La Pantera di Bultei

11/2018 — Roberto Deriu

€ 14,00   

 

L’Italia, tra il ventesimo e il ventunesimo secolo, è dominata da un esoterico totalitarismo chiamato “Struttura Ufficiale”. Le persone comuni vivono in una cultura egemonizzata dalle idee del regime, la cosiddetta “Dottrina Fattuale”, alla quale tutti si adeguano in un conformismo soffocante, cercando di interpretare a dovere la parte che la Struttura Ufficiale ha scritto per ciascuno. Alberto Campana, giovane musicista di origine marchigiana, conosce a Roma un uomo che cambierà il corso della sua esistenza. Il suo nome è Ahl Zenia. Da quel momento Alberto Campana vivrà, suo malgrado e privo d’ogni consapevolezza, un’avventura che sconvolgerà l’intero Paese, mettendolo di fronte a una formidabile creatura che tutti ritenevano solo una figura mitologica: la Pantera di Bultei. Mentre la belva leggendaria seminerà il terrore e lo sgomento nelle città e nei villaggi della Sardegna, Alberto Campana sarà la principale pedina sull'immensa scacchiera del gioco del potere. La Struttura Ufficiale, la Chiesa e i Prelati Prescelti, una misteriosa confraternita segreta chiamata Le Marionette Ammaestrate si disputano in un duello mortale il possesso di un antico libro scritto in una lingua sconosciuta: dalla sua decifrazione potrebbe dipendere il destino del mondo.

Roberto Deriu nacque in una sera di pioggia, alle sette. Era il primo giugno del 1969. La sua tribù era composta da profughi, insegnanti, pittori, commercianti, cronometristi, figli di famiglia, pescatori di triglie. La sua formazione letteraria infantile si incentrò sul giornalino da colorare “Miao” e sull’Iliade raccontata dalle amate zie. Appresa la lettura, rivolse l’attenzione a Ibsen e a George Bernard Shaw, che trafugò dalla biblioteca di casa. A dieci presentò ai Signori Genitori formale istanza affinché a Natale gli venisse regalata l’opera omnia di Salgari; nel frattempo si accostò alla poesia di Percy Bysshe Shelley, della quale sentì il profumo per l’intera giovinezza. A undici anni lesse Misericordia di Benito Pérez Galdós, e da quel momento tutto il suo tifo letterario fu per gli ispanici. Tentò di scrivere La Pantera di Bultei a partire dal 1985, ma poté stenderne una primitiva versione solo trent'anni dopo. Il suo contributo alle lettere contemporanee consiste in una sola frase: «La poesia è un fiore innaffiato di lacrime».

ISBN 9788873563235

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