Origine dell'arte
Studi sull'estetica di Croce

03/2018 — Luca Viglialoro

€ 16,00   

 

Esperire l’arte è un compito infinito che si dà alla conoscenza, in quanto è intrinseco ad essa. Una conoscenza – quella intuitiva, nel caso di Croce – che sembra essere stata attinta ad una dimensione originaria immemoriale: quella per cui l’arte è capacità di cogliere la realtà prodotta nel qui ed ora, per renderla legge dell’esperienza e immagine del suo articolarsi polifonico. Il secolo passato si apre con un’opera fondamentale, l'Estetica come scienza dell’espressione e linguistica generale del 1902, che, nel riallacciarsi alla grande tradizione razionalistica e idealistica dell’estetica, le imprime una svolta: quella che segna il passaggio dall’arte come conoscenza (e, quindi, come espressione isolata e subordinata al comprendere) all’arte come esperienza (un’arte che, in piena autonomia, crea le proprie condizioni di possibilità). L’intuizione e l’espressione, quali fili conduttori per il risalimento alle origini dell’esperienza dell’arte, sono dunque, per Croce, i due poli di produzione ed autoriflessione della realtà e delle sue possibilità rappresentative. Possibilità che il giudizio, esteticamente, scandaglia e fonda nel dare loro il nome: quello di arte.

Luca Viglialoro (1985) è ricercatore presso la Heinrich-Heine-Universität Düsseldorf e insegna Estetica all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e alla Hochschule für Bildende Künste Dresden. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’università di Potsdam ed è stato borsista della Studienstiftung des deutschen Volkes e dell'Università di Roma "La Sapienza". Del 2016 sono i volumi Ästhetische Erfahrung und Textästhetik in Microfilm von Andrea Zanzotto (Berlin) e, con Antonio Lucci, Giorgio Agamben. La vita delle forme (Genova). Nel 2017 è apparso Arte e negazione. Sull’estetica di Schopenhauer (Roma).

ISBN 9788893141352

Giacenza indicativa a magazzino Fastbook0