Nostra legge la libertà
Documenti di Guido Picelli sul carcere e sul confino

05/2014 — Giancarlo Bocchi

€ 10,00   

 

”Libertà” è la parola che ricorre costantemente negli scritti di Guido Picelli, l’antifascista rivoluzionario dell’“Oltretorrente” di Parma, che nell'agosto del 1922, con poche centinaia dei suoi “Arditi del popolo” ha difeso la città dall’assedio dei 10 mila fascisti di Italo Balbo e ha respinto per cinque giorni gli squadristi armati come un esercito, ottenendo la più grande vittoria dell’antifascismo italiano e la prima vittoria militare sul fascismo in Europa. È per questa parola, grande e luminosa, che Guido Picelli ha combattuto il fascismo e i totalitarismi. Per Picelli l’idea di libertà ha più valore di un manifesto politico o di una scelta ideologica: è un ideale assoluto, lo scopo inviolabile della vita, che caratterizza tutta la sua attività di combattente rivoluzionario, dalla “Grande battaglia” di Parma fino alla liberazione di Mirabueno, prima vittoria della Repubblica spagnola sul fronte di Madrid al comando del Battaglione Garibaldi dei Volontari antifascisti italiani. Scrive Guido Picelli: «Non vi sono… reazione o fascismo, che possano imporre le barriere alle idee di libertà e d’uguaglianza, e malgrado le proibizioni, passano i confini, vanno al di là dei monti e degli oceani, conquistano gli stati, le città, i villaggi, e come luce e l’aria penetrano ovunque e nessuna forza può contenerle!» Così Guido Picelli, l’uomo che ha mille volte beffato e irriso i suoi persecutori, il rivoluzionario che ha seminato con geniali stratagemmi i poliziotti fascisti che lo spiavano e lo seguivano ovunque, il deputato eletto grazie a un plebiscito popolare che entra in Parlamento con una grande bandiera rossa e sfidando i deputati di Mussolini la inalbera sul pennone di Montecitorio, il militante che è sempre sfuggito agli squadristi che in più di un'occasione lo aggrediscono e tentano di ucciderlo, il teorico “della guerriglia urbana”, l’instancabile accusatore dei crimini di Mussolini, non dimenticherà mai di portare la solidarietà sua e dei compagni al maggior numero di detenuti vittime di accuse molte volte costruite ad arte dalla polizia, raccogliendo in diverse case di pena, sfidando gli aggressori squadristi, un gran numero di testimonianze dettagliate, di denunce, che costituiscono ancora oggi un circostanziato e veritiero monumento ad ogni regime liberticida, del passato e del presente. Guido Picelli, il “Guevara italiano”, con questi scritti manda fino ai nostri giorni un messaggio di resistenza, antidogmatico e di grande attualità: «La libertà è un diritto naturale, senza di essa non esiste nulla, né uguaglianza, né fratellanza, senza libertà l'uomo non può sviluppare i suoi bisogni... L'uomo libero, l'eguale di ciascuno, il fratello di tutti, ecco il destino dell'uomo!”

Giancarlo Bocchi, regista e saggista, è l’autore del libro Il Ribelle. Guido Picelli una vita da rivoluzionario (2013) e dell’omonimo film documentario presentato a Madrid,Parigi, Mosca, in numerose città italiane e sulla RAI. Su Guido Picelli ha scritto diversi saggi e ricerche pubblicati su Alias, l’Espresso, il Manifesto, la Repubblica. È l’autore de Il ponte di Sarajevo (2014), L’assedio. Mille giorni a Sarajevo (2015), L’Età della Guerra (2016), ha curato libri sull’arte, sulla cultura e realizzato una quarantina di film documentari, soprattutto sui confltti degli ultimi vent’anni.

ISBN 9788890852435

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