Ciò che appare nello specchio
Docetismo e metafisica dell'immagine in Henry Corbin

03/2019 — Roberto Revello

€ 18,00   

 

L'eredità più riconosciuta di Henry Corbin è quella dell’orientalista che ha fatto scoprire insospettate e ricche tradizioni spirituali-filosofiche dell’Iran shī’ita. Nel presente lavoro ci si è sforzati tuttavia di tenere assieme l’opera dell’esegeta e del fenomenologo della religione con quella del filosofo teoreticamente in grado di interrogare da un altro luogo i percorsi della metafisica occidentale sui temi centrali dell’essere e dell’“essere immagine”. Per esplicita ammissione, si può parlare di un’insolita prospettiva “docetista”, intesa come fenomenologia di specchi e icone, come metafisica immaginale capace di dare spessore a immagini in continua trasfigurazione dal visibile all’invisibile e viceversa. Le tradizioni religiose a cui si riferisce Corbin fanno infatti dell’immaginale la dimensione in cui hanno luogo i fenomeni spirituali. Sarebbe la rimozione di questo piano ad aver determinato, in Occidente, lo scacco di un nichilismo passivo, ostaggio del “paradosso del monoteismo” che, in ultima analisi, è sempre un’ontoteologia senza teofania.


Roberto Revello, dottore di ricerca in Filosofia delle scienze sociali e Comunicazione simbolica, ha curato la pubblicazione in italiano di diverse opere di H. Corbin: Il paradosso del monoteismo (Milano-Udine 2010), Tempo ciclico e gnosi ismailita (Milano-Udine 2013), La Sophia eterna (Milano-Udine 2014) e la “summa” Nell’Islam iranico, di cui sono già usciti i primi 3 volumi ed è in corso di pubblicazione l’ultimo.

www.orthotes.com

ISBN 9788893141772

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