Patologia della libertà
Saggio sulla non-identificazione

02/2015 — Günther Anders

€ 13,00   

 

L’uomo fa esperienza di sé come qualcosa di contingente, come qualunque, come “proprio io” (che non si è scelto); come uomo che è precisamente così come è (per quanto possa essere tutt'altro); come proveniente da un’origine di cui non risponde e con la quale deve tuttavia identificarsi; come “qui” e come “ora”. Questo paradosso fondamentale dell’appartenenza reciproca della libertà e della contingenza, questo paradosso che è un’impostura, il dono fatale della libertà, si chiarisce come segue. Essere libero significa: essere straniero; non essere legato a niente di preciso, non essere tagliato per niente di preciso; trovarsi nell'orizzonte del qualunque; in una postura tale per cui il qualunque può anche essere incontrato in altri qualunque. Nel qualunque, che posso trovare grazie alla mia libertà, è anche il mio proprio io che incontro; questo, pur appartenendo al mondo, è straniero a se stesso. Incontrato come contingente, l’io è per così dire vittima della propria libertà.

Günther Anders (pseudonimo di Günther Stern, 1902-1992) filosofo e scrittore, studiò con Martin Heidegger e Edmund Husserl. Sposò nel 1929 la filosofa Hannah Arendt, e nel 1933, con l'avvento del nazismo, fu costretto a emigrare. Nel 1950 tornò in Europa e si stabilì a Vienna. Fu tra i promotori del movimento internazionale contro la bomba atomica e tra gli oppositori alla guerra in Vietnam. Tra le sue opere tradotte in italiano ricordiamo: La coscienza al bando. Carteggio del pilota di Hiroshima Claude Eatherly e di Günther Anders (Torino 1962), Opinioni di un eretico (Roma-Napoli 1991), Noi, figli di Eichmann (Firenze 1995), L’uomo è antiquato (Torino 2003). § Di Anders Orthotes ha pubblicato Patologia della libertà. Saggio sulla non-identificazione (2015), a cura di Luigi Francesco Clemente e Franco Lolli.

ISBN 9788897806738

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