Il frammento e l'intero
Indagini sul senso dell'essere e sulla stabilità del sapere

03/2015 — Carmelo Vigna

€ 35,00   

 

Ma è poi vero che l’ultima cifra del senso dell’essere è il ‘frammento che siamo’? No, è subito da rispondere; non è per nulla vero. Questo libro ha avuto e ha ancora la modesta pretesa di far vedere (cioè di ‘dimostrare’) l’impossibilità che il ‘frammento che siamo’, cioè poi il ‘finito’, sia l’ultima parola intorno al senso dell’essere; e ha avuto e ha ancora la modesta pretesa di far vedere (‘dimostrare’) che ciò che finito non è, sta ontologicamente oltre il finito. Ne è il fondamento di senso e ne è il fondamento d’essere. In altri termini, il ‘frammento che siamo’ implica necessariamente l’Intero o la totalità dell’essere, ma come altro da sé. La prima battuta è contro l’esito più accreditato della contemporaneità (la ‘finitezza’), la seconda battuta è contro l’esito più accreditato della modernità (l’‘immanenza’). Tanto la posizione del semplice finito, che sarebbe dunque finito da nulla, e che dunque intenderebbe valere come infinito (se le parole hanno ancora un senso), quanto la posizione di un infinito che è solo tempo o storia e che dunque non può fuoriuscire dalla finitudine, sono la posizione di una evidente autocontraddizione. Come questo non venga da molti avvertito nella sua essenziale semplicità, è uno dei grandi misteri della cultura occidentale più recente. Il visibile, a quanto pare, ci ha sedotti. Testimoniare invece la grandezza e la realtà dell’invisibile è stato sempre il compito d’onore della tradizione metafisica, almeno da Parmenide in avanti. Contribuire un poco a questo compito è il piccolo privilegio che l’autore ha sempre rivendicato per sé.

Carmelo Vigna (1940) è professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha tenuto la Cattedra di Filosofia morale dal 1981 al 2011, ha diretto il Dipartimento di Filosofia e Teoria delle scienze e ha fondato e diretto il Centro Interuniversitario di Studi sull’etica (CISE). È stato dal 2013 al 2016 presidente della Società Italiana di Filosofia morale (SIFM). Attualmente è presidente del Centro di Etica generale e applicata (CEGA) dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia. È autore di numerose pubblicazioni su temi di ontologia metafisica, di antropologia filosofica e di etica generale e applicata. Per Orthotes dirige la collana Ethica. § Per Orthotes ha curato i volumi collettanei La vita spettacolare. Questioni di etica (con Riccardo Fanciullacci, 2013) e Etica dell'economia. Idee per una critica del riduzionismo economico (con Alessandro Biasini, 2016). Ha pubblicato, in una nuova versione riveduta e ampliata (due tomi) il libro di ontologia metafisica, Il frammento e l'Intero. Indagini sul senso dell'essere e sulla stabilità del sapere (2015) e quello di etica (in due tomi), Etica del desiderio come etica del riconoscimento (2015), che insieme ai due tomi Sostanza e relazione. Indagini di struttura sull'umano che ci è comune (2016) dedicati all'antropologia trascendentale, restituiscono per intero il corpus (Ontoetica) degli scritti dell'autore. Sua è inoltre la postfazione al volume di Giovanni Gentile, Discorsi di religione (curato da Paolo Bettineschi, 2015).

ISBN 9788897806653

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