaggio nei luoghi come metafora del viaggio introspettivo in se stessi. Non una impresa sportiva, ma un percorso di conoscenza, senza mezzi tecnologici, ma con la passione della conoscenza.

Obes Grandini, figlio di agricoltori, nasce nel 1952 a Medelana di Ferrara. Fin da giovanissimo non ha mai trattenuto l’impulso che lo spingeva verso terre straniere, alla conoscenza di culture diverse e di genti nuove, cercando di soddisfare, in particolare, il vero desiderio di entrare in sintonia con la Natura, qualunque fosse il suo volto. La bicicletta entra in scena nel 1980 e si dimostrerà subito mezzo ideale per l’indole solitaria e lenta di Obes. Il primo viaggio in bicicletta sulle strade dell’Europa fino a raggiungere Capo Nord, durerà 15 mesi, l’ultimo, iniziato nel 2015, dall'Alaska alla foresta amazzonica lo ha impegnato per circa un anno. Tra queste due avventure, un pezzo di vita vissuto alternando al lavoro come operaio agricolo altre avventure per il mondo in bicicletta. I racconti di Obes Grandini sono diari dei suoi lunghi e lenti viaggi in bicicletta. Obes ama la natura e le genti, le differenti culture, le tradizioni e i modi di vivere dei popoli in armonia con i luoghi. La vera meta non è il traguardo più lontano da raggiungere, la meta di ogni suo viaggio è la conoscenza. I suoi viaggi e i suoi racconti sono una piccola metafora delle difficoltà del vivere quotidiano, raccontate con spontanea genuinità, intelligente ironia e profondo rispetto. Gli itinerari non sono mai definiti prima della partenza, vanno svolgendosi durante il percorso, delineati da incontri, curiosità, difficoltà e risorse.

ISBN 9788897320067

Differenti
Volti e sguardi della Resistenza

02/11/2012 — Matilde Morselli

  € 15,00   

 

La comunicazione fra le persone è questione molto più complessa di quanto si creda: è fatta solo in minima parte di parole, mentre per tutto il resto passa attraverso gli atteggiamenti, le posture, i movimenti delle gambe e delle mani, le espressioni del viso e infine dallo sguardo. È il retaggio del nostro essere “animali” che comunicano attraverso segnali più che attraverso segni. Le fotografie di Matilde Morselli recuperano questo primo stadio comunicativo e ce lo trasmettono in tutta la sua pregnanza, in tutta la sua tensione emotiva. Certamente i soggetti, le nostre partigiane e i nostri partigiani, l’hanno aiutata: i loro sguardi, le espressioni dei volti, le rughe profonde che il tempo ha scavato sui volti, ci raccontano storie semplici e drammatiche insieme, e ci ammoniscono: se abbiamo combattuto noi allora, continuate voi ora, non con le nostre armi bensì con quelle che vi abbiamo consegnato, la pace, la democrazia, la libertà, il dialogo e la passione ideale, quella passione che Matilde è riuscita a cogliere e a trasmetterci senza parole.

Matilde MORSELLI. Nasce nel 1982 a Ferrara, città nella quale vive. Sceglie la macchina fotografica come mezzo espressivo dopo aver compiuto studi nel campo della moda e del design. L’educazione all’immagine e lo studio dell’arte hanno contribuito in maniera profonda alla crescita artistica che prende le mosse dalla fotografia glamour per arrivare alla fotografia sociale, punto fermo di questa ricerca, arricchita dalla sensibilità e dalla poesia che solo l’“esistenza” può dare: il suo lavoro si concentra essenzialmente sull’uomo e sull’ambiente in cui vive, nel quale soffre e spera. Attualmente sta portando avanti diversi progetti tra cui un racconto per immagini sulla dimensione dell'attesa che caratterizza la vita del popolo Saharawi ed un foto-racconto sugli uomini e sulle donne protagonisti delle lotte sindacali nella Provincia estense dagli anni’40 ai primi anni ’60. Ha all’attivo diverse mostre personali e collettive, pubblicazioni su riviste di settore e collabora con diverse realtà associative. Dalla presa di coscienza di voler raccontare storie “ai margini”, nascono progetti fotografici che rappresentano una dichiarazione d’intenti comune a tutti i suoi lavori, il voler portare a riflettere e a conoscere, raccontando esistenze ed esperienze che il “voltarsi dall’altra parte” ha portato in ombra: da qui il dovere di raccontarle e se possibile di donare loro voce e dignità. Differenti è il suo primo catalogo.

ISBN 9788897320081

Stima dei beni di Cesare d'Este al momento della devoluzione
Affigurato di Alfonso Benmambri per il cardinale Aldobrandini

15/03/2012 — AA.VV.

  € 18,00   

 

Trascrizione del document redatto nel 1598 da Alfonso Benmambri per conto del Cardinale Aldobrandini, riguardante l'elencazione dei beni della famiglia Estense al momento della devoluzione. La trascrizione è accompagnata da alcuni saggi dei curatori inerenti il passaggio storico in cui questo documento prende vita.

ISBN 9788897320029

America latina, un viaggio in bicicletta

09/11/2011 — Obes Grandini

  € 12,00   

 

Primo racconto di viaggio in bicicletta tra i tanti compiuti dall'autore. Avventura, incontri, natura, riflessioni profonde e aneddoti divertenti. La cronaca di alcuni mesi trascorsi in bicicletta, con una attrezzatura essenziale, da Caracas alla Terra del Fuoco, attraverso l'Amazzonia e le Ande, incontrando popolazioni e culture con l'occhio semplice e attento di un vero viaggiatore.

Obes Grandini, figlio di agricoltori, nasce nel 1952 a Medelana di Ferrara. Fin da giovanissimo non ha mai trattenuto l’impulso che lo spingeva verso terre straniere, alla conoscenza di culture diverse e di genti nuove, cercando di soddisfare, in particolare, il vero desiderio di entrare in sintonia con la Natura, qualunque fosse il suo volto. La bicicletta entra in scena nel 1980 e si dimostrerà subito mezzo ideale per l’indole solitaria e lenta di Obes. Il primo viaggio in bicicletta sulle strade dell’Europa fino a raggiungere Capo Nord, durerà 15 mesi, l’ultimo, iniziato nel 2015, dall'Alaska alla foresta amazzonica lo ha impegnato per circa un anno. Tra queste due avventure, un pezzo di vita vissuto alternando al lavoro come operaio agricolo altre avventure per il mondo in bicicletta. I racconti di Obes Grandini sono diari dei suoi lunghi e lenti viaggi in bicicletta. Obes ama la natura e le genti, le differenti culture, le tradizioni e i modi di vivere dei popoli in armonia con i luoghi. La vera meta non è il traguardo più lontano da raggiungere, la meta di ogni suo viaggio è la conoscenza. I suoi viaggi e i suoi racconti sono una piccola metafora delle difficoltà del vivere quotidiano, raccontate con spontanea genuinità, intelligente ironia e profondo rispetto. Gli itinerari non sono mai definiti prima della partenza, vanno svolgendosi durante il percorso, delineati da incontri, curiosità, difficoltà e risorse.

ISBN 9788897320074

Il fascismo ferrarese
Dodici articoli per raccontarlo

31/10/2011 — Antonella Guarnieri

  € 12,00   

 

Questo volume raccoglie dodici articoli, destinati al grande pubblico, usciti sul quotidiano "la Nuova Ferrara", con l'aggiunta dell'inedito lavoro su Edmondo Rossoni, altro importante gerarca ferrarese, molto meno studiato di Italo Balbo. L'opera si propone di costruire una sorta di trama che colleghi i lavori di tanti studiosi, costruendo un primo affresco complessivo, ad alto valore divulgativo, di un periodo tanto contraddittorio e controverso.

Antonella Guarnieri, vive a Ferrara, presso la cui Università degli Studi lavora. Ha collaborato a lungo, in qualità di ricercatrice, con l’Istituto di Storia Contemporanea, del cui comitato di gestione ora fa parte. Nel 1993, sotto la guida del professor Massimo Legnani, ha pubblicato il suo primo volume, rielaborazione della tesi di laurea in storia contemporanea, discussa all’Università di Bologna nel 1990, dal titolo Ferrara 1943. Dal 25 luglio a Salò. Interpretazione della “lunga notte”, (Bologna, Grafis), al quale nel 2005 ha fatto seguito una nuova edizione, arricchita di un lungo capitolo e di documentazione inedita, che ha aperto nuovi scenari interpretativi di quel delicato frangente storico (Ferrara, 2G Editrice). È autrice di numerosi saggi che indagano aspetti differenti del fascismo estense e della Repubblica Sociale Italiana, dalle tematiche politiche e culturali del regime alle drammatiche vicende della violenta presa di potere del fascismo. Su quest’ultimo aspetto ha raccolto, per il Comune di Ferrara, i dodici articoli usciti sul giornale locale «La Nuova Ferrara» (a cui collabora come esperta di storia), in un volumetto dal titolo Il fascismo ferrarese. Dodici articoli per raccontarlo (Centro Stampe, 2010). Attualmente, sta approfondendo gli studi – che hanno nel tempo prodotto diversi saggi sulla comunità israelitica ferrarese – sulla documentazione prodotta a seguito della promulgazione delle leggi razziali e conservata negli archivi estensi. Tra i numerosi saggi pubblicati si ricordano: Gli studi corporativi a Ferrara, in «Padania», a. VI, n. 12; in collaborazione con Stefano Travasoni, The Jewis community in Ferrara during the period of Fascism, from the racial laws to the fall of Fascism: a quantitative analysis of sources and the individualisation of its original features, in «Atti VIII Convegno di AHC, Graz, Austria, 24-27 agosto 1993»; Fonti per lo Studio della Comunità israelitica. Dal 2015 dirige il Museo di storia del Risorgimento e della Resistenza di Ferrara.

ISBN 9788897320036

Nel grande Nord in bicicletta

31/10/2011 — Obes Grandini

  € 12,00   

 

Cronaca di due viaggi compiuti dall'autore in bicicletta percorrendo molte migliaia di chilometri lungo le sconfinate distese di Canada, Alaska e Siberia. Un viaggio avventuroso condotto con attrezzature semplici per il puro piacere di viaggiare, di conoscere luoghi e persone e di conoscersi nel profondo.

Obes Grandini, figlio di agricoltori, nasce nel 1952 a Medelana di Ferrara. Fin da giovanissimo non ha mai trattenuto l’impulso che lo spingeva verso terre straniere, alla conoscenza di culture diverse e di genti nuove, cercando di soddisfare, in particolare, il vero desiderio di entrare in sintonia con la Natura, qualunque fosse il suo volto. La bicicletta entra in scena nel 1980 e si dimostrerà subito mezzo ideale per l’indole solitaria e lenta di Obes. Il primo viaggio in bicicletta sulle strade dell’Europa fino a raggiungere Capo Nord, durerà 15 mesi, l’ultimo, iniziato nel 2015, dall'Alaska alla foresta amazzonica lo ha impegnato per circa un anno. Tra queste due avventure, un pezzo di vita vissuto alternando al lavoro come operaio agricolo altre avventure per il mondo in bicicletta. I racconti di Obes Grandini sono diari dei suoi lunghi e lenti viaggi in bicicletta. Obes ama la natura e le genti, le differenti culture, le tradizioni e i modi di vivere dei popoli in armonia con i luoghi. La vera meta non è il traguardo più lontano da raggiungere, la meta di ogni suo viaggio è la conoscenza. I suoi viaggi e i suoi racconti sono una piccola metafora delle difficoltà del vivere quotidiano, raccontate con spontanea genuinità, intelligente ironia e profondo rispetto. Gli itinerari non sono mai definiti prima della partenza, vanno svolgendosi durante il percorso, delineati da incontri, curiosità, difficoltà e risorse.

ISBN 9788897320098

Una scelta di libertà
Michele Tortora, l'antifascista, il partigiano, il sindaco del CLN

30/04/2011 — Barbara Tortora

  € 12,00   

 

Nel XX secolo (il secolo breve, stando alla famosa definizione di Hobsbawm), si sono dipanate vite, di uomini e di donne, che si sono trovate davanti a scelte dirimenti. Esse richiedevano una presa di posizione precisa, non ritagliabile nella fascia di variegati grigi che sta normalmente tra due opposti, convenzionalmente il bianco ed il nero. Movimenti e soggetti collettivi, eventi che coinvolgevano masse sterminate di uomini, mettevano il singolo di fronte alla necessità di una assolutamente singola assunzione di responsabilità. Etica, fors’anche prima ancora che politica. Michele Tortora attraversò questa temperie in più occasioni: quando si trattò di decidere se andare in guerra, nella prima mondiale, che per l’Italia aveva anche e non secondariamente la connotazione della ricongiunzione con territori ancora “irredenti”; quando il fascismo sommerse la fragile democrazia liberale garantita da un’ancor più fragile monarchia; quando in Spagna si combatté la prima battaglia fronte a fronte tra fascismo e democrazia popolare; quando in Italia si riaprì, con la nascita della Resistenza, la possibilità di uscire con onore dalla dittatura. A lui, che fu il Sindaco del CLN di Ferrara liberata, formato alla politica dall’esperienza di Giustizia e Libertà e poi del socialismo democratico tendente all’unità d’intenti con i comunisti, è dedicato questo libro, che sta a metà strada tra la memoria e la storia. La memoria affettuosissima eppur prudente della nipote Barbara, e la storia di una città e di una provincia, Ferrara, che soprattutto per il secondo dopoguerra ha bisogno ancora di essere scavata ed indagata.

Barbara Tortora nasce a Ferrara, dove risiede, e dove è impegnata nella ricerca sulla storia politica della città. Già docente di lettere presso l’Istituto Tecnico Provinciale “A. Carpeggiani”, con il corso serale ha partecipato al 40° Premio Estense Scuola (2004), vincendo con il lavoro “Una rivoluzione interrotta”, dedicato all’omicidio di mafia di Padre Puglisi.Presidente dell’ Associazione “Falcone-Borsellino” di Ferrara, aderente a “Libera”, è coautrice del libro “Gli Strozzi Sacrati a Ferrara” (Edizioni Futura News, Ferrara, 1997) e collaboratrice dell’Associazione “Tempi Nuovi” Bologna.

ISBN 9788897320012

Storie di esilio, di fuga e di deportazione
Ferraresi ed emiliani: romagnoli nella diaspora ebraica ed antifascista. Atti del convegno (Ferrara, 29 gennaio 2010)

01/01/2010 — D. Tromboni

  € 15,00   

 

Alla diaspora, quindi alla fuga, all'esilio e alle deportazioni, è dedicato questo libro, che getta uno sguardo, puramente esemplificativo, anche su chi, emigrato clandestinamente a causa della propria opposizione antifascista, finì poi nei gulag sovietici, incomparabilmente diversi, per concezione e scopi, dai campi di sterminio eppure tragicamente ad essi assimilabili per le vite umane che ne furono concretamente stritolate. Diaspora significa però anche produzione, ovunque si fosse, di pensiero, arte, cultura, modi di vivere, di pensare, di operare, persino di cucinare, che la comunanza di destino e di radici rendevano decifrabili a partire da codici, appunto, comuni. Uno sguardo su tale aspetto delle forzate emigrazioni novecentesche è un'altra caratteristica di questo libro, che parla di uomini e donne ferraresi, emiliani e romagnoli, gente comune che ha fatto la storia del Novecento, secolo terribile e grande nello stesso tempo, non sempre per averlo scelto, sempre per averlo attraversato con dolente umanità e dignità.

Delfina Tromboni vive a Ferrara, dove ha diretto il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Già Membro Ordinario della Società Italiana delle Storiche, ha pubblicato con diversi editori nazionali numerosi saggi e volumi di storia delle donne, storia dell’antifascismo e della Resistenza, del movimento operaio e dei partiti politici, della cooperazione. In quest’ultimo ambito ha pubblicato nel 2003 per l’editore “Il Mulino” un volume sulla storia della Lega delle Cooperative e mutue di Ferrara dalle origini alla ricostruzione, che porta il titolo A noi la libertà non fa paura. Per l’editore Tresogni dirige la collana rossoantico ed ha in corso di pubblicazione Vite schedate. Comunisti a Ferrara durante il fascismo, opera in più volumi di cui sta per vedere la luce il III volume.

ISBN 9788897320005