Principi della filosofia dell'avvenire

01/2016 — Ludwig Feuerbach

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Nei Princìpi della filosofia dell'avvenire (1843) Feuerbach ricostruisce la genealogia dell'idealismo, mostrando il legame tra teologia e forme filosofiche sostenuto già nelle Tesi provvisorie per una riforma della filosofia. Tuttavia non si ferma ad una lettura, pur geniale, della storia della filosofia, ma prospetta una nuova soluzione del problema ontologico che eviti il vuoto di soggetto in cui incorre la logica di Hegel: l'essere non è solo pensato ma esperito come altro rispetto al pensiero. Feuerbach propone una nozione positiva della sensibilità, uno sguardo rinnovato che pone la causa del desiderio umano nel campo del visibile. Andare oltre Hegel non significa infatti recuperare il concetto romantico di sentimento, ma riconoscere la positività del reale. Nei Princìpi Feuerbach si interroga sugli effetti a lungo termine della verità. Il destinatario di questo manifesto filosofico non è l'uditorio universitario ma l'umanità futura. Qui l'universalità emerge come piano dell'intersoggettività. Solo dopo aver destituito l'Assoluto come soggetto, l'uomo incontra l'altro come simile: finito nella sua esistenza corporea, ma infinito nel genere in quanto umanità.

Ludwig Feuerbach (1804-1872) è una figura centrale della filosofia post-hegeliana, di cui rinnova il linguaggio. Dopo un primo periodo segnato da studi di storia della filosofia, egli orienta i suoi interessi sui temi della critica filosofica e teologica. Tra le sue opere: Critica della filosofia hegeliana (1839), Essenza del cristianesimo (1841), Tesi provvisorie per una riforma della filosofia (1843), L’essenza della religione (1846), Teogonia (1857), Spiritualismo e materialismo (1866). § Di Feuerbach Orthotes ha pubblicato Principi della filosofia dell'avvenire (2016), a cura di Piergiorgio Bianchi.

ISBN 9788893140195

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