È bene definire il bene?

07/2015 — Enrico Berti

€ 10,00   

 

Il punto di partenza assunto nel saggio è la definibilità del bene, una volta che ci si occupi di esso non in quanto assoluto e irraggiungibile, ma piuttosto vedendolo come bene umano, praticabile e realizzabile. Come tale, esso è l’oggetto delle aspirazioni umane e concretamente indicato nei diritti fondamentali, nelle varie libertà e nei diritti politici, che documenti ufficiali hanno ormai sancito. Da Aristotele fino alla sua ripresa da parte di Martha Nussbaum, la felicità, per quanto fragile, si sostanzia proprio di questi beni, che possono essere presentati come vere e proprie “capacità”. Completa il testo un intervento di Berti sull’Etica nicomachea di Aristotele, da cui emerge il carattere pratico di una filosofia che punti a definire che cos’è il bene, ossia aristotelicamente la felicità, per l’uomo.

Enrico Berti, nato a Valeggio sul Mincio (Verona) nel 1935, è professore emerito dell'Università di Padova, Doctor honoris causa dell’Università Nazionale e Capodistriana di Atene. Ha insegnato filosofia nelle università di Perugia, di Padova, di Ginevra, di Bruxelles e di Lugano. È stato presidente nazionale della Società Filosofica italiana, vicepresidente della Fédération Internationale des Sociétes de Philosophie e presidente dell'Institut International de Philosophie di Parigi. È socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e membro della Pontificia Accademia delle Scienze. Le sue ricerche si sono rivolte sin dall’inizio ad Aristotele, di cui Berti ha studiato la concezione generale del sapere, la fisica, la metafisica, l’etica, la politica, la retorica e la poetica; quindi si sono rivolte alla fortuna di Aristotele nel medioevo, nell’età moderna e nell’età contemporanea. In particolare esse hanno riguardato il problema della contraddizione e la dialettica, la distinzione tra le varie forme di razionalità, la concezione dello Stato, il tema dei diritti umani. Dal punto di vista teoretico Enrico Berti aderisce ad un orientamento di tipo metafisico, proponendo una concezione della metafisica classica in chiave problematica e dialettica. Egli è interessato soprattutto al confronto tra la metafisica di tradizione aristotelica e il dibattito filosofico contemporaneo, sia sul versante della filosofia analitica che su quello dell’ermeneutica. Le sue pubblicazioni più recenti sono: Filosofia pratica (Napoli 2004); Aristotele: dalla dialettica alla filosofia prima, con saggi integrativi (Milano 2004); Incontri con la filosofia contemporanea (Pistoia 2006); Storia della Filosofia dall’antichità ad oggi (in collab. con F. Volpi, Roma-Bari 2007); In principio era la meraviglia. Le grandi questioni della filosofia antica (Roma-Bari 2007); Dialectique, physique et métaphysique. Études sur Aristote (Louvain-la-Neuve 2008); Aristotele nel Novecento (Roma-Bari 1992, seconda ediz. con nuova prefazione 2008); A partire dai filosofi antichi (con Luca Grecchi, Padova 2009); Sumphilosophein. La vita nell'Accademia di Platone (Roma-Bari 2010); Ser y tempo en Aristóteles (Buenos Aires 2011); Invito alla filosofia (Brescia 2011); La ricerca della verità in filosofia (Roma 2014). § Di Berti Orthotes ha pubblicato È bene definire il Bene? (2015).

ISBN 9788897806967

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