L'eternità invecchia
Sulla poesia di Paul Celan

10/2014 — Mario Ajazzi Mancini

€ 16,00   

 

Letture, storie di lettura, intorno all’ultima produzione poetica di Paul Celan, che cercano di sporgersi oltre la soglia idealmente tracciata dalla raccolta Atemwende (Svolta di respiro) del 1965, pubblicata nel 1967. Per raccontare degli ultimi anni di una vita dedicata alla memoria e alla poesia, alla testimonianza di una ignominia (la Shoah) e alla ricerca inesausta di un dire che potesse essere innocente nella lingua di chi forse non potrà mai esserlo. Ma anche ad accordare alla scrittura una fiducia tanto impossibile quanto straordinaria, per la sua capacità di fare argine, di compattarsi sul bordo dell’insensatezza. Posta etica che si trascrive nella massima densità di una parola, talvolta una singola parola, che è limite e sfida per la traduzione. Tanto feconda nondimeno da concedere uno sguardo differente sulle medesime cose che questa poesia indica come decisive e inaggirabili. Preghiera, sacrificio, speranza, dialogo (perfino nella follia) … Tanto sul versante degli interlocutori quanto dei luoghi di un confronto dal passo serrato sulle piste di quest’avventura, affinché dall’Assisi di Francesco, dalla Hütte di Heidegger, dal monte Moriah, da Parigi, Londra e Gerusalemme, sia possibile affermare che la vita è da benedire, da dire bene ogni volta che c’è, e che si attesta nella mirabile varietà dei nomi, delle figure in cui si declina, siano quelle di un ciuchino mansueto, dell’ariete sacrificale, delle lucciole (vers luisants) che continuano a vagare, intermittenti lumicini di affidamento, speranzosamente accordato a ogni incontro.

Mario Ajazzi Mancini, psicanalista a Firenze. Svolge attività clinica e didattica presso la Società di Psicoterapia Comparata. Si occupa di psicanalisi e poesia con riguardo all’opera di Freud e alla lirica tedesca. Ha curato l’antologia Allegorie della critica. Strategie della decostruzione nella critica americana (1987), Il verbario dell’uomo dei lupi di Nicolas Abraham e Mária Török (1991), l’edizione bilingue dei casi clinici di Freud, il Piccolo Hans e l’Uomo dei lupi (2010, seconda ed.), I Sonetti a Orfeo di Rainer Maria Rilke (2005, seconda ed.), e Josefine la cantante, ovvero il popolo dei topi di Franz Kafka (2013). È autore dei volumi Tra Jung e Freud. Psicoanalisi letteratura e fantasia (1991), A nord del futuro. Scritture intorno a Paul Celan (2009). È socio fondatore di Kantoratelier – arte psiche musica teatro. § Per Orthotes ha pubblicato il volume L'eternità invecchia. Sulla poesia di Paul Celan (2014).

ISBN 9788897806646

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