Foucault

11/2018 — Gilles Deleuze

€ 17,00   

 

Deleuze considerava Foucault il più grande filosofo contemporaneo. Alla morte dell'amico gli dedicherà questo prezioso omaggio postumo, che rappresenta senz'altro la migliore lettura complessiva della sua opera. Si tratta di un testo simpatetico, di un'interpretazione intensiva, problematica e problematizzante, che si snoda attraverso le dimensioni del sapere, del potere e dei processi di soggettivazione, in cui Deleuze ci ha mostrato cosa significhi veramente pensare con Foucault, andando necessariamente anche oltre di lui. Qui le individualità dei due filosofi si amalgamano, si fondono, e facciamo il nostro ingresso in un territorio in cui non c'è più nessuno che dica “io”. Perché – Deleuze ce lo ha insegnato – si pensa sempre in più d'uno, anche quando si è da soli. Quello che ne esce, è il sorprendente ritratto di un Foucault «metallico e stridente», che si rivolge direttamente ai problemi della nostra attualità, inventando gli strumenti che ci permettono di interpretarla, di capirla, e forse anche di cambiarla. Per aiutarci a comprendere il presente, con i suoi limiti, le sue degenerazioni, le sue linee di fuga.

Gilles Deleuze (1925-1995) allievo di Jean Hyppolite, Georges Canguilhem e Ferdinand Alquié, è stato tra i maggiori filosofi contemporanei. Di formazione storico-filosofica, ha rinnovato il canone della disciplina reinterpretando autori come Hume, Nietzsche, Kant, Bergson, Spinoza, Leibniz e Foucault, dedicando a ognuno uno studio particolare. A cavallo del '68 ha definitivamente consolidato un'originale filosofia della differenza e del divenire in testi ormai classici come Differenza e ripetizione e Logica del senso, affrontandone in seguito gli aspetti pratico-sociali e più direttamente politici in opere come L'Anti-Edipo e Mille Piani (con Félix Guattari).

ISBN 9788893141604

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