La certezza del ritorno
Viaggio tra le «Città invisibili» del Teatro Potlach

10/2018 — Alessandro Izzi

€ 9,00   

 

Il progetto del Teatro Potlach non è soltanto un grande evento spettacolare o uno spettacolo itinerante quanto piuttosto un intervento che si struttura e si costruisce sul territorio e da esso dipende. È un intervento non solo artistico ma anche antropologico e sociale che coinvolge in prima persona la realtà in cui si realizza come protagonista stessa dell’evento. L’intento è quello di costringere lo spettatore originario del luogo a rivedere il suo borgo, la sua città o parte di essa sotto un altro aspetto, sottraendola alla routine del quotidiano e mettendo in evidenza le bellezze native dei paesaggi. Un raffinato linguaggio teatrale – videoproiezioni, videomapping, grandi teli – disgrega la normale viabilità delle città e crea passaggi obbligati che dall’esterno conducono a un interno e poi riportano nuovamente all’esterno, davanti a una situazione completamente diversa e a tratti spiazzante. Quindi si costruiscono racconti e situazioni che di volta in volta si legano alle specificità dei luoghi, narrando alle persone del posto la propria storia, le proprie origini che spesso vengono dimenticate o date per scontato. La certezza del ritorno è un tentativo di ricognizione critica su un progetto che ha preso corpo un po’ ovunque sul pianeta ma che, ovunque sia stato, ha ritrovato, come in Calvino, sempre la città dei suoi natali, quella Fara in Sabina che ha accolto anche l’edizione del quarantennale del teatro.

Condirettore di Close-up di Roma, ha collaborato con varie riviste di cinema e spettacolo italiane e internazionali. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui Premio Giovane Holden, Premio Salvatore Quasimodo, Premio Nabokov, Premio Cinema, Teatro e Shoah, Premio Lago Gerundo, Premio Artigogolo. Per il teatro ha scritto La valigia dei destini incrociati (2012), Zingari Lager (2017), entrambi messi in scena dal Teatro Bertolt Brecht di Formia, I topi nel muro (2014) e Perché la guerra (2016). Per la saggistica è autore di numerosi testi tra cui Dal Tibet a Hollywood (2008), Nuovo Cinema Tedesco cofirmato con Giovanni Spagnoletti (2009), La finestra sulla scena (2013) e Le Strategie dell’oblio (2017). Per la narrativa ha pubblicato il romanzo Il respiro delle onde (2015), e Storia di Manush raccontata da chi non c’era (2017). In edizione Giovane Holden le sillogi narrative Come seme sotto raffiche d’inverno (2016) e L’attesa della notte (2018).

ISBN 9788832922547

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